Scrivania e organizzazione

Glossario della cancelleria: le sigle dei cataloghi

Glossario della cancelleria: PP, manilla, goffrato, dorso, passo, capacità, 24/6, ISO 838 e micron spiegati con le misure vere delle schede prodotto.

Pubblicato il aggiornato il 13 min di letturadi initpc

Glossario della cancelleria: le sigle dei cataloghi

PP è polipropilene, il dorso è la larghezza della costola di un raccoglitore, il passo è la distanza fra un anello e l'altro, 24/6 indica il calibro del filo e la lunghezza della gamba di un punto metallico, il goffrato è una superficie a rilievo, la grammatura in g/m² è il peso di un metro quadro di carta. Sono le sei sigle che compaiono più spesso in una scheda prodotto di cancelleria e che nessun catalogo spiega.

Qui sotto ci sono tutte, raggruppate per famiglia, con le misure vere quando esistono e con l'indicazione di quando due prodotti apparentemente identici non sono compatibili. Per le sigle della scrittura (EF, F, M, B, i millimetri delle punte) il riferimento è glossario della scrittura; per quelle delle macchine da ufficio (DIN 66399, pouches, dorsi per rilegatura) c'è glossario delle macchine da ufficio; per i contenitori d'archivio, glossario dell'archiviazione.

I materiali: PP, PVC, PET, manilla, presspan, goffrato

Le tre plastiche che si trovano in cartelleria

PP è l'abbreviazione di polipropilene: leggero, flessibile, insensibile all'umidità, è oggi la plastica prevalente per cartelline, buste, copertine e portalistini. Non ingiallisce rapidamente e sopporta le pieghe ripetute senza spezzarsi.

PVC è il cloruro di polivinile: più rigido e più lucido del PP, resta in uso su alcuni prodotti specifici come i sottomano trasparenti e certe copertine, ma in cartelleria ha ceduto gran parte del campo al polipropilene.

PET (polietilene tereftalato) compare sulle buste e sui portalistini di fascia alta: è più trasparente e più resistente allo strappo del PP a parità di spessore.

Un dettaglio pratico: un prodotto «trasparente» in PP non è mai limpido come uno in PET, perché il polipropilene è per sua natura semi-opaco. Non è un difetto di quel lotto.

Manilla, presspan e goffrato

Il cartoncino manilla è il cartoncino robusto color naturale, tendente al beige, delle cartelle e sottocartelle da archivio. Il nome viene dalla fibra di canapa di Manila usata storicamente; oggi la maggior parte dei cartoncini venduti come «manilla» è in fibra di cellulosa trattata per ottenere la stessa resistenza e lo stesso colore.

Il presspan è un cartoncino pressato e lisciato, più rigido e più compatto del manilla, usato per copertine di registratori e cartelle che devono restare in piedi in uno scaffale.

Goffrato — descritto anche come «buccia d'arancia» — indica una superficie lavorata a rilievo puntinato. Oltre all'effetto estetico, riduce la visibilità di impronte e micro-graffi rispetto a una finitura lucida e liscia, e aumenta leggermente l'attrito, così le cartelline impilate scivolano meno una sull'altra.

Le misure della carta e delle plastiche: formato, grammatura, micron

Il formato di riferimento è la serie ISO 216: l'A4 misura 210 × 297 mm, l'A5 148 × 210 mm, l'A3 297 × 420 mm. Ogni formato si ottiene piegando a metà il precedente sul lato lungo, ed è il motivo per cui il rapporto fra i lati resta costante.

La grammatura è la massa di un metro quadro di carta o cartoncino, determinata secondo la norma ISO 536:2019, «Paper and board — Determination of grammage», ed è il numero in g/m² stampato su ogni confezione. È l'unico dato che permette di confrontare due carte di marche diverse: 80 g/m² è la carta da fotocopie standard, 160-200 g/m² il cartoncino leggero, oltre i 250 g/m² il cartoncino per copertine.

