Porta-etichette e cavalierini per scaffali: dove si usano
Cavalierini e porta-etichette per scaffali: come si agganciano al ripiano, quali formati, cosa scrivere sul cartellino in negozio e quando serve l'adesivo.

Il cavalierino è una tasca trasparente che si aggancia «a cavallo» del bordo di un ripiano e contiene un cartellino sostituibile: si usa dove l'informazione da mostrare — prezzo, codice, quantità, ubicazione — cambia più spesso del contenitore su cui è scritta. In un magazzino o in un negozio è il sistema più rapido da aggiornare, perché si cambia il cartellino senza staccare niente. Su ripiani in legno, su ante o su superfici senza bordo agganciabile serve invece un porta-etichette adesivo o magnetico.
Questa guida riguarda l'etichettatura del bordo del ripiano: scaffali di magazzino, scaffalature di vendita, cestelli, cassette e ubicazioni. Per l'etichettatura dei contenitori d'archivio — dorsi di raccoglitori, cassetti, scatole, cartelle sospese — la guida di riferimento resta porta etichette per archivio e magazzino, che confronta tutte le famiglie di supporti.
Come si aggancia un cavalierino al bordo del ripiano
Il nome viene dal modo in cui si monta: il profilo posteriore è piegato a U e si infila a cavallo della lamiera del ripiano, senza colla, viti né magneti. La tenuta è meccanica, data dall'elasticità del profilo, e per questo l'unica misura che conta davvero prima di comprare è lo spessore del bordo del ripiano.
A pressione, a clip o con profilo continuo
- A pressione (cavalierino singolo): una tasca larga quanto il cartellino, che si sposta lungo il bordo. È la soluzione più flessibile quando le ubicazioni cambiano di posizione.
- A clip con gancio inferiore: aggiunge un dente che si aggancia sotto il bordo e resiste meglio agli urti dei carrelli.
- Profilo continuo (portaprezzi a barra): una guida che corre per tutta la lunghezza del ripiano, dentro cui si fanno scorrere le strisce di cartellini. È la soluzione dei punti vendita con molte referenze ravvicinate, perché elimina lo spazio vuoto fra un'etichetta e l'altra.
- Porta-etichette adesivo a tasca: si incolla su qualsiasi superficie piana e ospita un cartellino estraibile. È l'alternativa quando non c'è un bordo su cui agganciarsi.
- Porta-etichette magnetico: tiene su acciaio verniciato senza modificare nulla e si sposta in un gesto, ma non tiene su alluminio, acciaio inox amagnetico e plastica.
Quale sistema scegliere per il tipo di scaffale
| Tipo di supporto | Sistema consigliato | Perché |
|---|---|---|
| Scaffalatura metallica a ripiani (magazzino) | Cavalierino a pressione o profilo continuo | Il bordo piegato della lamiera è fatto apposta per l'aggancio |
| Scaffalatura di vendita con montanti a passo | Profilo continuo portaprezzi | Referenze ravvicinate, cambi prezzo frequenti |
| Ripiano in legno o truciolare | Porta-etichette adesivo | Nessun bordo elastico su cui agganciare la tasca |
| Anta di armadio o cassettiera metallica | Porta-etichette magnetico o adesivo | Superficie piana, spesso verniciata |
| Cassette e vaschette impilabili | Tasca adesiva o porta-etichette a scatto fornito dal produttore | La tasca frontale è spesso già prevista nello stampo |
| Scaffalatura a gravità o dinamica | Profilo continuo sul fronte | L'informazione deve restare sul punto di prelievo, non sul prodotto |
Quali formati servono per prezzo, codice o descrizione
Il formato si sceglie a partire da quante informazioni servono davvero sul bordo e da quanto distante viene letto il cartellino. I formati commerciali più comuni nelle tasche adesive e nei cavalierini vanno da poche decine di millimetri di altezza fino a tasche grandi come un quarto di foglio.
| Formato indicativo della tasca (mm) | Cosa ci sta | Dove si usa |
|---|---|---|
| 25 × 75 | Un codice breve o un'ubicazione | Cassetti, cassettiere di minuteria, scaffali stretti |
| 32 × 124 | Codice più descrizione breve su due righe | Ripiani di magazzino, scaffali di vendita |
| 65 × 100 | Descrizione, codice, quantità | Scatole, contenitori, postazioni di prelievo |
| 75 × 150 | Scheda di ubicazione completa | Testate di corsia, aree di stoccaggio, zone di picking |
La regola pratica: una tasca troppo grande lascia spazio vuoto e un aspetto disordinato, una troppo piccola obbliga a caratteri illeggibili o a tagliare informazioni utili. In un magazzino con molte referenze, uniformare il formato su tutti gli scaffali vale più di scegliere il formato perfetto per ogni ripiano, perché chi prepara gli ordini impara dove guardare e non deve cercare.
