La scelta dei consumabili giusti per stampanti 3D
Consumabili per stampanti 3D: quale filamento per quale uso, diametro e tolleranza, resine, ugelli, piano di stampa, conservazione, kit per iniziare, prezzi.

I consumabili giusti per una stampante 3D a filamento sono: un filamento del diametro richiesto dall'estrusore (quasi sempre 1,75 mm) nel materiale adatto all'oggetto (PLA per iniziare e per i prototipi, PETG per pezzi resistenti e a contatto con l'acqua, ABS per resistenza al calore, TPU per parti flessibili), un ugello in ottone da 0,4 mm per i materiali comuni o in acciaio temprato per quelli caricati, una superficie di stampa pulita con l'eventuale colla stick, e un sistema per tenere il filamento asciutto. Per una stampante a resina servono invece resina compatibile con la lunghezza d'onda della macchina, alcol isopropilico per il lavaggio, guanti in nitrile e una lampada per la polimerizzazione finale. Questa guida è il punto di partenza del cluster: spiega cosa serve, come leggere le schede tecniche, quale kit comporre per scuola, studio o azienda e quanto costa, e rimanda alle guide di approfondimento su ogni singolo tema.
Quali sono i consumabili giusti per una stampante 3D?
Una stampante 3D consuma più cose del solo filamento, e la qualità delle stampe dipende da tutte. La lista cambia con la tecnologia della macchina:
| Consumabile | Stampanti a filamento (FDM/FFF) | Stampanti a resina (SLA/DLP/MSLA) |
|---|---|---|
| Materiale di stampa | filamento in bobina da 1 kg (o 250-500 g), diametro 1,75 o 2,85 mm | resina fotopolimerica in flacone, compatibile con la lunghezza d'onda della macchina (di norma 405 nm) |
| Parte che si consuma a contatto con il materiale | ugello (ottone, acciaio temprato, rubino), tubo PTFE dell'estrusore | pellicola FEP o nFEP della vaschetta |
| Superficie di stampa | piano in PEI liscio o testurizzato, vetro, lamiera flessibile magnetica | piastra in alluminio (si pulisce, non si consuma) |
| Aiuti all'adesione | colla stick, lacca, nastro di carta, spray specifici | nessuno; contano livellamento e tempo di esposizione dei primi strati |
| Pulizia e post-produzione | pinze, spatola, carta vetrata | alcol isopropilico o detergente dedicato, vaschetta di lavaggio, lampada UV per la polimerizzazione |
| Protezione e conservazione | sacchetti sottovuoto, silica gel, essiccatore | guanti in nitrile, occhiali, filtri di carta per la resina, ambiente ventilato |
| Ricambi frequenti | ugelli, tubo PTFE, cinghie, piano | pellicola FEP, guarnizioni, vaschetta |
La stampa a filamento è quella diffusa nelle scuole, negli uffici tecnici e nelle piccole aziende, ed è il fuoco di questa guida; la resina, per pezzi piccoli con dettaglio fine, ha regole di sicurezza proprie descritte in resina per stampanti 3D SLA/DLP: sicurezza e smaltimento.
Filamento 3D: quale materiale per quale uso?
Il materiale del filamento decide resistenza, temperatura d'uso, facilità di stampa e finitura. I quattro materiali comuni coprono la quasi totalità degli usi in ufficio, scuola e piccola produzione.