Il micron (millesimo di millimetro) misura lo spessore dei film plastici: buste trasparenti, copertine, pouches per plastificazione. Attenzione a un equivoco frequente: per le pouches lo spessore è indicato per lato, quindi una pouch da 125 micron aggiunge 250 micron totali al documento.

Unità Che cosa misura Dove compare
g/m² (grammatura, ISO 536) Massa di un metro quadro Carta, cartoncino, buste in carta
micron (µm) Spessore di un film Buste in PP, copertine, pouches
mm Dorso, passo, gamba dei punti, diametro dei fori Raccoglitori, cucitrici, perforatori
cm Base dei faldoni, misure dei sottomano Archivio, accessori da scrivania
pollice Anelli per unità nelle rilegature a spirale Rilegatrici e accessori

Dorso, passo e capacità: le sigle dei raccoglitori

Il dorso è la larghezza della costola di un raccoglitore, di un registratore o di un faldone, espressa in centimetri o millimetri. Determina la capacità, non la qualità: un dorso da 8 cm non è «migliore» di uno da 5, contiene semplicemente più fogli e occupa più scaffale.

Il passo è la distanza fra un anello e l'altro nel meccanismo di un raccoglitore, o fra un elemento e l'altro in una rilegatura a spirale. Due raccoglitori con lo stesso numero di anelli ma passo diverso non accettano gli stessi fogli forati.

La capacità è il numero massimo di fogli che un prodotto è dichiarato in grado di contenere o di lavorare in una sola operazione: la si trova su raccoglitori, cucitrici e perforatori ed è sempre riferita a carta da 80 g/m², spessa circa 0,1 mm a foglio. Con cartoncini, buste o documenti plastificati il numero reale scende, ed è la ragione più comune per cui una cucitrice «da 25 fogli» inceppa su venti.

Foratura e rilegatura: ISO 838, sistema 888, passo 2:1 e 3:1

La foratura per archiviazione generica è normata dalla ISO 838:1974, «Paper — Holes for general filing purposes — Specifications», che si applica ai fogli forati in ufficio con un perforatore comune: due fori di 6 ± 0,5 mm di diametro, con interasse di 80 ± 0,5 mm e distanza di 12 ± 1 mm dal bordo del foglio.

Il sistema a quattro fori, chiamato «888», ripete lo stesso passo da 80 mm creando tre intervalli uguali: i due fori centrali coincidono con quelli della ISO 838, quindi un foglio forato a quattro entra anche in un raccoglitore a due anelli. Il contrario non vale. Il dettaglio è in perforatori a 2 o 4 fori.

Nelle rilegature a spirale il passo 3:1 indica tre anelli per pollice e il passo 2:1 ne indica due: il primo ha anelli più fitti e piccoli, adatto a fascicoli sottili; il secondo anelli più radi e grandi, per volumi spessi. Fogli pre-forati e spirali devono avere lo stesso passo, altrimenti non si accoppiano.

Punti metallici e minuteria: 24/6, 26/6, misure di molle e fermagli

Nella sigla dei punti metallici il primo numero è il calibro del filo — più alto significa filo più sottile — e il secondo è la lunghezza della gamba in millimetri. Le serie universali delle cucitrici da ufficio sono 24/6 e 26/6, in genere intercambiabili sulla stessa macchina; le versioni 24/8 e 26/8 hanno la gamba più lunga per fascicoli più spessi. Le serie 23 (23/8, 23/10, 23/13 e oltre) appartengono alle cucitrici per alti spessori e non entrano nelle macchine da scrivania: il confronto completo è in cucitrici da tavolo, a pinza, a braccio lungo.

Nella minuteria, le molle fermacarte si indicano con la larghezza in millimetri (19, 32, 41, 51: più larga, più fogli), i fermacampioni con un numero di serie che corrisponde alla lunghezza dei bracci, gli elastici con il diametro dell'anello schiacciato e la sezione. La mappa completa è in minuteria da ufficio.

