Telefonia, domotica e assistenza
Videocitofoni IP: cosa cambia da quelli tradizionali
Videocitofono IP o tradizionale: cablaggio, alimentazione PoE, app su smartphone, registrazione accessi e privacy, quando conviene e quanto costa.

Un videocitofono IP si collega alla rete dati dell'edificio, come un computer, invece che a un bus citofonico dedicato a due fili. Da questo discendono tutte le differenze pratiche: la chiamata può arrivare su uno smartphone anche fuori sede, il posto esterno può essere integrato con il centralino telefonico e con le telecamere, gli accessi si possono registrare. In cambio serve un cavo di rete fino al posto esterno, che nella maggior parte degli edifici esistenti non c'è.
Se l'impianto citofonico attuale funziona e nessuno deve rispondere da fuori, sostituirlo con un sistema IP è una spesa senza ritorno. Se invece l'ufficio ha più ingressi, orari scoperti o personale che si sposta, è la differenza fra sentire il campanello e sapere chi ha suonato.
Che cosa cambia fra un videocitofono IP e uno tradizionale
| Caratteristica | Citofono e videocitofono tradizionale | Videocitofono IP |
|---|---|---|
| Collegamento | bus dedicato, spesso a due fili proprietario | rete dati Ethernet, o Wi-Fi sui modelli che lo prevedono |
| Alimentazione | alimentatore dedicato di sistema | PoE, alimentazione e dati sullo stesso cavo |
| Chiamata fuori sede | no | sì, con notifica su app o su interno mobile |
| Integrazione con il centralino telefonico | no o con moduli dedicati | sì, tramite protocollo SIP, come un interno |
| Registrazione degli accessi e delle immagini | no, salvo apparati aggiuntivi | sì, su molti modelli o tramite il sistema di videosorveglianza |
| Interoperabilità fra marche | bassa, sistemi chiusi | più alta, con protocolli aperti come SIP e ONVIF |
| Funziona senza internet | sì | sì per le funzioni locali, no per quelle da remoto |
| Costo di partenza | basso | alto, l'apparato è di categoria professionale |
Come si collega: rete dati, alimentazione PoE e distanza massima del cavo
Il videocitofono IP è a tutti gli effetti un dispositivo di rete: gli serve una presa Ethernet, un indirizzo IP e uno switch. È il punto che decide la fattibilità dell'intervento, più delle funzioni offerte.
L'alimentazione PoE, un cavo solo per corrente e dati
Con il PoE (Power over Ethernet) lo stesso cavo di rete porta i dati e l'alimentazione, evitando di portare la corrente al posto esterno. Gli standard più diffusi sono IEEE 802.3af e IEEE 802.3at, che alimentano rispettivamente fino a circa 15 W e 30 W per porta: la scheda tecnica del videocitofono indica quale classe richiede, e lo switch deve supportarla. Se lo switch non è PoE serve un iniettore dedicato, che è comunque una soluzione più semplice che stendere una linea elettrica nuova.
I 100 metri del cavo di rete e dove mettere lo switch
Un tratto di rete in rame ha un limite pratico di 100 metri fra apparato e switch, compresi gli spezzoni di permuta. Per un ufficio è quasi sempre sufficiente, ma in un capannone o in un edificio con più corpi conviene verificarlo prima: oltre quella distanza serve un secondo switch intermedio o un tratto in fibra. Il cavo va posato in categoria 5e o superiore e, all'esterno, protetto in canalina o guaina adatta.
Cosa si legge davvero nella scheda tecnica di un videocitofono IP
I dati che decidono l'acquisto sono pochi e stanno tutti nella scheda del produttore. Prendendo come esempio il 2N IP Force e l'AXIS I8016-LVE, apparati da esterno presenti a catalogo, la scheda dichiara: risoluzione della telecamera (fino a 5 megapixel nel caso dell'AXIS), angolo di campo orizzontale (150° sullo stesso modello, cioè un campo molto ampio che copre chi sta vicino al muro), grado di protezione IP66/IP69 contro polvere e getti d'acqua, resistenza al vandalismo IK10 e temperatura di esercizio dichiarata da -40 a 60 °C. Sono i valori che distinguono un apparato da esterno professionale da un campanello con telecamera.
- Risoluzione e angolo: un angolo ampio serve più dei megapixel quando il posto esterno è in una nicchia o accanto a una porta.
- IP e IK: il primo riguarda acqua e polvere, il secondo gli urti. Per un ingresso su strada contano entrambi.
- SIP e ONVIF: il primo permette di far squillare telefoni e interni come se fossero un derivato del centralino, il secondo di integrare la telecamera nel sistema di videosorveglianza esistente.
- Audio full duplex e cancellazione dell'eco: su un ingresso rumoroso è ciò che rende la conversazione comprensibile.
