Verificabanconote: guida alla scelta e alla normativa
Verificabanconote: sensori, normativa BCE e codice penale, dati sui falsi 2024, controllo toccare-guardare-muovere, quale modello scegliere per la cassa.

Un verificabanconote serve a chi incassa contante per non accettare una banconota falsa, che per legge non può essere rimessa in circolazione e che nessuno rimborsa. Per un bar o un piccolo negozio basta un verificatore da banco a raggi ultravioletti e luce bianca per la filigrana; per un negozio con molte banconote al giorno serve un modello con più sensori (ultravioletto, infrarosso, magnetico, immagine) presente nell'elenco dei dispositivi testati dalla Banca Centrale Europea; per supermercati, uffici cassa e chi ricircola il contante serve un contabanconote con rilevazione integrata, e per banche e portavalori un'apparecchiatura conforme alla Decisione BCE/2010/14. Questa guida spiega come funzionano i sensori, cosa dice la normativa, quanti falsi circolano davvero e come scegliere il modello per il proprio punto cassa.
Che cos'è un verificabanconote e come rileva un falso
Un verificabanconote è un apparecchio che controlla una o più caratteristiche di sicurezza di una banconota con sensori diversi da quelli dell'occhio umano e segnala con un suono o un messaggio se una di esse manca. Un falso ben fatto imita l'aspetto e il tatto; molto più difficilmente imita insieme la risposta all'ultravioletto, il disegno all'infrarosso, la traccia magnetica e le dimensioni esatte, ed è per questo che i modelli migliori combinano più sensori.
| Sensore | Che cosa controlla | Che tipo di falso ferma | Dove si trova |
|---|---|---|---|
| UV (ultravioletto) | Fibre e inchiostri fluorescenti presenti sulle banconote autentiche, e la carta, che non deve «brillare» sotto la lampada | Falsi stampati su carta comune, che appare luminosa sotto UV | Lampade e verificatori da banco, contabanconote |
| Luce bianca in trasparenza | Filigrana con ritratto e filo di sicurezza | Falsi senza filigrana o con filigrana stampata | Verificatori da banco con finestra di trasparenza |
| IR (infrarosso) | Parti del disegno stampate con inchiostri che assorbono l'infrarosso e parti che non lo fanno, secondo uno schema fisso | Falsi con l'aspetto giusto ma inchiostri sbagliati | Verificatori a più sensori, conta e verifica, contabanconote |
| MG (magnetico) | Tracce magnetiche in punti precisi della stampa e nel filo di sicurezza | Copie a colori di alta qualità senza inchiostro magnetico | Verificatori a più sensori, contabanconote |
| MT (filo metallico) | Continuità e posizione del filo di sicurezza | Falsi con filo disegnato invece che inserito nella carta | Contabanconote e conta-verifica |
| Immagine (CIS, Contact Image Sensor) | Confronto dell'immagine ad alta risoluzione con il modello del taglio, riconoscimento del taglio e della serie | Falsi con disegno alterato, banconote composte da pezzi, tagli sbagliati | Conta-verifica e contabanconote con valorizzazione |
| Dimensioni e spessore | Lunghezza, altezza e spessore della carta | Tagli ritagliati, carta di grammatura diversa | Contabanconote e conta-verifica a passaggio automatico |
Verificatore da banco, conta-verifica, contabanconote
Le tre famiglie si distinguono per come la banconota entra nel sensore. Il verificatore da banco (una lampada UV con luce bianca, o un modello con alimentazione a fessura) controlla una banconota alla volta ed è pensato per il singolo incasso al banco. Il conta-verifica accetta una banconota alla volta o piccole mazzette, la conta e la controlla con più sensori, spesso riconoscendo il taglio. Il contabanconote conta mazzette intere a velocità alta, controlla ogni pezzo con UV, MG, IR e, sui modelli superiori, con l'immagine, e nei modelli «con valorizzazione» somma anche il totale in euro per taglio: è lo strumento della chiusura di cassa, non del singolo incasso.

Cosa dice la normativa sui verificabanconote: BCE, ricircolo e codice penale
Nessuna legge obbliga un esercente a possedere un verificabanconote, ma tre norme lo rendono la scelta prudente: il Regolamento (CE) 1338/2001 e la Decisione BCE/2010/14 sul ricircolo, che impongono controlli certificati a chi rimette in circolazione le banconote, e il codice penale, che punisce chi spende una banconota falsa anche se l'ha ricevuta in buona fede.