Gli accessori che hanno un nome solo nei cataloghi

  • Cavalierino: la linguetta sporgente, spesso removibile e scrivibile, applicata sul bordo di un divisore, di un intercalare o di una cartella sospesa, per identificare una sezione senza sfogliare.
  • Intercalare: il foglio o la linguetta che separa due sezioni di un raccoglitore; quando è numerato o alfabetico si chiama divisore.
  • Occhiellatrice: la pinza che applica un anello metallico (occhiello) attorno a un foro per rinforzarlo contro la trazione ripetuta.
  • Levapunti: l'attrezzo che solleva le due estremità piegate di un punto metallico e lo sfila senza strappare la carta. Entrambi sono descritti in levapunti e occhiellatrici.
  • Bagnadita: il tampone in pasta umettante per sfogliare grandi quantità di fogli senza inumidire il dito a bocca.
  • Sparticarte: la pinza o il dispositivo per separare fogli sovrapposti, tipico degli sportelli.
  • Portalistini: la cartella con buste trasparenti fisse rilegate, detta anche «libro» o «portadocumenti a buste».
  • Uso bollo: la rigatura tradizionale dei fogli per atti, con margini e righe spaziate secondo l'impostazione degli atti in bollo.

Tutte le sigle della cancelleria in una tabella

Sigla o termine Famiglia Significato pratico Attenzione a
PP Materiale Polipropilene: leggero, flessibile, resiste all'umidità Non è mai limpido come il PET
PVC Materiale Cloruro di polivinile: rigido e lucido Meno usato in cartelleria
PET Materiale Poliestere: molto trasparente e resistente allo strappo Costa più del PP
Manilla Materiale Cartoncino naturale robusto per cartelle Oggi spesso in sola cellulosa
Presspan Materiale Cartoncino pressato e rigido per copertine Più spesso del manilla
Goffrato Finitura Superficie a rilievo, nasconde impronte e graffi Anche detto «buccia d'arancia»
g/m² Misura Grammatura secondo ISO 536 80 g/m² è lo standard da fotocopie
Micron Misura Spessore del film plastico Sulle pouches è per lato
Dorso Formato Larghezza della costola Indica capacità, non qualità
Passo Formato Distanza fra anelli o elementi Decide la compatibilità
Capacità Formato Fogli massimi in un'operazione Riferita a carta da 80 g/m²
ISO 838 Norma 2 fori da 6 mm, interasse 80 mm, 12 mm dal bordo Vale per la foratura d'ufficio
888 Sistema 4 fori con passo 80 mm Compatibile con i raccoglitori a 2 anelli
2:1 / 3:1 Rilegatura Anelli per pollice della spirale Fogli e spirale devono coincidere
24/6, 26/6 Punti Calibro del filo / gamba in mm Le serie 23 non entrano nelle macchine da scrivania
Cavalierino Accessorio Linguetta identificativa Può essere pre-stampato o scrivibile
Occhiellatrice Accessorio Rinforza un foro con un occhiello Diversa dal perforatore
Levapunti Accessorio Rimuove un punto senza strappare Non è un apribusta

Quanto costano gli articoli citati nel glossario

I termini di questo glossario si traducono in differenze di prezzo precise: il materiale (PET contro PP), la rigidità del cartoncino, la larghezza del dorso e il tipo di meccanismo sono le quattro voci che spostano davvero il listino.

Tipo Prezzo più basso Prezzo tipico Fascia alta In stock Fascia
Cartelline in PP 1,68 € 20,27 € 24,86 € 72 █████·······
Raccoglitori ad anelli 4,15 € 26,03 € 39,25 € 67 ██████······
Divisori e intercalari 1,20 € 4,63 € 16,57 € 68 █···········
Punti metallici 0,42 € 15,04 € 31,97 € 55 ████········

Prezzi del catalogo initpc rilevati a settembre 2026, solo prodotti disponibili; i listini cambiano nel tempo.

La fascia bassa di ogni riga corrisponde quasi sempre al pezzo singolo o alla confezione piccola, la fascia alta alle confezioni multiple e ai materiali più costosi: divisori in PP contro divisori in cartoncino, raccoglitori con dorso largo e meccanismo a leva contro raccoglitori con anelli semplici. Per una postazione singola la fascia bassa è sufficiente; le confezioni grandi convengono solo per gli articoli che non si degradano fermi in armadio. Il catalogo è nella categoria Cancelleria per ufficio.

