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Guanti monouso: nitrile, lattice, vinile — quale scegliere

Guanti monouso in nitrile, lattice o vinile: differenze di resistenza chimica, elasticità, allergie e contatto alimentare, sigle EN 455, EN ISO 374 e AQL.

Pubblicato il aggiornato il 14 min di letturadi initpc

Guanti monouso: nitrile, lattice, vinile — quale scegliere

In breve: per quasi tutti gli usi professionali il guanto monouso giusto è in nitrile: non contiene proteine del lattice, resiste a oli, grassi e detergenti meglio degli altri due e si fora meno. Il lattice resta il più elastico e sensibile, ma può dare allergia e non regge gli oli. Il vinile è il più economico e va bene per contatti brevi a basso rischio (servizio al banco, alimenti non grassi, cambi frequenti), non per i prodotti chimici né per lavori che tirano il guanto. Le sigle da leggere sulla scatola sono EN 455 (guanto medicale), EN ISO 374-1 e 374-5 (protezione chimica e da microrganismi), AQL (quanti guanti forati sono ammessi) e il simbolo del bicchiere con la forchetta (contatto alimentare). Sotto trovi il confronto per materiale, le sigle, la taglia e il guanto per ogni ambiente.

Questa guida fa parte del cluster sui dispositivi di protezione individuale: gli obblighi del datore di lavoro sono nella guida la sicurezza nell'ambiente lavorativo, i guanti per i rischi meccanici (taglio, abrasione) nella guida guanti da lavoro EN 388, tutte le sigle nel glossario dei DPI.

Nitrile, lattice o vinile: cosa cambia davvero fra i tre guanti monouso

I tre materiali sono polimeri diversi, con proprietà meccaniche e chimiche diverse: la scelta sbagliata si paga in comfort, in protezione o in una reazione allergica.

Caratteristica Nitrile (gomma sintetica NBR) Lattice (gomma naturale) Vinile (PVC plastificato)
Elasticità e sensibilità buona, migliora con il calore della mano la migliore, aderisce come una seconda pelle bassa, il guanto resta "largo"
Resistenza a fori e strappi la più alta a parità di spessore alta finché è integro, poi si strappa di colpo la più bassa, si lacera con i movimenti bruschi
Resistenza a oli e grassi buona scarsa, si rigonfia scarsa
Resistenza a detergenti e solventi leggeri buona (verificare la EN ISO 374-1) discreta per acidi e basi diluiti, scarsa per solventi limitata a contatti brevi
Rischio di allergia nessuna proteina del lattice; possibile sensibilità agli acceleranti (esistono versioni senza) proteine del lattice: allergia di tipo I, anche respiratoria nessuna proteina; attenzione ai plastificanti
Contatto alimentare idoneo, anche per alimenti grassi nelle versioni dichiarate idoneo, ma sconsigliato per il rischio allergico ai clienti idoneo con limiti sugli alimenti grassi, secondo la dichiarazione del fabbricante
Segnale di rottura il foro si allarga e si vede il foro resta piccolo e non si nota si strappa vistosamente
Costo per pezzo medio medio-basso il più basso
Smaltimento indifferenziato (esistono versioni biodegradabili certificate) indifferenziato indifferenziato

Perché il nitrile è diventato lo standard

Il nitrile ha sostituito il lattice nella maggior parte degli usi professionali per due motivi: elimina alla radice il rischio di allergia al lattice, che riguarda sia chi indossa il guanto sia chi tocca superfici o alimenti maneggiati con guanti in lattice, e resiste meglio a oli, grassi e detergenti concentrati, cioè ai prodotti che si incontrano in pulizie, cucina, officina e laboratorio. Ha anche una resistenza alla perforazione più alta e, quando si fora, il foro si allarga e diventa visibile: con il lattice si continua a lavorare con un guanto bucato senza accorgersene. I guanti in nitrile senza acceleranti (accelerator-free) risolvono anche la dermatite da contatto di chi è sensibile a tiurami e carbammati usati nella vulcanizzazione.

Quando il lattice ha ancora senso

Il lattice resta il materiale più elastico e più sensibile al tatto: per chi lavora con strumenti fini a lungo, in ambito sanitario o di laboratorio, è ancora scelto da chi non ha sensibilità accertate. In un contesto con molte persone diverse (comunità, scuole, associazioni, personale a rotazione) o con contatto con il pubblico, il nitrile evita di dover verificare le allergie di ciascuno.

