La sicurezza nell'ambiente lavorativo: obblighi, DPI, segnaletica e primo soccorso
Sicurezza sul lavoro: obblighi del D.Lgs. 81/2008, DPI e abbigliamento protettivo, segnaletica e primo soccorso, con una guida pratica per uffici e magazzini.

In breve: ogni datore di lavoro, anche con un solo dipendente, deve valutare i rischi, formare le persone e fornire i dispositivi di protezione individuale (DPI) adeguati, marcati CE secondo il Regolamento UE 2016/425 e scelti in base alle norme EN del rischio specifico (scarpe EN ISO 20345, guanti EN 388, occhiali EN 166, alta visibilità EN ISO 20471); deve inoltre esporre la segnaletica prevista, tenere la cassetta di primo soccorso del gruppo giusto e proteggere dal rumore sopra gli 80 dB(A). Sotto trovi cosa serve davvero, reparto per reparto, e le guide di dettaglio per ogni dispositivo.
La sicurezza sul lavoro non è una scelta personale: è un obbligo di legge che vale per il piccolo negozio come per la grande azienda, per il cantiere come per l'ufficio, e coinvolge anche i lavoratori autonomi. Questa è la guida di apertura del gruppo dedicato ai dispositivi di protezione: dà il quadro degli obblighi e delle dotazioni, e rimanda alle guide specifiche su ogni famiglia di prodotti. Ha assorbito anche la precedente pagina sugli abbigliamenti protettivi, che ora rimanda qui.
Cosa impone il D.Lgs. 81/2008 anche a un ufficio o a un negozio?
Il Testo unico sulla sicurezza (D.Lgs. 81/2008) mette in capo al datore di lavoro alcuni obblighi che non dipendono dalla pericolosità apparente dell'attività. I principali, in ordine pratico:
- Valutare i rischi e redigere il documento di valutazione (DVR), o la procedura standardizzata per le imprese fino a dieci lavoratori: è l'atto da cui discendono tutte le dotazioni.
- Nominare il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), che nelle piccole imprese può essere il datore stesso dopo la formazione.
- Formare e informare i lavoratori (art. 37), con una formazione aggiuntiva per i preposti e gli addetti alle emergenze.
- Fornire i DPI adeguati (art. 77) dopo aver ridotto il rischio alla fonte, e assicurarsi che vengano usati (art. 75-78).
- Organizzare le emergenze: addetti antincendio e primo soccorso formati, cassetta o pacchetto di medicazione, segnaletica di emergenza.
- Sorvegliare la salute con il medico competente dove la valutazione lo richiede (videoterminali oltre le venti ore settimanali, rumore, movimentazione carichi).
I DPI, in questa catena, sono l'ultimo anello: il D.Lgs. 81/2008 li definisce (art. 74) come attrezzature da indossare per proteggersi da rischi che non si possono eliminare con misure tecniche o organizzative. Comprare i guanti giusti non sostituisce la valutazione che dice perché servono.
Quali DPI servono e cosa dicono le categorie del Regolamento UE 2016/425?
Un DPI in commercio nell'Unione europea deve rispettare il Regolamento (UE) 2016/425, che lo colloca in una delle tre categorie di rischio e ne definisce il percorso di certificazione. La categoria decide anche cosa deve fare il datore di lavoro: per i DPI di categoria III e per i protettori dell'udito l'art. 77 del Testo unico richiede un addestramento specifico, non solo l'informazione.
| Categoria | Rischio | Esempi | Certificazione |
|---|---|---|---|
| I | minimo | guanti da giardinaggio, occhiali da sole da lavoro, indumenti contro la pioggia leggera | autocertificazione del fabbricante, marcatura CE |
| II | intermedio | scarpe antinfortunistiche, guanti EN 388, occhiali EN 166, elmetti, alta visibilità | esame UE del tipo da parte di un organismo notificato |
| III | grave, irreversibile o mortale | protezione respiratoria (FFP2, FFP3), guanti chimici, anticaduta, protezione dal calore e dalla fiamma | esame del tipo più sorveglianza della produzione; numero dell'organismo accanto al CE |
Le norme EN indicano invece la prestazione specifica. La tabella mette in fila le famiglie di DPI, la norma da cercare in etichetta e la guida di dettaglio.
