Etichette identificative con filo: a cosa servono e dove si usano
Etichette identificative con filo per chiavi, bagagli, cavi e attrezzature: formati in millimetri, materiali, fissaggi e come scriverle senza sbavare.

Le etichette identificative con filo servono a identificare oggetti su cui un adesivo non tiene: chiavi, cavi, manici di valigie, attrezzi, campioni e merce in lavorazione. Sono cartellini forati su un lato, con un filo o un laccio che li lega direttamente all'oggetto, e si scelgono in base a tre dati: il formato in millimetri, il materiale del cartellino e il tipo di filo. Per un uso interno bastano cartoncino e filo di cotone; per bagagli, cantiere o magazzino servono plastica e fissaggio a fascetta.
Il problema che risolvono è concreto. Un'etichetta adesiva ha bisogno di una superficie liscia, pulita, asciutta e abbastanza estesa: un anello di chiavi, un cavo arrotolato, un utensile oleoso e il manico di un borsone non offrono nulla del genere. Il filo aggira il problema alla radice, perché non chiede adesione ma un punto in cui passare.
A cosa servono davvero le etichette identificative con filo
L'uso più diffuso è il mazzo di chiavi, ma non è l'unico. In pratica il cartellino con filo compare ovunque l'oggetto da identificare sia piccolo, mobile o di forma irregolare:
- chiavi: uffici, condomini, hotel, palestre, strutture con decine di serrature, dove sapere a colpo d'occhio quale chiave apre quale porta vale più di qualsiasi ordine sul portachiavi;
- bagagli e borse: un cartellino legato al manico regge indipendentemente dal materiale del bagaglio, che sia tessuto, nylon, policarbonato o pelle;
- cavi e patch cord: in un armadio rack o dietro una postazione con dieci cavi identici, l'etichetta legata all'estremità evita di seguire il cavo a mano per capire dove arriva;
- attrezzature e utensili: superfici curve, ruvide, oleose o che si puliscono spesso rifiutano l'adesivo; il cartellino no;
- merce in lavorazione o in conto riparazione: laboratori, sartorie, officine, calzolerie e centri assistenza usano il cartellino con filo come collegamento fisico fra l'oggetto e la commessa;
- campionari e prototipi: il cartellino accompagna il pezzo per tutta la sua vita e si sostituisce senza lasciare tracce sul campione;
- piante, materiali e lotti in deposito: il filo passa attorno a un fusto, a un manico, a un rametto, dove nessun adesivo terrebbe.
Perché il filo risolve ciò che l'adesivo non risolve
Un adesivo ha bisogno di tre condizioni: superficie pulita e asciutta, area di contatto sufficiente, materiale compatibile. Se anche una sola manca, l'etichetta si stacca da un angolo e poi del tutto. Il cartellino con filo non dipende da nessuna di queste condizioni, e in più è riposizionabile senza residui: si slega, si lega altrove, non lascia colla su un oggetto che magari va rivenduto o restituito. Lo svantaggio è speculare: un cartellino penzola, si impiglia, si può strappare, e sugli oggetti che entrano ed escono dalle tasche risulta ingombrante.
Quali formati esistono e quale scegliere
I formati commerciali più diffusi sono quattro, e la scelta dipende da quante informazioni devono stare sul cartellino e da quanto ingombro tollera l'oggetto.
| Formato in millimetri | Quanto ci si scrive | Uso tipico |
|---|---|---|
| 13 × 34 | Un codice breve o un numero | Chiavi singole, minuteria, campioni piccoli |
| 18 × 29 | Un codice o una parola | Chiavi con sigla di reparto, piccoli lotti |
| 28 × 43 | Due o tre righe brevi | Bagagli, attrezzature, cavi con destinazione |
| 38 × 53 | Nome, codice e data | Scatole, materiale da magazzino, merce in lavorazione |
La regola di scelta è pensare prima a dove finirà il cartellino, non a quanto testo si vorrebbe scrivere. Un formato grande su un mazzo di chiavi da tasca si piega e si impiglia; un formato piccolissimo su una valigia sparisce fra maniglie e cinghie. Nei magazzini e negli archivi la misura intermedia è quasi sempre la scelta giusta, perché lascia spazio a un codice leggibile senza diventare ingombrante.
Il colore come seconda informazione
Quasi tutte le serie sono disponibili in più colori, e il colore vale come un campo in più che si legge senza avvicinarsi: un colore per piano dell'edificio, uno per reparto, uno per stato di lavorazione. Funziona finché le categorie restano poche: oltre cinque o sei colori nessuno ricorda più la legenda e conviene tornare a scrivere la parola per esteso. Lo stesso principio, applicato all'archivio cartaceo, è descritto in etichette adesive colorate per codificare pratiche e faldoni.
