Armadi rack e cablaggio

KVM da rack: gestire più server da un'unica console

KVM da rack: quante porte servono, schermo 17 o 19 pollici, profondità e montanti, e quando basta l'accesso fuori banda iDRAC, iLO o IPMI.

Pubblicato il aggiornato il 15 min di letturadi initpc

KVM da rack: gestire più server da un'unica console

Un KVM da rack è un cassetto estraibile alto una unità che contiene schermo, tastiera e touchpad e li condivide fra tutti i server dell'armadio: si sceglie sul numero di server da collegare (8 porte coprono la maggior parte degli armadi di un ufficio, 16 gli armadi pieni), sulla diagonale dello schermo e, dettaglio che fa fallire più acquisti di ogni altro, sulla profondità dell'armadio e sulla presenza di quattro montanti. Serve per tutto ciò che l'accesso remoto non copre: accensione, BIOS, sistema bloccato. Qui sotto come si dimensiona, come si collega e quando non serve affatto.

Che cos'è un KVM da rack e perché occupa una sola unità

KVM è la sigla di Keyboard, Video, Mouse: i tre dispositivi che servono per stare fisicamente davanti a una macchina. In un armadio a 19 pollici il cassetto KVM li mette tutti e tre dentro un contenitore alto 1U, cioè 44,45 millimetri secondo lo standard EIA/ECA-310-E e IEC/EN 60297, con il frontale largo 482,6 millimetri come ogni altro apparato da rack. Lo schermo è un pannello piatto incernierato che si ripiega sulla tastiera quando il cassetto rientra: a riposo la console non sporge e non consuma spazio in più.

Il vantaggio è aritmetico. Tre server con monitor, tastiera e mouse propri richiedono tre monitor appoggiati da qualche parte, tre tastiere e tre set di cavi permanentemente collegati; con un cassetto KVM gli stessi tre server condividono un'unica postazione che occupa 1U su, per esempio, 42 disponibili. Quando serve, si tira fuori il cassetto, si seleziona la porta e si lavora; finito l'intervento, si richiude.

Console integrata o switch KVM separato: due prodotti diversi

Sul mercato convivono due oggetti che si chiamano quasi allo stesso modo. La console KVM da rack (detta anche console LCD o KVM drawer) è il cassetto con schermo, tastiera e touchpad: può avere lo switch già integrato con 8 o 16 porte, oppure essere una console «a una porta» da abbinare a uno switch esterno. Lo switch KVM da rack è invece solo il selettore, alto 1U, senza schermo: si usa quando in sala c'è già un monitor a muro o quando la console esiste già. La combinazione più comune in un armadio di ufficio è la console con switch integrato, perché costa meno di due apparati separati e occupa 1U invece di 2U.

Chi cerca invece il commutatore da mettere sulla scrivania per usare due o tre PC con una sola tastiera trova la guida dedicata in KVM switch: gestire più PC con una sola tastiera e un solo monitor: è un prodotto diverso, pensato per la postazione di lavoro e non per l'armadio.

Come si passa da un server all'altro

Il cambio di porta avviene in tre modi, quasi sempre tutti e tre disponibili sullo stesso modello: i pulsanti numerati sul frontale del cassetto o dello switch, una combinazione di tasti da tastiera (la scorciatoia più diffusa prevede una doppia pressione di un tasto modificatore, indicata nel manuale del modello) e un menu a schermo, l'OSD (On Screen Display, il menu sovrapposto all'immagine), da cui si scorre l'elenco delle porte con i nomi assegnati ai server. Il menu a schermo è la modalità da preferire quando i server sono più di quattro: assegnare a ogni porta il nome vero della macchina evita di collegarsi al server sbagliato durante un intervento.

Quante porte servono in base al numero di server nell'armadio

Il numero di porte si sceglie sul numero di macchine con uscita video presenti nell'armadio più quelle previste nei prossimi due o tre anni, non sui server accesi oggi. Contano come «porte» tutte le macchine con una uscita video e una porta USB: server fisici, host di virtualizzazione, workstation montate a rack, videoregistratori di videosorveglianza, appliance con console grafica. Non contano gli apparati senza uscita video, come gli switch di rete, i gruppi di continuità e buona parte dei NAS, che si amministrano dal browser o dalla porta seriale.

