Materiale elettrico per l'ufficio

Certificazione CE sui prodotti elettrici: cosa garantisce

Certificazione CE sui prodotti elettrici: cosa dichiara il produttore, quali direttive copre, differenza con IMQ ed ENEC e come riconoscere un marchio falso.

Pubblicato il aggiornato il 12 min di letturadi initpc

Certificazione CE sui prodotti elettrici: cosa garantisce

La marcatura CE su una ciabatta, un caricabatterie o una stampante garantisce una cosa sola: il produttore dichiara sotto la propria responsabilità che il prodotto rispetta i requisiti essenziali di sicurezza delle direttive europee che lo riguardano, per gli apparecchi elettrici da ufficio la direttiva bassa tensione 2014/35/UE, la direttiva compatibilità elettromagnetica 2014/30/UE e la direttiva RoHS 2011/65/UE sulle sostanze pericolose. Non è una certificazione: nessun laboratorio indipendente è obbligato a provare una multipresa prima che vada in vendita. La prova di terza parte esiste ed è volontaria, e si riconosce da marchi come IMQ, ENEC o VDE. Questa guida spiega cosa copre davvero il CE, come si distingue un marchio vero da uno decorativo, cosa cambia con il regolamento sulla sicurezza generale dei prodotti e cosa guardare prima di comprare materiale elettrico online.

Cos'è la certificazione CE sui prodotti elettrici e cosa non è

La marcatura CE è regolata dal regolamento (CE) 765/2008 e dalla decisione 768/2008/CE: è il segno con cui il fabbricante indica che il prodotto è conforme a tutta la normativa europea di armonizzazione applicabile e che ha svolto la procedura di valutazione della conformità prevista. Per i prodotti elettrici a bassa tensione (da 50 a 1000 V in corrente alternata e da 75 a 1500 V in continua) la procedura è il «controllo interno della produzione», detto modulo A: il fabbricante progetta secondo le norme armonizzate, prova il prodotto o lo fa provare, compila il fascicolo tecnico e firma la dichiarazione di conformità UE. Nessun organismo notificato interviene, a differenza di quanto avviene per esempio per i dispositivi medici o le macchine più pericolose.

Cosa garantisce la marcatura CE Cosa non garantisce
Il fabbricante dichiara la conformità ai requisiti essenziali di sicurezza delle direttive applicabili Che un laboratorio indipendente abbia provato il prodotto
Esiste una dichiarazione di conformità UE firmata e un fascicolo tecnico, esibibili alle autorità Un livello di qualità, durata o prestazione superiore al minimo
Il prodotto può circolare legalmente in tutto lo Spazio economico europeo Che il prodotto sia adatto all'uso che si ha in mente (grado IP, corrente, ambiente)
Il fabbricante o l'importatore risponde delle non conformità Che le informazioni della scheda online corrispondano al prodotto spedito

Il CE è un requisito minimo obbligatorio: due multiprese marcate CE possono differire per spessore dei contatti, qualità della plastica, sezione del cavo e presenza di otturatori, e la marcatura non dice nulla di tutto questo. Le caratteristiche che decidono l'acquisto di una multipresa sono descritte nella guida pillar sulle ciabatte con protezione da sovratensione.

Le direttive che un prodotto elettrico da ufficio deve rispettare

  • Direttiva bassa tensione 2014/35/UE (LVD): sicurezza elettrica, meccanica e termica di apparecchi fra 50 e 1000 V in alternata; copre multiprese, prolunghe, alimentatori, stampanti, monitor.
  • Direttiva compatibilità elettromagnetica 2014/30/UE (EMC): l'apparecchio non disturba gli altri e non è disturbato oltre il previsto; riguarda alimentatori, caricatori USB, UPS.
  • Direttiva RoHS 2011/65/UE: limiti a piombo, mercurio, cadmio, cromo esavalente e altre sostanze nei materiali.
  • Direttiva apparecchiature radio 2014/53/UE (RED): sostituisce LVD ed EMC per tutto ciò che trasmette, quindi prese smart Wi-Fi, router, stampanti wireless.
  • Direttiva ecodesign 2009/125/CE e i regolamenti attuativi, come il 2023/826 sullo standby: efficienza e consumi.
  • Direttiva RAEE 2012/19/UE (in Italia D.Lgs. 49/2014): il simbolo del bidone barrato e il fine vita, come spiega la guida sullo smaltimento dei vecchi PC e RAEE.

