Carta 80, 90 o 100 g/m²: differenze reali in stampa e fronte-retro
Carta da 80, 90 o 100 g/m²: cosa cambia in stampa laser, inkjet e fronte-retro, come si leggono opacità e bianchezza CIE e quale grammatura serve per ruolo.

Per il lavoro quotidiano di un ufficio bastano 80 g/m²; per il fronte-retro fitto di testo e per la corrispondenza che esce dall'ufficio conviene salire a 90 g/m²; i 100 g/m² servono quando il foglio va consegnato a un cliente e deve «sentirsi» in mano: offerte, relazioni, carta intestata. Questa è la risposta breve. Il resto della guida spiega perché, e soprattutto quali altri tre numeri stampati sulla risma — opacità, bianchezza e umidità — spesso decidono la resa più della grammatura stessa.
La grammatura è il peso di un metro quadrato di carta, misurato secondo la norma ISO 536 (Paper and board — Determination of grammage). Dice quanto pesa il foglio, non quanto è buono. Due risme da 80 g/m² di produttori diversi possono comportarsi in modo molto differente nello stesso stampato: cambia la composizione della fibra, cambia la quantità di cariche minerali, cambia il controllo dell'umidità in cartiera. Chi sceglie la carta guardando solo i grammi sbaglia bersaglio nella metà dei casi.
Le guide sorelle di questo gruppo approfondiscono i casi particolari: carta 70-80 g bianca per chi stampa volumi alti, carta bianca per ufficio: le fasce di qualità per capire perché due risme identiche costano il doppio l'una dell'altra, carta riciclata: FSC, Ecolabel per le certificazioni, carta colorata per stampanti per la codifica per reparto e quante risme servono in un ufficio per la scorta.
Che cosa misura davvero la grammatura e che cosa non dice
La grammatura misura la massa per unità di superficie, espressa in grammi al metro quadrato (g/m², spesso scritto «gr» sulle confezioni italiane). Da questo numero si ricava direttamente il peso di un foglio: un A4 misura 210 × 297 mm secondo la norma ISO 216, cioè 0,0624 m², quindi un foglio da 80 g/m² pesa circa 5 grammi e una risma da 500 fogli pesa circa 2,5 kg. Alla stessa maniera un foglio da 100 g/m² pesa circa 6,2 grammi e la sua risma da 500 fogli supera i 3 kg: è un conto che torna utile quando si calcola il peso di una spedizione o la portata di uno scaffale.
Quello che la grammatura non dice è tutto il resto: quanto il foglio è spesso, quanto è opaco, quanto è bianco, quanto resiste al calore del fusore. Sono proprietà misurate da norme diverse e dichiarate separatamente in scheda tecnica.
Grammatura, spessore e volume specifico non sono la stessa cosa
Lo spessore (in micron, µm, chiamato anche caliper) si misura con la norma ISO 534, che definisce anche densità apparente e volume specifico apparente. Due carte con la stessa grammatura possono avere spessori diversi: una carta «voluminosa», con volume specifico più alto, è più spessa a parità di peso. È un dettaglio che conta in tre casi concreti: quando il documento deve passare in un alimentatore automatico con una capacità dichiarata in millimetri di pila, quando va rilegato (una carta voluminosa fa un dorso più grosso a parità di pagine) e quando si stampa su una macchina che regola la pressione in base allo spessore.
Perché una risma da 100 g/m² ha spesso 250 fogli
Le risme da 80 g/m² sono quasi sempre da 500 fogli; salendo di grammatura le confezioni scendono a 250 o 300 fogli, e i cartoncini da 160 g/m² in su arrivano spesso a 125 o 250 fogli. Il motivo è pratico: si tiene il pacco entro un peso e un ingombro maneggiabili. Chi confronta i prezzi deve quindi ragionare sempre sul costo per foglio, non sul prezzo della confezione: una risma da 250 fogli a metà prezzo di una da 500 non è un affare, è la stessa cosa.