Cartoncino, plastica o poliestere: quale materiale resiste
| Materiale del cartellino | Resistenza all'umidità | Resistenza allo strappo | Si scrive con | Uso consigliato |
|---|---|---|---|---|
| Cartoncino rinforzato | Bassa: si imbarca e si sfalda | Media, migliore se l'occhiello è metallico | Penna a sfera, matita, marcatore | Interni, chiavi, materiale in transito, uso temporaneo |
| Cartoncino plastificato | Buona in superficie, bassa sul bordo tagliato | Media | Marcatore indelebile | Ambienti di lavoro asciutti, manipolazione frequente |
| Plastica rigida o film poliestere | Alta, non assorbe | Alta | Solo marcatore indelebile o stampa | Bagagli, esterni, magazzino, cantiere, lavaggi |
La differenza fra i materiali non si vede il primo giorno, si vede dopo qualche settimana. Un cartellino di cartoncino su una chiave chiusa in un cassetto dura anni; lo stesso cartellino su un bagaglio che viaggia in stiva o su un attrezzo usato all'aperto si inzuppa, si sfilaccia e diventa illeggibile alla prima pioggia. Se l'etichetta deve resistere ad acqua, sfregamento o temperature estreme, il confronto completo fra carta, film plastici e adesivi speciali è nella guida sulle etichette resistenti a strappo, umidità e temperatura.
L'occhiello è il punto che cede per primo
Il cartellino non si rompe quasi mai al centro: cede intorno al foro, dove il filo esercita tutta la trazione. Per questo i modelli destinati a durare hanno un occhiello metallico o un rinforzo adesivo attorno al foro. È il dettaglio che distingue un cartellino da qualche settimana da uno che accompagna l'oggetto per anni, e vale la pena controllarlo sulla confezione prima di guardare qualsiasi altra caratteristica.
Filo di cotone, filo metallico o fascetta: come si fissa
- Filo di cotone o nylon annodato: è il fissaggio standard delle confezioni da ufficio. Si lega e si slega in un gesto, non graffia, ma si logora se il cartellino viene mosso di continuo.
- Filo metallico ritorto: tiene su oggetti pesanti e su superfici che tagliano, resiste al calore e allo strappo, ma può rigare le superfici delicate e si spezza se piegato molte volte nello stesso punto.
- Anello o catenella metallica: la soluzione dei mazzi di chiavi, perché il cartellino ruota senza attorcigliare il filo.
- Fascetta in nylon: non è propriamente un filo, ma è il fissaggio più solido su cavi e tubi. Le fascette a strappo sono riutilizzabili, quelle a cremagliera vanno tagliate per essere rimosse.
Sui cavi di rete e di alimentazione il cartellino con filo è la soluzione rapida, ma su un'installazione permanente conviene passare a marcatori dedicati e canaline ordinate: il metodo è in cavi e copricavi: organizzare i cavi in ufficio in sicurezza.
Come si scrive un cartellino senza far sbavare l'inchiostro
La superficie porosa del cartoncino assorbe l'inchiostro e lo allarga: il testo scritto in fretta diventa illeggibile proprio quando l'etichetta serve. Quattro accorgimenti risolvono quasi tutti i casi.
- Usa una punta fine: penna a sfera o marcatore da 0,5-1 mm. Le punte larghe rilasciano troppo inchiostro e su un cartellino da 13 × 34 mm non entra comunque nulla di leggibile.
- Scrivi prima di legare, appoggiando il cartellino su un piano rigido: scrivere su un cartellino che pende produce lettere storte e pressione irregolare.
- Lascia asciugare qualche secondo prima di maneggiarlo, soprattutto con i marcatori.
- Sui materiali plastici usa solo marcatori indelebili: l'inchiostro a base d'acqua non aderisce alla superficie chiusa del film e si cancella con un dito. Quali pennarelli reggono davvero sulle superfici difficili è spiegato in marcatori indelebili per etichettare a mano.
Una nota sulla leggibilità: su formati piccoli conviene un codice breve più una legenda appesa in bacheca, invece di comprimere una descrizione intera. «MAG-03» scritto grande si legge a un metro; «magazzino piano 3 scaffale B» scritto minuscolo non si legge affatto.
Quando il cartellino con filo non è la scelta giusta
Il cartellino con filo non è un'etichetta di sicurezza. La segnaletica di sicurezza sul lavoro è disciplinata dal Titolo V del D.Lgs. 81/2008 e i simboli grafici dalla norma UNI EN ISO 7010: un cartellino di cartoncino scritto a mano non sostituisce un cartello di avvertimento o un dispositivo di blocco, e per le procedure di messa in sicurezza delle macchine servono i cartellini di segnalazione previsti dalla procedura aziendale, non un'etichetta da ufficio.
Ci sono poi tre casi in cui esistono soluzioni migliori e più economiche:
- superficie piana, pulita e fissa: un'etichetta adesiva costa meno, non penzola e non si impiglia;
- scaffali e contenitori che cambiano contenuto: qui servono i porta-etichette a tasca, descritti in porta etichette per archivio e magazzino, e i cavalierini da ripiano trattati in porta-etichette e cavalierini per scaffali;
- oggetti che entrano in tasca ogni giorno: un cartellino che si impiglia viene tolto dopo una settimana, e l'identificazione muore lì.