Una multipresa semplice ricade nella LVD e nella RoHS; una con porte USB aggiunge la EMC; una presa smart la RED. La dichiarazione di conformità elenca le direttive e le norme armonizzate usate, per esempio la CEI EN 60884 per prese e spine, la CEI 23-50 per le spine italiane, la EN 61242 per gli avvolgicavo, la EN 62368-1 per apparecchi audio, video e informatici.

Come si riconosce una marcatura CE autentica

Il regolamento 765/2008 prescrive la forma grafica del marchio: le lettere C ed E sono tracciate su due cerchi dello stesso diametro, la E non chiude i tratti orizzontali verso destra, il marchio è alto almeno 5 mm (salvo prodotti piccoli) e le proporzioni non si possono modificare. Un marchio con le lettere ravvicinate, con la E chiusa o con caratteri diversi non è la marcatura CE: è un disegno che la imita. Il marchio va apposto sul prodotto o, se impossibile, sull'imballaggio e sui documenti, in modo visibile, leggibile e indelebile.

Cosa deve esserci accanto al marchio

  1. Nome, ragione sociale o marchio e indirizzo postale del fabbricante sul prodotto o sull'imballaggio (articolo 6 della direttiva bassa tensione); se il fabbricante è fuori dall'Unione, anche quelli dell'importatore (articolo 8).
  2. Un elemento di identificazione: numero di tipo, lotto o serie.
  3. La dichiarazione di conformità UE disponibile su richiesta, con l'elenco delle direttive e delle norme.
  4. I dati tecnici: tensione, corrente nominale, potenza massima, grado IP se dichiarato.
  5. Dal 13 dicembre 2024, per il regolamento sulla sicurezza generale dei prodotti (GPSR) 2023/988, il nome e i recapiti di un responsabile stabilito nell'Unione per ogni prodotto venduto anche a distanza, e istruzioni e avvertenze nella lingua del Paese di vendita.

Un'inserzione online che non riporta il nome del fabbricante, con foto in cui il marchio è visibilmente inserito con la grafica, con prezzi molto sotto quelli dei prodotti di marca e con spedizione diretta da fuori dell'Unione è il quadro tipico di un prodotto che non ha seguito la procedura, e chi lo importa per uso professionale ne diventa responsabile.

Marchi di certificazione volontaria: IMQ, ENEC, VDE, TÜV

La differenza fra CE e IMQ è la differenza fra un'autodichiarazione e una prova di laboratorio indipendente. I marchi di certificazione volontaria sono rilasciati da organismi terzi che provano campioni del prodotto secondo le norme, ispezionano la fabbrica e ripetono i controlli nel tempo.

Marchio Chi lo rilascia Cosa attesta Dove si trova di solito
CE Il fabbricante (autodichiarazione) Conformità dichiarata alle direttive Obbligatorio su tutti i prodotti elettrici venduti nell'UE
IMQ Istituto Italiano del Marchio di Qualità, organismo terzo Prove di laboratorio secondo le norme CEI/EN, sorveglianza della produzione Prese, spine, multiprese, cavi, apparecchi di marca italiana ed europea
ENEC Rete europea di organismi di certificazione (fra cui IMQ) Conformità alle norme EN con prove di terza parte, riconosciuta in tutta Europa Apparecchi di illuminazione, componenti, alimentatori
VDE Verband der Elektrotechnik, Germania Prove di laboratorio secondo le norme DIN VDE/EN Prodotti di produzione tedesca, cavi, prese Schuko
TÜV, GS Organismi tedeschi; GS è il marchio «sicurezza provata» della legge tedesca Prove di terza parte sulla sicurezza Apparecchi elettrici e utensili
HAR Accordo europeo per i cavi armonizzati Il cavo rispetta le norme armonizzate (sigle H05VV-F, H07RN-F) Stampato sulla guaina dei cavi

Per una multipresa, una prolunga o un cavo di alimentazione il marchio IMQ o ENEC accanto al CE è il segnale che qualcuno ha misurato davvero il riscaldamento dei contatti, la tenuta della spina e la resistenza al fuoco della plastica. Il costo aggiuntivo è modesto rispetto a ciò che c'è collegato a valle. Per i cavi, la sigla HAR e quella armonizzata sulla guaina sono l'equivalente: il tema è nella guida sulle prolunghe da esterno e il grado IP.