Le grammature a confronto, dai 70 ai 250 g/m²
La tabella seguente mette in fila le grammature che si incontrano davvero in un ufficio, con gli ordini di grandezza di spessore e opacità tipici delle carte da copia lisce. I valori esatti cambiano da produttore a produttore e vanno letti in scheda tecnica quando il documento è delicato.
| Grammatura (grammi al metro quadrato) | Spessore indicativo (micron) | Opacità indicativa (percentuale) | Fogli per confezione | Uso tipico |
|---|---|---|---|---|
| 70-75 g/m² | 85-95 µm | 88-90% | 500 | Stampe interne di consumo, brutte copie, volumi alti |
| 80 g/m² | 100-108 µm | 91-93% | 500 | Standard universale: fotocopie, moduli, corrispondenza interna |
| 90 g/m² | 105-115 µm | 93-95% | 500 | Fronte-retro, corrispondenza esterna, documenti da conservare |
| 100 g/m² | 110-120 µm | 95-97% | 250, 300 o 500 | Offerte, relazioni, presentazioni, carta intestata |
| 120 g/m² | 125-140 µm | oltre 97% | 250 | Copertine leggere, inviti, locandine interne |
| 160 g/m² | 160-180 µm | oltre 98% | 250 | Copertine, divisori, cartoncini |
| 200-250 g/m² | 200-260 µm | oltre 99% | 125-250 | Cartoncino, targhette, schede, biglietti |
Il salto percepibile al tatto non è lineare: fra 80 e 90 g/m² la differenza in mano è modesta ma il comportamento nel fronte-retro cambia, fra 90 e 100 g/m² si sente il foglio irrigidirsi, oltre i 120 g/m² si entra nel territorio del cartoncino, dove il vero limite non è più la resa ma il percorso carta della stampante.
Quando bastano 80 g/m², quando servono 90 e quando 100
La regola pratica è una sola: si sale di grammatura quando il foglio deve essere letto da qualcun altro o deve durare. Per tutto il resto gli 80 g/m² sono la scelta corretta, non un compromesso.
Gli 80 g/m² sono lo standard perché sono il riferimento di tutte le macchine
Gli 80 g/m² costano poco, passano ovunque e — dettaglio che quasi nessuno considera — sono il riferimento con cui i produttori dichiarano le capacità delle altre macchine dell'ufficio: i fogli di una cucitrice, quelli di un perforatore, quelli di un distruggidocumenti e la capacità dei cassetti di una stampante sono quasi sempre espressi «su carta da 80 g/m²». Se si passa a una grammatura superiore, quelle capacità scendono in proporzione, e una cucitrice dichiarata per 25 fogli ne regge molti meno con carta da 100 g/m².
Gli 80 g/m² vanno benissimo per stampe di lavoro, moduli interni, copie d'ufficio, documenti destinati all'archivio e bozze. Il limite si vede in due casi: stampe a colori con fondi pieni, dove la quantità di toner o inchiostro fa imbarcare il foglio, e fronte-retro con testi fitti, dove il retro traspare.
I 90 g/m² sono il gradino più sottovalutato dell'ufficio
I 90 g/m² costano poco più degli 80, guadagnano due o tre punti di opacità e rendono il fronte-retro pulito senza cambiare nulla nelle abitudini di stampa. È la grammatura giusta per la corrispondenza commerciale, per i documenti che escono dall'ufficio e per le stampe a colori di uso quotidiano: molte carte da 90 g/m² sono formulate proprio per la stampa laser a colori, con una superficie più chiusa che trattiene il toner senza sbavare. Chi stampa molto fronte-retro e non vuole scegliere due carte diverse fa bene a tenere un'unica risma da 90 g/m² per tutto.
I 100 g/m² si scelgono quando il documento «conta»
Ai 100 g/m² il foglio si sente in mano. È la grammatura di offerte, preventivi, relazioni, carta intestata, certificati e di tutto ciò che viene consegnato a un cliente. L'opacità sfiora il 97%, quindi il fronte-retro resta pulito anche con immagini a piena pagina. Due avvertenze operative: le confezioni sono spesso da 250 o 300 fogli invece che da 500, e il cassetto della stampante va impostato sulla grammatura corretta, altrimenti la macchina applica il profilo termico degli 80 g/m² e la fusione del toner può risultare incompleta, con una stampa che si graffia via con l'unghia.
Quando salire di grammatura non serve
Non serve salire quando il documento resta dentro l'ufficio, quando viene stampato su un solo lato, quando finisce in un raccoglitore che nessuno riaprirà e quando va distrutto entro pochi giorni. In questi casi la grammatura più alta è solo un costo per foglio più alto e una capacità in meno per cucitrici e perforatori. L'alternativa più economica, per chi stampa molto e internamente, è scendere a 75 g/m²: il caso è trattato nella guida su quando basta la grammatura più leggera.