| Parte del corpo | DPI | Norma di riferimento | Cosa dice la marcatura | Guida |
|---|---|---|---|---|
| Piedi | scarpe antinfortunistiche | EN ISO 20345 | classi SB, S1, S1P, S2, S3, S6, S7; resistenza allo scivolamento SR | scarpe antinfortunistiche e guanti da lavoro |
| Mani, rischio meccanico | guanti da lavoro | EN 388 | quattro cifre (abrasione, taglio, strappo, perforazione) più lettera TDM | guanti da lavoro EN 388 |
| Mani, rischio chimico e biologico | guanti monouso e chimici | EN ISO 374-1, EN ISO 374-5, EN 455 | tipo A, B, C; pittogramma virus; guanto medicale | guanti monouso: nitrile, lattice, vinile |
| Occhi e viso | occhiali, sovraocchiali, visiere | EN 166 | classe ottica, resistenza all'urto S, F, B, A | occhiali di sicurezza e visiere EN 166 |
| Vie respiratorie | facciali filtranti | EN 149 | FFP1, FFP2, FFP3 | mascherine FFP2 e chirurgiche |
| Testa | elmetti, copricapo antiurto | EN 397, EN 812 | requisiti opzionali (basse temperature, isolamento elettrico, metallo fuso) | DPI: occhialini, elmetti, caschi e mascherine |
| Udito | cuffie, tappi, archetti | EN 352 | valore SNR di attenuazione in decibel | DPI: occhialini, elmetti, caschi e mascherine |
| Corpo, visibilità | gilet, giacche, pantaloni fluo | EN ISO 20471 | classi 1, 2, 3 per superficie fluorescente e rifrangente | alta visibilità: le classi della EN ISO 20471 |
| Corpo, requisiti generali | ogni indumento protettivo | EN ISO 13688 | ergonomia, taglie, innocuità, etichettatura | indumenti da lavoro e norma EN ISO 13688 |
Tutte le sigle sono raccolte nel glossario dei DPI.
Abbigliamento protettivo: cosa deve garantire e come si sceglie?
L'abbigliamento da lavoro protettivo è un DPI a tutti gli effetti quando protegge da un rischio specifico, e in quel caso deve riportare la marcatura CE, la norma generale EN ISO 13688 (ergonomia, taglie, innocuità dei materiali, istruzioni di lavaggio) e la norma del rischio coperto: EN ISO 20471 per l'alta visibilità, EN 343 per la protezione dalla pioggia, EN 14058 per gli ambienti freddi, EN ISO 11612 per calore e fiamma, EN 13034 per gli schizzi di prodotti chimici. Una felpa o un pantalone da lavoro senza queste sigle sono abbigliamento, non protezione: vanno bene per l'uniformità e la robustezza, non per dimostrare di aver fornito un DPI.
Come si sceglie in pratica
- Dal rischio, non dal catalogo: la valutazione dice se serve visibilità, protezione dal freddo, dalla pioggia o dalla fiamma; l'indumento si sceglie dopo.
- Taglia e comfort: un capo scomodo non viene indossato; la EN ISO 13688 impone taglie dichiarate e verificabili.
- Multinorma solo se i rischi coesistono: un capo che copre fiamma e visibilità pesa e costa più di due capi mirati.
- Cicli di lavaggio: l'etichetta indica il numero massimo di lavaggi oltre cui la protezione non è più garantita; conta per i capi ad alta visibilità.
- Personalizzazione: loghi e ricami sono ammessi se non riducono le superfici protettive.
Manutenzione e sostituzione
I DPI e gli indumenti protettivi vanno mantenuti in efficienza (art. 77): controlli periodici, pulizia secondo le istruzioni del fabbricante, sostituzione quando sono danneggiati, logori o hanno superato i cicli dichiarati. Un gilet sbiadito, una scarpa con il puntale scoperto o un elmetto oltre la data indicata dal produttore non proteggono più, anche se sembrano ancora utilizzabili.