Chi è obbligato a controllare le banconote con apparecchiature certificate
La Decisione BCE/2010/14 (in vigore dal 1° gennaio 2011, modificata dalle Decisioni BCE/2012/19 e BCE/2019/39) stabilisce che enti creditizi, altri gestori del contante, commercianti e casinò che ricircolano banconote tramite apparecchiature (per esempio sportelli automatici o casse automatiche che restituiscono contante ricevuto dai clienti) devono verificarne autenticità e idoneità con apparecchiature per la selezione e accettazione testate con esito positivo da una banca centrale nazionale dell'Eurosistema, oppure tramite personale addestrato. L'articolo 6 del Regolamento (CE) 1338/2001 impone inoltre a enti creditizi e altri gestori del contante l'obbligo di ritirare dalla circolazione le banconote sospette e consegnarle alle autorità. Un negozio che incassa contante e lo versa in banca non ricircola nulla: per lui non c'è obbligo di apparecchiatura, ma c'è il rischio di restare con il falso in cassa.
L'elenco BCE dei dispositivi di controllo dell'autenticità
La BCE pubblica un elenco dei dispositivi di controllo dell'autenticità che le banche centrali nazionali hanno testato con le banconote false più diffuse in circolazione secondo le informazioni dell'Eurosistema. Tre precisazioni della stessa BCE contano nella scelta: la presenza nell'elenco non è una raccomandazione né un'approvazione; i dispositivi elencati non sono apparecchiature per la selezione e accettazione ai sensi della Decisione BCE/2010/14, quindi non bastano a chi ricircola; e spetta ai produttori ripetere i test regolarmente, perché nuovi tipi di falso possono comparire dopo l'ultimo aggiornamento. In pratica, per un esercente la presenza del modello nell'elenco con una data di test recente è il criterio più solido che esista, ed è quello da chiedere al venditore.
Cosa rischia chi spende una banconota falsa
Il codice penale distingue due situazioni. L'articolo 455 punisce chi spende o mette in circolazione banconote contraffatte sapendo che lo sono, con le pene severe previste per la falsificazione. L'articolo 457 punisce chi spende banconote false ricevute in buona fede, cioè chi le ha accettate senza accorgersene e poi le ha usate: la pena è la reclusione fino a sei mesi o la multa fino a 1.032 euro. La conseguenza pratica per un esercente è che una banconota falsa scoperta dopo l'incasso non si può «passare» al fornitore o al cliente successivo: va consegnata alla banca o alle forze dell'ordine, senza rimborso. Il verificabanconote serve a fermarla prima che entri in cassa.
Quanti falsi circolano davvero e quali tagli sono i più imitati
Nel 2024 sono state ritirate dalla circolazione circa 554.000 banconote in euro false, pari a 18 falsi per milione di banconote autentiche in circolazione: uno dei livelli più bassi dall'introduzione dell'euro, secondo il comunicato BCE del 21 febbraio 2025. I tagli medi sono quelli imitati di più, perché passano di mano spesso e senza troppa attenzione.
| Taglio | Quota dei falsi ritirati nel 2024 | Cosa significa per il punto cassa |
|---|---|---|
| 50 euro | 43,6 per cento | Il taglio da controllare sempre, anche con un controllo manuale rapido |
| 20 euro | 36,0 per cento | Secondo taglio più imitato; insieme al 50 fa quasi quattro falsi su cinque |
| 100 euro | 7,9 per cento | Poco frequente ma con perdita maggiore per pezzo |
| 10 euro | 6,8 per cento | Falsi grossolani, di solito fermati dal tatto |
| 200 euro | 3,8 per cento | Raro al banco; controllare sempre con più sensori |
| 5 euro | 1,3 per cento | Quasi mai imitato |
| 500 euro | 0,6 per cento | Taglio non più emesso, ma ancora a corso legale |
Fonte: Banca Centrale Europea, comunicato stampa del 21 febbraio 2025. Un esercente che riceve, per esempio, mille banconote da 50 al mese non incontrerà un falso ogni mese, ma quando lo incontra perde l'intero importo: il costo di un verificatore da banco si confronta con quello di un solo falso da 50 non intercettato.
