Materiale elettrico per l'ufficio
Differenziale e magnetotermico: cosa fanno (solo spiegazione)
Differenziale e magnetotermico: cosa fanno, perché scattano, cosa vogliono dire 30 mA, tipo A o AC e curva C16, come trovare la causa dello scatto.

Il differenziale protegge le persone: scatta quando una parte della corrente esce dal circuito e va verso terra, per esempio attraverso chi tocca un apparecchio guasto, e lo fa per correnti di 30 mA, molto sotto la soglia pericolosa. Il magnetotermico protegge i cavi e l'impianto: scatta per sovraccarico, cioè troppi apparecchi sullo stesso circuito, e per cortocircuito. Quando scatta il differenziale c'è un apparecchio o un cavo che disperde; quando scatta il magnetotermico c'è troppo carico o un guasto franco. Chi non è tecnico può riarmare una volta, provare il differenziale con il tasto T e cercare l'apparecchio colpevole scollegando uno per uno; non può sostituire, aggiungere o modificare nulla nel quadro. Questa guida spiega cosa fa ciascun dispositivo, cosa dicono le sigle stampate sul frontale e come si trova la causa di uno scatto.
Cosa fa il differenziale: la corrente che esce dal circuito
Il differenziale (interruttore differenziale, RCD, «salvavita») confronta la corrente che entra nel circuito dalla fase con quella che torna dal neutro: in condizioni normali sono uguali, e se la differenza supera la soglia nominale, il dispositivo apre il circuito. Una differenza significa che la corrente sta tornando per un'altra strada, cioè verso terra attraverso una carcassa guasta, un cavo con l'isolante danneggiato o il corpo di una persona. La soglia da 30 mA (milliampere) è quella scelta dalle norme per la protezione contro i contatti diretti e indiretti nelle prese di uso comune, perché resta sotto le correnti che provocano la tetanizzazione muscolare e la fibrillazione secondo le curve della norma IEC 60479.
| Dato sul differenziale | Cosa significa | Valori tipici in ufficio |
|---|---|---|
| Corrente differenziale nominale (IΔn) | La dispersione a cui il dispositivo deve scattare | 30 mA per prese e luci; 10 mA in ambienti particolari; 300 mA o 1 A come generale selettivo |
| Tempo di intervento | Entro quanto apre | Massimo 300 ms alla corrente nominale e 40 ms a 5 volte la nominale, per i tipi generali (norma CEI EN 61008) |
| Tipo AC | Sente solo correnti di guasto alternate sinusoidali | Impianti vecchi; non adatto ad alimentatori e LED |
| Tipo A | Sente anche correnti pulsanti unidirezionali (alimentatori, LED, elettronica) | La scelta corretta per un ufficio con decine di alimentatori |
| Tipo F | Come A, più correnti a frequenza mista (inverter monofase) | Condizionatori con inverter, lavatrici |
| Tipo B | Sente anche correnti continue lisce | Caricatori per veicoli elettrici, fotovoltaico, UPS trifase |
| Tipo S (selettivo) | Interviene con ritardo | Generale a monte di più differenziali istantanei |
| Corrente nominale (In) | La corrente che il dispositivo porta senza scaldare | 25, 40, 63 A |
La norma di prodotto è la CEI EN 61008 per il differenziale puro e la CEI EN 61009 per il magnetotermico differenziale (RCBO) che unisce le due funzioni in un solo modulo. Un differenziale puro non protegge dal sovraccarico: a valle servono comunque i magnetotermici.
Il tasto T e la prova mensile
Il tasto T (test) crea una piccola dispersione artificiale interna e verifica che il meccanismo scatti: i costruttori chiedono di premerlo una volta al mese, e se il dispositivo non scatta va sostituito subito. La prova non verifica la soglia in milliampere né il tempo, che si misurano con uno strumento durante le verifiche periodiche dell'impianto di terra (DPR 462/2001, ogni cinque anni negli uffici), ma controlla che le parti mobili non si siano bloccate. Prima di premere il tasto si salvano i lavori sui PC che non sono sotto UPS.
