Colore e accessori

Tempere, acrilici e acquerelli: differenze e uso a scuola e a casa

Tempera, acrilico e acquerello: leganti, coprenza, asciugatura, carta e pennelli giusti, sicurezza EN 71 per i bambini e costi reali del catalogo.

Pubblicato il aggiornato il 13 min di letturadi initpc

Tempere, acrilici e acquerelli: differenze e uso a scuola e a casa

Tutti e tre sono pigmenti tenuti insieme da un legante e diluiti con acqua. Cambia il legante, e da lì cambia tutto: la tempera usa colle e amidi e resta riattivabile dall'acqua anche da asciutta; l'acrilico usa una resina che polimerizza e, una volta secco, non torna più indietro; l'acquerello usa gomma arabica in dose minima e vive di trasparenze, perché lascia lavorare il bianco della carta.

Sapere questo evita gli errori tipici: la tempera che si scioglie quando ci si passa sopra una seconda mano, l'acrilico che secca dentro la ghiera del pennello e lo rovina per sempre, l'acquerello che ondula il foglio del quaderno. Questa guida mette in fila le tre famiglie, la carta e i pennelli che servono a ciascuna, e le norme da guardare quando i colori sono destinati ai bambini.

Il legante decide tutto: tempere, acrilici e acquerelli a confronto

Tempera Acrilico Acquerello
Legante Colle vegetali, amidi, caseina Resina acrilica in dispersione Gomma arabica
Coprenza Alta, opaca Alta, regolabile Nulla: trasparente
Asciugatura 10-30 minuti 10-20 minuti in superficie 5-15 minuti
Dopo l'asciugatura Si riattiva con l'acqua Impermeabile, non riattivabile Si riattiva con l'acqua
Supporti Carta da 120 g/m² in su, cartoncino Carta pesante, tela, legno, plastica, vetro Carta per acquerello da 200 g/m² in su
Sovrapposizione dei colori A strato asciutto e con delicatezza Libera, anche a strati spessi Per velature, dal chiaro allo scuro
Correzioni Si riprende bagnando Si copre con un nuovo strato Quasi impossibile: si pianifica prima
Pulizia Acqua fredda Acqua subito, prima che secchi Acqua
Formati commerciali Barattoli da 500-1000 ml, tubetti da 12-75 ml, pastiglie Tubetti da 22-120 ml, flaconi Godet, mezzi godet, tubetti da 5-21 ml

La regola che riassume la tabella: si sceglie in base a cosa deve succedere dopo. Se il lavoro verrà ripreso, corretto o rifatto, tempera. Se deve durare, stare all'aperto o essere verniciato sopra, acrilico. Se conta la luce che passa attraverso il colore, acquerello.

La tempera: il colore della scuola

La tempera è il colore da laboratorio: costa poco, si stende bene, copre, si diluisce a piacere e si lava dai vestiti con acqua fredda. Nei formati da 500 e 1000 ml è quella che serve per i cartelloni, gli sfondi e i lavori di gruppo.

Perché si riattiva e come si lavora a strati

Il limite della tempera è la riattivabilità: se si stende una seconda mano quando la prima è asciutta ma il pennello è troppo bagnato, il colore sotto si scioglie e i due strati si mescolano. Due regole pratiche risolvono quasi sempre il problema: poca acqua nel pennello sulla seconda mano, e mai passare due volte sullo stesso punto nella stessa stesura.

Barattolo, tubetto o pastiglia

  • Barattolo (500-1000 ml): il formato per la scuola, i cartelloni e le classi. Il costo per millilitro è il più basso.
  • Tubetto (12-75 ml): dosa meglio e non si secca nel contenitore, adatto al lavoro individuale.
  • Pastiglia: comodissima e pulita, con una resa cromatica sensibilmente inferiore al barattolo. Va bene per il disegno quotidiano, non per le campiture ampie.

Per i più piccoli esistono i colori a dita, che sono tempere addensate, dichiarate lavabili e formulate per l'età: sono la scelta giusta quando il pennello non è ancora gestibile, come spiega la guida acquerelli o colori a dita: quali per quale età.