Toccare, guardare, muovere: il controllo manuale che viene prima dell'apparecchio
La BCE raccomanda il metodo «toccare, guardare, muovere» come primo controllo, anche a chi ha un apparecchio: bastano pochi secondi e ferma i falsi grossolani prima ancora di passare la banconota nel sensore. Le caratteristiche da conoscere sono quelle della serie Europa, oggi in circolazione per tutti i tagli da 5 a 200 euro.
| Gesto | Che cosa si controlla | Dove si trova sulla serie Europa |
|---|---|---|
| Toccare | Carta di puro cotone, consistente e sonora; stampa in rilievo percepibile con il polpastrello sul motivo principale, sulle lettere e sul valore; brevi linee in rilievo sui bordi | Fronte, bordi sinistro e destro |
| Guardare (in controluce) | Filigrana con il ritratto di Europa e il valore; filo di sicurezza scuro con la scritta del valore e il simbolo dell'euro | Al centro e nella parte chiara del fronte |
| Guardare (in controluce) | Finestra con ritratto: nell'ologramma compare il ritratto di Europa visibile da entrambi i lati | Tagli da 20, 50, 100 e 200 euro |
| Muovere | Numero verde smeraldo: il valore in basso a sinistra cambia colore dal verde smeraldo al blu scuro con un effetto di luce che scorre | Fronte, in basso a sinistra |
| Muovere | Ologramma con ritratto: nella banda argentata compaiono il ritratto, il valore, il simbolo dell'euro e la finestra | Fronte, banda a destra |
| Muovere | Ologramma satellite: piccoli simboli dell'euro che ruotano attorno al valore | Tagli da 100 e 200 euro |
Perché il controllo manuale non basta da solo
Il controllo manuale dipende dall'attenzione e dalla formazione di chi sta in cassa, e con la fila al banco salta. Un verificatore da banco a UV e luce bianca rende oggettivo il controllo di carta, fluorescenza e filigrana; un modello a più sensori aggiunge infrarosso e magnetico, che a occhio non si vedono. La regola pratica: il controllo manuale su ogni 50 e 100, l'apparecchio su tutto ciò che supera il 20 quando il flusso lo consente, e in ogni caso alla chiusura di cassa.
Quale verificabanconote scegliere per il proprio punto cassa
La scelta segue il numero di banconote al giorno e il tipo di rischio: pochi incassi al banco chiedono un verificatore semplice e rapido, molti incassi chiedono sensori multipli e velocità, la chiusura di cassa chiede il conteggio.
| Attività | Volume tipico di contante | Modello consigliato | Sensori minimi | Cosa evitare |
|---|---|---|---|---|
| Bar, edicola, tabaccheria, mercato | Molti incassi piccoli, tagli da 5 a 50 | Verificatore da banco UV con luce bianca, o penna solo come riserva | UV, filigrana in trasparenza | Affidarsi alla sola penna: reagisce alla carta, non ai falsi su carta trattata |
| Negozio di abbigliamento, elettronica, gioielleria | Incassi medi con tagli da 50 a 200 | Verificatore a fessura con più sensori, presente nell'elenco BCE | UV, IR, MG, dimensioni | Modelli senza aggiornamento del firmware |
| Supermercato, ristorante con molte casse | Centinaia di banconote al giorno per cassa | Verificatore a più sensori in cassa e contabanconote con rilevazione per la chiusura | UV, IR, MG, MT più immagine sul contabanconote | Contare senza verificare: un contabanconote «solo conteggio» non ferma nulla |
| Ufficio cassa, amministrazione, associazioni | Versamenti periodici di mazzette | Conta-verifica o contabanconote con valorizzazione | UV, MG, IR, immagine | Sottodimensionare la tramoggia rispetto alle mazzette |
| Distributori, casse automatiche, chi ricircola contante | Banconote che tornano ai clienti | Apparecchiatura per la selezione e accettazione testata da una banca centrale nazionale (Decisione BCE/2010/14) | Quelli richiesti dal test | Un dispositivo di controllo dell'autenticità: non è equivalente |
Le sei cose da leggere nella scheda tecnica
- Sensori presenti (UV, IR, MG, MT, immagine, dimensioni): più sono, meno falsi passano.
- Presenza nell'elenco BCE dei dispositivi testati e data dell'ultimo test.
- Tagli riconosciuti: alcuni modelli base non gestiscono il 200 o il 500, ancora a corso legale.
- Aggiornabilità del firmware (via USB, scheda di memoria o rete): serve a ogni nuova serie e a ogni nuova famiglia di falsi.
- Velocità dichiarata in banconote al minuto e capacità della tramoggia, per i contabanconote.
