Dispositivi di protezione

Scarpe antinfortunistiche e guanti da lavoro: classi S1-S7 e come scegliere

Scarpe antinfortunistiche EN ISO 20345: differenze fra S1, S1P, S2, S3 e S7, lamina P/PL/PS, suola SR ed ESD, forma giusta per ogni lavoro e guanti.

Pubblicato il aggiornato il 16 min di letturadi initpc

Scarpe antinfortunistiche e guanti da lavoro: classi S1-S7 e come scegliere

In breve: una scarpa antinfortunistica è una calzatura certificata EN ISO 20345 con un puntale che resiste a un urto di 200 joule e a una compressione di 15 kilonewton; la classe stampata sull'etichetta dice cos'altro protegge. Per un magazzino asciutto basta una S1P (puntale, antistatica, tallone ammortizzato, lamina antiperforazione); per cantiere, esterni e pavimenti bagnati serve una S3 (aggiunge tomaia idrorepellente e suola scolpita); la S7 della revisione 2022 è una S3 con tutta la scarpa impermeabile. I guanti si scelgono a parte, per rischio: EN 388 per tagli e abrasioni, EN ISO 374 per i prodotti chimici. Qui sotto trovi le sigle spiegate, la forma giusta per ogni lavoro, come si prende la taglia e cosa abbinare alle mani.

Questa guida fa parte del cluster sui dispositivi di protezione individuale: l'inquadramento degli obblighi (chi deve fornire cosa, valutazione dei rischi, categorie del Regolamento UE 2016/425) è nella guida la sicurezza nell'ambiente lavorativo: obblighi, DPI, segnaletica e primo soccorso; tutte le sigle EN dei DPI in una tabella sono nel glossario dei DPI.

Quale classe di scarpe antinfortunistiche serve: SB, S1, S1P, S2, S3, S6 o S7?

La classe è una somma di requisiti: ogni lettera o numero aggiunge una protezione a quella precedente. La tabella riporta le classi della EN ISO 20345:2022, l'edizione in vigore, che sulle scatole convive ancora con la 2011 (entrambe valide finché il certificato è in corso).

Classe Cosa garantisce Ambiente tipico Cosa NON garantisce
SB puntale da 200 J e 15 kN, resistenza allo scivolamento di base lavori occasionali al chiuso, visitatori antistaticità, lamina, tenuta all'acqua
S1 SB + zona del tallone chiusa, proprietà antistatiche (A), assorbimento di energia nel tallone (E) magazzino asciutto, montaggio, logistica leggera perforazione della suola, acqua
S1P S1 + lamina antiperforazione (P, PL o PS) magazzino con pallet e chiodi, manutenzione, officina acqua sulla tomaia
S2 S1 + tomaia resistente alla penetrazione e all'assorbimento d'acqua (WPA) cucine, industria alimentare, pulizie, ambienti umidi perforazione della suola
S3 S2 + lamina antiperforazione + suola con rilievi scolpiti cantiere, esterni, giardinaggio, trasporti impermeabilità totale (l'acqua entra dalle cuciture se immersa)
S3L / S3S S3 con lamina non metallica: L provata con chiodo da 4,5 mm, S con chiodo da 3 mm come S3, con più flessibilità e senza metallo nulla di diverso dalla S3
S6 S2 + resistenza all'acqua di tutta la calzatura (WR) lavori all'aperto con pioggia, lavaggi perforazione della suola
S7 (S7L, S7S) S3 + WR: la scarpa completa resta asciutta nella prova a immersione cantiere in stagione umida, agricoltura, esterni continui nulla: è la classe più completa per le scarpe in pelle o tessuto
S4 / S5 equivalenti di S1 e S3 per gli stivali interamente in polimero o gomma zootecnia, lavaggi, pesca, cantieri fangosi traspirabilità

Cosa aggiunge ogni classe, in pratica

Il salto che conta di più nella scelta è quello fra S1P e S3: la prima è pensata per pavimenti interni asciutti, la seconda per terreni irregolari e bagnati. La differenza si vede nella suola (la S3 ha i tasselli in rilievo che scaricano l'acqua e fanno presa sulla ghiaia) e nella tomaia, che nella S3 respinge l'acqua per almeno un'ora di prova. Una S1P in cantiere si inzuppa alla prima pioggia; una S3 in un magazzino asciutto pesa e scalda più del necessario.