Cinque equivoci frequenti nel leggere un catalogo di cancelleria

  1. «Capacità 25 fogli» letta come garanzia: vale per carta da 80 g/m². Con cartoncini si scende, e la macchina inceppa senza essere difettosa.
  2. Dorso confuso con qualità: il dorso dice quanti fogli entrano, non quanto dura il raccoglitore.
  3. Micron della pouch letto come spessore totale: è per lato, quindi il documento plastificato ha il doppio.
  4. Punti «universali» dati per scontati: 24/6 e 26/6 lo sono nelle macchine da scrivania, le serie 23 e le serie proprietarie no.
  5. Fogli a 4 fori comprati per un raccoglitore a 2 anelli e viceversa: i primi entrano, i secondi no.

Domande frequenti

PP e PVC sono la stessa cosa nelle schede prodotto?

No, sono due plastiche diverse. Il PP (polipropilene) è leggero, flessibile e resistente alle pieghe ripetute, ed è oggi il materiale prevalente in cartelleria; il PVC è più rigido e lucido e resta su prodotti specifici. A occhio si distinguono dalla trasparenza: il PP è sempre leggermente lattiginoso, il PVC più limpido e più freddo al tatto.

Il dorso di un raccoglitore indica sempre lo stesso numero di fogli per ogni marca?

No: è un'indicazione di massima. La capacità reale dipende dal meccanismo interno, dallo spazio occupato dagli anelli e dalla grammatura della carta archiviata. Due raccoglitori con lo stesso dorso dichiarato possono contenere quantità diverse, e un archivio di documenti stampati su carta da 100 g/m² riempie il dorso prima di uno su carta da 80.

Il cavalierino è sempre personalizzabile con un proprio testo?

Dipende dal prodotto. Alcuni divisori hanno cavalierini già stampati con numeri, mesi o lettere dell'alfabeto e non sono modificabili; altri sono bianchi e si scrivono a mano o con un'etichetta adesiva. Nelle cartelle sospese il cavalierino è quasi sempre removibile e sostituibile.

Che cosa vuol dire «passo 3:1» o «2:1» per le rilegature a spirale?

Indica quanti anelli entrano in un pollice: tre nel passo 3:1, due nel passo 2:1. Il 3:1 ha anelli più piccoli e fitti, adatto a fascicoli sottili; il 2:1 anelli più grandi e radi, per volumi spessi. La foratura dei fogli e la spirale devono avere lo stesso passo, altrimenti non si accoppiano.

Perché la cucitrice inceppa se rispetto la capacità dichiarata?

Perché la capacità è riferita a carta da 80 g/m². Se nel fascicolo ci sono cartoncini, un separatore in PP o un documento già plastificato, lo spessore reale supera quello previsto e il punto non riesce a chiudersi. La soluzione è dividere in due pinzature o passare a punti con gamba più lunga, per esempio dalla 24/6 alla 24/8.

Che differenza c'è fra divisore e intercalare?

Nell'uso comune sono sinonimi: entrambi separano le sezioni di un raccoglitore. Nei cataloghi si tende a chiamare «divisore» quello con indice pre-stampato (numerico, alfabetico, mensile) e «intercalare» quello neutro con cavalierini scrivibili, ma la distinzione non è rigida e conviene guardare la descrizione, non il nome.

La grammatura serve anche per le buste e le cartelline in plastica?

No. La grammatura in g/m² si usa per carta e cartoncino; per i materiali plastici l'unità corretta è il micron, cioè lo spessore del film. Una busta trasparente si sceglie sui micron e sulla finitura (liscia o buccia d'arancia), non sui grammi.

Esiste una norma che definisca i formati delle cartelline?

Le cartelline seguono il formato della carta che devono contenere, cioè la serie ISO 216, con qualche millimetro di sovramisura per l'inserimento. Non esiste una norma che imponga le misure esterne: è il motivo per cui due cartelline «formato A4» di marche diverse possono avere ingombri leggermente differenti a scaffale.

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