Organizzazione dell'archivio

Divisori e separatori per archivio: numerici, alfabetici, mensili

Divisori per archivio numerici, alfabetici o mensili: quanti tasti servono, quale materiale dura, la foratura compatibile e i prezzi reali del catalogo.

Pubblicato il aggiornato il 15 min di letturadi initpc

Divisori e separatori per archivio: numerici, alfabetici, mensili

In un raccoglitore si mettono divisori numerici quando i fascicoli hanno un progressivo, alfabetici quando hanno un nome (clienti, fornitori, dipendenti), mensili quando il documento si cerca per periodo (contabilità, scadenze). Il numero di tasti si decide dopo: 12 per i mesi, 20 o 24 per l'alfabeto, 31 per i giorni, 10-12 per una suddivisione libera per materia. Il materiale si decide per ultimo, e dipende solo da quante volte al giorno quel raccoglitore viene aperto.

Il divisore per archivio è la parte del raccoglitore che decide se un documento si trova aprendo direttamente la sezione giusta o sfogliando dall'inizio. Non è un accessorio decorativo: è l'indice fisico del contenitore. Questa guida mette insieme le tre decisioni che si prendono in sequenza — sistema di classificazione, numero di tasti, materiale e foratura — e aggiunge le cose che si scoprono solo dopo: come si montano nell'ordine giusto, perché un divisore in cartoncino si rompe sempre nello stesso punto e quando il codice colore serve davvero.

Che cosa fa un divisore per archivio e quando non serve

Il divisore (o separatore) è un foglio più largo del formato archiviato, con una linguetta sporgente che resta visibile a raccoglitore chiuso. La linguetta è l'unica parte che si legge dall'alto: tutto il resto del foglio serve solo a tenere separate due sezioni.

Non serve in tre casi precisi, e comprarlo lì è spesa inutile:

  • nel faldone a fascio con lacci, dove i fogli sono compressi e non si sfogliano: lì si separa creando più faldoni, non più sezioni;
  • nel classificatore a soffietto, che ha già gli scomparti separati fisicamente e non ha anelli in cui infilare un divisore forato;
  • nel raccoglitore che contiene una sola categoria di documenti in ordine cronologico (per esempio le fatture di un solo fornitore): lì il divisore aggiunge spessore senza aggiungere informazione.

Sul confine fra questi contenitori, e su quale nome corrisponde a quale oggetto, il glossario dell'archiviazione mette in fila registratore, raccoglitore, classificatore e faldone.

Numerico, alfabetico o mensile: quale sistema di classificazione scegliere

I tre sistemi non si distinguono per come è fatto il divisore, ma per il criterio con cui una persona, mesi dopo, cercherà quel fascicolo. La domanda da farsi prima di comprare è una sola: chi cercherà il documento partirà da un nome, da un numero di pratica o da una data?

Sistema Il lettore cerca per Tasti tipici Punto di forza Limite principale
Numerico Numero di pratica o protocollo 10, 12, 31 Neutro, regge volumi grandi senza riorganizzare Richiede un indice esterno che leghi numero e nome
Alfabetico Nome di persona, cliente, fornitore 20 o 24 (A-Z) Immediato, non serve nessun indice Debole sui fascicoli senza un nome stabile
Mensile Mese o periodo 12 (gennaio-dicembre) Naturale per tutto ciò che è ricorrente Inutile per i fascicoli senza cadenza temporale
Neutro (per materia) Reparto o argomento 5, 6, 10, 12 Si adatta a qualunque organizzazione Va etichettato a mano, un tasto alla volta

Quando l'alfabetico funziona e quando crea doppioni

L'ordine alfabetico funziona quando l'unità di classificazione ha un nome stabile e univoco: clienti, fornitori, dipendenti. Funziona male sui fascicoli tecnici e sulle pratiche che un nome proprio non ce l'hanno fin dall'inizio — un progetto che cambia titolo in corso d'opera, un intervento che si può cercare sia per cliente sia per tipo di lavoro. In quei casi l'alfabetico genera doppioni, perché chi archivia sceglie una lettera e chi cerca ne prova un'altra.

