Dispositivi di protezione

Glossario dei DPI: le sigle EN che si trovano sulle etichette

Glossario delle sigle EN sui DPI: cosa indicano EN 149, EN 166, EN 388, EN ISO 374, EN ISO 20345, EN ISO 20471, EN 397 ed EN 352, come leggere l'etichetta CE.

Pubblicato il aggiornato il 22 min di letturadi initpc

Glossario dei DPI: le sigle EN che si trovano sulle etichette

Le sigle EN sulle etichette dei dispositivi di protezione individuale (DPI) indicano la norma europea con cui il prodotto è stato provato, e quindi da quale rischio protegge e a quale livello: EN 149 per le mascherine filtranti, EN 14683 per le chirurgiche, EN 166 per gli occhiali, EN 388 ed EN ISO 374 per i guanti, EN ISO 20345 per le scarpe antinfortunistiche, EN ISO 20471 per l'alta visibilità, EN ISO 13688 per tutti gli indumenti, EN 397 per gli elmetti, EN 352 per le protezioni dell'udito. Questo glossario delle sigle EN dei dispositivi di protezione le raccoglie in una tabella unica, spiega come si legge la marcatura CE con la categoria di rischio e rimanda alla guida di approfondimento di ciascuna norma; l'inquadramento degli obblighi è nella guida la sicurezza nell'ambiente lavorativo: obblighi, DPI, segnaletica e primo soccorso.

Le sigle EN dei DPI in una tabella: norma, cosa protegge, dove si legge

La tabella elenca le norme che compaiono più spesso sulle etichette dei DPI venduti per uffici, scuole, magazzini, laboratori e comunità, in ordine di parte del corpo protetta.