Segnaletica di sicurezza: cosa serve e dove va messa?
Il Titolo V del D.Lgs. 81/2008 (art. 161-166) e l'Allegato XXV stabiliscono che la segnaletica va usata quando i rischi non possono essere evitati o ridotti a sufficienza con altre misure, e ne fissano colori, forme e significati, con i pittogrammi armonizzati dalla norma UNI EN ISO 7010. I cartelli devono essere pochi, ben distanziati, visibili dalle posizioni critiche e coerenti fra loro: una parete piena di segnali è meno efficace di tre cartelli giusti.
| Tipo di segnale | Colore | Forma | Esempi |
|---|---|---|---|
| Divieto | rosso su bianco, barra rossa | cerchio | vietato fumare, vietato l'accesso |
| Avvertimento | giallo con bordo nero | triangolo | pericolo elettrico, carichi sospesi, pavimento scivoloso |
| Prescrizione | azzurro | cerchio | obbligo di casco, guanti, scarpe, occhiali |
| Salvataggio e soccorso | verde | rettangolo o quadrato | uscita di emergenza, cassetta di primo soccorso, punto di raccolta |
| Antincendio | rosso | rettangolo o quadrato | estintore, idrante, pulsante di allarme |
In un ufficio la dotazione minima è la segnaletica delle uscite e dei percorsi di esodo (fotoluminescente dove manca l'illuminazione di emergenza), gli estintori, la cassetta di primo soccorso, il divieto di fumo e, se ci sono telecamere, l'informativa sulla videosorveglianza richiesta dal GDPR. In magazzino e in officina si aggiungono i segnali di prescrizione dei DPI e le strisce a terra per corsie e aree di stoccaggio.
Primo soccorso: gruppo A, B o C e cosa serve
Il DM 388/2003 divide le aziende in tre gruppi in base ad attività, numero di lavoratori e rischio, e stabilisce la dotazione.
| Gruppo | Chi | Dotazione | Formazione degli addetti |
|---|---|---|---|
| A | aziende con rischi rilevanti (indicate dal decreto) o con oltre cinque lavoratori in settori a rischio, e oltre cinque lavoratori agricoli | cassetta di primo soccorso (Allegato 1) e mezzo di comunicazione per il 118 | 16 ore, aggiornamento triennale |
| B | tre o più lavoratori, non rientranti nel gruppo A | cassetta di primo soccorso (Allegato 1) e mezzo di comunicazione | 12 ore, aggiornamento triennale |
| C | meno di tre lavoratori, non rientranti nel gruppo A | pacchetto di medicazione (Allegato 2) e mezzo di comunicazione | 12 ore, aggiornamento triennale |
La cassetta deve stare in un luogo accessibile, segnalato con il cartello verde, e va reintegrata quando si consuma o scade qualcosa. Cosa contengono gli allegati e come si sceglie fra cassetta e valigetta è spiegato nella guida su cassetta di primo soccorso: gruppo A, B o C; le domande pratiche in FAQ sul primo soccorso in azienda.
Antincendio, rumore e igiene: gli altri rischi che toccano anche uffici e negozi
Oltre ai dispositivi di protezione individuale, tre famiglie di obblighi riguardano quasi ogni luogo di lavoro: la prevenzione incendi (arredi con la giusta classe di reazione al fuoco e presidi), l'esposizione al rumore con le soglie dell'art. 189 del D.Lgs. 81/2008 e l'igiene dei locali. Sono i tre capitoli che un ufficio o un negozio tende a dimenticare perché non hanno un DPI da indossare.