Le sigle nuove della revisione 2022: PL, PS, SR e il simbolo Ø

La EN ISO 20345:2022 ha cambiato tre cose che si leggono in etichetta. La lamina antiperforazione ora ha tre sigle: P per l'inserto in acciaio (chiodo di prova da 4,5 mm), PL per l'inserto non metallico provato con lo stesso chiodo da 4,5 mm, PS per l'inserto non metallico provato con un chiodo più sottile da 3 mm, quindi più severo. La resistenza allo scivolamento è diventata un requisito di base per tutte le classi, provato su piastrella ceramica con soluzione detergente; la sigla SR indica una prova aggiuntiva superata con glicerina, più scivolosa; il simbolo Ø compare sulle suole che per costruzione non si possono provare (per esempio con chiodi o ramponi). Le vecchie sigle SRA, SRB e SRC dell'edizione 2011 restano sulle scarpe certificate prima del 2022: SRA era la prova su ceramica, SRB su acciaio con glicerina, SRC entrambe. Infine la resistenza della suola a idrocarburi e oli, la sigla FO, non è più compresa d'ufficio nelle classi S1-S3: è diventata un requisito facoltativo, quindi va cercata sull'etichetta se si lavora con oli e carburanti.

Puntale, lamina e suola: cosa protegge davvero il piede

Le tre parti che fanno di una scarpa un DPI sono il puntale, la lamina e la suola. Il resto (tomaia, fodera, plantare) decide il comfort, e il comfort decide se la scarpa viene indossata davvero.

Puntale in acciaio, alluminio o composito

Il puntale deve reggere gli stessi 200 J e 15 kN qualunque sia il materiale. L'acciaio è il più sottile e il più economico, ma pesa e conduce il freddo; l'alluminio pesa meno ed è più voluminoso; il composito (fibra di vetro, policarbonato, resine) è il più leggero, non conduce calore né elettricità e non suona ai metal detector, ma è più spesso e costa di più. Per chi sta in piedi otto ore o cammina molto, il risparmio di peso del composito si sente; per chi lavora al freddo evita la sensazione di gelo sulle dita.

Lamina antiperforazione: acciaio o tessuto

La lamina in acciaio (P) copre la parte centrale della pianta ed è rigida; la lamina in tessuto o materiale composito (PL, PS) copre una superficie maggiore, è flessibile e non conduce il freddo, ma è più spessa. La sigla PS, provata con il chiodo da 3 mm, è la più severa delle tre ed è quella da cercare dove ci sono chiodi sottili, trucioli metallici o vetro.

Suola: scivolamento, oli, calore, ESD

La suola in poliuretano (PU) è leggera e ammortizza; il doppio strato PU/PU aggiunge uno strato esterno più denso e resistente all'abrasione; il PU/gomma o la gomma nitrilica resistono al contatto con superfici calde (sigla HRO, prova a 300 gradi) e agli oli. La sigla ESD non appartiene alla EN ISO 20345 ma alla serie IEC 61340: indica una scarpa che scarica l'elettricità statica con una resistenza inferiore a 100 megaohm, contro il limite di 1000 megaohm dell'antistaticità (A) di base; serve nei laboratori di elettronica, in sala server e dove si maneggiano componenti sensibili, non in un cantiere.

Scarpa bassa, alta, stivale, zoccolo o sandalo: quale forma per quale lavoro

La forma decide la protezione della caviglia, la traspirazione e la rapidità di calzata. Non esiste una forma "migliore": esiste quella coerente con il pavimento e il clima del posto di lavoro.