Opacità, bianchezza e umidità: i numeri che contano più dei grammi
Sulla confezione, accanto alla grammatura, compaiono altri tre valori. Sono quelli che spiegano perché due risme da 80 g/m² si comportano in modo diverso.
L'opacità decide il fronte-retro, non la grammatura
L'opacità è la percentuale di luce che il foglio non lascia passare, misurata secondo la norma ISO 2471 (Determination of opacity — Diffuse reflectance method). Sotto il 92% il testo del retro si intravede in controluce; dal 95% in su non si nota più. Dipende dalla grammatura, ma anche e soprattutto dalle cariche minerali usate per «riempire» la carta: per questo una carta da 80 g/m² con opacità 93% rende meglio nel fronte-retro di una da 90 g/m² con opacità 91%. Se il problema è la trasparenza, il numero da cercare in scheda tecnica è questo, non i grammi. Il tema è approfondito nella guida su carta speciale per laser, retro-stampa e opacità.
La bianchezza CIE è una scelta estetica, non una scala di qualità
La bianchezza CIE si misura secondo la norma ISO 11475 (Determination of CIE whiteness, D65/10° outdoor daylight) e tiene conto anche degli sbiancanti ottici. I valori delle carte da ufficio si collocano di solito fra 146 e 170: una carta a CIE 170 è un bianco freddo e brillante che fa risaltare i colori, una a CIE 150 è un bianco più naturale e riposante per la lettura prolungata. Non è una scala di qualità e non dice nulla sulla durata del foglio: le carte pensate per l'archivio hanno spesso una bianchezza più bassa, proprio perché contengono meno sbiancanti. Il confronto fra le fasce commerciali è nella guida sulle fasce di qualità della carta bianca.
L'umidità residua e la planarità decidono gli inceppamenti
Le carte dichiarate per la stampa laser hanno un'umidità residua controllata, di norma intorno al 4-5%: serve a evitare che il foglio si arricci nel fusore. Una carta troppo secca si carica di elettricità statica e i fogli si attaccano fra loro; una carta che ha assorbito umidità si ondula ai bordi e si inceppa. Questo valore non è quasi mai stampato sulla confezione al dettaglio, ma è il motivo per cui l'involucro della risma è impermeabile e va aperto solo al momento dell'uso.
Laser o getto d'inchiostro: come si legge la confezione della risma
La stessa risma non si comporta allo stesso modo con le due tecnologie di stampa, e la confezione lo dichiara.
- Per la stampa laser si cerca la dicitura «laser» o «copy-laser»: la carta è formulata per reggere il calore e la pressione del gruppo fusore senza arricciarsi e senza rilasciare polvere sui rulli.
- Per il getto d'inchiostro serve una superficie che assorba l'inchiostro liquido senza allargare il punto. La carta multiuso da fotocopie funziona, ma con colori più spenti rispetto a una carta dedicata: il confronto completo è nella guida su carta patinata per inkjet, lucida o opaca.
- Per il fronte-retro si guarda l'opacità prima della grammatura, come spiegato sopra.
- Il verso di caricamento è indicato da una freccia o dalla scritta print side sulla confezione: su una carta multiuso è quasi indifferente, sulle patinate no.
- Per i documenti che devono durare, la dicitura da cercare è il riferimento alle norme di permanenza ISO 9706 (carta per documenti) o ISO 11108 (carta per archivio): riguardano la stabilità del foglio nel tempo, non la resa di stampa.
Le carte pensate per usi particolari — fotografiche, trasparenti, adesive, per biglietti da visita — sono raccolte nella mappa delle carte speciali per stampanti. Chi stampa su moduli in continuo trova le indicazioni nella guida ai moduli continui, e chi deve abbinare carta, toner e macchina può partire dalla guida ai consumabili per stampanti e dalla guida alle stampanti e multifunzione.
