Colle e nastri adesivi

Nastri adesivi di ogni tipo: guida alla scelta per ufficio, imballo e fai-da-te

Nastri adesivi di ogni tipo: trasparente e invisibile, da imballo in PP o PVC, di carta, biadesivo, telato, isolante. Supporti, adesivi, micron e prezzi.

Pubblicato il aggiornato il 15 min di letturadi initpc

Nastri adesivi di ogni tipo: guida alla scelta per ufficio, imballo e fai-da-te

La risposta breve: per la scrivania serve un nastro trasparente in polipropilene da 19 mm (opaco «invisibile» se il documento andrà fotocopiato); per chiudere scatole serve un nastro da imballo da 50 mm, in polipropilene con adesivo hot melt per colli leggeri e medi, in PVC o acrilico per colli pesanti o stoccaggi lunghi; per fissare senza forare serve il biadesivo, sottile per la carta e in schiuma per le pareti; per staccare senza residui serve un nastro di mascheratura. Tutto il resto è una variante di questi quattro casi.

«Nastri adesivi» è il nome di una famiglia, non di un prodotto. Il rotolo sulla scrivania, il nastro che chiude i pacchi, il biadesivo che fissa un cartello, il nastro di carta dei pittori, il telato che ripara e l'isolante dell'elettricista hanno in comune solo il principio: un supporto flessibile spalmato di adesivo. Cambiano il materiale del supporto, la chimica dell'adesivo, lo spessore e quindi il lavoro per cui ciascuno è pensato. Questa guida li mette in fila, spiega come leggere una scheda tecnica, quanto costano nel catalogo initpc e come scegliere per ufficio, negozio, magazzino ed e-commerce.

Come è fatto un nastro adesivo e cosa si legge nella scheda tecnica?

Ogni nastro adesivo è composto da un supporto, da uno strato di adesivo e, nei biadesivi, da un liner protettivo; la scheda tecnica riporta materiale del supporto, tipo di adesivo, spessore in micron, larghezza e lunghezza del rotolo, adesione e resistenza alla trazione.

  • Supporto (o dorso): la pellicola che dà forma al nastro. Polipropilene biorientato (BOPP o PP), PVC, carta liscia o crespata, tessuto plastificato, acetato di cellulosa, alluminio.
  • Adesivo: lo strato che fa presa. Hot melt a base di gomma sintetica, acrilico a base acqua, gomma naturale a solvente, siliconico per usi speciali.
  • Spessore, espresso in micron (µm, millesimi di millimetro): il totale di supporto più adesivo. Un nastro da imballo standard in PP ha un supporto di circa 28 µm e uno spessore totale intorno ai 45 µm; le versioni per colli pesanti salgono a 32-35 µm di supporto e oltre.
  • Adesione su acciaio (in N/cm) e carico di rottura (in N/cm): due valori di laboratorio utili per confrontare due nastri dello stesso tipo, meno per confrontare famiglie diverse.
  • Lunghezza e larghezza: 19 mm × 33 m per la scrivania, 50 mm × 66 m per l'imballo manuale, 50 mm × 132 m e oltre per le nastratrici.

Da queste voci discendono le proprietà pratiche: tenuta immediata, resistenza nel tempo, rumore allo srotolamento, possibilità di strapparlo a mano, comportamento con il freddo e con l'umidità.

Hot melt, acrilico o gomma naturale: quale adesivo tiene di più?

L'hot melt tiene subito e costa meno, l'acrilico tiene nel tempo e resiste a luce e umidità, la gomma naturale a solvente tiene anche al freddo e sul cartone di bassa qualità.