L'acrilico: quando serve che non si tolga più

L'acrilico è la scelta quando il lavoro deve durare, stare all'aperto o essere verniciato sopra: decorazioni su legno, sassi, tela, vasi, scenografie, oggetti da regalo. Una volta asciutto forma una pellicola flessibile e impermeabile, e ci si può dipingere sopra all'infinito senza smuovere gli strati sotto — cosa impossibile con la tempera.

Fine o extrafine

L'acrilico «fine», da studio, ha meno pigmento e più riempitivi di quello «extrafine», da artista. Per la scuola e per l'hobby il fine è più che sufficiente; l'extrafine ha senso quando conta la resistenza alla luce nel tempo, cioè quando l'opera resterà esposta per anni. L'indicazione di resistenza alla luce è riportata sul tubetto ed è il dato che distingue davvero le due fasce, più del prezzo.

La cura del pennello non è facoltativa

L'acrilico che secca dentro la ghiera rovina il pennello in modo irreversibile: si lava subito, con acqua tiepida, prima di cambiare colore. Anche la tavolozza va tenuta umida durante il lavoro, altrimenti si formano pellicine che finiscono sul foglio. La routine completa è nella guida alla manutenzione dei pennelli.

L'acquerello: la tecnica che si costruisce al contrario

Nell'acquerello il bianco non si dipinge: si lascia. Si lavora dal chiaro allo scuro, per velature successive, e ogni strato deve essere asciutto prima del successivo, a meno che non si cerchi proprio l'effetto bagnato su bagnato. È la tecnica che richiede più pianificazione, perché una velatura scura non si toglie.

La carta conta più del colore

Il vero requisito dell'acquerello non è il colore ma la carta: sotto i 200 g/m² il foglio si imbarca e si sfibra. La grammatura è definita come massa per unità di superficie e si misura secondo la norma ISO 536:2019, «Paper and board — Determination of grammage»: è il numero stampato su ogni confezione di carta. La carta per acquerello si trova soprattutto da 200 e 300 g/m², con versioni molto più pesanti per i formati grandi, in tre finiture:

  • grana satinata, liscia: tratto netto, dettagli, illustrazione;
  • grana fine: il compromesso più usato, anche per i primi esercizi;
  • grana grossa (torchon): la texture resta visibile, adatta ai paesaggi e alle stesure ampie.

Godet o tubetti

I godet (pastiglie da bagnare) sono più pratici per lavorare fuori casa e per la scuola; i tubetti danno colori più intensi e servono per le stesure ampie, perché si preleva molto colore senza consumare la pastiglia.

Quale carta serve per ciascuna tecnica

Tecnica Grammatura minima Cosa succede sotto quella soglia
Pastelli e matite colorate 90-120 g/m² Nulla di grave: il foglio regge
Tempera 120-200 g/m² Il foglio ondula e si sfibra nei punti bagnati
Acrilico su carta 200 g/m² e oltre, meglio cartoncino Il foglio si deforma sotto lo strato spesso
Acquerello 200 g/m², meglio 300 Il foglio si imbarca, il colore ristagna nelle pieghe
Collage e lavoretti con base rigida 200 g/m² e oltre (bristol) La base non sta in piedi

Sul cartoncino per le basi e i lavoretti, con gli spessori e i formati, c'è la guida cartoncino collage: spessori e colori.

Pennelli: quali servono per tempera, acrilico e acquerello

  • Setola sintetica: la scelta corretta per tempera e acrilico, perché resiste ai lavaggi frequenti e alla pasta densa. È anche la più adatta alla scuola.
  • Pelo morbido (sintetico o naturale): per l'acquerello, perché trattiene acqua e la rilascia in modo uniforme.
  • Forma tonda: linee, dettagli, riempimenti piccoli. È il pennello da comprare per primo.
  • Forma piatta: campiture, sfondi, bordi netti.
  • Forma a lingua di gatto: via di mezzo, comoda per i lavori scolastici.

Per un corredo scolastico bastano tre pennelli: un tondo piccolo, un tondo medio e un piatto largo. I numeri sui manici indicano la dimensione della punta e non sono confrontabili fra marche diverse: si guarda il pennello, non il numero.