Quando basta il vinile

Il vinile è il guanto dei contatti brevi e a basso rischio: servire al banco, porzionare alimenti non grassi, pulizie leggere, cambi frequenti dove il costo per pezzo conta più della resistenza. Non è la scelta giusta per detergenti concentrati, per contatti prolungati, per alimenti molto grassi (alcuni plastificanti migrano) né per lavori che tirano il guanto sulle dita.

Cosa dicono le sigle sulla scatola: EN 455, EN ISO 374, AQL e simbolo alimentare

Lo stesso guanto in nitrile può essere venduto come dispositivo medico o come DPI, e le sigle cambiano di conseguenza.

Sigla Cosa certifica Cosa cercare
EN 455-1, -2, -3, -4 guanto medicale monouso: assenza di fori (AQL 1,5), proprietà fisiche (forza a rottura), sicurezza biologica (proteine, polvere), durata a magazzino marcatura CE come dispositivo medico, data di scadenza
AQL (Acceptable Quality Level) livello di qualità accettabile: percentuale massima di guanti forati nel lotto 1,5 per uso medicale e alimentare; 4,0 è il minimo per i guanti industriali
EN ISO 374-1 protezione da prodotti chimici: Tipo A (almeno 6 sostanze di prova per oltre 30 minuti), Tipo B (almeno 3 sostanze per oltre 30 minuti), Tipo C (almeno 1 sostanza per oltre 10 minuti) pittogramma a beuta con il tipo e le lettere delle sostanze superate
EN ISO 374-5 protezione da microrganismi: batteri e funghi; con la scritta VIRUS anche dai virus pittogramma con il simbolo di rischio biologico
Simbolo del bicchiere e della forchetta idoneità al contatto con alimenti secondo i Regolamenti (CE) 1935/2004 e (UE) 10/2011 dichiarazione di conformità con il tipo di alimenti coperti (acquosi, acidi, grassi)
Regolamento (UE) 2016/425, categoria III i guanti chimici e da microrganismi sono DPI di categoria III: sull'etichetta il numero dell'organismo notificato accanto alla CE quattro cifre dopo la marcatura CE

Le lettere delle sostanze chimiche

Accanto al pittogramma della EN ISO 374-1 compaiono le lettere delle sostanze di prova per cui il guanto ha superato il tempo di permeazione: per esempio K è l'idrossido di sodio al 40 %, J l'eptano, P il perossido di idrogeno al 30 %, L l'acido solforico al 96 %. Un guanto "Tipo B JKL" protegge da eptano, soda e acido solforico per oltre 30 minuti, non da tutto: prima di usarlo con un prodotto specifico si confronta la scheda di sicurezza del prodotto con le lettere del guanto. Un guanto in nitrile monouso è di norma Tipo B o C: protegge da spruzzi e contatti brevi, non da immersioni prolungate, per le quali servono guanti riutilizzabili più spessi.

Quale guanto monouso per pulizie, cucina, sanità, laboratorio, officina e scuola

Ambiente Materiale Sigle da cercare Note
Pulizie e sanificazione con detergenti nitrile, anche spessore maggiore EN ISO 374-1 Tipo B con la lettera del prodotto, EN ISO 374-5 per candeggina e sgrassatori concentrati verificare la lettera; per lavori lunghi guanto riutilizzabile
Cucina, gastronomia, banco alimentare nitrile senza polvere, colore blu (si vede se un pezzo finisce nel cibo) simbolo alimentare, AQL 1,5 vinile solo per contatti brevi con alimenti non grassi
Studio medico, assistenza, comunità nitrile senza polvere EN 455, EN ISO 374-5 VIRUS lattice solo per personale senza sensibilità accertate
Laboratorio didattico, scuola nitrile EN ISO 374-1 Tipo B o C, EN ISO 374-5 taglie piccole per gli studenti
Officina, verniciatura, cambio olio nitrile spesso o nitrile "heavy" EN ISO 374-1 Tipo A o B con J (eptano) il vinile si rigonfia con oli e solventi
Parrucchieri ed estetica nitrile, anche nero EN ISO 374-1 con le lettere dei prodotti usati il lattice è sconsigliato per il contatto con i clienti
Ufficio, archivio, maneggio di documenti sporchi vinile o nitrile sottile nessuna sigla particolare cambio frequente, costo per pezzo
Contatto occasionale con rifiuti nitrile EN ISO 374-5 guanto da lavoro EN 388 sopra, se ci sono oggetti taglienti