Cosa fa il magnetotermico: sovraccarico e cortocircuito
Il magnetotermico (interruttore automatico, MCB) ha due meccanismi in un solo modulo. La parte termica è una lamina bimetallica che si piega scaldandosi: con una corrente poco oltre la nominale scatta dopo minuti, con una corrente molto oltre scatta in secondi. La parte magnetica è una bobina che apre il contatto in pochi millisecondi quando la corrente supera un multiplo della nominale, come in un cortocircuito. La norma CEI EN 60898-1 fissa le soglie: la parte termica non deve scattare entro un'ora a 1,13 volte la corrente nominale e deve scattare entro un'ora a 1,45 volte; la parte magnetica scatta fra 3 e 5 volte la nominale per la curva B, fra 5 e 10 per la C, fra 10 e 20 per la D.
| Dato sul magnetotermico | Cosa significa | Valori tipici in ufficio |
|---|---|---|
| Curva (B, C, D) | Soglia di intervento magnetico in multipli della corrente nominale | C per le prese, B per luci e linee lunghe, D per motori |
| Corrente nominale (In) | La corrente che il circuito può portare in continuo | 10 A per le luci, 16 A per le prese, 20-32 A per condizionamento e rack |
| Potere di interruzione (Icn) | La corrente di cortocircuito massima che può interrompere senza danneggiarsi | 4,5 kA, 6 kA o 10 kA, in base alla potenza del contatore e alla distanza dalla cabina |
| Numero di poli | Quanti conduttori interrompe | 1P+N per i circuiti monofase, 2P, 4P per il trifase |
| Sezione del cavo protetto | Il cavo a valle deve portare la corrente nominale | 1,5 mm² per 10 A e 16 A, 2,5 mm² per 20 A, 4 mm² per 25-32 A, secondo la CEI 64-8 |
Un C16 sul circuito prese è la coppia corretta con cavi da 2,5 mm² nelle installazioni fisse italiane e regge fino a 3680 W a 230 V, che sono anche il limite di una multipresa da 16 A: la somma dei consumi di tutto ciò che è collegato a quel circuito non deve superarlo. Il calcolo, presa per presa, è nella guida su quante prese servono su una scrivania; i sintomi di un blocco al limite nella guida sul sovraccarico di una presa multipla.
Perché il magnetotermico scatta con la stampante laser
Il picco di corrente della stampante laser in riscaldamento e lo spunto di un motore durano una frazione di secondo e possono superare la soglia magnetica di un interruttore in curva B, che scatta senza sovraccarico reale. La soluzione non è un interruttore più grande, che lascerebbe il cavo senza protezione, ma la curva C sul circuito prese e un circuito dedicato alle stampanti di reparto: è la ragione per cui la guida sul quadro elettrico di un piccolo ufficio consiglia circuiti separati.
Differenziale e magnetotermico a confronto
| Differenziale | Magnetotermico | |
|---|---|---|
| Cosa protegge | Le persone (e l'impianto dagli incendi da dispersione) | I cavi e l'impianto |
| Cosa misura | La differenza fra corrente di fase e di neutro | La corrente totale che passa |
| Quando scatta | Dispersione verso terra oltre 30 mA | Sovraccarico prolungato o cortocircuito |
| Cause tipiche in ufficio | Apparecchio con isolante guasto, umidità in una presa esterna, cavo schiacciato, molti alimentatori con dispersioni sommate | Stufetta più stampante sullo stesso circuito, ciabatta su ciabatta, spina danneggiata in cortocircuito |
| Cosa fare al primo scatto | Riarmare; se riscatta, cercare l'apparecchio che disperde | Riarmare dopo aver ridotto il carico; se riscatta a vuoto, chiamare il tecnico |
| Cosa non fa | Non limita il carico: non protegge dal sovraccarico | Non sente le dispersioni: non protegge le persone |
| Prova periodica | Tasto T ogni mese | Nessuna prova da utente |
| Norma di prodotto | CEI EN 61008 (RCD), CEI EN 61009 (RCBO) | CEI EN 60898-1 |
In un quadro moderno i due dispositivi convivono in due modi: un differenziale a monte con più magnetotermici a valle, oppure un magnetotermico differenziale (RCBO) per ogni circuito. La seconda configurazione costa di più ma un guasto ferma un circuito solo, e in un ufficio con rack e postazioni è quella da chiedere al tecnico.