Porte della console Server realmente gestibili Contesto tipico Da sapere
1 porta (console senza switch) 1 server Armadio con un solo server, o console da abbinare a uno switch già presente È il cassetto più economico: si aggiunge lo switch quando i server crescono
8 porte Fino a 8 server, con margine consigliato di 1-2 porte libere Piccolo ufficio, studio professionale, sala tecnica di un negozio Il taglio più diffuso: copre la quasi totalità degli armadi singoli
16 porte Fino a 16 server Armadio pieno, piccola sala CED, più host di virtualizzazione Richiede una disciplina di etichettatura: 16 cavi sul retro sono un fascio importante
Switch in cascata Oltre 16 Più armadi affiancati Solo con modelli che dichiarano la cascata; aumenta i punti di guasto

La regola pratica è lasciare almeno una porta libera: il giorno in cui si aggiunge un host serve poter collegare la macchina nuova senza scollegare una vecchia. Quante unità restano libere nell'armadio per il cassetto, per lo switch e per tutto il resto si calcola con il metodo descritto in Quante unità (U) servono per switch, patch panel e UPS in un rack.

Schermo da 17 o da 19 pollici: cosa cambia davvero

La diagonale dello schermo integrato cambia tre cose: la leggibilità durante gli interventi lunghi, l'ingombro del cassetto estratto e la profondità richiesta all'armadio. Un pannello più grande significa un cassetto più profondo e più pesante, e in un armadio a muro poco profondo può semplicemente non entrare.

Diagonale Quando conviene Limite
17 pollici Armadi a muro, sale tecniche strette, interventi brevi Il testo del BIOS e delle console a caratteri resta piccolo
19 pollici Armadi a pavimento, sale con più server, interventi lunghi Cassetto più profondo e più pesante: verificare la profondità utile

Va guardata anche la risoluzione nativa del pannello, riportata sulla scheda tecnica: le schermate del BIOS e dei menu di configurazione escono a risoluzioni basse e il pannello deve interpolarle senza renderle illeggibili. La risoluzione massima supportata dall'ingresso video, invece, conta poco: una console non è un monitor di lavoro e nessuno amministra un server tutto il giorno da un cassetto da 1U.

La misura che fa fallire l'acquisto: profondità e montanti

Un cassetto KVM non si appoggia: scorre su due coppie di guide telescopiche fissate ai montanti anteriori e posteriori. Da qui i due errori più costosi.

Il primo è la profondità. La profondità totale del cassetto chiuso, dichiarata sulla scheda tecnica, deve stare dentro la profondità utile fra i montanti dell'armadio, lasciando dietro lo spazio per i cavi che escono e per l'eventuale sportello posteriore. Un armadio a muro da 450 o 530 millimetri di profondità totale lascia molto meno spazio utile di quanto il numero suggerisca, perché i montanti sono arretrati rispetto alla porta anteriore. Il modo corretto di misurare, con il metro e non con la scheda tecnica dell'armadio vuoto, è in Profondità del rack: l'errore di misura più comune.

Il secondo è il numero di montanti. Molti armadi a muro piccoli hanno solo la coppia di montanti anteriore: su un armadio di questo tipo si monta un patch panel o uno switch, ma non un cassetto scorrevole, che ha bisogno anche dell'appoggio posteriore per il peso e per l'estrazione. Prima di ordinare una console va verificato che l'armadio sia a quattro montanti e che la distanza fra montanti anteriori e posteriori rientri nella regolazione delle guide fornite, anch'essa dichiarata (per esempio «da 500 a 800 millimetri»).

Terzo dettaglio, meno grave ma fastidioso: davanti all'armadio serve lo spazio per aprire la porta e per estrarre il cassetto in tutta la sua corsa, in genere qualche decina di centimetri più della profondità del cassetto stesso. Un armadio incassato in una nicchia o dietro una porta che si apre verso il rack rende la console inutilizzabile.

Come si collegano i server alla console

Ogni server collegato consuma una porta e richiede un proprio cavo, in genere un cavo combinato che porta il video da un lato e il segnale USB per tastiera e mouse dall'altro. USB, in questo contesto, si comporta come una tastiera e un mouse standard (la classe HID, Human Interface Device): non servono driver sul server, e la console funziona anche su una macchina che non ha ancora un sistema operativo installato. Alcuni modelli usano al posto del cavo unico un piccolo adattatore per server (a volte chiamato dongle o modulo CIM) che si innesta sulle porte del server e poi si collega alla console con un cavo di rete.