Norma Parte del corpo e rischio Che cosa dice l'etichetta Approfondimento
EN 149:2001+A1:2009 Vie respiratorie, particelle (polveri, aerosol) Classe FFP1, FFP2 o FFP3; NR (monouso, un turno) o R (riutilizzabile); D se ha superato la prova di intasamento con polvere di dolomite Mascherine FFP2 e chirurgiche: differenze
EN 14683 Naso e bocca, dispositivo medico (non DPI): limita ciò che chi la indossa emette Tipo I, Tipo II o Tipo IIR (R = resistente agli spruzzi) Stessa guida sulle mascherine
EN 166:2001 Occhi, urti, liquidi, polveri, radiazioni Sigla su lente e montatura: classe ottica 1, 2 o 3; lettera S, F, B o A per la resistenza meccanica; cifre 3, 4, 5, 8, 9 per i campi d'uso; K e N per graffi e appannamento; T per temperature estreme Occhiali di sicurezza e visiere: la norma EN 166
EN 170, EN 172, EN 169 Occhi, radiazioni: ultravioletto, luce solare in ambiente industriale, saldatura Numero di scala del filtro davanti alla sigla del produttore Stessa guida sugli occhiali
EN 388:2016 Mani, rischi meccanici Pittogramma a martello con quattro cifre (abrasione, taglio a lama, strappo, perforazione), una lettera da A a F per il taglio TDM e una P per l'impatto Guanti da lavoro EN 388: come si leggono le cifre
EN ISO 374-1 Mani, rischi chimici Pittogramma a beuta con Tipo A, B o C e le lettere delle sostanze di prova superate Guanti monouso: nitrile, lattice, vinile
EN ISO 374-5 Mani, microrganismi Pittogramma con il simbolo di rischio biologico; «VIRUS» se protegge anche dai virus Stessa guida sui guanti monouso
EN 407 Mani, calore e fiamma Pittogramma con la fiamma e sei cifre (comportamento al fuoco, calore da contatto, convettivo, radiante, piccoli e grandi spruzzi di metallo fuso)
EN 511 Mani, freddo Pittogramma con il cristallo di ghiaccio e tre cifre (freddo convettivo, freddo da contatto, penetrazione dell'acqua)
EN ISO 21420 (ex EN 420) Requisiti generali di tutti i guanti di protezione: taglie, innocuità, destrezza Citata insieme alla norma specifica
EN 455 Guanti medicali monouso (dispositivo medico) Riferimento alle parti 1-4 (assenza di fori, proprietà fisiche, valutazione biologica, durata) Stessa guida sui guanti monouso
EN ISO 20345 Piedi, calzature di sicurezza con puntale SB e classi S1, S1P, S2, S3 (S4 e S5 per gli stivali in polimero), più sigle aggiuntive Scarpe antinfortunistiche e guanti da lavoro
EN ISO 20346, EN ISO 20347 Piedi, calzature di protezione (puntale meno resistente) e da lavoro (senza puntale) PB/P1-P3 e OB/O1-O3 Stessa guida sulle scarpe
EN ISO 13688 Requisiti generali di tutti gli indumenti di protezione: taglie, innocuità, etichettatura, invecchiamento Citata accanto alla norma specifica del rischio Indumenti da lavoro: la norma generale EN ISO 13688
EN ISO 20471 Visibilità del corpo Classe 1, 2 o 3 accanto al pittogramma con il gilet Alta visibilità: le classi della EN ISO 20471
EN 343 Corpo, pioggia Due cifre: resistenza alla penetrazione dell'acqua e resistenza al vapore (traspirabilità) Abbigliamento tecnico e catarifrangente
EN 342, EN 14058 Corpo, ambienti freddi e ambienti freschi Valori di isolamento e permeabilità all'aria Stessa guida sull'abbigliamento tecnico
EN ISO 11612 Corpo, calore e fiamma Codici A1/A2 (propagazione limitata di fiamma), B, C, D, E, F con livello
EN 1149-5 Corpo, cariche elettrostatiche Pittogramma con il fulmine
EN 13034 (tipo 6), EN 14126 Corpo, spruzzi leggeri di liquidi chimici; agenti infettivi Tipo 6 / PB [6]; pittogramma di rischio biologico
EN 397 Testa, urti e caduta di oggetti (elmetto industriale) Sigla, anno, materiale e taglia stampati nella calotta; opzioni per basse temperature, isolamento elettrico, metalli fusi DPI: occhialini, elmetti, caschi e mascherine
EN 812 Testa, urti leggeri contro ostacoli fissi (caschetto antiurto, non sostituisce l'elmetto) Sigla nella calotta Stessa guida su elmetti e caschi
EN 352 Udito, rumore Parte 1 cuffie, parte 2 inserti auricolari, parte 3 cuffie montate su elmetto; valore SNR (Single Number Rating, attenuazione in decibel) sulla confezione

Come si legge un'etichetta DPI: marcatura CE, categoria di rischio, organismo notificato

Ogni DPI venduto nell'Unione europea porta la marcatura CE, il riferimento alla norma EN con la classe o il livello, il nome del fabbricante, la taglia e, per i dispositivi di categoria III, il numero a quattro cifre dell'organismo notificato che ne sorveglia la produzione: sono i cinque elementi da cercare prima del prezzo. Le regole sono nel Regolamento (UE) 2016/425, che ha sostituito la vecchia direttiva 89/686/CEE, mentre gli obblighi di chi fornisce i DPI ai lavoratori sono nel decreto legislativo 81/2008.

Le tre categorie di rischio del Regolamento (UE) 2016/425

Il regolamento divide i DPI in tre categorie secondo la gravità del rischio. La categoria I copre i rischi minimi: lesioni meccaniche superficiali, contatto con detergenti poco aggressivi o con acqua, contatto con superfici calde non oltre i 50 gradi, agenti atmosferici non estremi, lesioni agli occhi da luce solare non da osservazione diretta del sole; il fabbricante dichiara la conformità da solo (per esempio guanti da giardinaggio, occhiali da sole comuni, grembiuli). La categoria III copre i rischi che possono causare morte o danni irreversibili: sostanze e miscele pericolose, atmosfere con carenza di ossigeno, agenti biologici nocivi, radiazioni ionizzanti, ambienti ad alta o bassa temperatura con effetti paragonabili a 100 gradi o a meno 50, cadute dall'alto, scosse elettriche, annegamento, tagli da seghe a catena portatili, getti ad alta pressione, ferite da proiettile o da coltello, rumore nocivo; serve l'esame UE del tipo e la sorveglianza di un organismo notificato, il cui numero compare accanto alla CE (articolo 17). La categoria II è tutto ciò che sta in mezzo (la maggior parte dei guanti EN 388, delle scarpe EN ISO 20345, degli occhiali EN 166, degli elmetti EN 397): esame UE del tipo, ma senza numero dell'organismo dopo la CE. Le mascherine FFP e i guanti per rischio chimico e biologico sono di categoria III: è il motivo per cui la loro etichetta ha le quattro cifre e quella di un guanto da magazzino no.