Adesivo Presa iniziale Tenuta nel tempo Temperatura e raggi UV Rumore allo srotolamento Uso tipico
Hot melt (gomma sintetica) molto alta, immediata buona su cartone, cala con gli anni teme il caldo prolungato e il gelo alto imballo standard, colli leggeri e medi
Acrilico a base acqua più bassa, cresce nelle ore ottima, non ingiallisce, non si secca resiste a UV, umidità, sbalzi basso (versioni low noise) stoccaggio lungo, esterno, superfici lisce
Gomma naturale a solvente alta anche a freddo alta resiste al freddo, meno ai raggi UV medio celle frigorifere, cartoni riciclati o polverosi

Gli adesivi acrilici aderiscono molto bene a superfici ad alta energia superficiale come vetro, metallo, PET e policarbonato e meno alle plastiche a bassa energia come polietilene e polipropilene, che richiedono adesivi dedicati o un primer. La superficie conta quanto l'adesivo: pulita, asciutta, non polverosa, e a temperatura ambiente, altrimenti nessun nastro tiene.

Quale nastro adesivo serve in ufficio: trasparente, invisibile o da riparazione?

In ufficio bastano due rotoli: un nastro trasparente lucido per fissare e chiudere, e un nastro opaco «invisibile» per riparare i documenti che verranno fotocopiati o scansionati.

Nastro trasparente da scrivania

Il nastro trasparente da scrivania (19 mm × 33 m è il formato più comune, esistono 12 e 25 mm) è in polipropilene con adesivo acrilico: lucido, economico, per fissare, chiudere e appuntare. Si vende in rotoli singoli, in confezioni da 8-10 e in versione con chiocciola.

Nastro invisibile (opaco)

Il nastro invisibile ha una finitura satinata che diffonde la luce invece di rifletterla: applicato su un documento, in fotocopia e in scansione sparisce quasi del tutto e accetta la scrittura a penna e a matita. È il nastro giusto per riparare strappi, archiviare e correggere; le differenze pratiche sono nella guida sul nastro adesivo trasparente o invisibile.

Nastri per la riparazione dei documenti

I nastri per riparazione documenti in acetato o polipropilene sottile, dichiarati privi di acidi, sono pensati per libri e carte da conservare: l'adesivo non ingiallisce e non migra nella carta. Per un archivio che deve durare decenni sono la scelta corretta; per un documento di uso quotidiano basta l'invisibile.

Il dispenser

Il dispenser da tavolo, pesante e con base antiscivolo, si usa con una mano sola e va scelto in base al diametro interno del rotolo (25 mm o 76 mm) e alla larghezza massima del nastro; il chiocciola portatile serve in giro per l'ufficio o in negozio; i dispenser a strappo pretagliato sono comodi per chi chiude molte buste.

Quale nastro da imballo per scatole leggere, pesanti o da spedire?

Per una scatola leggera basta un nastro in polipropilene da 50 mm con adesivo hot melt; per una scatola pesante o con spigoli vivi servono il PVC o un PP da almeno 32 µm; per un pacco che resterà in magazzino mesi o viaggerà in ambienti caldi e freddi serve l'adesivo acrilico.

Supporto Spessore tipico del supporto Si strappa a mano Rumore Colli consigliati Note
Polipropilene (PP/BOPP) 25-28 µm standard, 32-35 µm rinforzato no, serve la lama alto con hot melt, basso con acrilico low noise leggeri e medi il più economico, trasparente o avana
PVC 30-35 µm e oltre basso pesanti, spigoli, traslochi elastico, adesivo a solvente, il classico avana
Carta kraft 60-130 µm secondo il tipo basso leggeri e medi, pesanti se rinforzato si smaltisce con il cartone, scrivibile
PP rinforzato con filati supporto con fibre di vetro o poliestere no medio molto pesanti, pallet alta resistenza allo strappo

Formati e larghezze

La larghezza standard è 50 mm, che chiude in un passaggio la giunzione delle alette di una scatola; 75 mm per colli grandi e casse; 25-38 mm per scatole piccole e buste imbottite. Le lunghezze comuni sono 66 m per il rotolo manuale e 132 m o più per le versioni da nastratrice, che hanno anche un'anima del rotolo diversa.