- Alimentazione a batteria per i mercati e le fiere, segnalazione sonora e visiva, assistenza e ricambi (lampade UV, cartoncini di pulizia, cavi di aggiornamento) disponibili in Italia.
Manutenzione, aggiornamenti e nuove banconote
Un verificabanconote resta affidabile solo se aggiornato e pulito: i sensori si sporcano di polvere di carta e i falsi cambiano. Tre operazioni bastano.
- Aggiornare il firmware quando il produttore lo rilascia: è ciò che aggiunge il riconoscimento di nuove serie e di nuove famiglie di falsi. Per molti modelli l'aggiornamento passa da un cavo USB o da una scheda di memoria dedicata.
- Pulire i sensori con i cartoncini detergenti del produttore a intervalli regolari, più spesso dove il contante è molto usato.
- Sostituire la lampada UV quando la luce cala: una lampada esausta non rivela più la fluorescenza e il verificatore sembra funzionare senza farlo.
Il taglio da 500 e le banconote future
La BCE ha deciso nel 2016 di interrompere la produzione e l'emissione della banconota da 500 euro, prevedendo la fine dell'emissione per la fine del 2018, in concomitanza con l'arrivo dei tagli da 100 e 200 della serie Europa; il 500 resta a corso legale, si può continuare a usare e si può cambiare a tempo indeterminato presso le banche centrali nazionali. Un verificatore che non lo riconosce non è un difetto per un bar, lo è per una gioielleria. La BCE lavora inoltre a una terza serie di banconote: i temi «Cultura europea» e «Fiumi e uccelli» sono stati scelti nel novembre 2023, il concorso per il disegno si è svolto nel 2025 e la decisione finale è attesa per la fine del 2026, con l'introduzione negli anni successivi; le banconote attuali resteranno a corso legale. È il motivo per cui l'aggiornabilità del firmware vale più di qualsiasi altro accessorio.
Errori da evitare
- Comprare un contabanconote «solo conteggio» credendo che verifichi.
- Usare solo la penna chimica: reagisce all'amido della carta comune, non riconosce un falso su carta trattata né un falso ottenuto sbiancando una banconota da 5.
- Non aggiornare mai il firmware e scoprire che l'apparecchio non riconosce una serie.
- Tenere il verificatore lontano dalla cassa: se è scomodo, non viene usato.
- Passare al fornitore la banconota falsa scoperta dopo l'incasso: è reato anche in buona fede (articolo 457 del codice penale).
- Confondere un dispositivo di controllo dell'autenticità con un'apparecchiatura per la selezione e accettazione, se si ricircola contante.
Quanto costa un verificabanconote nel catalogo initpc
| Tipo | Prezzo più basso | Prezzo tipico | Fascia alta | In stock | Fascia |
|---|---|---|---|---|---|
| Penna verificabanconote | 2,23 € | 8,97 € | 8,97 € | 2 | █··········· |
| Verificatore UV o LED da banco | 9,18 € | 65,18 € | 128,66 € | 8 | █··········· |
| Conta e verifica banconote da cassa | 122,68 € | 122,68 € | 122,68 € | 1 | ██·········· |
| Contabanconote | 297,76 € | 497,10 € | 910,73 € | 4 | ███████····· |
Prezzi del catalogo initpc rilevati a settembre 2026, solo prodotti disponibili; i listini cambiano nel tempo.
Il prezzo sale con il numero di sensori, con la presenza dell'alimentazione automatica e del conteggio, e con la valorizzazione (il totale in euro per taglio) sui contabanconote di fascia alta; la riga dei verificatori da banco include anche le lampade UV di ricambio, che spiegano il prezzo più basso. La fascia bassa conviene a chi ha pochi incassi al giorno e controlla soprattutto 20 e 50; la fascia dei contabanconote conviene a chi chiude la cassa con mazzette e vuole contare e verificare in un passaggio solo. Ricambi e consumabili (lampade UV, cartoncini detergenti, cavi e schede di aggiornamento) sono nella stessa categoria verificabanconote, portachiavi e cassette dello shop. Per completare il punto cassa: i rotoli termici per POS e registratori di cassa, le buste con soffietto per fatture e scontrini, le calcolatrici con stampa da tavolo e le stampanti termiche oltre agli scontrini.
Glossario delle sigle dei verificabanconote
- UV: ultravioletto; rivela fibre e inchiostri fluorescenti e la carta comune, che sotto UV appare luminosa.