Come si trova l'apparecchio che fa scattare il differenziale
- Abbassare tutti i magnetotermici a valle del differenziale scattato.
- Riarmare il differenziale: se riscatta senza circuiti inseriti, il dispositivo è guasto o c'è una dispersione nel quadro; si chiama il tecnico.
- Rialzare i magnetotermici uno alla volta: quello che fa riscattare il differenziale è il circuito con la dispersione.
- Scollegare tutti gli apparecchi di quel circuito, riarmare e ricollegarli uno per uno: quello che fa scattare è il colpevole, e va messo da parte.
- Se nessun apparecchio è colpevole, la dispersione è nell'impianto (una presa esterna umida, un cavo schiacciato, una cassetta con infiltrazioni): lavoro del tecnico.
- Se lo scatto è saltuario e senza colpevole, la somma delle piccole dispersioni di decine di alimentatori può superare i 30 mA a intermittenza: il tecnico può dividere i circuiti su più differenziali di tipo A.
Gli scatti «fantasma» in un ufficio pieno di alimentatori sono il caso in cui il differenziale di tipo AC, che non sente le correnti pulsanti, va sostituito con un tipo A, e in cui la protezione va suddivisa. Un temporale che fa scattare il differenziale segnala invece la mancanza di un limitatore di sovratensioni, come spiega la guida pillar sulle ciabatte con protezione da sovratensione, che descrive gli SPD di Tipo 2 nel quadro.
Quando l'UPS entra nel discorso
Un gruppo di continuità non sostituisce né il differenziale né il magnetotermico: interviene quando la corrente manca, non quando è pericolosa. Se il differenziale scatta, l'UPS tiene acceso il rack per i minuti di autonomia e permette uno spegnimento ordinato, che è il motivo per cui il rack va sotto UPS anche in un ufficio con un impianto perfetto. Un UPS a valle di un differenziale di tipo AC può causare scatti, per la corrente di dispersione dei suoi filtri: i produttori indicano nel manuale il valore di dispersione e il tipo di differenziale richiesto. Il collegamento e i limiti sono nella guida su collegare un UPS al quadro elettrico.
Errori da evitare
- Riarmare più volte di seguito. Il secondo scatto è un guasto, e ogni riarmo su un cortocircuito stressa il dispositivo.
- Bloccare il differenziale che «dà fastidio». È l'unica protezione delle persone; se scatta a intermittenza c'è una causa da trovare.
- Chiedere al tecnico un interruttore «più grande». Il magnetotermico è dimensionato sul cavo, non sul carico: un cavo da 1,5 mm² con un C20 è un cavo senza protezione.
- Ignorare il tipo AC in un ufficio moderno. Con alimentatori, LED e inverter serve il tipo A.
- Non provare mai il tasto T. Un meccanismo fermo per anni può bloccarsi.
- Toccare il quadro con le mani bagnate o con l'impianto aperto. Riarmare si fa a sportello chiuso, sulle leve, nient'altro.
Quanto costano gli strumenti di verifica
| Tipo | Prezzo più basso | Prezzo tipico | Fascia alta | In stock | Fascia |
|---|---|---|---|---|---|
| Multimetro | 25,55 € | 27,07 € | 27,07 € | 2 | ████████████ |
| Morsetti elettrici | 9,19 € | 9,39 € | 9,39 € | 2 | ████········ |
| Nastro isolante | 2,63 € | 5,67 € | 9,45 € | 5 | ███········· |
Prezzi del catalogo initpc rilevati a settembre 2026, solo prodotti disponibili; i listini cambiano nel tempo.
Il multimetro è lo strumento che serve a un utente per verificare la continuità della terra di una prolunga o di un cavo IEC, cioè per escludere il cavo prima di sospettare l'apparecchio: il prezzo sale con la categoria di misura (CAT III per le prese), la funzione True RMS e la marca. Differenziali, magnetotermici e strumenti di prova dei differenziali non sono nel catalogo di un negozio per ufficio: li fornisce l'impresa che esegue i lavori, insieme alla dichiarazione di conformità.