Come si sceglie la taglia e come si indossano e si tolgono i guanti monouso

La taglia si misura con la circonferenza del palmo (metro da sarta sotto le nocche, pollice escluso) e si confronta con la tabella della scatola: le taglie XS-XL non coincidono fra marche. Un guanto troppo largo si sfila, si impiglia e riduce la sensibilità; uno troppo stretto si strappa alle dita e stanca la mano. Lo spessore dichiarato al palmo (in genere fra 0,06 e 0,12 millimetri per un guanto da esame, oltre per i modelli pesanti) e la lunghezza (con polsino lungo per i lavori con liquidi) sono gli altri due dati in scheda.

  1. Lavare e asciugare le mani: un guanto su mani umide si strappa infilandolo.
  2. Prendere il guanto dal polsino, infilarlo senza tirare con le unghie, sistemare le dita alla fine.
  3. Cambiare il guanto quando è visibilmente umido all'interno, forato o dopo il contatto con un prodotto aggressivo: il tempo di permeazione della EN ISO 374 parte dal primo contatto, non dall'infilata.
  4. Togliere il primo guanto pizzicando l'esterno al polso e sfilandolo rovesciato; infilare due dita nude sotto il polsino del secondo e sfilare anche quello rovesciato, chiudendo il primo dentro.
  5. Lavare le mani dopo aver tolto i guanti: il guanto non sostituisce l'igiene delle mani.

Conservazione, scadenza e polvere: cosa riduce la durata dei guanti

Tutti e tre i materiali invecchiano con luce, calore e ozono: le scatole vanno tenute chiuse, in un luogo fresco e asciutto, lontano da finestre e radiatori. Il lattice è il più sensibile e ingiallisce e si indurisce prima; il nitrile è il più stabile. La data di scadenza sulla scatola (obbligatoria per i guanti medicali secondo la EN 455-4) indica fino a quando il fabbricante garantisce le proprietà fisiche: un guanto scaduto non è pericoloso in sé, ma si strappa di più. I guanti con polvere (amido di mais) si infilano più facilmente, ma la polvere veicola allergeni e residui e non è ammessa a contatto con alimenti e in ambito sanitario: oggi lo standard è senza polvere, con l'interno trattato al cloro o con un rivestimento polimerico che facilita l'infilata.

Quando il guanto monouso non serve e cosa usare invece

Il guanto monouso non protegge dai rischi meccanici: per aprire scatoloni con il cutter, movimentare pallet o maneggiare lamiere serve un guanto EN 388, e nei lavori dove ci sono sia liquidi sia oggetti taglienti si mette il guanto da lavoro sopra quello monouso. Non serve per immersioni prolungate in detergenti o solventi: lì il monouso si consuma in minuti, e un guanto riutilizzabile in nitrile o neoprene spesso, con manichetta lunga, dura settimane e costa meno per ora di lavoro. E non serve per proteggere gli altri se non si cambia: un guanto tenuto per ore al banco raccoglie e trasferisce più di una mano lavata spesso.

Quanto costano i guanti monouso nel catalogo initpc

Le fasce vengono dal catalogo initpc del giorno indicato, solo prodotti disponibili, e si riferiscono alla confezione (in genere 50 o 100 pezzi).

Tipo Prezzo più basso Prezzo tipico Fascia alta In stock Fascia
Guanti in nitrile monouso (confezione) 3,01 € 7,53 € 8,15 € 26 ████········
Guanti in lattice monouso (confezione) 0,86 € 2,09 € 7,96 € 19 █···········
Guanti in vinile monouso (confezione) 21,30 € 21,30 € 21,30 € 1 ████████████
Guanti in polietilene (confezione) 0,57 € 0,57 € 0,57 € 1 █···········

Prezzi del catalogo initpc rilevati a settembre 2026, solo prodotti disponibili; i listini cambiano nel tempo.

Il confronto va fatto per pezzo, dividendo il prezzo per i guanti nella confezione: le scatole più economiche di lattice sono spesso da pochi pezzi o formati satinati per usi domestici, mentre l'unica referenza in vinile disponibile è una confezione grande. Nel nitrile il prezzo sale con lo spessore, la versione senza acceleranti, la lunghezza del polsino e la certificazione chimica di Tipo A o B; i guanti in polietilene (i sacchettini trasparenti da banco) costano quasi nulla e servono solo per porzionare o servire, non per proteggere. L'assortimento è nella categoria guanti di protezione dello shop.