Quanto costano le etichette con filo nel catalogo initpc
Le fasce sono rilevate sul catalogo initpc, solo prodotti disponibili, e riguardano confezioni da 500 o 1.000 pezzi: il costo per singolo cartellino è quindi molto basso, e il confronto va fatto sempre a parità di quantità in confezione. Il prezzo sale con il materiale (plastica e poliestere costano più del cartoncino), con la presenza dell'occhiello metallico e con il formato. Per un uso interno la fascia bassa in cartoncino è quasi sempre sufficiente; la differenza di spesa si giustifica quando i cartellini restano legati per anni o escono dall'edificio.
| Tipo | Prezzo più basso | Prezzo tipico | Fascia alta | In stock | Fascia |
|---|---|---|---|---|---|
| Etichette con filo (confezione) | 6,66 € | 17,46 € | 19,99 € | 10 | █████······· |
| Portachiavi e cartellini per chiavi | 3,79 € | 22,52 € | 39,93 € | 44 | ███████····· |
| Fascette segnacavo e identificazione cavi | 1,11 € | 10,81 € | 16,31 € | 37 | ███········· |
| Marcatore indelebile a punta fine | 2,27 € | 3,25 € | 3,25 € | 13 | █··········· |
Prezzi del catalogo initpc rilevati a settembre 2026, solo prodotti disponibili; i listini cambiano nel tempo.
I cartellini con filo sono nella categoria etichette identificative con filo dello shop; la panoramica su tutte le altre famiglie di etichette, adesive e non, è nella guida etichette adesive: dimensioni, formati e tipologie d'uso.
Errori da evitare con i cartellini con filo
- Scegliere il formato sul testo invece che sull'oggetto: il cartellino grande su un mazzo da tasca viene rimosso entro una settimana.
- Usare cartoncino per oggetti che stanno all'aperto o si bagnano: l'etichetta diventa illeggibile prima di aver esaurito la confezione.
- Scrivere con punta larga su formati piccoli, e ottenere una macchia invece di un codice.
- Affidarsi solo al colore con più di cinque o sei categorie da distinguere.
- Legare il filo troppo stretto su un cavo di rete: la trazione sui conduttori interni è un problema reale, meglio una fascetta appena serrata.
- Comprare cartellini senza occhiello per un uso quotidiano: cedono attorno al foro.
- Usare un cartellino da ufficio come cartello di sicurezza su una macchina o un quadro elettrico.
Domande frequenti
Le etichette con filo si possono riutilizzare su un altro oggetto?
Sì, ed è il loro vantaggio principale rispetto all'adesivo: basta slegare il filo e rilegarlo altrove, senza residui di colla né segni sulla superficie. Il limite è la scrittura: se il cartellino è stato compilato con marcatore indelebile non si riscrive, quindi conviene tenere una scorta della stessa serie invece di provare a cancellare.
Quale materiale scegliere per etichettare le chiavi di un condominio?
Dipende da chi le maneggia. Per un uso interno e poco frequente il cartoncino rinforzato con occhiello metallico è sufficiente e costa poco; se le chiavi passano ogni giorno fra più persone, o se restano in una cassetta esposta all'umidità, la plastica rigida resiste molto più a lungo e non si sfalda attorno al foro.
Il filo delle etichette si rompe facilmente?
Dipende dal filo e dall'uso. Il filo di cotone delle confezioni da ufficio regge un uso normale — legare e slegare qualche volta — ma si logora se il cartellino viene mosso di continuo o resta appeso a un oggetto pesante. In quei casi conviene il filo metallico o un anello, e comunque sostituire l'etichetta quando il filo comincia a sfilacciarsi, senza aspettare che ceda.
Conviene differenziare per colore invece di scrivere il reparto per esteso?
Dipende da quante categorie servono. Con tre o quattro reparti il colore si legge a distanza e basta da solo; oltre cinque o sei colori la legenda non si ricorda più e l'identificazione diventa ambigua. La soluzione più solida è usare il colore per il gruppo grande e il testo per il dettaglio, per esempio un colore per piano e un codice scritto per la stanza.
Si possono stampare le etichette con filo invece di scriverle a mano?
In parte. I cartellini con filo tradizionali sono pensati per la scrittura manuale e la maggior parte non passa in una stampante da ufficio. Quando servono molti cartellini stampati con codici a barre conviene passare a etichette su foglio o a rotolo e applicarle su un supporto forato, oppure usare cartellini specifici dichiarati stampabili dal produttore.
Qual è la differenza fra un'etichetta con filo e un porta-etichette?
L'etichetta con filo è il cartellino stesso, legato all'oggetto; il porta-etichette è una tasca che contiene un cartellino e resta fissata a un supporto, in genere un raccoglitore, un cassetto o un ripiano. La prima segue l'oggetto quando si sposta, il secondo resta al suo posto mentre il contenuto cambia: sono strumenti per due problemi diversi.
Le etichette con filo sono adatte al magazzino alimentare?
Come identificazione interna di contenitori e attrezzature sì, purché il cartellino non entri in contatto diretto con l'alimento e non si trovi dove può cadere nel prodotto. Per l'etichettatura che accompagna gli alimenti servono invece etichette dichiarate idonee al contatto con gli alimenti e resistenti al freddo, trattate in etichette uso dedicato.
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