I divisori alfabetici si trovano in due tagli: 20 tasti, con alcune lettere rare raggruppate, e 24 tasti con la serie A-Z completa. I 20 tasti bastano quasi sempre a un archivio di nomi italiani; i 24 hanno senso quando l'archivio contiene anche ragioni sociali straniere, dove le lettere rare compaiono più spesso.

Il numerico e il problema dell'indice esterno

Il sistema numerico assegna a ogni fascicolo un progressivo al momento dell'apertura: è neutro, non si riorganizza mai e cresce senza limite. Il prezzo da pagare è che il numero, da solo, non dice niente: serve un indice — un foglio, un registro o un file — che leghi il numero al nome della pratica. Se quell'indice non viene mantenuto, l'archivio numerico diventa illeggibile nel giro di un anno.

I divisori numerici più diffusi sono da 12 tasti (1-12) e da 31 tasti. I 31 tasti nascono per il giorno del mese e hanno senso solo dove il volume giornaliero di documenti è alto: in un ufficio che riceve pochi documenti al giorno, dividere per data invece che per mese aggiunge trentuno sezioni quasi vuote.

Il sistema mensile per contabilità e scadenze

Per i documenti che si ripetono ogni mese — fatture, movimenti bancari, corrispettivi, scadenze fiscali — il mensile è quasi sempre la scelta giusta, perché chi cerca sa a quale periodo appartiene il documento anche quando non ricorda il nome del fornitore. Il set da 12 tasti permette di aprire il raccoglitore a gennaio, chiuderlo a dicembre e passare l'intero contenuto all'archivio storico in un colpo solo, con la logica descritta nella guida su come organizzare l'archivio corrente e quello storico.

Il vincolo di legge, per chi si chiede quanto tenere quei raccoglitori, è l'articolo 2220 del Codice civile: le scritture contabili vanno conservate per dieci anni dalla data dell'ultima registrazione, e per lo stesso periodo vanno conservati fatture ricevute, copie delle fatture spedite e la corrispondenza commerciale ricevuta e spedita.

Combinare due sistemi senza creare confusione

Quasi nessun archivio usa un solo sistema. La combinazione più comune divide il primo livello per materia o reparto e il secondo per mese. Funziona a una condizione: l'ordine di priorità deve restare identico per ogni fascicolo, senza eccezioni «solo per questa volta». Un archivio che alterna i criteri è più lento da consultare di uno che usa un criterio solo, anche se quel criterio è meno preciso.

Quanti divisori servono in un raccoglitore

Il numero di sezioni si decide sul contenuto, non sul contenitore. Due riferimenti pratici aiutano a non sbagliare l'acquisto:

  • sotto le 5 sezioni il divisore spesso non serve: bastano due raccoglitori distinti, che costano meno di un set e si consultano più in fretta;
  • sopra le 24 sezioni la linguetta smette di essere leggibile a colpo d'occhio, perché i tasti diventano troppo stretti e troppo vicini: conviene dividere su due contenitori.

Va tenuto conto anche dello spessore. Ogni divisore occupa spazio nel meccanismo: in un registratore a leva con dorso da 8 cm, che a pieno carico tiene indicativamente 500-600 fogli da 80 g/m², un set da 12 divisori in polipropilene toglie qualche decina di fogli di capacità utile. Non è un problema se il raccoglitore è dimensionato con margine; lo diventa quando si cerca di far entrare l'anno intero in un contenitore già pieno.

Cartoncino, polipropilene o PP goffrato: quale materiale dura di più

Il materiale decide solo una cosa: quanto resiste la linguetta alla flessione ripetuta. È lì che il divisore si rompe, sempre, molto prima che si rovini il corpo del foglio.