Forma Vantaggi Limiti Dove si usa
Scarpa bassa leggera, fresca, si guida bene non protegge la caviglia, entra la polvere magazzino, logistica, officina, laboratorio
Scarpa alta (scarponcino) sostiene la caviglia, tiene fuori terra e freddo più calda, più pesante cantiere, esterni, movimentazione di carichi
Stivale in pelle S3/S7 copre il polpaccio, impermeabile o resistente all'acqua rigido, lento da calzare agricoltura, cantiere in inverno
Stivale in polimero S4/S5 lavabile, totalmente impermeabile non traspira, freddo d'inverno senza calza tecnica zootecnia, lavaggi, pesca, industria alimentare
Zoccolo o sabot con puntale si infila in un attimo, lavabile, suola antiscivolo tallone aperto: solo dove la norma interna lo ammette cucine, laboratori alimentari, sanità
Sandalo di sicurezza S1P traspirante d'estate non protegge da liquidi e polveri magazzino estivo, montaggio al chiuso

Quale scarpa antinfortunistica per magazzino, cantiere, cucina, officina e laboratorio

La scelta si fa a partire dal rischio residuo indicato nella valutazione dei rischi, non dal catalogo. La tabella riassume le combinazioni più comuni.

Ambiente Classe consigliata Sigle aggiuntive utili Forma
Magazzino e logistica al chiuso S1P SR se si usano transpallet su pavimento liscio bassa o sandalo d'estate
Cantiere edile, lavori stradali S3 o S7 HRO se si lavora con asfalto, CI d'inverno alta
Cucina, mensa, industria alimentare S2 SR, suola bianca lavabile, FO per grassi bassa o zoccolo con puntale
Officina meccanica, carrozzeria S1P o S3 FO, HRO vicino a saldature bassa o alta
Laboratorio di elettronica, sala server S1 o S1P ESD bassa
Pulizie e sanificazione S2 SR bassa
Giardinaggio e manutenzione del verde S3 WR o S7 in stagione umida alta o stivale
Zootecnia, lavaggi ad acqua S5 CI in inverno stivale in polimero

Come si prende la taglia e come si prova una scarpa da lavoro

Una scarpa di sicurezza non si allarga con l'uso come una scarpa in pelle morbida: il puntale è rigido e la taglia sbagliata resta sbagliata. La procedura è semplice.

  1. Misura il piede a fine giornata, quando è più gonfio, in piedi e con la calza da lavoro che userai.
  2. Confronta la lunghezza in centimetri con la tabella del produttore: le taglie europee non coincidono da marca a marca e molte scarpe di sicurezza calzano una mezza misura in meno.
  3. Lascia circa un centimetro fra l'alluce e il puntale: con il piede che scivola in avanti in discesa, le dita non devono toccare il metallo.
  4. Prova entrambe le scarpe e cammina: il tallone non deve sollevarsi, la piega della scarpa deve coincidere con quella del piede.
  5. Se lavori con plantari ortopedici, scegli modelli con sottopiede estraibile e verifica che il produttore ammetta la sostituzione: un plantare non certificato può cambiare l'altezza del piede rispetto al puntale.

Le sigle di taglia seguono il sistema Mondopoint (lunghezza e larghezza del piede in millimetri) o la numerazione europea; sull'etichetta interna trovi anche l'anno di fabbricazione, la norma e il codice del modello, che serve per riordinare la stessa scarpa.

Quali guanti da lavoro abbinare alle scarpe antinfortunistiche

Le mani si proteggono con una logica diversa dai piedi: non esiste una classe unica, ma una norma per ogni rischio. Il guanto giusto è quello che porta la sigla del rischio effettivo del lavoro.