Quale grammatura serve per ogni tipo di attività
La scelta cambia molto più con il tipo di lavoro che con le dimensioni dell'ufficio. La tabella seguente parte dal ruolo, non dal prodotto.
| Chi la usa | Grammatura di base | Seconda risma da tenere | Perché |
|---|---|---|---|
| Segreteria di una piccola azienda | 80 g/m² | 100 g/m² per offerte e carta intestata | Volume alto interno, poche uscite che devono essere curate |
| Studio professionale (commercialista, avvocato) | 90 g/m² | 100 g/m² per relazioni e perizie | Molto fronte-retro fitto di testo, documenti che restano anni in fascicolo |
| Scuola e segreteria didattica | 80 g/m² | 160 g/m² colorata per copertine e divisori | Circolari, verbali, materiale didattico ad alto volume |
| Negozio e reception | 80 g/m² | 200-250 g/m² per cartellini e schede | Poche stampe, spesso da esporre o plastificare |
| Magazzino e logistica | 75-80 g/m² | — | DDT, liste di prelievo, documenti di breve vita |
| Studio tecnico o grafico | 90 g/m² | carta patinata per le presentazioni a colori | Stampe miste testo-immagine, bozze colore |
| Chi lavora da casa | 80 g/m², risma singola | — | Consumo basso, nessun vantaggio dal cartone da cinque risme |
Come si conserva la carta perché non si imbarchi
La carta è igroscopica: assorbe e cede umidità all'ambiente, e in un ufficio è la causa numero uno degli inceppamenti «senza motivo». Le regole sono cinque e costano zero:
- Tieni la risma nell'involucro originale finché non la usi: l'involucro è una barriera all'umidità, non un imballo commerciale.
- Conserva i pacchi in piano, non in verticale, per non deformare i bordi dei fogli sotto il loro stesso peso.
- Tieni la carta lontana da pavimento e pareti esterne, dove l'umidità è più alta, e lontana da termosifoni e finestre esposte al sole.
- Lascia acclimatare la risma qualche ora nella stanza della stampante prima di aprirla, soprattutto se arriva da un magazzino freddo.
- Non lasciare la carta nel cassetto per settimane in un ambiente umido: se una risma aperta resta inutilizzata a lungo, richiudila.
Errori da evitare quando si compra la carta per l'ufficio
- Confrontare i prezzi delle confezioni invece che il costo per foglio: risme da 250, 300 e 500 fogli convivono sullo stesso scaffale.
- Salire di grammatura per risolvere la trasparenza senza guardare l'opacità dichiarata: è il modo più caro di non risolvere il problema.
- Dimenticare di impostare la grammatura nel driver o nel pannello della stampante: con 100 g/m² e profilo da 80 g/m² il toner non fonde bene.
- Comprare una scorta per un anno perché il prezzo è buono: la carta economica ingiallisce e si deforma, e lo spazio di magazzino ha un costo.
- Usare una carta per getto d'inchiostro in una laser: i rivestimenti pensati per l'inchiostro liquido possono sciogliersi sul fusore.
- Comprare la carta più bianca possibile per tutto: un CIE molto alto è faticoso da leggere su documenti lunghi e non serve a nulla su un modulo interno.
- Ignorare le capacità dichiarate delle altre macchine: cucitrici, perforatori e distruggidocumenti sono tarati sugli 80 g/m².
Quanto costa la carta in risme nel catalogo initpc
I prezzi seguenti vengono dal catalogo initpc e considerano solo i prodotti disponibili al momento della rilevazione: indicano le fasce, non sostituiscono la scheda del singolo prodotto.
| Tipo | Prezzo più basso | Prezzo tipico | Fascia alta | In stock | Fascia |
|---|---|---|---|---|---|
| Carta in risme, tutte le grammature | 7,18 € | 14,12 € | 18,65 € | 95 | ████········ |
| Carta 70-80 g bianca | 5,86 € | 22,64 € | 39,89 € | 54 | ██████······ |
| Carta bianca di fascia alta | 9,80 € | 29,88 € | 42,70 € | 30 | ████████···· |
| Carta colorata in pasta | 5,04 € | 14,12 € | 14,93 € | 97 | ████········ |
| Carta riciclata | 6,37 € | 27,72 € | 27,72 € | 2 | ████████···· |
Prezzi del catalogo initpc rilevati a settembre 2026, solo prodotti disponibili; i listini cambiano nel tempo.
Quello che fa salire il prezzo non è la grammatura in sé ma tre cose insieme: il formato della confezione (una riga che comprende cartoni da cinque risme si colloca in una fascia più alta di una riga di risme singole), la fascia di qualità della fibra e le certificazioni ambientali. La fascia bassa basta e avanza per tutto ciò che resta dentro l'ufficio; salire ha senso per la carta che esce, per il fronte-retro fitto e per i documenti destinati a durare. Le risme sono nella categoria carta in risme dello shop, con le sottocategorie carta bianca e carta riciclata.