Sicurezza dei colori per bambini: cosa dicono le norme EN 71

Quando i colori sono destinati ai bambini rientrano nella normativa sui giocattoli e devono portare la marcatura CE. Due norme della serie EN 71 riguardano direttamente i materiali da colore:

  • EN 71-3, «Safety of toys — Migration of certain elements»: fissa i limiti di migrazione di diciannove elementi (fra cui piombo, cadmio, cromo, nichel, arsenico, mercurio) da tre categorie di materiali — quelli secchi o in polvere, quelli liquidi o appiccicosi, e quelli raschiati via — e si applica alle parti che possono finire in bocca.
  • EN 71-7, «Safety of toys — Finger paints — Requirements and test methods»: riguarda specificamente i colori a dita e stabilisce requisiti su composizione, coloranti, conservanti, etichettatura e contenitori.

Attenzione a una distinzione che conta in fase di acquisto: i colori dichiarati per belle arti non sono giocattoli e non seguono la serie EN 71. Per la scuola dell'infanzia e per i bambini piccoli vanno scelti prodotti marcati CE come giocattoli, con l'indicazione di età del produttore; i colori da belle arti si introducono più avanti, con la supervisione adeguata.

Cosa comprare, in pratica

  • Materna e primo ciclo: colori a dita lavabili e tempere in barattolo da 500 ml nei sei colori base, più pennelli in setola sintetica, piatti e tondi.
  • Elementari e medie: tempere in tubetto da 12-25 ml, set da 6-12 colori, carta da disegno da 120-200 g/m².
  • Bricolage e decorazione: acrilico in tubetto da 75 ml nei primari più bianco e nero. Il bianco finisce sempre per primo perché serve a schiarire tutti gli altri: conviene prenderne un tubetto in più.
  • Primo approccio all'acquerello: set in godet da 12 colori, un pennello tondo medio in fibra sintetica e un blocco di carta da 300 g/m².
  • Classe o laboratorio: barattoli grandi di tempera nei primari, bianco e nero, e si mescolano i secondari. Costa meno e insegna la teoria del colore.

Come si tolgono i colori da mani, vestiti e banchi

  1. Tempera e acquerello: acqua fredda e sapone, meglio se il colore è ancora umido. L'acqua calda fissa alcune macchie.
  2. Acrilico ancora fresco: acqua fredda immediata, in abbondanza.
  3. Acrilico che ha iniziato a rapprendersi: tamponare con alcol prima del lavaggio, senza sfregare il tessuto.
  4. Acrilico asciutto: non si toglie. È il motivo per cui in laboratorio si mettono grembiuli e si copre il tavolo.
  5. Banchi e piani lavabili: panno umido subito; per l'acrilico secco serve un raschietto di plastica, mai metallico sui piani laminati.
  6. Pennelli: lavaggio immediato, asciugatura con la punta verso l'alto o in orizzontale, mai in piedi con la punta in basso nel bicchiere.

Errori da evitare con i colori a base d'acqua

  • Passare una seconda mano di tempera con il pennello troppo bagnato, sciogliendo lo strato sotto.
  • Lasciare l'acrilico asciugare nel pennello: il pennello è perso.
  • Usare la carta del quaderno per l'acquerello: si imbarca al primo passaggio.
  • Comprare l'extrafine per la scuola: si paga la resistenza alla luce, che a scuola non serve.
  • Mescolare tempera e acrilico per ottenere un colore intermedio: il risultato non è né l'uno né l'altro e crea problemi al secondo strato.
  • Dare colori da belle arti ai bambini piccoli senza verificare la marcatura CE e l'indicazione di età.

Quanto costano tempere, acrilici e acquerelli nel catalogo initpc

Il prezzo dipende soprattutto dal formato e dalla concentrazione di pigmento: un barattolo grande di tempera costa meno al millilitro di una confezione di tubetti, e un acrilico extrafine costa più di un fine a parità di volume. Per la scuola la fascia bassa copre bene le tempere e i pennelli sintetici; la fascia alta ha senso solo su acquerelli e acrilici destinati a lavori che devono durare.

Tipo Prezzo più basso Prezzo tipico Fascia alta In stock Fascia
Tempere in barattolo o tubetto 1,33 € 14,40 € 16,39 € 59 ████████····
Colori acrilici 1,28 € 12,91 € 18,02 € 82 ███████·····
Acquerelli in godet o tubetto 1,65 € 11,75 € 21,31 € 46 ███████·····
Pennelli per pittura 2,74 € 13,13 € 15,97 € 52 ███████·····

Prezzi del catalogo initpc rilevati a settembre 2026, solo prodotti disponibili; i listini cambiano nel tempo.