Rispondere e aprire da smartphone: cosa serve perché funzioni davvero
La funzione più richiesta — ricevere la chiamata sul telefono anche fuori sede — richiede tre cose che non sempre vengono considerate al momento dell'acquisto: una connessione internet stabile in sede, un servizio o un server che inoltri la chiamata (app del produttore, centralino SIP, piattaforma cloud) e una gestione delle notifiche sui telefoni delle persone abilitate. Più persone possono essere abilitate insieme, con squillo contemporaneo o in cascata.
Il comando di apertura può essere dato dall'app, dal telefono IP o dal posto interno: in tutti i casi il relè che apre la porta resta sul posto esterno o su un modulo collegato. Va verificato che il relè sia compatibile con l'elettroserratura esistente, perché è l'unico componente che il mondo IP non sostituisce.
Registrazione degli accessi e privacy: cosa va considerato
Registrare chi suona e quando significa trattare dati personali, e in un luogo di lavoro significa anche altro. Due riferimenti sono indispensabili, e vanno visti con un consulente perché questa non è una consulenza legale:
- il Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), che impone informativa, cartelli di segnalazione dell'area videosorvegliata, tempi di conservazione limitati e accesso alle immagini riservato a persone individuate;
- l'articolo 4 dello Statuto dei lavoratori (legge 300/1970), nella versione modificata dal D.Lgs. 151/2015, che consente gli impianti dai quali deriva anche un controllo a distanza dell'attività dei lavoratori solo per esigenze organizzative, produttive, di sicurezza del lavoro o di tutela del patrimonio, e previo accordo sindacale o autorizzazione dell'Ispettorato del lavoro.
In pratica: un videocitofono che registra l'immagine di chi suona rientra nella videosorveglianza, con tutto ciò che comporta; un videocitofono che mostra l'immagine in tempo reale senza registrarla è un caso più semplice. La differenza va decisa prima dell'installazione, non dopo. Per la parte tecnica della registrazione è utile la guida sulle telecamere IP: risoluzione e registrazione.
Quando il videocitofono tradizionale resta la scelta giusta
- L'impianto esistente funziona e il bus a due fili è già posato: sostituire solo il posto interno costa una frazione.
- Non serve rispondere da fuori sede: in un negozio sempre presidiato, la notifica sul telefono non aggiunge nulla.
- Non c'è rete dati vicino all'ingresso e non è possibile posarla: il costo del cablaggio supera quello dell'apparato.
- Si vuole un impianto che funzioni anche senza rete e senza aggiornamenti: un citofono analogico ha meno da mantenere e nulla da aggiornare.
- Il budget è limitato: la fascia di prezzo degli apparati IP professionali è un'altra, come mostra la tabella più sotto.
Cosa verificare prima di installare un videocitofono IP
- Presa di rete disponibile entro i 100 metri dallo switch, o possibilità di posarla.
- Switch PoE con la classe richiesta dal dispositivo, o iniettore dedicato.
- Elettroserratura esistente compatibile con il relè del posto esterno.
- Indirizzi IP e rete: meglio una VLAN o una sottorete dedicata agli apparati di sicurezza, separata dai PC.
- Password di amministrazione cambiate rispetto a quelle di fabbrica, e firmware aggiornato: un apparato esposto in rete con credenziali di default è un problema di sicurezza, non un dettaglio.
- Gestione privacy: informativa, cartelli, tempi di conservazione, elenco delle persone abilitate a vedere le immagini.
- Piano B: cosa succede se cade la rete o internet; i modelli seri continuano a far squillare il posto interno locale.
Quanto costa un videocitofono IP nel catalogo initpc
| Tipo | Prezzo più basso | Prezzo tipico | Fascia alta | In stock | Fascia |
|---|---|---|---|---|---|
| Videocitofono IP | 690,23 € | 1694,34 € | 2020,09 € | 11 | ██████████·· |
| Telecamera IP | 23,08 € | 598,11 € | 1186,43 € | 29 | ████········ |
Prezzi del catalogo initpc rilevati a settembre 2026, solo prodotti disponibili; i listini cambiano nel tempo.
I numeri dicono una cosa importante: i videocitofoni IP a catalogo sono apparati professionali da esterno, con corpo antivandalo e gradi di protezione elevati, non i campanelli con telecamera di fascia consumer che si trovano nella grande distribuzione. Il prezzo sale con la protezione meccanica, con il lettore di badge integrato e con il numero di pulsanti; scende sui modelli senza telecamera. Se l'esigenza è vedere chi suona alla porta di casa, la fascia giusta è un'altra e va cercata altrove. Il catalogo è nella categoria Domotica.
Glossario
- PoE (Power over Ethernet): alimentazione elettrica trasportata dal cavo di rete.
- SIP: protocollo di segnalazione della telefonia IP; permette al posto esterno di comportarsi come un interno del centralino.