| Materiale | Temperatura ugello | Temperatura piano | Serve la camera chiusa? | Punti di forza | Limiti | Usi tipici |
|---|---|---|---|---|---|---|
| PLA (acido polilattico) | 190-220 °C | 0-60 °C (stampa anche senza piano riscaldato) | no | facilissimo, poco ritiro, finitura pulita, molti colori | si deforma sopra i 55-60 °C, fragile agli urti | prototipi, modelli didattici, oggetti decorativi, dime |
| PETG (polietilene tereftalato glicole) | 230-250 °C | 60-80 °C | no | resistente, leggermente flessibile, regge acqua e umidità, buona adesione fra strati | fila (stringing), superficie meno definita del PLA | contenitori, staffe, parti funzionali, pezzi per esterno coperto |
| ABS (acrilonitrile butadiene stirene) | 230-260 °C | 90-110 °C | consigliata | regge il calore, si leviga con l'acetone, resistente agli urti | ritiro e warping, odore in stampa, serve ventilazione | scatole per elettronica, parti meccaniche, pezzi vicino a fonti di calore |
| TPU (poliuretano termoplastico flessibile) | 210-240 °C | 30-60 °C | no | flessibile e gommoso, resistente all'abrasione | lento, difficile con estrusori bowden, non va tirato | guarnizioni, cover, piedini antivibrazione, cinghie |
Gli intervalli sono quelli tipici; la scheda del produttore del filamento ha la priorità, e il modo di leggerla e correggere le impostazioni è in temperature di stampa 3D per ogni materiale.
PLA: il materiale con cui si inizia e con cui si resta per i prototipi
Il PLA si stampa a temperature basse, non ha quasi ritiro, aderisce bene anche su un piano freddo e non emette odori fastidiosi: è il materiale per imparare a calibrare la macchina, per i laboratori scolastici e per la grande maggioranza dei prototipi di forma. I suoi limiti sono la temperatura (un pezzo in PLA lasciato in auto d'estate si deforma) e la fragilità agli urti. Esistono varianti «PLA+» o «PLA tough» con additivi che migliorano la resistenza, e il PLA caricato in fibra di carbonio, più rigido e opaco, che richiede un ugello resistente all'abrasione.
PETG: il compromesso per i pezzi che devono funzionare
Il PETG unisce facilità di stampa vicina al PLA e resistenza meccanica e chimica superiore: regge l'acqua, i detergenti, gli sbalzi di temperatura moderati. Tende a filare fra una parte e l'altra del pezzo (stringing) e aderisce così bene al piano da poterlo rovinare su superfici in PEI liscio senza uno strato di colla stick come distaccante. Per staffe, contenitori, ricambi funzionali e pezzi che stanno all'aperto sotto tettoia è la scelta abituale.
ABS: quando conta la temperatura
L'ABS regge temperature d'esercizio più alte del PLA e del PETG e si può lisciare con vapori di acetone, ma ha un ritiro marcato: senza piano molto caldo e camera chiusa i bordi si sollevano (warping) e i pezzi grandi si crepano fra gli strati. Emette odore in stampa e va usato in ambiente ventilato. Molti uffici tecnici preferiscono l'ASA, simile ma più stabile ai raggi UV per l'esterno.
TPU: le parti flessibili
Il TPU è gommoso e si stampa lentamente, con l'estrusore che lo spinge senza tirarlo; gli estrusori diretti lo gestiscono bene, i bowden con difficoltà. Serve per guarnizioni, protezioni, piedini, cinghie e cover. La durezza si esprime in Shore A (per esempio 95A è il TPU comune, più rigido; 85A più morbido e più difficile da stampare).
Il confronto ragionato per caso d'uso, con la scelta quando l'oggetto deve rispondere a più esigenze insieme, è in filamenti PLA, PETG, ABS e TPU: quale per quale uso.
Diametro, tolleranza e peso della bobina: cosa leggere sulla scheda
Il diametro lo decide la stampante
Il filamento esiste in due diametri, 1,75 mm e 2,85 mm (a volte chiamato «3 mm»), e non sono intercambiabili: l'estrusore e l'hotend sono costruiti per uno dei due. Il 1,75 mm è lo standard di quasi tutte le stampanti desktop attuali, incluse quelle in catalogo (Hamlet 3D Printer 200, Creality K1 Max e K2 Plus, Sharebot Guider 3 Plus); il 2,85 mm resta su alcune macchine professionali e su modelli di generazione precedente. Prima di ogni acquisto si verifica il diametro nel manuale della stampante.