  1. Verificare l'uscita video di ogni server: VGA (Video Graphics Array, l'uscita analogica a 15 poli), DVI, HDMI o DisplayPort. Console e cavi devono corrispondere, oppure serve un adattatore dichiarato compatibile.
  2. Misurare la distanza reale fra la posizione del cassetto e ogni server, seguendo il percorso dentro le guide cavi, non in linea d'aria: i cavi vanno scelti nella lunghezza che copre il percorso senza tirare i connettori e senza creare matasse.
  3. Fare passare i cavi nelle guide verticali o negli anelli, rispettando i raggi di curvatura e lasciando la catena di servizio: una lunghezza in eccesso, fissata con velcro, che permette al cassetto di uscire fino in fondo senza strappare nulla. È l'accorgimento che manca più spesso.
  4. Etichettare ogni cavo ai due capi con il nome del server e il numero di porta, e assegnare gli stessi nomi nel menu a schermo.
  5. Lasciare, se possibile, l'unità sopra o sotto il cassetto libera: aiuta l'estrazione e il ricircolo d'aria.

Il modo corretto di caricare gli anelli e i pannelli passacavi senza schiacciare i fasci è in Guide cavi orizzontali e verticali in un rack; i materiali che reggono il calore e l'attrito senza staccarsi sono in Etichettare i cavi in un armadio rack.

Con iDRAC, iLO o IPMI il KVM da rack serve ancora?

Dipende, ma nella maggior parte dei casi sì, e per motivi precisi. I server di marca hanno un controllore di gestione indipendente dal sistema operativo, il BMC (Baseboard Management Controller), che si raggiunge via rete su una porta dedicata e offre console remota, accensione e spegnimento, montaggio di immagini ISO e log dell'hardware. Le implementazioni commerciali hanno nomi diversi: iDRAC su Dell, iLO su HPE, XClarity Controller su Lenovo, e IPMI (Intelligent Platform Management Interface) è la specifica comune più vecchia, oggi affiancata dall'interfaccia Redfish definita dal DMTF. Dove il BMC c'è ed è raggiungibile, il 90 per cento degli interventi si fa dalla scrivania.

Il cassetto resta indispensabile in quattro situazioni che il BMC non copre:

  • La rete di gestione non c'è o è giù. Se il BMC è raggiungibile solo attraverso lo switch che si sta configurando, un errore sulla VLAN di gestione taglia fuori anche l'accesso remoto.
  • Il BMC non c'è. Server assemblati, workstation montate a rack, appliance e macchine più vecchie spesso non hanno alcun controllore di gestione.
  • La licenza non c'è. Su diversi costruttori la console remota grafica è una funzione a licenza: l'accensione remota c'è, il video no.
  • Il BMC stesso va configurato o ripristinato. Il primo indirizzo IP del controllore, dopo un reset, si imposta dal BIOS, cioè davanti alla macchina.

La differenza fra commutazione locale via cavo e accesso via rete, con i limiti dell'una e dell'altra, è sviluppata in KVM via cavo o via rete: la differenza pratica; gli strumenti che avvisano prima del guasto, e che riducono il numero di interventi davanti al rack, sono in Monitoraggio remoto di un server: sapere prima che si rompa.

Quando il KVM da rack non serve e cosa comprare al suo posto

Con un solo server la console integrata è una spesa che non si ripaga: un monitor economico su un ripiano da rack, con tastiera e mouse USB, copre lo stesso bisogno. Con un'infrastruttura completamente virtualizzata e amministrata da un hypervisor, dove le macchine virtuali hanno la console nel gestore e gli host hanno il BMC, il cassetto si usa una volta all'anno. Con soli NAS, switch e gruppi di continuità nell'armadio non serve affatto: nessuno di questi apparati ha un'uscita video da collegare.

Le alternative ragionevoli, in ordine di spesa: tastiera e monitor portatili tenuti nell'armadio o su un carrello (la soluzione classica, poco elegante ma efficace, del carrello di emergenza); un ripiano fisso da 1U o 2U con un monitor piccolo appoggiato; uno switch KVM senza schermo collegato a un monitor già presente nella stanza tecnica. Se l'armadio è un rack a muro poco profondo, spesso queste sono anche le uniche soluzioni possibili, perché il cassetto non entra: il confronto fra armadio a muro e a pavimento, con i vincoli di profondità, è in Rack a muro o a pavimento: come si decide.

Errori da evitare quando si compra una console da rack

  • Ordinare il cassetto senza avere misurato la profondità utile fra i montanti: è il reso più frequente di tutta la categoria.
  • Montarlo su un armadio a due montanti: le guide telescopiche non hanno appoggio posteriore.
  • Dimenticare la catena di servizio sui cavi: al primo cassetto estratto fino in fondo si strappa un connettore video.
  • Scegliere le porte sul numero di server accesi oggi, senza margine.
  • Non assegnare i nomi alle porte nel menu a schermo: dopo sei mesi nessuno ricorda quale server sia la porta 5, e si riavvia la macchina sbagliata.
  • Contare fra le porte gli apparati senza uscita video (switch, NAS, gruppi di continuità): si compra una console più grande del necessario.
  • Installare il cassetto in fondo all'armadio, vicino al pavimento: si lavora in ginocchio. L'altezza comoda è quella del piano di lavoro.