Antincendio: arredi, materiali e dotazioni di presidio
La prevenzione incendi nei luoghi di lavoro è regolata oggi dai decreti del 2021 emanati in attuazione dell'art. 46 del Testo unico (fra cui il DM 3 settembre 2021 sui criteri di gestione della sicurezza antincendio, in vigore dal 2022), che hanno sostituito il DM 10 marzo 1998: valutazione del rischio incendio, piano di emergenza, addetti formati e presidi. Per gli arredi vale ancora il DM 26 giugno 1984 sulla reazione al fuoco, che assegna ai materiali le classi da 0 (incombustibile) a 5 (partecipazione crescente alla combustione) e, per i mobili imbottiti, le classi 1 IM, 2 IM e 3 IM: nelle attività soggette a controllo dei vigili del fuoco (scuole, uffici sopra certe soglie di affollamento, locali aperti al pubblico) tende, poltrone e rivestimenti devono avere la classe richiesta. Gli archivi cartacei vanno protetti anche dal fuoco: armadi e classificatori ignifughi o metallici con chiusura sono trattati nella guida sui faldoni e classificatori ignifughi o antipolvere.
Rumore: quando servono le protezioni per l'udito?
L'art. 189 del D.Lgs. 81/2008 fissa tre soglie di esposizione giornaliera: il valore inferiore di azione a 80 dB(A), il valore superiore di azione a 85 dB(A) e il valore limite a 87 dB(A), misurato tenendo conto dell'attenuazione dei protettori. Sopra gli 80 dB(A) il datore di lavoro deve mettere a disposizione cuffie o tappi; sopra gli 85 deve assicurarsi che vengano usati e segnalare le aree; gli 87 non vanno superati all'orecchio. I protettori sono certificati secondo la EN 352 e riportano il valore SNR, l'attenuazione semplificata in decibel: si sceglie quello che porta l'esposizione sotto gli 80 dB(A) senza isolare troppo, perché un lavoratore che non sente gli allarmi è un altro rischio. Uffici e negozi restano quasi sempre sotto le soglie; officine, magazzini con carrelli, tipografie e cantieri no.
Igiene e sanificazione: cosa deve esserci nei locali
L'igiene dei locali è parte della sicurezza: dispenser di sapone o gel igienizzante ai servizi e agli ingressi, detergenti adeguati alle superfici, disinfettanti dove si trattano alimenti o si riceve pubblico, e una pulizia programmata. Nei luoghi a contatto con il pubblico (farmacie, negozi, studi) la sanificazione periodica va inserita nel piano di pulizia con prodotti registrati come presidi medico-chirurgici o biocidi. Quale disinfettante per quale superficie è spiegato nella guida su disinfettanti per superfici: alcol, cloro o ammonio quaternario.
Quale dotazione per ufficio, negozio, magazzino, cantiere e scuola?
| Realtà | DPI tipici | Segnaletica | Primo soccorso | Attenzione a |
|---|---|---|---|---|
| Ufficio | nessun DPI di norma; guanti monouso per pulizie | uscite, estintori, divieto di fumo, videosorveglianza | gruppo B o C | videoterminali, cavi a terra, scale |
| Negozio | guanti monouso, scarpe antiscivolo in alcuni reparti | uscite, estintori, pavimento bagnato | gruppo B o C | pubblico, scale, magazzino retro |
| Magazzino, logistica | scarpe S1P o S3, gilet alta visibilità classe 2, guanti EN 388, elmetto dove ci sono scaffalature alte | corsie a terra, prescrizione DPI, carichi sospesi | gruppo A o B secondo il rischio | carrelli elevatori, rumore |
| Piccolo cantiere, manutenzione | scarpe S3, elmetto EN 397, guanti, occhiali EN 166, alta visibilità classe 2 o 3, cuffie | prescrizione DPI, avvertimento | gruppo A o B | lavori in quota, strada |
| Scuola, laboratori | occhiali e guanti nei laboratori, grembiuli | uscite, punto di raccolta, prescrizioni nei laboratori | gruppo B | affollamento, arredi con classe di reazione al fuoco |
| Pulizie, sanificazione | guanti in nitrile, occhiali per prodotti concentrati, scarpe antiscivolo | prodotti chimici, pavimento bagnato | secondo l'azienda | schede di sicurezza dei prodotti |
Come si sceglie, si consegna e si gestisce un DPI?