Glossario delle sigle stampate sulla risma
- g/m² (grammatura): peso di un metro quadrato di carta, misurato secondo ISO 536. Sulle confezioni italiane si trova spesso scritto «gr».
- Caliper o spessore: spessore del foglio in micron (µm), misurato secondo ISO 534.
- Volume specifico: rapporto fra spessore e grammatura; più è alto, più la carta è «voluminosa» a parità di peso.
- Opacità: percentuale di luce non trasmessa dal foglio, misurata secondo ISO 2471. È il numero che decide il fronte-retro.
- Bianchezza CIE: indice di bianco misurato secondo ISO 11475, che tiene conto degli sbiancanti ottici. Valori tipici delle carte da ufficio fra 146 e 170.
- Bianchezza ISO (brightness): grandezza diversa dalla bianchezza CIE, misurata su una sola banda di lunghezze d'onda; le due non si confrontano fra loro.
- ISO 216: norma che definisce i formati della serie A e B; da qui vengono i 210 × 297 mm dell'A4.
- ISO 9706 e ISO 11108: requisiti di permanenza della carta per documenti e della carta per archivio.
- FSC, PEFC, Ecolabel UE: certificazioni di filiera e di processo, spiegate nella guida sulla carta riciclata e le certificazioni.
Domande frequenti
Che differenza c'è fra carta da 80 e da 100 g/m²?
I 100 g/m² pesano un quarto in più, sono più spessi di circa 10-15 micron e hanno un'opacità superiore di 3-5 punti percentuali. In pratica il foglio è più rigido, il fronte-retro non traspare e la stampa a colori risulta più definita. Per le stampe interne la differenza non giustifica il costo; per i documenti che vanno a un cliente sì.
Quale grammatura serve per stampare fronte-retro?
Da 90 g/m² in su si sta tranquilli con qualsiasi contenuto. Con 80 g/m² il fronte-retro si fa tutti i giorni, ma con testi fitti o immagini scure il retro traspare: in quel caso conta l'opacità dichiarata sulla risma, e va scelta una carta sopra il 93%.
Quanto pesa una risma di carta A4?
Una risma da 500 fogli A4 da 80 g/m² pesa circa 2,5 kg, perché ogni foglio A4 è 0,0624 m² e pesa circa 5 grammi. Con carta da 100 g/m² la stessa risma da 500 fogli supera i 3 kg. È il conto da fare per stimare il peso di una spedizione o il carico di uno scaffale.
Cos'è la bianchezza CIE riportata sulla risma?
È un indice che misura quanto il bianco appare freddo e brillante grazie agli sbiancanti ottici, misurato secondo ISO 11475. Valori intorno a 150 danno un bianco naturale, valori vicini a 170 un bianco molto luminoso. Non indica la qualità della carta né la sua durata: le carte per archivio hanno spesso una bianchezza più bassa.
Si può usare la carta per fotocopie in una stampante a getto d'inchiostro?
Sì, e funziona. Il risultato è però meno brillante rispetto a una carta dedicata al getto d'inchiostro, perché la superficie assorbe l'inchiostro lasciandolo allargare nelle fibre. Per i testi la differenza è irrilevante, per le immagini a colori è evidente.
Perché la stampante inceppa da quando ho cambiato risma?
Nella maggior parte dei casi non è la carta a essere difettosa ma la sua umidità: una risma conservata in un locale umido o aperta da settimane si ondula ai bordi e non viene presa correttamente dai rulli. Prima di cambiare fornitore conviene provare una risma nuova, appena tolta dall'involucro, acclimatata nella stanza della stampante.
Qual è la grammatura massima che passa in una stampante da ufficio?
Dipende dal modello e dal percorso carta: molte multifunzione dichiarano un limite intorno a 120-160 g/m² dal cassetto e accettano grammature superiori solo dal vassoio di alimentazione manuale o dal bypass. Il dato è nel manuale della macchina ed è l'unico riferimento valido: forzare un cartoncino oltre il limite è la causa più comune di inceppamento.
Conviene tenere due grammature diverse in ufficio?
Sì, ed è la soluzione più economica: una risma da 80 g/m² per il consumo interno e una da 100 g/m² riservata a ciò che esce. Tenere una sola carta «buona» per tutto costa di più e non migliora nulla sui documenti che nessuno vedrà.
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