Colori, pennelli e supporti sono nella categoria Colore e accessori, con le sottocategorie tempere e belle arti e acquerelli e colori a dita. La panoramica su tutta la sezione è in colore e accessori: come scegliere gli strumenti, le attività con i più piccoli in disegnare e colorare con i bambini; tutte le guide per la scuola sono nel cappello Scuola.

Glossario dei termini che compaiono sulle confezioni

  • Legante: la sostanza che tiene insieme i pigmenti e li fa aderire al supporto; è ciò che distingue le tre tecniche.
  • Coprenza: quanto un colore nasconde ciò che sta sotto.
  • Velatura: strato sottile e trasparente steso su un colore già asciutto.
  • Godet: pastiglia di acquerello compresso, da sciogliere con il pennello bagnato.
  • Grana: la finitura superficiale della carta, da satinata a torchon.
  • Fine ed extrafine: le due fasce di qualità dei colori, distinte dalla quantità di pigmento e dalla resistenza alla luce.
  • Resistenza alla luce: quanto un colore mantiene la tonalità nel tempo se esposto.
  • Bagnato su bagnato: tecnica dell'acquerello in cui il colore si stende su carta ancora umida.

Domande frequenti

Si possono mescolare tempera e acrilico?

Meccanicamente sì, perché entrambi si diluiscono in acqua, ma il risultato non è né l'uno né l'altro: la miscela resta parzialmente riattivabile e perde l'impermeabilità dell'acrilico. Se serve un acrilico più opaco esistono i medium opacizzanti; mescolare i due colori è una scorciatoia che dà problemi al secondo strato.

Che carta serve per la tempera e per l'acquerello?

Per la tempera basta una carta da disegno da 120-200 g/m², che regge l'acqua senza ondularsi troppo. Per l'acquerello serve carta specifica da almeno 200 g/m², meglio 300, altrimenti il foglio si imbarca e il colore ristagna nelle pieghe formate dalla deformazione.

Come si toglie il colore dai vestiti?

La tempera va via con acqua fredda e sapone, meglio se il colore è ancora umido, e l'acquerello è ancora più facile. L'acrilico, una volta asciutto, non si toglie: va lavato immediatamente con acqua fredda e, se ha iniziato a rapprendersi, tamponato con alcol prima del lavaggio.

I colori a dita si possono usare al posto delle tempere?

Con i più piccoli sì, e sono la scelta giusta perché hanno una formulazione più densa e sono soggetti a una norma dedicata, la EN 71-7 sui colori a dita. Quando il bambino gestisce il pennello conviene passare alle tempere: coprono meglio, costano meno a parità di volume e permettono più precisione.

Che differenza c'è fra acrilico fine ed extrafine?

La quantità di pigmento e la resistenza alla luce. Il fine ha più riempitivi e costa meno: per la scuola e per l'hobby è più che sufficiente. L'extrafine si giustifica quando l'opera resterà esposta a lungo e la tenuta del colore nel tempo conta davvero.

Serve la vernice protettiva sopra l'acrilico?

Dipende da dove finirà il lavoro. All'interno, su un oggetto che non si maneggia, non serve. All'aperto, o su un oggetto che verrà toccato e pulito, una vernice trasparente protegge la pellicola e uniforma la finitura fra zone lucide e opache.

Quali pennelli servono per iniziare?

Tre: un tondo piccolo per i dettagli, un tondo medio per il lavoro corrente e un piatto largo per gli sfondi, tutti in setola sintetica se si usano tempera e acrilico. I numeri stampati sul manico non sono confrontabili fra marche diverse, quindi conviene guardare la punta e non il numero.

I colori per belle arti vanno bene per i bambini?

Non automaticamente. I colori da belle arti non sono giocattoli e non seguono la serie di norme EN 71: per la scuola dell'infanzia e per i bambini piccoli vanno scelti prodotti marcati CE come giocattoli, con l'indicazione di età del produttore.

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4,5/5

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Aggiornate il 9 set 2026

  • 4/5

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