Nastri stampati e di sicurezza

I nastri stampati («fragile», «non impilare», «alto», con il logo dell'azienda) hanno la stessa base in PP con una funzione di comunicazione. I nastri di sicurezza o antimanomissione lasciano una scritta sul cartone o si frantumano se qualcuno tenta di rimuoverli e riapplicarli: servono a chi spedisce merce di valore o documenti riservati.

Nastro di carta e nastro gommato

Il nastro di carta kraft con adesivo hot melt si applica come un nastro normale e si smaltisce con il cartone; il nastro gommato ad attivazione con acqua richiede un dispenser bagnante ma fonde con la fibra del cartone e non si rimuove senza lasciare traccia, per cui è anche un sigillo. Le differenze rispetto al trasparente e i casi in cui conviene sono nella guida sul nastro di carta per imballo e uso da ufficio.

Il tendinastro

Il tendinastro (dispenser da imballo) ha impugnatura ergonomica, rullo in gomma che pressa il nastro sul cartone, lama dentata in acciaio e ghiera che regola la frizione del rotolo. Va scelto in base alla larghezza massima del nastro (50 o 75 mm) e al diametro interno dell'anima: chi chiude decine di pacchi al giorno guadagna più dal tendinastro che da qualsiasi nastro.

Biadesivo, telato, isolante, segnaletico, mascheratura: quale serve per cosa?

  • Biadesivo: adesivo su entrambe le facce, con supporto sottile in PP o tessuto (per carta, cartoncino, foto) o in schiuma da 1 mm (per fissaggi a parete e superfici irregolari). Dove usarlo e quale spessore scegliere è nella guida sul nastro biadesivo in ufficio e nel fai-da-te.
  • Telato (duct tape o gaffer): supporto in tessuto plastificato, si strappa a mano, tiene su superfici ruvide e serve per riparazioni, fissaggio di cavi a pavimento e allestimenti temporanei. La versione gaffer opaca si rimuove senza residui; il duct tape lucido è permanente.
  • Isolante in PVC: per giunzioni elettriche a bassa tensione, elastico e resistente all'invecchiamento; va scelto con la marcatura di conformità alla serie di norme IEC 60454 e non sostituisce una giunzione con morsetto.
  • Segnaletico giallo-nero o bianco-rosso: per delimitare aree, gradini e ostacoli; esiste in versione adesiva da pavimento e non adesiva da recinzione. Per la segnaletica di sicurezza sul lavoro contano i colori previsti dal D.Lgs. 81/2008, allegato XXV.
  • Mascheratura in carta crespata: adesivo a bassa forza, pensato per essere rimosso dopo ore o giorni senza residui; il nastro dei pittori e dei lavori temporanei, da non confondere con il nastro di carta da imballo.
  • Alluminio: supporto metallico, resiste al calore, per canalizzazioni e riparazioni su superfici calde.
  • Strisce e gommini adesivi di fissaggio: strip rimovibili e gommini in mastice per quadri, cornici, cartelli e oggetti leggeri senza forare il muro; la portata dichiarata in scheda tecnica va rispettata e vale su superfici lisce e pulite.

Come si sceglie il nastro adesivo giusto: la checklist

Prima di comprare un nastro conviene rispondere a cinque domande:

  1. Su cosa deve aderire? Cartone, carta, plastica liscia, metallo, muro verniciato, superficie ruvida: ogni adesivo ha materiali su cui rende di più e altri su cui non tiene.
  2. Per quanto tempo? Un fissaggio di un'ora, un pacco che viaggia due giorni, una scatola in archivio per dieci anni: più è lungo il tempo, più conviene l'acrilico.
  3. In che ambiente? Freddo, caldo, umidità, luce diretta: la gomma naturale per il freddo, l'acrilico per UV e sbalzi, l'hot melt per condizioni normali.
  4. Deve staccarsi? Se sì, servono adesivi removibili (mascheratura, strip rimovibili, gaffer); tutti gli altri sono permanenti e lasciano residui o strappano la superficie.
  5. Quanti pezzi al giorno? Sotto i dieci pacchi basta il rotolo a mano; sopra, tendinastro e rotoli da 66 m; sopra i cento, nastratrice e rotoli da 132 m o più.