La scelta di un dispositivo di protezione individuale parte sempre dal rischio residuo indicato nella valutazione dei rischi e finisce con la consegna documentata e i controlli periodici: saltare un passaggio significa avere in magazzino DPI che nessuno indossa.
I sette passaggi, in ordine
- Partire dalla valutazione dei rischi: il DVR o la procedura standardizzata dicono quale rischio residuo va coperto.
- Individuare la norma EN del rischio (tabella sopra) e la categoria del Regolamento 2016/425.
- Verificare la marcatura: CE, norma, classe o livello, e per la categoria III il numero dell'organismo notificato.
- Scegliere taglia e comfort con la persona che lo userà: un DPI provato viene indossato.
- Consegnare con modulo firmato e formare o addestrare.
- Programmare i controlli e la sostituzione: date di scadenza, cicli di lavaggio, usura visibile.
- Aggiornare la dotazione quando cambiano mansioni, attrezzature o normativa.
Formazione, consegna documentata e responsabilità
Un DPI consegnato senza spiegazione non protegge. L'art. 77 richiede che il datore di lavoro informi il lavoratore sui rischi da cui il DPI protegge, lo formi sull'uso corretto e, per la categoria III e i protettori dell'udito, lo addestri; l'art. 78 impone al lavoratore di usare i DPI, averne cura e segnalare i difetti. In pratica, la consegna va documentata con un modulo firmato che elenca i DPI, la data e la taglia, da conservare nel fascicolo del lavoratore: è la prova, in caso di ispezione o infortunio, di aver adempiuto. La cultura della prevenzione si costruisce con la partecipazione: i lavoratori che segnalano un rischio sono la fonte di informazione più utile per aggiornare la valutazione.
Quando i DPI non servono e cosa serve invece
Un ufficio amministrativo non ha bisogno di scarpe antinfortunistiche e guanti da lavoro: comprarli "per sicurezza" non copre alcun obbligo e non sostituisce ciò che serve davvero, cioè la valutazione dei rischi, la formazione, la cassetta di primo soccorso e la segnaletica di emergenza. Allo stesso modo un gilet ad alta visibilità non serve in magazzino se non circolano mezzi, e un elmetto non serve dove non c'è rischio di caduta di oggetti. I DPI vanno dove il rischio resta dopo le misure collettive: il resto è spesa senza protezione.
Quanto costa la dotazione di base con il catalogo initpc?
Le fasce qui sotto vengono dal catalogo initpc del giorno indicato, solo prodotti disponibili: danno l'ordine di grandezza, non un listino.
| Tipo | Prezzo più basso | Prezzo tipico | Fascia alta | In stock | Fascia |
|---|---|---|---|---|---|
| Scarpe antinfortunistiche | 49,66 € | 73,66 € | 93,92 € | 79 | █████████··· |
| Guanti da lavoro | 1,94 € | 38,38 € | 101,82 € | 16 | █████······· |
| Occhiali di protezione | 9,21 € | 13,28 € | 23,28 € | 4 | ██·········· |
| Elmetto di protezione | 6,20 € | 23,79 € | 44,11 € | 19 | ███········· |
| Gilet alta visibilità | 5,00 € | 14,85 € | 46,47 € | 13 | ██·········· |
| Cartelli di sicurezza | 4,27 € | 11,70 € | 14,38 € | 58 | ██·········· |
| Cassetta di primo soccorso | 0,59 € | 6,26 € | 13,18 € | 31 | █··········· |
Prezzi del catalogo initpc rilevati a settembre 2026, solo prodotti disponibili; i listini cambiano nel tempo.
Nelle righe di guanti, cassette e cartelli il prezzo più basso corrisponde a ricambi e singoli pezzi (una confezione di cerotti, un cartello adesivo), mentre il prezzo tipico dei guanti da lavoro comprende confezioni multiple. A far salire il prezzo sono la classe di protezione (una scarpa S3 costa più di una S1), il materiale (pelle pieno fiore, policarbonato trattato) e il marchio; per un magazzino piccolo la fascia tipica copre gli obblighi, e la fascia alta ha senso per chi usa il DPI otto ore al giorno.