- IR: infrarosso; confronta le parti del disegno che assorbono l'infrarosso con lo schema del taglio autentico.
- MG: magnetico; legge le tracce magnetiche della stampa e del filo di sicurezza.
- MT: filo metallico (Metal Thread); verifica posizione e continuità del filo di sicurezza.
- CIS: Contact Image Sensor, sensore d'immagine a contatto che acquisisce la banconota ad alta risoluzione per il confronto con il modello.
- Serie Europa: seconda serie di banconote in euro, con il ritratto di Europa nella filigrana e nell'ologramma, in circolazione per i tagli da 5 a 200 euro.
- Decisione BCE/2010/14: la decisione della Banca Centrale Europea sul controllo di autenticità e idoneità delle banconote e sul loro ricircolo da parte di enti creditizi e altri gestori del contante.
- Dispositivo di controllo dell'autenticità: apparecchio testato dalle banche centrali nazionali che verifica singole banconote; non è un'apparecchiatura per la selezione e accettazione.
- Valorizzazione: funzione dei contabanconote che riconosce il taglio di ogni banconota e somma il totale in euro.
Domande frequenti
È obbligatorio avere un verificabanconote in negozio?
No: nessuna norma impone a un esercente l'apparecchio. L'obbligo di controlli con apparecchiature testate dalle banche centrali (Decisione BCE/2010/14) riguarda chi ricircola il contante, come banche, portavalori e chi gestisce casse automatiche; per il negozio il verificatore è una scelta di prudenza, perché una banconota falsa incassata non viene rimborsata e non può essere spesa (articolo 457 del codice penale).
La penna verificabanconote basta?
No, da sola non basta: la penna reagisce all'amido della carta comune e segnala solo i falsi stampati su carta da ufficio; non riconosce un falso su carta trattata né una banconota autentica da 5 sbiancata e ristampata come 50. Sì come strumento di riserva ai mercati o in mobilità, affiancata al controllo manuale toccare-guardare-muovere.
Quanti sensori deve avere un buon verificabanconote?
Dipende dal volume e dai tagli: per un bar bastano UV e luce bianca per la filigrana; per un negozio con 50, 100 e 200 servono almeno UV, infrarosso e magnetico, meglio con controllo delle dimensioni; per la chiusura di cassa un contabanconote con anche il sensore d'immagine. Il criterio più solido resta la presenza del modello nell'elenco BCE dei dispositivi testati.
Il modello è nell'elenco BCE: significa che è approvato?
No: la BCE precisa che i risultati pubblicati non contengono né implicano una raccomandazione o un'approvazione; significa che il dispositivo ha riconosciuto i falsi più diffusi usati nel test alla data indicata. Conta anche la data: un test vecchio di anni dice poco sui falsi comparsi dopo, e spetta al produttore ripetere i test.
Ogni quanto va aggiornato un verificabanconote?
Dipende dal produttore: va aggiornato ogni volta che rilascia un firmware nuovo, in genere quando compare una nuova famiglia di falsi o una nuova serie di banconote. Con la terza serie di banconote in preparazione dalla BCE, un modello non aggiornabile andrà sostituito; uno aggiornabile via USB o scheda di memoria no.
Cosa faccio se scopro una banconota falsa dopo averla incassata?
Dipende da quando la scopre, ma la regola è una: non la rimetta in circolazione, perché spendere un falso ricevuto in buona fede è reato (articolo 457 del codice penale, reclusione fino a sei mesi o multa). La banconota va consegnata alla banca o alle forze dell'ordine, che la ritirano; il rimborso non è previsto. Se ricorda chi gliel'ha data, lo segnali.
Il contabanconote verifica anche i falsi?
Dipende dal modello: i contabanconote «solo conteggio» contano e basta; quelli con rilevazione integrata (UV, MG, IR e, sui modelli superiori, immagine) fermano il pezzo sospetto e lo segnalano, e quelli con valorizzazione riconoscono anche il taglio e sommano il totale. Nella scheda tecnica i sensori sono elencati: se non ci sono, non verifica.
Il verificatore riconosce anche le banconote da 500 euro?
Dipende dal modello: il 500 non viene più emesso da anni ma resta a corso legale e cambiabile senza limiti di tempo presso le banche centrali nazionali, quindi può ancora arrivare al banco. I modelli a immagine con riconoscimento del taglio di norma lo gestiscono, alcuni verificatori base no: se l'attività tratta tagli alti, va verificato nella scheda tecnica.
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