Quale nastro per ruolo

Chi Nastro principale Secondo nastro Accessorio
Segreteria e ufficio trasparente 19 mm × 33 m invisibile per i documenti dispenser da tavolo
Studio professionale e archivio invisibile 19 mm riparazione documenti senza acidi dispenser pesante
Scuola trasparente 19 mm, mascheratura per cartelloni biadesivo sottile chiocciola
Negozio e vetrina biadesivo in schiuma, strip rimovibili trasparente 25 mm gommini adesivi
Magazzino e spedizioni PP 50 mm hot melt, PVC per i pesanti stampato «fragile» tendinastro
E-commerce PP acrilico low noise 50 mm o carta kraft nastro di sicurezza nastratrice o tendinastro
Manutenzione e cantiere telato, isolante, segnaletico alluminio nessuno

Quali errori evitare con i nastri adesivi?

  • Chiudere colli pesanti con nastro da scrivania o con PP sottile da 25-28 µm: cede sugli spigoli e la scatola si apre in viaggio.
  • Usare nastro di carta da imballo pensando che si stacchi pulito: è permanente; il removibile è il crespato da mascheratura.
  • Applicare biadesivo in schiuma su intonaco polveroso o carta da parati: si stacca portando via la superficie.
  • Conservare i rotoli al sole o vicino a fonti di calore: l'adesivo migra e il nastro si «impasta»; conservare fra 15 e 25 °C, al buio.
  • Applicare il nastro su cartone freddo o umido appena arrivato dal magazzino: l'hot melt non fa presa sotto i 5-10 °C.
  • Dimenticare la pressione: il nastro va premuto con il rullo del tendinastro o con la mano, altrimenti l'adesivo non bagna la superficie.

Quanto costano i nastri adesivi nel catalogo initpc?

Il prezzo di un rotolo sale con lo spessore del supporto, con l'adesivo acrilico rispetto all'hot melt, con il PVC rispetto al PP, con la stampa personalizzata e con la marca; le confezioni da 6 o 36 rotoli alzano il prezzo della riga ma abbassano il costo al metro. La fascia bassa è adatta alla scrivania e ai pacchi leggeri; la fascia alta comprende i nastri rinforzati, i biadesivi in schiuma e i tendinastro professionali.

Tipo Prezzo più basso Prezzo tipico Fascia alta In stock Fascia
Nastro trasparente da scrivania 1,11 € 11,49 € 25,01 € 49 ████········
Nastro invisibile (Scotch Magic 810) 1,91 € 9,84 € 18,81 € 15 ███·········
Nastro da imballo 1,33 € 7,36 € 16,08 € 29 ███·········
Nastro di carta kraft 2,30 € 21,70 € 27,67 € 84 ████████····
Nastro biadesivo 1,08 € 10,62 € 18,51 € 66 ████········
Nastro telato 2,61 € 7,40 € 10,28 € 12 ███·········
Nastro isolante 2,63 € 5,67 € 9,45 € 5 ██··········
Tendinastro 3,03 € 10,08 € 33,94 € 14 ████········

Prezzi del catalogo initpc rilevati a settembre 2026, solo prodotti disponibili; i listini cambiano nel tempo.

Per confrontare due nastri conviene calcolare il costo al metro lineare (prezzo diviso per la lunghezza del rotolo) e non il prezzo del rotolo: un rotolo da 132 m costa più di uno da 66 m ma quasi mai il doppio.