Cosa deve fare il datore di lavoro secondo il decreto legislativo 81/2008

L'articolo 74 del decreto legislativo 81/2008 definisce DPI qualsiasi attrezzatura destinata a essere indossata e tenuta dal lavoratore per proteggerlo da uno o più rischi, e ogni complemento o accessorio con la stessa funzione. L'articolo 77 impone al datore di lavoro di scegliere i DPI in base alla valutazione dei rischi, fornirli, mantenerli efficienti, informare e formare i lavoratori sull'uso; il comma 5 prevede che l'addestramento sia in ogni caso indispensabile per i DPI di terza categoria e per i dispositivi di protezione dell'udito. In pratica una scuola che compra mascherine FFP2 per il laboratorio o un magazzino che fornisce otoprotettori non può limitarsi a consegnarli: deve addestrare all'uso e registrarlo.

Protezione delle vie respiratorie: EN 149 e EN 14683 non sono la stessa cosa

La EN 149 riguarda i facciali filtranti che proteggono chi li indossa dalle particelle; la EN 14683 riguarda le mascherine chirurgiche, dispositivi medici che limitano ciò che chi le indossa emette verso gli altri. Le due sigle non sono intercambiabili e sulle confezioni si trovano spesso entrambe le famiglie, con marcature diverse.

FFP1, FFP2, FFP3 e le lettere NR, R, D

La EN 149:2001+A1:2009 classifica i facciali filtranti in tre classi secondo la penetrazione massima del filtro con gli aerosol di prova (cloruro di sodio e olio di paraffina): non oltre il 20 per cento per FFP1, il 6 per cento per FFP2, l'1 per cento per FFP3; la norma prova anche la perdita totale verso l'interno, cioè quanto passa dai bordi, che dipende dalla tenuta sul viso. Le lettere dopo la classe dicono l'uso: NR (Not Reusable) per un solo turno di lavoro, R (Reusable) per più turni con pulizia secondo il fabbricante, D quando la mascherina ha superato la prova di intasamento con polvere di dolomite, utile negli ambienti molto polverosi. La valvola di espirazione riduce il calore ma lascia uscire l'aria non filtrata: dove conta proteggere gli altri, va scelta la versione senza valvola.

Tipo I, II e IIR delle mascherine chirurgiche

La EN 14683 classifica le mascherine chirurgiche secondo l'efficienza di filtrazione batterica (BFE, Bacterial Filtration Efficiency): almeno il 95 per cento per il Tipo I, almeno il 98 per cento per il Tipo II e per il Tipo IIR, che aggiunge la resistenza agli spruzzi di liquidi. Sono dispositivi medici con marcatura CE secondo il regolamento sui dispositivi medici, non DPI: non compare la categoria di rischio e non c'è la prova di tenuta sul viso.

Protezione degli occhi: cosa dicono le lettere della EN 166

La marcatura EN 166 si legge su due righe: quella sulla lente indica il numero di scala del filtro (se c'è), il fabbricante, la classe ottica, la resistenza meccanica e le opzioni; quella sulla montatura indica il fabbricante, la norma, i campi d'uso e la resistenza meccanica. La classe ottica va da 1 (uso continuo, distorsione minima) a 3 (uso occasionale). La resistenza meccanica cresce da S (robustezza incrementata) a F (impatto a bassa energia), B (media energia, solo occhiali a maschera e visiere) e A (alta energia, solo visiere); la lettera T aggiunta alla resistenza meccanica indica che la prova è superata anche a temperature estreme. I campi d'uso sono cifre: 3 per liquidi (gocce e spruzzi), 4 per polveri grossolane, 5 per gas e polveri fini, 8 per l'arco elettrico da corto circuito, 9 per metalli fusi e solidi caldi. K indica resistenza al danneggiamento superficiale da particelle fini, N resistenza all'appannamento. Un occhiale a stanghetta non può portare la B né i campi 3, 4 e 5: per liquidi e polveri fini serve la maschera con guarnizione.