Materiale Resistenza della linguetta Si scrive a penna Costo Uso consigliato
Cartoncino manilla (spesso riciclato, certificato FSC) Bassa: si piega e si sfibra con l'uso quotidiano Sì, direttamente Il più basso Archivio consultato qualche volta a settimana
Polipropilene liscio Alta: torna in forma dopo la flessione No: serve un'etichetta o un marcatore per plastica Medio Raccoglitore aperto più volte al giorno
Polipropilene goffrato Alta, come il liscio No, come il liscio Medio Raccoglitori maneggiati da più persone: non trattengono le impronte
Cartoncino con tasti rinforzati in mylar Media: il rinforzo protegge solo il bordo del tasto Medio Compromesso per archivi misti

Quando il cartoncino basta

Il cartoncino manilla è la scelta corretta per l'archivio che si apre poco: costa meno, si scrive direttamente a penna e, se il raccoglitore viene consultato una volta a settimana, arriva a fine anno intatto. Ha senso anche per i divisori che accompagnano un contenuto destinato a chiudersi e passare al deposito: lì il set finisce il suo lavoro insieme al fascicolo.

Quando conviene il polipropilene

Il polipropilene si ripaga sui raccoglitori che si aprono più volte al giorno. Non assorbe umidità, non si sfibra e la linguetta torna dritta dopo essere stata piegata. In cambio non accetta la penna a sfera comune: va etichettato con etichette adesive o con un marcatore permanente per superfici plastiche, altrimenti l'inchiostro resta in superficie e si toglie con un dito.

Come si misura la foratura: i divisori entrano in tutti i raccoglitori?

La foratura per archiviazione è normalizzata: la norma di riferimento è la ISO 838:1974, «Paper — Holes for general filing purposes — Specifications», che definisce i due fori con cui si archivia un foglio, a interasse di 80 mm. La cosiddetta foratura universale a quattro fori ripete lo stesso passo di 80 mm, aggiungendo una coppia di fori sopra e sotto.

La conseguenza pratica è asimmetrica, e va nella direzione che conviene:

  • un divisore a 4 fori universali entra anche in un raccoglitore a 2 anelli, perché i due fori centrali cadono esattamente sul passo standard;
  • un divisore forato solo a 2 fori non entra in un raccoglitore a 4 anelli.

Comprare sempre divisori a foratura universale evita il problema per qualunque raccoglitore si userà in futuro. Attenzione invece al formato: i divisori si trovano in A4 (210 × 297 mm, come il foglio) e in A4 maxi, più larghi, in modo che la linguetta sporga oltre il bordo dei fogli archiviati. In un raccoglitore pieno di buste trasparenti, che sono già più larghe del foglio, il divisore A4 semplice sparisce dietro le buste: lì serve il maxi. Sul rapporto fra formato del raccoglitore e misura dei divisori c'è una guida dedicata, raccoglitori e divisori: come non sbagliare la misura.

Linguette prestampate o neutre con portaetichetta?

I divisori con numeri, lettere o mesi già stampati sono pronti all'uso e non si sbagliano, ma vincolano alla sequenza stampata: se un progetto salta un numero o nessun cliente inizia con una certa lettera, restano tasti inutilizzati che occupano comunque spessore.

I divisori neutri con portaetichetta — dove la linguetta è una tasca trasparente che ospita un cartoncino scrivibile — risolvono il problema e si riscrivono quando l'organizzazione cambia. Costano di più per set, ma si riusano: è la soluzione giusta per un archivio che cambia struttura più di una volta, e per chi non sa ancora quante sezioni servono davvero.

Una via di mezzo che funziona: divisori prestampati per i sistemi chiusi e prevedibili (mesi, alfabeto), divisori neutri per le suddivisioni per materia, che sono quelle che cambiano.

Come si montano i divisori nell'ordine giusto

Inserire i divisori nell'ordine sbagliato è l'errore più comune quando si organizza un raccoglitore da zero, e costringe a smontare tutto.