- ONVIF: standard di interoperabilità fra apparati di videosorveglianza di marche diverse.
- Grado IP: classificazione della tenuta a polvere e acqua (per esempio IP66).
- Grado IK: classificazione della resistenza agli urti (per esempio IK10).
- Posto esterno: l'apparato installato all'ingresso, con pulsantiera, telecamera e microfono.
- VLAN: rete logica separata all'interno della stessa rete fisica.
Domande frequenti
Un videocitofono IP funziona se manca la connessione a internet?
Sì per le funzioni locali: la chiamata verso il posto interno, la conversazione e l'apertura della porta passano dalla rete interna e continuano a funzionare. Non funzionano le notifiche sullo smartphone fuori sede e i servizi in cloud, che richiedono la connessione. Se cade anche la rete interna o lo switch PoE, l'apparato si spegne.
Posso sostituire il vecchio citofono tenendo i due fili esistenti?
In generale no: il videocitofono IP richiede un cavo di rete. Esistono adattatori che trasportano Ethernet su doppino esistente, ma vanno verificati caso per caso e riducono prestazioni e distanza. Se stendere il cavo è impossibile, spesso conviene restare sul sistema tradizionale e aggiungere semmai una telecamera IP separata.
Serve un tecnico per installarlo?
Per la parte elettrica e per la posa del cavo sì, sia per sicurezza sia perché l'installazione su un ingresso riguarda anche la serratura. La configurazione di rete e la messa in servizio richiedono competenze da installatore di reti: indirizzi IP, VLAN, account SIP, aggiornamento del firmware. Non è un prodotto da collegare e via.
Più persone possono ricevere insieme la chiamata dello stesso videocitofono?
Sì. A seconda del sistema si possono far squillare più interni e più telefoni contemporaneamente, oppure in sequenza, con la possibilità di cambiare gli abilitati per fascia oraria. È la funzione che ha più senso in un ufficio con reception scoperta in certe ore.
Il videocitofono IP si integra con il controllo accessi a badge?
Sì, è uno degli usi più frequenti: molti posti esterni professionali hanno un lettore RFID integrato, così il dipendente entra con il badge e il visitatore suona. Il funzionamento dei badge è spiegato nella guida sul controllo accessi RFID in un piccolo ufficio.
Che differenza c'è fra videocitofono IP e telecamera IP all'ingresso?
Il videocitofono gestisce la chiamata, la conversazione e l'apertura della porta; la telecamera riprende e basta. Molte aziende usano entrambi, con il videocitofono all'ingresso principale e le telecamere sul resto del perimetro. Per le sigle della telefonia e della domotica che ricorrono in questi impianti è utile il glossario della telefonia e della domotica in ufficio, mentre i primi passi con prese e sensori sono descritti nella guida sulla domotica per l'ufficio.
Domande e richieste su questa guida0 messaggi
Hai un dubbio, vuoi un approfondimento o hai trovato un errore? Scrivilo qui: risponde Hector, l'agente AI di initpc, oppure un operatore. Le richieste utili finiscono nella prossima revisione della guida.
Nessun messaggio ancora: puoi essere la prima persona a fare una domanda su questa guida.
Per commentare accedi o iscriviti
Niente password: ti mandiamo un link via email che vale 20 minuti. Alla prima iscrizione servono anche il nome e il consenso.
Newsletter
Iscriviti alle guide di initpc
Le nuove guide, una email al mese. Niente pubblicità, niente giri di indirizzi.
Cosa dicono i clienti
Le recensioni del negozio
Recensioni raccolte da Feedaty da chi ha davvero comprato su initpc.it. Riguardano il negozio, non le guide del blog.
- 4/5
Sono molto soddisfatta della rapidità di consegna e soprattutto del supporto postvendita ricevuto per un problema riscontrato con il prodotto. Alice molto efficiente e professionale lo ha risolto in modo rapido ed efficace. Da migliorare il controllo della merce e l'imballaggio prima della spedizione.
Leggi tutto - 5/5
Tutto perfetto merce come da descrizione e spedizione veloce!
- 5/5
MOLTO SODDISFATTI DEL SERVIZIO E DELLA TEMPISTICA DI CONSEGNA. AZIENDA SERISSIMA
- 5/5
Ottimo servizio, vasto assortimento e prezzi competitivi. Davvero soddisfatto.
- 5/5
Servizio fantastico! Ho trovato un prodotto non facile da reperire, le cialde di caffè Meseta compatibili con Nespresso, che consiglio a tutti. Tempi di consegna rapidi e pienamente in linea con quanto promesso. Bravi, affidabili e puntuali: e non è la prima volta che mi trovo così bene!
Leggi tutto - 5/5
Comprato rete cantiere h 1.50, ottimo rapporto qualità/prezzo. Consegna rispettando i tempi.