Errori da evitare

  • Usare guanti in lattice al banco alimentare o con il pubblico: il rischio allergico è anche di chi tocca ciò che avete toccato.
  • Comprare il vinile per le pulizie con sgrassatori: si rigonfia e lascia passare il prodotto.
  • Fidarsi della scritta "resistente ai chimici" senza il pittogramma EN ISO 374-1 e le lettere delle sostanze.
  • Tenere lo stesso guanto per ore: il tempo di permeazione scorre dal primo contatto.
  • Conservare le scatole aperte vicino a finestre o termosifoni.
  • Usare un guanto monouso per il cutter o i pallet: serve la EN 388.

Glossario delle sigle

  • NBR: gomma nitrilica, il polimero dei guanti in nitrile; PVC: cloruro di polivinile, il materiale del vinile.
  • EN 455: guanti medicali monouso (parti 1-4); AQL: livello di qualità accettabile, quota massima di guanti forati.
  • EN ISO 374-1: protezione da prodotti chimici, Tipo A, B o C; EN ISO 374-5: protezione da microrganismi, con VIRUS.
  • Permeazione: passaggio del prodotto chimico attraverso il materiale integro, misurato in minuti; penetrazione: passaggio attraverso fori e cuciture.
  • Senza polvere (powder-free): guanto senza amido di mais all'interno; senza acceleranti: nitrile vulcanizzato senza tiurami e carbammati.
  • Regolamenti (CE) 1935/2004 e (UE) 10/2011: norme europee sui materiali a contatto con gli alimenti.

Domande frequenti

I guanti in nitrile vanno bene per il contatto con gli alimenti?

Sì, se la scatola riporta il simbolo del bicchiere e della forchetta e la dichiarazione di conformità copre il tipo di alimento (acquoso, acido, grasso): il nitrile senza polvere è il guanto più usato in cucina e al banco, di solito blu perché un frammento si vede nel cibo.

Un guanto in vinile protegge da un detergente concentrato?

No, o solo per pochi istanti: il vinile ha una resistenza chimica bassa e non porta quasi mai la marcatura EN ISO 374-1. Per sgrassatori, candeggina e prodotti concentrati serve il nitrile con la lettera della sostanza, o un guanto riutilizzabile spesso per i lavori lunghi.

Come si riconosce un'allergia al lattice da un semplice fastidio da guanto?

Dipende dai sintomi: secchezza e rossore limitati alla mano derivano spesso dall'occlusione o dagli acceleranti, e passano con un nitrile senza acceleranti; prurito diffuso, orticaria, naso che cola o difficoltà respiratorie dopo il contatto sono i segni dell'allergia al lattice, da far valutare a un medico passando subito al nitrile.

Il nitrile senza polvere è meglio di quello con polvere?

Sì, per quasi tutti gli usi: la polvere facilita l'infilata ma veicola allergeni e contamina alimenti e superfici, e in ambito sanitario e alimentare non è ammessa. I guanti moderni senza polvere hanno un trattamento interno che rende l'infilata comunque agevole.

I guanti monouso hanno una scadenza?

Sì: i guanti medicali riportano la data secondo la EN 455-4, e anche i DPI indicano la durata a magazzino. Oltre quella data il materiale perde elasticità e si strappa di più; il lattice invecchia prima del nitrile.

Che differenza c'è fra AQL 1,5 e AQL 4,0?

È la quota massima di guanti forati accettata nel lotto: con AQL 1,5 il controllo statistico ammette meno difetti, ed è il livello richiesto per i guanti medicali e consigliato per gli alimenti; AQL 4,0 è il minimo per i guanti industriali a basso rischio. A parità di materiale, un AQL più basso costa un po' di più.

Posso riutilizzare un guanto monouso dopo averlo lavato?

No: il lavaggio e la disinfezione con alcol indeboliscono il materiale e non eliminano i microfori; il guanto monouso è progettato per un solo uso. Per i lavori ripetuti conviene un guanto riutilizzabile certificato, che si lava davvero.

Per completare la dotazione: le calzature sono nella guida scarpe antinfortunistiche: classi S1-S7, le mascherine nella guida mascherine FFP2 e chirurgiche e gli occhiali nella guida occhiali di sicurezza e visiere EN 166. Guanti in nitrile, lattice e vinile sono nella categoria guanti di protezione dello shop.

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4,5/5

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Aggiornate il 9 set 2026

  • 4/5

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