  1. Aprire il meccanismo (leva o anelli) con il raccoglitore appoggiato piatto, non in verticale.
  2. Infilare per primo l'ultimo divisore della serie (il 12, la Z, dicembre): sarà quello che resta in fondo.
  3. Proseguire a ritroso fino al primo, così che l'ordine letto dall'alto segua la sequenza naturale.
  4. Inserire i documenti di ogni sezione sopra il divisore corrispondente, non sotto: il divisore apre la sezione, non la chiude.
  5. Chiudere il meccanismo e verificare che tutte le linguette siano allineate sullo stesso bordo: una linguetta fuori asse si piega alla prima chiusura.
  6. Sostituire il singolo divisore rovinato quando serve, invece di aspettare che l'intero set sia da rifare: i set prestampati si trovano anche in confezioni piccole per le sostituzioni.

Un codice colore per reparto: quando funziona davvero

Su un archivio condiviso da più persone, i tasti colorati riducono gli errori di archiviazione più di qualunque scritta, perché il colore si vede a raccoglitore socchiuso mentre una scritta va letta da vicino. Funziona a due condizioni: il codice deve restare identico su tutto l'archivio, e i colori vanno scelti fra quelli diffusi su più marche (blu, rosso, verde, giallo, nero), altrimenti un colore fuori produzione costringe a ridisegnare il sistema.

I colori fluo servono per l'eccezione — le pratiche urgenti, i fascicoli in scadenza — non per la base del sistema: se tutto è in evidenza, niente lo è. Lo stesso metodo applicato ai contenitori, e non ai tasti, è spiegato nella guida su come costruire un archivio a colori.

Errori da evitare quando si comprano i divisori

  • Comprare i divisori prima di aver deciso il sistema: il set alfabetico in un archivio che si consulta per data resta inutilizzato.
  • Scegliere 31 tasti per un volume da 12: sezioni vuote che rendono il raccoglitore più spesso e più lento da sfogliare.
  • Prendere divisori A4 semplici per un raccoglitore pieno di buste: le linguette restano nascoste dietro le buste.
  • Comprare divisori a 2 fori perché il raccoglitore attuale ne ha due: il prossimo potrebbe averne quattro.
  • Scrivere a penna sul polipropilene: l'inchiostro non si fissa e sparisce al primo contatto.
  • Mescolare set di marche diverse nello stesso raccoglitore: l'altezza dei tasti non coincide e l'indice diventa illeggibile.

Quanto costano i divisori per archivio nel catalogo initpc

Le fasce qui sotto sono rilevate sul catalogo initpc, tenendo solo i prodotti disponibili. Il prezzo di un set dipende soprattutto da tre cose: il materiale (il polipropilene costa più del cartoncino), il numero di tasti (un A-Z da 24 costa più di un 1-12) e la confezione, perché molte righe del listino sono confezioni multiple da più set, non il singolo pezzo. Per un uso occasionale la fascia bassa è più che sufficiente; la fascia alta si giustifica solo su raccoglitori aperti ogni giorno o quando servono molti set uguali per uniformare l'archivio.

Tipo Prezzo più basso Prezzo tipico Fascia alta In stock Fascia
Divisori numerici in polipropilene 1,35 € 3,38 € 4,37 € 8 ██··········
Divisori alfabetici A-Z 1,47 € 4,63 € 11,69 € 15 ███·········
Divisori mensili 1,39 € 1,66 € 1,66 € 2 █···········
Separatori in cartoncino 0,80 € 11,52 € 17,08 € 37 ████████····
Divisori neutri con portaetichetta 1,20 € 4,63 € 16,57 € 68 ███·········

Prezzi del catalogo initpc rilevati a settembre 2026, solo prodotti disponibili; i listini cambiano nel tempo.