EN 170, EN 172 ed EN 169: i filtri

I filtri hanno una norma propria e un numero di scala che precede la sigla del fabbricante: EN 170 per i filtri ultravioletti (lenti incolori o gialle da laboratorio e da esterno), EN 172 per i filtri solari a uso industriale (lenti scure per chi lavora all'aperto, diversi dagli occhiali da sole comuni), EN 169 per i filtri da saldatura con il numero di scala che cresce con l'intensità dell'arco. Un occhiale da sole senza EN 166 ed EN 172 non è un DPI, per quanto robusto sembri.

Protezione delle mani: EN 388, EN ISO 374, EN 407, EN 511

I guanti sono i DPI con più sigle in etichetta, perché ogni rischio ha la sua norma e un guanto può portarne più d'una; la norma generale EN ISO 21420 (che ha sostituito la EN 420) copre taglie, destrezza e innocuità dei materiali e accompagna sempre le altre.

EN 388: quattro cifre, una lettera, una P

La EN 388:2016 riassume la resistenza meccanica con quattro cifre nell'ordine abrasione (livello da 1 a 4), taglio con lama rotante (livello da 1 a 5), strappo (da 1 a 4) e perforazione (da 1 a 4); una X al posto della cifra significa prova non eseguita, uno 0 prova non superata al livello minimo. La revisione 2016 ha aggiunto la prova di taglio TDM secondo la EN ISO 13997, espressa con una lettera da A (resistenza a un taglio di circa 2 newton) a F (30 newton), che va letta al posto della seconda cifra sui guanti antitaglio ad alte prestazioni, e la lettera P per la protezione dall'impatto sul dorso. I guanti antitaglio di livello B, per esempio, sono quelli da magazzino e da uso con cutter; i livelli D, E ed F servono per lamiere e vetro. Il dettaglio è nella guida sorella sulle cifre della EN 388.

EN ISO 374-1 ed EN ISO 374-5: chimico e biologico

La EN ISO 374-1 classifica i guanti per rischio chimico in tre tipi secondo il numero di sostanze di prova per le quali il guanto supera il tempo minimo di permeazione fissato dalla norma: Tipo A almeno 6 sostanze, Tipo B almeno 3, Tipo C almeno 1 (con un tempo minimo più breve). Le lettere accanto al pittogramma a beuta identificano le sostanze superate (per esempio K per l'idrossido di sodio, J per l'eptano). La EN ISO 374-5 riguarda i microrganismi: il pittogramma del rischio biologico da solo indica protezione da batteri e funghi, con la scritta VIRUS anche dai virus. Un guanto monouso in nitrile venduto come DPI porta queste sigle; lo stesso guanto venduto come dispositivo medico porta la EN 455, che prova l'assenza di fori e le proprietà fisiche ma non la resistenza chimica.

EN 407 ed EN 511: calore e freddo

La EN 407 (calore e fiamma) usa sei cifre: comportamento alla fiamma, calore da contatto, calore convettivo, calore radiante, piccoli spruzzi e grandi quantità di metallo fuso; per un guanto da forno o da cucina professionale contano le prime due. La EN 511 (freddo) usa tre cifre: freddo convettivo, freddo da contatto e, con 0 o 1, la penetrazione dell'acqua; è la sigla dei guanti per celle frigorifere e lavoro invernale all'aperto.