Il cartellino si stampa, non si scrive
I cartellini da inserire nelle tasche si stampano con una normale stampante da ufficio su carta comune o cartoncino leggero, tagliati alla misura della tasca. Stampare invece di scrivere a mano ha tre vantaggi concreti: il carattere è uniforme e leggibile a distanza, si può includere un codice a barre per il terminale, e la modifica di un'ubicazione richiede una ristampa invece di una riscrittura. Per i codici a barre serve una dimensione minima che il lettore riesca a decodificare: conviene stampare una prova e leggerla con il terminale prima di produrre l'intera serie.
Cosa deve esserci scritto sul cartellino di uno scaffale in un negozio
In un esercizio commerciale il cartellino sul bordo dello scaffale non è solo organizzazione interna: è l'informazione di prezzo destinata al pubblico. Il Codice del consumo (D.Lgs. 206/2005) dedica all'indicazione dei prezzi la Sezione I del Capo III del Titolo II, agli articoli 13 e seguenti, e impone di indicare in modo chiaro e ben leggibile sia il prezzo di vendita sia, per i prodotti che si vendono a misura o a peso, il prezzo per unità di misura. Questa guida non sostituisce un parere legale e le regole di dettaglio variano per categoria merceologica, ma la conseguenza pratica per chi sceglie i porta-etichette è concreta: il cartellino deve essere abbastanza grande da contenere due cifre leggibili, non una sola.
Un cartellino da scaffale in un punto vendita contiene di norma:
- la descrizione del prodotto, nei termini che usa il cliente;
- il prezzo di vendita, nella dimensione più grande del cartellino;
- il prezzo per unità di misura, dove previsto, in cifre leggibili;
- il codice interno o il codice a barre, per l'operatore;
- eventuali indicazioni di promozione, con il periodo di validità.
La targa di portata non è un'etichetta come le altre
Sulle scaffalature di magazzino c'è un cartello che non va confuso con l'etichettatura delle ubicazioni: quello che dichiara il carico ammesso per ripiano e per campata. La norma europea EN 15635, «Steel static storage systems — Application and maintenance of storage equipment», disciplina l'uso e la manutenzione delle scaffalature metalliche e stabilisce il principio che il carico ammesso debba essere noto e dichiarato, e che la struttura vada ispezionata periodicamente per intercettare deformazioni prima del cedimento.
In pratica: la targa di portata è un cartello permanente, fissato in modo stabile alla struttura, non una tasca con un cartellino sostituibile. Usare un cavalierino per esporla è un errore, perché una tasca che si sfila o si sposta lascia lo scaffale senza l'informazione più importante che porta. Il dimensionamento di uno scaffale in base al peso reale dei documenti è affrontato in quanto pesa un archivio pieno.
Come si numerano corsie, scaffali e ripiani
Un porta-etichette serve a poco se il codice che contiene non segue una logica. Lo schema più usato nei magazzini piccoli è una sigla a quattro livelli, dal generale al particolare:
- Zona o corsia: una lettera (A, B, C) o una sigla breve del reparto.
- Scaffale o campata: un numero progressivo lungo la corsia, sempre nello stesso verso di percorrenza.
- Ripiano: un numero dal basso verso l'alto, così che l'ordine coincida con l'altezza.
- Posizione sul ripiano: una lettera da sinistra a destra, guardando lo scaffale di fronte.
Il risultato è un codice del tipo «B-04-2-C» che identifica un solo punto del magazzino e si legge senza spiegazioni. Tre accortezze fanno la differenza: lasciare numeri liberi fra uno scaffale e l'altro per gli inserimenti futuri, mantenere lo stesso verso in tutte le corsie, e usare cifre di lunghezza fissa (04, non 4) perché gli elenchi si ordinino correttamente sul gestionale. Lo stesso principio, applicato a un archivio cartaceo, è descritto in come rinominare ed etichettare 100 faldoni.
Quando conviene un adesivo invece del cavalierino
Il cavalierino vince quando il bordo è agganciabile e il contenuto cambia spesso. In tre casi conviene invece l'adesivo o il magnetico:
- superficie senza bordo: legno, vetro, plastica stampata, ante di armadi;
- informazione che non cambia mai: la sigla di una corsia o di un reparto, che può essere scritta una volta e non toccata più;
- ambienti con urti frequenti: dove i carrelli passano radenti, una tasca sporgente viene strappata e una tasca adesiva a filo resiste meglio.
La plastica trasparente dei cavalierini, con il tempo, si opacizza per la manipolazione e l'esposizione alla luce: quando il cartellino diventa difficile da leggere si sostituisce il cavalierino, non solo il foglietto che contiene. È un consumabile a basso costo, e tenerne una scorta evita che un'ubicazione resti senza identificazione per settimane.
Errori da evitare nell'etichettatura degli scaffali
- Comprare cavalierini senza misurare lo spessore del bordo: se il profilo non combacia, l'intera fornitura è inutilizzabile.
- Mescolare formati diversi sulla stessa corsia: l'occhio perde il riferimento e il prelievo rallenta.
- Scrivere a mano i codici quando la serie supera qualche decina: la stampa costa meno tempo e si rifà identica.