Tutti i set sono nella categoria Divisori e separatori per archivio; i raccoglitori che li ospitano sono in Raccoglitori e registratori. Per il quadro completo di come si mette in piedi un archivio d'ufficio, il riferimento è la guida archiviazione documenti: come organizzare il tuo ufficio; per la scelta del contenitore, raccoglitori e registratori ad anelli e a leva.

Glossario dei termini usati sulle confezioni

  • Tacca / tasto: la linguetta sporgente del divisore; «set da 12 tacche» significa dodici sezioni.
  • Rubrica divisoria: il set alfabetico completo, in genere da 20 o 24 tasti.
  • Foratura universale: quattro fori allo stesso passo della ISO 838, compatibili con raccoglitori a 2 e a 4 anelli.
  • A4 maxi: formato più largo dell'A4, perché la linguetta sporga oltre i fogli e le buste archiviate.
  • Manilla: cartoncino resistente di colore avorio, il materiale classico dei separatori economici.
  • Mylar: pellicola di rinforzo applicata sul bordo del tasto per allungarne la vita.
  • Portaetichetta: tasca trasparente sulla linguetta, che ospita un cartoncino scrivibile e sostituibile.

Domande frequenti

Quanti divisori servono in un raccoglitore standard?

Dipende dal contenuto, non dal contenitore. Un raccoglitore da 300-400 fogli si gestisce bene con 8-12 sezioni. Sotto le 5 sezioni conviene usare due raccoglitori distinti invece di comprare un set; sopra le 24 le linguette diventano troppo strette per essere lette a colpo d'occhio.

I divisori in cartoncino si possono scrivere direttamente a penna?

Sì, sui modelli neutri non plastificati. I divisori in polipropilene no: l'inchiostro delle penne comuni resta in superficie e si toglie sfregando. Su questi servono etichette adesive o un marcatore permanente dichiarato per superfici plastiche.

Un divisore a 4 fori entra in un raccoglitore a 2 anelli?

Sì. La foratura universale a quattro fori ripete lo stesso passo di 80 mm della norma ISO 838, quindi i due fori centrali cadono esattamente sugli anelli di un raccoglitore a due. Il contrario non vale: un divisore a due fori non entra in un raccoglitore a quattro anelli.

Meglio divisori prestampati o neutri da etichettare?

Dipende da quanto è stabile la suddivisione. Per i sistemi chiusi e prevedibili (i dodici mesi, l'alfabeto) i prestampati costano meno e non si sbagliano. Per le suddivisioni per materia o per reparto, che cambiano nel tempo, i divisori neutri con portaetichetta si riscrivono invece di essere buttati.

Perché alcuni divisori hanno la linguetta più larga di altri?

Perché la larghezza dipende da quante sezioni devono stare sullo stesso bordo. Un set alfabetico da 24 tasti ha linguette strette per farle entrare tutte; un set mensile da 12 o numerico da 10 può permettersi linguette più larghe e quindi più leggibili da lontano.

Un set di divisori si può riutilizzare l'anno successivo?

Sì, se è in polipropilene: a fine anno si svuota il raccoglitore verso l'archivio storico e si rimette il set vuoto per l'anno nuovo. I set in cartoncino, dopo dodici mesi di consultazione quotidiana, arrivano quasi sempre con le linguette piegate e conviene sostituirli.

I divisori servono anche in un classificatore a soffietto?

No. Il classificatore a soffietto ha gli scomparti già separati e non ha anelli in cui infilare un divisore forato: le sezioni sono la sua struttura. I divisori descritti qui servono solo a raccoglitori e registratori con foratura universale.

Conviene comprare un set completo o pochi divisori sciolti?

Un set completo, quando si organizza un archivio da zero: garantisce la stessa altezza e lo stesso allineamento dei tasti su tutto il raccoglitore, che è la condizione per leggere l'indice a colpo d'occhio. I pezzi sciolti hanno senso solo per sostituire un divisore rovinato dentro un set già in uso.

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Aggiornate il 9 set 2026

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