Protezione dei piedi: EN ISO 20345 e le classi da SB a S3

La EN ISO 20345 riguarda le calzature di sicurezza, cioè quelle con puntale che resiste a un urto di 200 joule e a una compressione di 15 kilonewton; la EN ISO 20346 le calzature di protezione con puntale a energia inferiore e la EN ISO 20347 le calzature da lavoro senza puntale. La classe combina i requisiti aggiuntivi: SB è la base con il solo puntale; S1 aggiunge zona del tallone chiusa, proprietà antistatiche, assorbimento di energia nel tallone e resistenza della suola agli idrocarburi; S1P aggiunge la lamina antiperforazione; S2 aggiunge alla S1 la resistenza della tomaia alla penetrazione e all'assorbimento d'acqua; S3 aggiunge alla S2 lamina antiperforazione e suola scolpita; S4 e S5 sono gli equivalenti di S1 e S3 per gli stivali in polimero o gomma. La revisione del 2022 della norma ha introdotto nuove classi e sigle (fra cui S6 e S7 per le calzature con resistenza all'acqua dell'intera calzatura, e sigle distinte per la lamina metallica e non metallica e per la resistenza allo scivolamento): sulle scatole convivono per anni prodotti certificati con l'una e con l'altra edizione, ed entrambe sono valide.

Le sigle aggiuntive più comuni

Dopo la classe compaiono sigle facoltative: P lamina antiperforazione, A antistatica, E assorbimento di energia nel tallone, WRU tomaia resistente all'acqua, WR calzatura resistente all'acqua, HRO suola resistente al calore per contatto, CI isolamento dal freddo, HI isolamento dal calore, M protezione del metatarso, ESD per chi lavora con componenti elettronici sensibili alle scariche (che non è parte della EN ISO 20345 ma della EN 61340). Un magazzino sceglie di norma S1P o S3; un ufficio tecnico che entra in cantiere S3; una cucina S2 con suola antiscivolo; un laboratorio di elettronica calzature ESD.

Indumenti: EN ISO 13688, EN ISO 20471 e le norme per pioggia, freddo, fiamma

La EN ISO 13688 è la norma generale di tutti gli indumenti di protezione: non certifica una prestazione contro un rischio, ma fissa i requisiti di ergonomia, innocuità dei materiali, sistema di taglie, invecchiamento, marcatura e istruzioni; compare sempre accanto alla norma specifica, spesso in caratteri più piccoli. La EN ISO 20471 classifica l'alta visibilità in tre classi secondo la superficie minima di materiale fluorescente e rifrangente: classe 1 con circa 0,14 metri quadrati di fluorescente e 0,10 di rifrangente, classe 2 con 0,50 e 0,13, classe 3 con 0,80 e 0,20, che richiede quasi sempre un capo con maniche; le classi si possono raggiungere anche sommando due capi certificati, secondo la tabella del fabbricante. La EN 343 (pioggia) riporta due cifre, per la resistenza alla penetrazione dell'acqua e per la resistenza al vapore, cioè la traspirabilità; la EN 342 riguarda gli indumenti per ambienti freddi e la EN 14058 quelli per ambienti freschi, con i valori di isolamento; la EN ISO 11612 gli indumenti contro calore e fiamma con i codici da A a F; la EN 1149-5 gli indumenti antistatici; la EN 13034 tipo 6 gli indumenti contro spruzzi leggeri di liquidi chimici e la EN 14126 quelli contro gli agenti infettivi. Il gilet giallo fluo di un magazzino porta EN ISO 20471 classe 2 ed EN ISO 13688; una giacca invernale da cantiere aggiunge EN 343 e, se imbottita, EN 342 o EN 14058.

Testa e udito: EN 397, EN 812 ed EN 352

L'elmetto industriale EN 397 protegge dalla caduta di oggetti e dagli urti contro ostacoli; nella calotta sono stampati norma, anno, materiale e taglia, e le opzioni facoltative indicano l'uso a bassissime temperature, l'isolamento elettrico, la resistenza ai metalli fusi e la deformazione laterale. Il caschetto antiurto EN 812 protegge solo dagli urti leggeri contro ostacoli fissi (scaffali, soppalchi bassi) e non sostituisce l'elmetto dove possono cadere oggetti: è il DPI dei magazzini con scaffalature basse, non dei cantieri. La EN 352 riguarda i protettori dell'udito in tre parti: cuffie (352-1), inserti auricolari (352-2), cuffie montate su elmetto (352-3); il valore che decide la scelta è l'SNR (Single Number Rating), l'attenuazione media in decibel da sottrarre al livello di rumore misurato per stimare l'esposizione effettiva, con i valori H, M ed L per le alte, medie e basse frequenze. Gli otoprotettori sono fra i DPI per cui il decreto legislativo 81/2008 richiede sempre l'addestramento.