Errori da evitare
- Comprare DPI prima di aver fatto la valutazione dei rischi.
- Considerare "protettivo" un indumento senza norma EN in etichetta.
- Consegnare i DPI senza modulo firmato e senza formazione.
- Riempire le pareti di cartelli invece di scegliere quelli giusti nei punti critici.
- Tenere la cassetta di primo soccorso chiusa a chiave o non reintegrata.
- Ignorare il rumore perché "ci si abitua": sopra gli 80 dB(A) i protettori vanno messi a disposizione.
Glossario minimo
- D.Lgs. 81/2008: il Testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
- DVR: documento di valutazione dei rischi, base di ogni misura di prevenzione.
- RSPP: responsabile del servizio di prevenzione e protezione.
- DPI: dispositivo di protezione individuale (art. 74 del Testo unico).
- Regolamento (UE) 2016/425: il regolamento europeo sui DPI, con le categorie I, II e III.
- Organismo notificato: ente autorizzato a certificare i DPI di categoria II e III; il suo numero compare accanto al CE nella categoria III.
- DM 388/2003: decreto sul primo soccorso aziendale, con i gruppi A, B e C.
- UNI EN ISO 7010: norma con i pittogrammi armonizzati della segnaletica di sicurezza.
- dB(A): decibel ponderati sulla sensibilità dell'orecchio umano, unità delle soglie di rumore.
- SNR: Simplified Noise Reduction, l'attenuazione dichiarata di un protettore dell'udito.
Domande frequenti
Un ufficio con due dipendenti deve fare il DVR?
Sì: la valutazione dei rischi è obbligatoria per ogni datore di lavoro con almeno un lavoratore; fino a dieci lavoratori si può usare la procedura standardizzata, più semplice del DVR completo. Ne discendono formazione, cassetta di primo soccorso e segnaletica.
I DPI li paga il datore di lavoro o il lavoratore?
Il datore di lavoro: l'art. 77 del D.Lgs. 81/2008 impone di fornire i DPI e di mantenerli in efficienza. Il lavoratore ha l'obbligo di usarli, averne cura e non modificarli.
Un lavoratore autonomo deve usare i DPI?
Sì: l'art. 21 del Testo unico impone anche ai lavoratori autonomi di usare attrezzature conformi e DPI adeguati, e di munirsi di tessera di riconoscimento nei cantieri. Non hanno l'obbligo del DVR, ma quello di proteggersi sì.
Come si capisce se un guanto o una scarpa è un vero DPI?
Dalla marcatura: CE, riferimento alla norma EN specifica (EN 388, EN ISO 20345) con i livelli o le classi, e per la categoria III il numero dell'organismo notificato. Senza queste indicazioni il prodotto non è documentabile come DPI.
Ogni quanto vanno sostituiti i DPI?
Dipende dal dispositivo: alla data indicata dal fabbricante (elmetti, filtri), al numero massimo di lavaggi (alta visibilità), all'usura visibile (scarpe, guanti), o subito dopo un evento che li ha sollecitati (un elmetto che ha preso un colpo). La sostituzione va programmata, non attesa.
La cassetta di primo soccorso va tenuta anche in un negozio con un solo dipendente?
Sì: con meno di tre lavoratori si rientra nel gruppo C e serve almeno il pacchetto di medicazione dell'Allegato 2 del DM 388/2003, più un mezzo per chiamare i soccorsi e un addetto formato.
Serve la segnaletica di sicurezza in un ufficio?
Sì, almeno per uscite e percorsi di esodo, estintori, cassetta di primo soccorso e divieto di fumo; se ci sono telecamere, anche l'informativa sulla videosorveglianza. I cartelli di prescrizione dei DPI servono solo dove i DPI sono obbligatori.
Il catalogo di scarpe, guanti, occhiali, elmetti e indumenti è nella categoria Dispositivi di protezione dello shop; cartelli e strisce nella categoria Segnaletica, cassette e ricambi nella categoria Primo soccorso.
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