Lavoro Guanto Norma e cosa leggere Guida di dettaglio
Movimentazione di colli, pallet, cartone guanto in maglia spalmato in poliuretano o nitrile EN 388, livello di taglio B o C per il cutter guanti da lavoro EN 388
Lamiere, vetro, lame guanto antitaglio in fibra ad alta tenacità EN 388, lettera TDM da D in su stessa guida
Edilizia, agricoltura, oggetti ruvidi guanto in pelle fiore o crosta di bovino EN 388, abrasione 3 o 4 stessa guida
Pulizie, detergenti, laboratorio guanto monouso in nitrile EN ISO 374-1 tipo A, B o C; EN ISO 374-5 per i microrganismi guanti monouso: nitrile, lattice, vinile
Saldatura, forni, superfici calde guanto in pelle crosta lungo o in fibra aramidica EN 407 (calore e fiamma) glossario dei DPI
Celle frigorifere, esterni d'inverno guanto foderato EN 511 (freddo) stesso glossario

Un errore frequente è comprare un solo tipo di guanto "da lavoro" per tutti: il guanto in pelle che va bene per la cazzuola non protegge dal detergente, e il nitrile monouso non ferma un cutter. Come per le scarpe, la scelta parte dal rischio e non dal prodotto.

Quando la scarpa antinfortunistica non serve

Un ufficio, un negozio senza magazzino, una segreteria scolastica non hanno un rischio di schiacciamento o perforazione: la scarpa di sicurezza non è dovuta e comprarla "per stare tranquilli" non copre nessun obbligo. In questi ambienti il rischio per i piedi è lo scivolamento su pavimenti bagnati: bastano calzature da lavoro EN ISO 20347 (senza puntale) con suola antiscivolo, oppure semplici scarpe chiuse con suola in gomma. Dove circolano transpallet e carrelli, invece, il puntale torna necessario anche in un negozio: il rischio è nel retro, non in cassa. Se il dubbio resta, la risposta sta nel documento di valutazione dei rischi, che indica per ogni mansione quali DPI sono previsti.

Quanto costano scarpe antinfortunistiche e stivali nel catalogo initpc

Le fasce qui sotto vengono dal catalogo initpc del giorno indicato, solo prodotti disponibili, e servono a orientarsi prima di aprire le schede.

Tipo Prezzo più basso Prezzo tipico Fascia alta In stock Fascia
Scarpe antinfortunistiche (bassa o alta) 49,66 € 73,66 € 93,92 € 79 ████████····
Calzatura di sicurezza S1P, S3, S3S 31,65 € 105,38 € 108,00 € 92 ███████████·
Scarpe antinfortunistiche ESD 73,66 € 73,66 € 73,66 € 2 ████████····
Stivale di sicurezza S4/S5 23,19 € 23,19 € 23,19 € 9 ██··········
Zoccolo o sabot da lavoro 30,09 € 58,17 € 117,43 € 20 ██████······

Prezzi del catalogo initpc rilevati a settembre 2026, solo prodotti disponibili; i listini cambiano nel tempo.

A far salire il prezzo sono il puntale e la lamina in composito (più leggeri), la tomaia in pelle pieno fiore, la suola a doppia densità e le certificazioni aggiuntive (WR, ESD, HRO); la fascia bassa è quella degli stivali in PVC e delle scarpe con puntale in acciaio e tomaia sintetica, che proteggono allo stesso livello ma pesano di più e durano meno. Per un uso saltuario la fascia bassa è la scelta giusta; per chi le porta ogni giorno il peso e la traspirazione valgono la differenza. Le guide sui guanti riportano le fasce di prezzo dei guanti da lavoro e monouso. L'assortimento completo è nella categoria calzature di sicurezza dello shop, i guanti nella categoria guanti di protezione.

Errori da evitare

  • Comprare una S1P per il cantiere: alla prima pioggia la tomaia si inzuppa e la suola liscia non tiene sul fango.
  • Scegliere la taglia abituale senza misurare: il puntale non cede e le dita che toccano il metallo fanno male dopo un'ora.
  • Ignorare la sigla FO nell'edizione 2022 quando si lavora con oli: non è più inclusa nella classe.
  • Usare scarpe ESD in cantiere pensando che "proteggono di più": proteggono l'elettronica, non il piede.
  • Continuare a indossare una scarpa con la suola consumata o il puntale scoperto: la certificazione vale per la scarpa integra.
  • Sostituire il sottopiede con un plantare qualsiasi senza verificare la compatibilità dichiarata dal produttore.