Cosa chiede il GPSR dal 13 dicembre 2024

Il regolamento (UE) 2023/988 sulla sicurezza generale dei prodotti si applica dal 13 dicembre 2024 a tutti i prodotti di consumo, compresi quelli elettrici, in aggiunta alle direttive di settore. Per chi compra materiale elettrico le novità pratiche sono tre: ogni prodotto deve avere un operatore economico responsabile stabilito nell'Unione, con nome e recapiti sul prodotto o sull'imballaggio; i marketplace online devono mostrare nell'inserzione il nome del fabbricante e del responsabile UE, oltre alle avvertenze; i richiami per prodotti pericolosi devono raggiungere direttamente i clienti che li hanno comprati, e il sistema europeo di allerta rapida Safety Gate (l'ex RAPEX) pubblica ogni settimana l'elenco dei prodotti ritirati, dove multiprese, caricatori e prolunghe compaiono con regolarità.

Cosa cambia per chi compra per un'azienda

Chi acquista materiale elettrico per un ufficio, un negozio o una scuola è responsabile della sicurezza dei luoghi di lavoro secondo il D.Lgs. 81/2008, e un apparecchio non conforme è un'attrezzatura di lavoro non sicura. Conservare la fattura con il nome del fornitore, avere il fabbricante identificabile e poter esibire la dichiarazione di conformità su richiesta è la forma più semplice di tutela; una multipresa da pochi euro senza nome, in caso di incendio, è un problema di responsabilità prima ancora che di sicurezza.

Errori da evitare

  1. Confondere CE con «certificato». Il CE è una dichiarazione del fabbricante; certificato è ciò che porta IMQ, ENEC o VDE.
  2. Fidarsi di un marchio con le lettere ravvicinate o disegnato in modo diverso: non è la marcatura CE.
  3. Comprare prodotti senza fabbricante identificabile, in particolare con spedizione diretta da fuori dell'Unione: dal 2024 il GPSR impone un responsabile UE.
  4. Pensare che il CE dica qualcosa sulla qualità: due prodotti marcati CE possono differire in tutto ciò che conta all'uso.
  5. Usare adattatori da viaggio o «universali» in modo permanente: molti non rispettano la norma delle spine italiane CEI 23-50 e perdono la terra.
  6. Ignorare i richiami: una ricerca su Safety Gate per marca e modello richiede un minuto.

Quanto costa una multipresa con marcatura e certificazione

Tipo Prezzo più basso Prezzo tipico Fascia alta In stock Fascia
Multipresa da 4-5 prese 4,07 € 22,93 € 35,99 € 57 ████████····
Ciabatta con interruttore 14,77 € 18,87 € 18,87 € 2 ██████······
Prolunga con presa 1,82 € 14,43 € 35,06 € 70 █████·······
Presa smart Wi-Fi 9,21 € 13,18 € 13,18 € 2 ████········

Prezzi del catalogo initpc rilevati a settembre 2026, solo prodotti disponibili; i listini cambiano nel tempo.

Il prezzo sale con il marchio di certificazione di terza parte (IMQ, ENEC), con le prese universali, con la protezione da sovratensione e con il marchio del fabbricante (BTicino, Vimar, MKC, Brennenstuhl). La fascia bassa del catalogo è fatta di prodotti con fabbricante identificabile e dichiarazione di conformità, adatti a lampade e caricabatterie; per le postazioni di lavoro conviene la fascia tipica con marchio IMQ, che è la differenza fra una multipresa dichiarata sicura e una provata.