Glossario delle sigle
- RCD: interruttore differenziale (Residual Current Device), CEI EN 61008.
- RCBO: magnetotermico differenziale in un modulo, CEI EN 61009.
- MCB: interruttore magnetotermico, CEI EN 60898-1.
- IΔn: corrente differenziale nominale, in genere 30 mA.
- In: corrente nominale, per esempio 16 A.
- Curve B, C, D: soglie magnetiche di 3-5, 5-10 e 10-20 volte la corrente nominale.
- Icn: potere di interruzione, in kA.
- Tipo AC, A, F, B: forme d'onda delle correnti di guasto che il differenziale sente.
- Tipo S: differenziale selettivo, con ritardo, per il generale.
- IEC 60479: norma sugli effetti della corrente sul corpo umano, da cui deriva la soglia dei 30 mA.
- DPR 462/2001: verifiche periodiche dell'impianto di terra nei luoghi di lavoro.
- SPD: limitatore di sovratensioni, dispositivo diverso da entrambi.
Da dove cominciare
Per un ufficio la cosa concreta da fare è verificare sul quadro il tipo del differenziale (A, non AC) e la sua sensibilità (30 mA sulle prese), etichettare i magnetotermici e provare il tasto T ogni mese; a valle, un multimetro per controllare cavi e prolunghe e un UPS per il rack, dalla categoria Connessioni e materiale elettrico dello shop. Il resto dei termini del quadro è nella guida sul quadro elettrico di un piccolo ufficio e nel glossario elettrico di base.
Domande frequenti
Il salvavita scatta ogni tanto senza motivo: cosa vuol dire?
Dipende da quando scatta: se durante i temporali, manca un limitatore di sovratensioni; se con la pioggia, c'è una presa o una cassetta esterna che si bagna; se in orari casuali in un ufficio pieno di alimentatori, la somma delle piccole dispersioni supera i 30 mA e serve un differenziale di tipo A con i circuiti divisi. In tutti i casi la ricerca del circuito colpevole si fa con i magnetotermici uno alla volta.
Differenziale e magnetotermico sono la stessa cosa?
No: il differenziale sente la corrente che esce dal circuito verso terra e protegge le persone; il magnetotermico sente la corrente totale e protegge i cavi da sovraccarico e cortocircuito. Il magnetotermico differenziale (RCBO) li unisce in un solo modulo, ma le due funzioni restano distinte.
Cosa vuol dire 30 mA sul differenziale?
È la corrente di dispersione a cui il dispositivo deve scattare, trenta millesimi di ampere, scelta dalle norme perché resta sotto le soglie pericolose per il corpo umano. Il dispositivo non deve scattare sotto la metà di quel valore e deve aprire entro 300 millisecondi alla corrente nominale.
Posso mettere un magnetotermico da 20 A al posto del 16 A che scatta?
No: l'interruttore protegge il cavo, e un cavo da 1,5 o 2,5 mm² con un interruttore da 20 A può scaldare senza che nulla lo fermi. Se il C16 scatta, il circuito è sovraccarico: si sposta parte del carico su un altro circuito o il tecnico ne aggiunge uno con il cavo adeguato.
Ogni quanto devo premere il tasto T?
Una volta al mese, secondo i costruttori: si preme, il differenziale deve scattare, si riarma. Se non scatta, va sostituito subito dall'impresa abilitata. La prova con strumenti della soglia e del tempo è parte delle verifiche periodiche dell'impianto di terra.
Il tipo A costa molto più del tipo AC?
Dipende dal modello, ma la differenza è modesta rispetto al costo dell'intervento; in un ufficio con alimentatori, LED e monitor il tipo AC può non sentire una dispersione con componente continua, quindi la sostituzione con il tipo A è una richiesta da fare al tecnico alla prima manutenzione.
L'UPS fa scattare il differenziale: è normale?
Dipende dal tipo di differenziale e dalla dispersione dell'UPS: i filtri di rete dell'UPS hanno una piccola corrente di dispersione dichiarata nel manuale, che sommata a quella degli altri apparecchi può far scattare un tipo AC. Il produttore indica il tipo di differenziale richiesto, di solito A; un circuito dedicato al rack risolve.
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