Glossario delle sigle

  • EN ISO 20345: norma delle calzature di sicurezza (puntale da 200 J); la EN ISO 20346 riguarda le calzature di protezione (100 J) e la EN ISO 20347 quelle da lavoro senza puntale.
  • SB, S1, S1P, S2, S3, S6, S7: classi cumulative di protezione; S4 e S5 per gli stivali in polimero.
  • P, PL, PS: lamina antiperforazione in acciaio, non metallica provata con chiodo da 4,5 mm, non metallica provata con chiodo da 3 mm.
  • A: antistatica; E: assorbimento di energia nel tallone; WPA: tomaia resistente all'acqua; WR: calzatura resistente all'acqua.
  • SR: resistenza allo scivolamento aggiuntiva (ceramica e glicerina); SRA, SRB, SRC: sigle dell'edizione 2011.
  • FO: suola resistente a idrocarburi; HRO: suola resistente al calore per contatto; CI/HI: isolamento dal freddo/dal caldo; M: protezione del metatarso; AN: protezione della caviglia.
  • ESD: calzatura che scarica l'elettricità statica secondo la serie IEC 61340, per ambienti con componenti elettronici sensibili.
  • EN 388, EN ISO 374, EN 407, EN 511: norme dei guanti per rischi meccanici, chimici, da calore, da freddo.

Domande frequenti

Che differenza c'è fra scarpe S1P e S3?

La S3 aggiunge alla S1P la tomaia resistente all'acqua e la suola con tasselli in rilievo. Se lavori al chiuso su pavimenti asciutti basta la S1P, più leggera e fresca; se lavori all'aperto, su terreni irregolari o bagnati, serve la S3.

Le scarpe con la vecchia sigla SRC sono ancora valide?

Sì: la sigla SRC appartiene all'edizione 2011 della EN ISO 20345 e le scarpe certificate con quella edizione restano conformi finché il certificato è valido. Sulle scarpe nuove trovi invece la prova di scivolamento di base senza sigla e, se superata, la sigla SR.

Ogni quanto vanno sostituite le scarpe antinfortunistiche?

Non c'è una scadenza fissata dalla norma: vanno sostituite quando la suola è consumata al punto da perdere i rilievi, quando il puntale è scoperto o ammaccato dopo un urto, quando la tomaia è tagliata o la suola si stacca. Con uso quotidiano molte aziende le rinnovano ogni anno; il datore di lavoro deve garantire che il DPI resti efficiente.

Il puntale in composito protegge quanto quello in acciaio?

Sì: la norma richiede gli stessi 200 joule di urto e 15 kilonewton di compressione a qualsiasi materiale. Il composito pesa meno e non conduce il freddo, ma è più voluminoso e in genere costa di più.

Le scarpe antinfortunistiche le deve pagare il datore di lavoro?

Sì: il decreto legislativo 81/2008 (articolo 77) obbliga il datore di lavoro a fornire i DPI previsti dalla valutazione dei rischi, a mantenerli in efficienza e a formare i lavoratori sull'uso; il lavoratore ha l'obbligo di indossarli e di segnalare i difetti (articolo 78).

Posso mettere il plantare ortopedico nelle scarpe antinfortunistiche?

Dipende dal modello: solo se il produttore dichiara che la calzatura è certificata anche con sottopiede sostituibile e il plantare ha uno spessore compatibile. Un plantare più alto avvicina le dita al bordo del puntale e può alterare le proprietà antistatiche.

Le scarpe ESD servono in cantiere?

No: la sigla ESD serve a proteggere i componenti elettronici dalle scariche statiche, non il piede. In cantiere servono una S3 o una S7 con lamina antiperforazione; una scarpa può essere insieme S3 ed ESD, ma è l'S3 che conta per il rischio edile.

Per completare la dotazione, la protezione della testa e dell'udito è trattata nella guida DPI per testa, udito, occhi e vie respiratorie e l'abbigliamento da lavoro nella guida abbigliamento tecnico da lavoro e catarifrangente. Scarpe, stivali e zoccoli sono nella categoria calzature di sicurezza dello shop.

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4,5/5

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Aggiornate il 9 set 2026

  • 4/5

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