Quanto costa una console KVM da rack

Tipo Prezzo più basso Prezzo tipico Fascia alta In stock Fascia
Console KVM da rack 12,69 € 138,76 € 452,09 € 54 ████········
Ripiano per rack 35,99 € 96,33 € 141,88 € 4 ██··········
Passacavi da rack 19,46 € 59,82 € 96,64 € 8 █···········

Prezzi del catalogo initpc rilevati a settembre 2026, solo prodotti disponibili; i listini cambiano nel tempo.

La fascia bassa della voce «console KVM» corrisponde ai cavi e agli accessori di collegamento e agli switch KVM senza schermo; il cassetto completo con pannello LCD sta nella fascia alta, e il prezzo sale con il numero di porte, con la diagonale dello schermo e con la qualità delle guide telescopiche. Il ripiano e il passacavi sono la spesa alternativa per chi sceglie la soluzione monitor più tastiera: costano meno, ma occupano più unità e non commutano fra i server.

La scelta concreta

Per un armadio con due o più server: console con switch integrato a 8 porte, diagonale scelta in base alla profondità utile misurata a mano, armadio a quattro montanti con guide regolabili che coprano la distanza reale fra le coppie di montanti, cavi della lunghezza giusta con la catena di servizio, nomi dei server nel menu a schermo dal primo giorno. Con un solo server, o con un armadio a muro poco profondo, la spesa giusta è un ripiano più un monitor. Console, switch e accessori per il 19 pollici si trovano nella categoria KVM switch dello shop; armadi, ripiani, guide e passacavi nella categoria Armadi rack.

Domande frequenti

Un KVM da rack può gestire server di marche diverse nello stesso armadio?

Sì. La commutazione avviene sulle interfacce standard del server, cioè l'uscita video e le porte USB, e non dipende né dalla marca né dal sistema operativo. L'unico requisito è che il connettore video del server sia lo stesso previsto dai cavi della console, o che esista un adattatore dichiarato compatibile dal costruttore della console.

Il cassetto KVM occupa spazio anche quando è chiuso?

Sì, occupa stabilmente l'unità in cui è montato, in genere 1U. Non richiede però profondità aggiuntiva a cassetto chiuso rispetto al suo ingombro dichiarato, e non consuma unità in più quando è estratto: lo spazio che serve quando è aperto è davanti all'armadio, non dentro.

Conviene un KVM da rack anche con un solo server?

No. Con una macchina sola il vantaggio della commutazione non esiste e la spesa non si ripaga: un monitor economico su un ripiano da rack, con tastiera e mouse USB tenuti nell'armadio, copre lo stesso bisogno. La console conviene da due o tre server in su, o da subito se l'armadio è destinato a crescere.

Serve una console per ogni armadio?

Dipende dalla distanza. Nella stessa stanza, con armadi affiancati, si può usare un unico cassetto e portare i cavi da un armadio all'altro, oppure mettere in cascata due switch KVM se il modello lo prevede. Fra locali diversi servono estensori dedicati, che trasportano video e USB su cavo di rete: sono apparati a sé, con un costo che spesso supera quello di una seconda console.

Se la console si guasta, i server smettono di funzionare?

No. Il cassetto KVM è un dispositivo di sola console: i server continuano a girare esattamente come prima, perché nulla del loro funzionamento passa da lì. In caso di guasto si collega un monitor e una tastiera direttamente alla macchina su cui si deve intervenire.

Una console KVM da rack funziona anche con server senza uscita VGA?

Dipende dalle uscite disponibili. Molti server recenti hanno solo HDMI o DisplayPort e la maggior parte delle console da rack economiche è ancora a VGA: serve un adattatore attivo, e va verificato che il costruttore della console lo dichiari supportato. Gli adattatori passivi, che funzionano in una sola direzione, spesso non danno immagine durante la fase di avvio, che è proprio il momento in cui la console serve.

Si può usare un monitor da scrivania al posto del cassetto?

Sì, collegandolo a uno switch KVM da 1U montato in armadio. È la soluzione tipica delle sale tecniche che hanno già un piano di appoggio: si risparmia sul cassetto, si perde la compattezza e si occupa comunque una unità per lo switch. In un armadio chiuso senza piano di appoggio, invece, il cassetto resta l'unica soluzione ordinata.

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Aggiornate il 9 set 2026

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