Glossario delle sigle

  • CE: marcatura di conformità europea, apposta dal fabbricante (regolamento 765/2008).
  • LVD: direttiva bassa tensione 2014/35/UE.
  • EMC: direttiva compatibilità elettromagnetica 2014/30/UE.
  • RoHS: direttiva 2011/65/UE sulle sostanze pericolose.
  • RED: direttiva apparecchiature radio 2014/53/UE.
  • GPSR: regolamento 2023/988 sulla sicurezza generale dei prodotti, in vigore dal 13 dicembre 2024.
  • Dichiarazione di conformità UE (DoC): documento firmato dal fabbricante con direttive e norme applicate.
  • Organismo notificato: laboratorio designato da uno Stato membro per le procedure che lo richiedono; non interviene per la bassa tensione.
  • IMQ, ENEC, VDE, GS: marchi di certificazione volontaria di terza parte.
  • Safety Gate: sistema europeo di allerta rapida sui prodotti pericolosi, ex RAPEX.
  • CEI 23-50: norma italiana su spine e prese da 10 e 16 A.

Da dove cominciare

Per una multipresa, una prolunga o un cavo di alimentazione la scelta concreta è un prodotto con marcatura CE corretta, fabbricante e indirizzo stampati, dati di tensione e corrente leggibili e, per le postazioni di lavoro, un marchio di certificazione di terza parte come IMQ o ENEC. Il catalogo è nella categoria Prese, multiprese e prolunghe dello shop. Le altre sigle che compaiono sulle etichette elettriche sono spiegate nel glossario elettrico di base, e la scelta del modello di multipresa nella guida di riferimento del gruppo sulle ciabatte con protezione da sovratensione.

Domande frequenti

Il marchio CE vuol dire che il prodotto è stato testato da un ente indipendente?

No: per i prodotti elettrici a bassa tensione il CE è un'autodichiarazione del fabbricante, che prova il prodotto per conto proprio o in un laboratorio di sua scelta e ne firma la dichiarazione di conformità. La prova di terza parte è volontaria e si riconosce da marchi come IMQ, ENEC o VDE.

«China Export» esiste davvero come marchio simile al CE?

No, non esiste un marchio ufficiale con quel nome; esistono marcature con le lettere ravvicinate o disegnate in modo diverso, che non rispettano la grafica del regolamento 765/2008 e quindi non sono la marcatura CE. La distanza fra le due lettere e la forma della E sono il modo per distinguerle.

Posso vendere o usare in azienda un prodotto senza CE comprato online?

No: un prodotto elettrico senza marcatura CE non può essere immesso sul mercato europeo, e chi lo importa per uso professionale ne assume le responsabilità di importatore. In un luogo di lavoro un apparecchio non conforme è un'attrezzatura non sicura ai sensi del D.Lgs. 81/2008.

Cosa devo chiedere al fornitore se voglio la dichiarazione di conformità?

La dichiarazione di conformità UE del modello, con l'elenco delle direttive e delle norme armonizzate applicate, il nome e l'indirizzo del fabbricante e la firma. Per la bassa tensione il fabbricante deve conservarla per dieci anni e renderla disponibile alle autorità; un fornitore serio la fornisce anche al cliente.

Un caricatore USB o una presa smart hanno gli stessi obblighi di una ciabatta?

Dipende dal prodotto: il caricatore aggiunge la direttiva EMC per i disturbi elettromagnetici, la presa smart con Wi-Fi ricade nella direttiva apparecchiature radio, che sostituisce LVD ed EMC. In tutti i casi valgono RoHS, RAEE e, dal 2024, il GPSR con il responsabile UE.

Un prodotto con marchio IMQ è sempre migliore di uno solo CE?

Dipende da cosa si intende per migliore: IMQ attesta che campioni del prodotto sono stati provati in laboratorio secondo le norme e che la produzione è sorvegliata, quindi è una garanzia di sicurezza superiore all'autodichiarazione. Non dice nulla sulle funzioni (USB, protezione da sovratensione, numero di prese), che vanno scelte a parte.

Dove controllo se una multipresa è stata richiamata?

Sul portale Safety Gate della Commissione europea, che pubblica ogni settimana i prodotti pericolosi segnalati dalle autorità nazionali, cercando per categoria, marca e modello. Dal 2024 il GPSR obbliga anche venditori e marketplace a informare direttamente i clienti dei richiami.

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