- Etichettare il prodotto invece della posizione: quando il prodotto finisce, l'ubicazione resta senza nome.
- Usare una tasca sostituibile per la targa di portata della scaffalatura.
- Dimenticare il prezzo per unità di misura sui cartellini di vendita dove è richiesto.
- Riutilizzare cavalierini ingialliti per risparmiare: il cartellino diventa illeggibile proprio dove serve più velocità.
Quanto costano i porta-etichette per scaffali nel catalogo initpc
Le fasce sono rilevate sul catalogo initpc, solo prodotti disponibili, e riguardano confezioni multiple: il costo per singolo porta-etichette è quindi nell'ordine di pochi centesimi o di qualche decina di centesimi. Il prezzo sale con il formato della tasca, con lo spessore del materiale e con la presenza del sistema di aggancio meccanico rispetto al semplice adesivo. Per un magazzino piccolo la fascia bassa è quasi sempre sufficiente; conviene invece spendere di più dove i carrelli passano vicino e le tasche vengono urtate ogni giorno.
| Tipo | Prezzo più basso | Prezzo tipico | Fascia alta | In stock | Fascia |
|---|---|---|---|---|---|
| Porta-etichette adesivi trasparenti (confezione) | 3,26 € | 4,76 € | 15,18 € | 29 | ███········· |
| Cartellini segnaprezzi | 7,43 € | 7,43 € | 7,43 € | 1 | █████······· |
| Etichette rimovibili per prezzi | 15,18 € | 17,20 € | 17,20 € | 9 | ████████████ |
Prezzi del catalogo initpc rilevati a settembre 2026, solo prodotti disponibili; i listini cambiano nel tempo.
I cavalierini e le tasche porta-etichetta sono nella categoria porta-etichette e cavalierini dello shop. Per identificare oggetti che non stanno su un ripiano ma vanno legati — chiavi, cavi, attrezzature — la guida è etichette identificative con filo; per i prezzi applicati direttamente sul prodotto, invece, il confronto è in prezzatrici manuali: come funzionano.
Domande frequenti
I cavalierini si adattano a qualsiasi spessore di scaffale?
No. Il profilo di aggancio è dimensionato per lo spessore tipico dei ripiani delle scaffalature metalliche commerciali e da magazzino, e su un bordo più spesso o più sottile la tenuta salta. Prima di ordinare una fornitura conviene misurare il bordo con un calibro o comprare una confezione piccola e provarla sullo scaffale reale.
Posso stampare i cartellini con una normale stampante da ufficio?
Sì. La maggior parte dei cavalierini è dimensionata per cartellini di carta comune ritagliati su misura, e molti produttori forniscono modelli già impostati. Se il cartellino include un codice a barre conviene stampare una prova e verificarla con il lettore prima di produrre l'intera serie, perché un codice troppo piccolo o stampato a bassa risoluzione non viene decodificato.
Conviene il cavalierino anche per un magazzino piccolo con pochi scaffali?
Sì, se il contenuto degli scaffali cambia. Il vantaggio è cambiare l'informazione in un secondo senza staccare adesivi, e vale anche su dieci ripiani. Se invece le ubicazioni sono fisse da anni e non cambieranno, un'etichetta adesiva o un porta-etichette incollato costa meno e non si sposta accidentalmente.
La plastica trasparente ingiallita compromette la leggibilità?
Sì, soprattutto con illuminazione scarsa e su caratteri piccoli. L'opacizzazione è il segnale pratico per sostituire il cavalierino, non solo il cartellino che contiene: è un consumabile a basso costo e tenerne una scorta evita che un'ubicazione resti di fatto senza identificazione.
Meglio un porta-etichette magnetico o uno adesivo su un armadio metallico?
Dipende dal metallo e dalla frequenza di spostamento. Il magnetico non lascia segni e si sposta in un gesto, ma tiene solo su acciaio ferromagnetico: su alluminio, su molti acciai inox e su ante plastificate spesse non fa presa. L'adesivo tiene su tutto, ma lasciarlo per anni su una superficie verniciata può lasciare residui al momento della rimozione.
Serve un cartellino diverso per il magazzino e per la vendita?
Sì, perché le informazioni sono diverse. Il cartellino di magazzino identifica una posizione e serve a chi preleva: codice di ubicazione, codice articolo, eventualmente quantità minima. Il cartellino di vendita è rivolto al cliente e deve riportare descrizione, prezzo di vendita e, dove previsto, prezzo per unità di misura, con la cifra più grande e leggibile a distanza.
Il cavalierino è adatto a un archivio di raccoglitori?
Non è la scelta migliore. Un raccoglitore o un faldone cambia posizione, quindi l'identificazione deve stare sul contenitore e non sul ripiano: lì servono le etichette per dorso o i porta-etichette applicati al contenitore, descritti in etichette per dorsi di raccoglitori e registratori. Il cavalierino sul ripiano ha senso in archivio solo per indicare la sezione o l'intervallo alfabetico contenuto in quel tratto di scaffale.
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