Quale sigla serve per il proprio lavoro

La scelta parte dalla valutazione dei rischi, non dal catalogo; la tabella indica le combinazioni tipiche per gli ambienti in cui i DPI si comprano insieme al materiale di consumo.

Ambiente Rischi tipici Sigle da cercare Categoria CE prevalente
Magazzino, logistica Tagli da cutter e cartone, caduta di colli, mezzi in movimento, urti contro scaffali Guanti EN 388 con livello di taglio B o C; scarpe EN ISO 20345 S1P o S3; gilet EN ISO 20471 classe 2; caschetto EN 812 II
Scuola, laboratorio didattico Spruzzi di reagenti, schegge, polveri Occhiali EN 166 con campo 3 (maschera) o F; guanti EN ISO 374-1 Tipo B o C; camice EN ISO 13688; mascherina FFP2 EN 149 dove c'è polvere II e III
Pulizie, sanificazione Detergenti e disinfettanti, agenti biologici Guanti EN ISO 374-1 ed EN ISO 374-5 (nitrile), occhiali EN 166 campo 3, mascherina chirurgica EN 14683 o FFP2 secondo il prodotto usato III per i guanti chimici
Manutenzione e piccoli lavori edili Urti, schegge, polvere, rumore Elmetto EN 397, occhiali EN 166 F, guanti EN 388, scarpe S3, otoprotettori EN 352 con SNR adeguato, FFP2 o FFP3 per polveri II e III
Cucina e mensa Tagli, calore da contatto, pavimenti bagnati Guanti antitaglio EN 388 livello D o superiore per il disosso, guanti EN 407 per il forno, scarpe S2 con suola antiscivolo II
Ufficio, front office Nessun rischio specifico; primo soccorso Nessun DPI obbligatorio; la cassetta di primo soccorso segue il decreto ministeriale 388/2003, come spiegato in cassetta di primo soccorso: gruppo A, B o C

Errori da evitare nella lettura delle sigle

  • Comprare guanti «resistenti» senza EN 388 e cifre: senza la marcatura non si sa da cosa proteggono.
  • Usare un guanto EN 388 per maneggiare prodotti chimici: serve la EN ISO 374-1, con le lettere delle sostanze giuste.
  • Confondere la mascherina chirurgica (EN 14683, protegge gli altri) con la FFP2 (EN 149, protegge chi la indossa).
  • Scegliere occhiali a stanghetta per spruzzi di liquidi: serve la maschera con campo d'uso 3.
  • Prendere un caschetto EN 812 dove servirebbe un elmetto EN 397.
  • Fermarsi al gilet di classe 2 dove il traffico veicolare richiede la classe 3 con maniche.
  • Consegnare DPI di categoria III o otoprotettori senza addestramento: è un obbligo dell'articolo 77 del decreto legislativo 81/2008.
  • Fidarsi della scritta «conforme» nella descrizione senza la CE, la norma con la classe e, per la categoria III, il numero dell'organismo notificato.

Quanto costano i DPI nel catalogo initpc

Tipo Prezzo più basso Prezzo tipico Fascia alta In stock Fascia
Gilet alta visibilità 2,62 € 34,77 € 60,59 € 64 ████········
Occhiali di sicurezza 2,64 € 12,09 € 15,84 € 44 █···········
Mascherina chirurgica 4,71 € 21,26 € 27,98 € 26 ██··········
Guanti antitaglio 11,38 € 17,14 € 117,99 € 30 ██··········
Scarpe antinfortunistiche 50,76 € 73,66 € 93,92 € 81 ███████·····

Prezzi del catalogo initpc rilevati a settembre 2026, solo prodotti disponibili; i listini cambiano nel tempo.