Glossario delle sigle

  • BOPP / PP / PPL: polipropilene biorientato, il supporto trasparente o avana più diffuso per i nastri da imballo e da scrivania.
  • PVC: cloruro di polivinile, supporto più spesso ed elastico, si strappa a mano.
  • Hot melt: adesivo termofusibile a base di gomma sintetica, presa immediata.
  • Acrilico: adesivo a base acqua, resistente a UV, umidità e invecchiamento; le versioni low noise si srotolano in silenzio.
  • µm (micron): millesimo di millimetro, unità dello spessore del supporto o del nastro.
  • Liner: la pellicola siliconata che protegge la seconda faccia del biadesivo.
  • Gaffer / duct tape: nastri telati, il primo removibile e opaco, il secondo permanente e lucido.
  • IEC 60454: serie di norme sui nastri adesivi per usi elettrici.
  • Nastro gommato: nastro di carta con adesivo ad attivazione con acqua.

Le colle e gli adesivi liquidi sono un'altra famiglia, trattata nella guida colle: guida alla scelta delle migliori. Tutte le guide sulla cancelleria sono sotto il cappello Cancelleria per ufficio; il catalogo completo, con i tendinastro e i dispenser, è nella categoria nastri adesivi dello shop.

Domande frequenti

Che differenza c'è fra nastro in PP e in PVC per l'imballo?

Il PP è più sottile, economico e rigido, ideale per colli leggeri e medi; il PVC è più spesso, elastico e silenzioso, si strappa a mano e tiene meglio spigoli e colli pesanti. A parità di larghezza e lunghezza il PVC costa di più, ma per un trasloco o per scatole sopra i 15-20 kg è la scelta che evita riaperture.

Cosa significa «low noise»?

Indica un nastro da imballo, di solito in PP con adesivo acrilico, formulato per srotolarsi senza lo stridio tipico dell'hot melt. Le prestazioni di tenuta sono simili; cambia il comfort di chi chiude molti pacchi al giorno in un ambiente condiviso, e per questo è il nastro tipico dei reparti spedizioni.

I micron indicati in scheda si riferiscono al supporto o al nastro intero?

Dipende dal produttore: alcuni indicano lo spessore del solo supporto (per esempio 28 µm), altri il totale con l'adesivo (per esempio 45 µm). Nel confronto fra due prodotti va verificato che si stia leggendo la stessa misura; a parità di misura, più micron significano più resistenza allo strappo.

Il nastro adesivo scade?

No, non ha una scadenza di legge, ma l'adesivo invecchia: l'hot melt si secca e perde presa con il tempo e il calore, l'acrilico è più stabile. Un rotolo conservato al fresco e al riparo dalla luce resta utilizzabile per anni; uno lasciato in un furgone al sole in estate può diventare inservibile in una stagione.

Come si toglie il residuo di nastro da una superficie?

Con calore leggero (un asciugacapelli) per ammorbidire l'adesivo e poi con un solvente compatibile con la superficie: alcol isopropilico su vetro e metallo, un rimuovi-adesivo specifico su plastiche e legno verniciato, olio alimentare per i residui di etichette su vetro. Sempre provando prima su un angolo nascosto.

Il nastro trasparente tiene sui pacchi?

Sì per buste e scatole piccole e leggere, no per scatole di spedizione: il nastro da scrivania è largo 19 mm e sottile, non copre la giunzione delle alette e cede al primo urto. Per spedire serve il 50 mm da imballo.

Quale nastro si può usare sui muri senza rovinarli?

Dipende dalla superficie: su pittura lavabile e superfici lisce le strip rimovibili e il gaffer si tolgono senza segni; su intonaco, carta da parati e pittura a tempera nessun nastro è sicuro, e il rischio di portare via la finitura resta anche con i prodotti removibili. Su queste superfici conviene una prova in un angolo nascosto.

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4,5/5

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Aggiornate il 9 set 2026

  • 4/5

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