Il prezzo sale con la classe o il livello (un guanto antitaglio di livello E o F costa molto più di un B, un gilet di classe 3 con maniche più di un gilet di classe 2), con il materiale (nitrile contro vinile, policarbonato antigraffio contro lenti base) e con le opzioni certificate in più (K e N sugli occhiali, WR sulle scarpe, D sulle mascherine). La fascia bassa conviene per i DPI monouso o consegnati a molte persone, come mascherine e gilet per i visitatori; per scarpe e guanti antitaglio usati ogni giorno la fascia tipica è quella che dura. Le confezioni multiple abbassano il prezzo per pezzo: la riga delle mascherine e quella dei guanti includono scatole da più unità. L'assortimento completo, con le schede tecniche che riportano le sigle spiegate qui, è nella categoria dispositivi di protezione dello shop.

Domande frequenti

Una sigla EN senza anno (per esempio «EN 388» e basta) è valida?

Sì, in genere: molte etichette riportano solo il numero della norma, e l'anno dell'edizione si trova nella dichiarazione di conformità o nella scheda tecnica. Per un uso professionale conviene verificarlo, perché edizioni diverse cambiano i metodi di prova (la EN 388:2016 ha aggiunto la lettera del taglio TDM e la P, la EN ISO 20345:2022 ha aggiunto classi e sigle).

Un DPI può avere più sigle EN insieme?

Sì, ed è normale quando protegge da più rischi: un guanto può portare EN 388 ed EN ISO 374-1, un indumento EN ISO 13688 con EN ISO 20471 ed EN 343, un occhiale EN 166 con EN 170. Ogni sigla vale solo per la prova che ha superato: la resistenza al taglio non dice nulla sulla tenuta a un solvente.

Le sigle EN valgono in tutta Europa? E la UNI EN?

Sì: le norme EN sono elaborate dagli organismi europei di normazione e recepite identiche dagli enti nazionali, che aggiungono il prefisso (UNI EN in Italia, DIN EN in Germania). Il contenuto tecnico è lo stesso; cambia solo la sigla con cui si cita.

Come capisco se un DPI è certificato davvero e non solo «dichiarato conforme»?

Dipende dalla categoria: per tutte serve la marcatura CE con la norma e la classe sull'etichetta e la dichiarazione di conformità UE del fabbricante; per la categoria III serve anche il numero a quattro cifre dell'organismo notificato accanto alla CE. Un annuncio che dice «conforme» senza questi elementi non dà garanzie, e una FFP2 senza numero dell'organismo non è una FFP2.

Perché alcune etichette hanno un numero a quattro cifre dopo la CE e altre no?

Dipende dalla categoria di rischio del Regolamento (UE) 2016/425: il numero identifica l'organismo notificato che sorveglia la produzione ed è obbligatorio solo per la categoria III (rischi mortali o irreversibili: mascherine filtranti, guanti chimici e biologici, imbracature, otoprotettori per rumore nocivo). Guanti da magazzino, scarpe di sicurezza, occhiali ed elmetti sono di categoria II e portano la CE senza numero.

Mascherina chirurgica o FFP2: qual è la sigla giusta per proteggere chi la indossa?

FFP2 (EN 149): è un DPI che filtra l'aria inspirata e viene provato anche sulla tenuta al viso. La chirurgica (EN 14683) è un dispositivo medico che limita ciò che chi la indossa emette; protegge chi la indossa solo in parte. Dove il rischio è per chi respira (polveri, aerosol), serve la FFP2 o la FFP3.

Il datore di lavoro deve fare formazione anche per i DPI semplici?

Sì, l'informazione e la formazione sull'uso sono dovute per tutti i DPI (articolo 77 del decreto legislativo 81/2008); l'addestramento pratico è in ogni caso obbligatorio per i DPI di terza categoria e per i protettori dell'udito. Per guanti da magazzino e scarpe di sicurezza basta la formazione, purché documentata.

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