La tolleranza dimensionale è il primo indice di qualità
La tolleranza è lo scostamento massimo del diametro reale da quello nominale. I filamenti di qualità dichiarano ±0,02 mm o ±0,03 mm; quelli economici ±0,05 mm o non la dichiarano affatto. Il software di slicing calcola quanto materiale spingere in base al diametro nominale: un filamento che oscilla fra 1,70 e 1,80 mm produce strati alternativamente sotto e sovraestrusi, superfici irregolari e, nei casi peggiori, inceppamenti nell'hotend. Alcuni produttori dichiarano anche l'ovalità. Un filamento con tolleranza stretta e costante da una bobina all'altra vale la differenza di prezzo su tutte le stampe che contano.
Peso netto, lunghezza e bobina
Il formato standard è la bobina da 1 kg netto di materiale; esistono da 250 e 500 g per provare colori e materiali e da 2-5 kg per la produzione. La lunghezza dipende dalla densità: un chilogrammo di PLA (circa 1,24 g/cm³) da 1,75 mm è lungo circa 330 m; l'ABS, meno denso, è più lungo a parità di peso, il PETG leggermente più corto. Il peso lordo comprende la bobina (in plastica o in cartone), che va tarata sulla bilancia per stimare il materiale residuo. Le bobine in cartone pesano meno e si riciclano; quelle in plastica riutilizzabile accettano i «refill» sfusi, più economici.
Come si legge la scheda tecnica completa
Una scheda completa riporta, nell'ordine in cui conviene leggerla:
- Materiale e famiglia (PLA, PLA+, PETG, ABS, ASA, TPU 95A, PA-CF): decide l'uso.
- Diametro e tolleranza (1,75 ± 0,02 mm): deve corrispondere alla stampante; la tolleranza indica la qualità.
- Temperature consigliate di ugello e piano, spesso come intervallo: il punto di partenza per il profilo di stampa.
- Peso netto (1 kg) e tipo di bobina (plastica, cartone, refill).
- Densità (g/cm³): serve al software per stimare peso e costo di ogni stampa.
- Proprietà meccaniche quando ci sono (resistenza a trazione in MPa, temperatura di rammollimento): utili per confrontare due PETG o due PLA+ fra loro.
- Compatibilità dichiarata con sistemi multi-materiale (per esempio bobine idonee a CFS, AMS e simili) e con ugelli standard.
- Note di essiccazione (temperatura e ore) e di conservazione.
Se manca il diametro con la tolleranza o mancano le temperature, il filamento non ha una scheda: meglio un altro.
Filamenti speciali e caricati: quando servono davvero?
I filamenti con finiture (silk lucido, glow fosforescente, wood-fill con polvere di legno, metal-fill, marmo) e quelli caricati (fibra di carbonio, fibra di vetro) hanno usi precisi:
- silk: superficie lucida per oggetti decorativi; resistenza meccanica inferiore al PLA standard;
- glow in the dark: particelle fosforescenti, abrasive per l'ugello in ottone;
- wood-fill e metal-fill: aspetto e peso diversi, particelle che consumano l'ugello e possono intasare i fori da 0,4 mm; spesso si consiglia lo 0,6 mm;
- PLA o PETG con fibra di carbonio (CF): più rigidi e dimensionalmente stabili, finitura opaca, molto abrasivi: ugello in acciaio temprato obbligatorio per un uso regolare.
Per chi inizia sono da rimandare: richiedono impostazioni più precise e, in alcuni casi, ugelli dedicati. Il catalogo initpc ha il PLA caricato in fibra di carbonio da 1 kg, utile per capire cosa cambia con un materiale caricato; il resto delle finiture è descritto in filamenti 3D speciali: silk, glow, wood-fill, cosa cambiano.
Resina per stampanti SLA e DLP: quale scegliere e come gestirla
La resina fotopolimerica si sceglie per compatibilità con la lunghezza d'onda della sorgente (le stampanti MSLA da scrivania usano quasi tutte 405 nm) e per tipo: standard per modelli e miniature, tough/ABS-like per pezzi funzionali, flexible per parti morbide, castable per la microfusione in oreficeria, dental con certificazioni specifiche. La scheda riporta tempo di esposizione per strato consigliato, durezza, resistenza e ritiro.
Intorno alla resina servono: alcol isopropilico o un detergente dedicato per il lavaggio dei pezzi, una vaschetta o una stazione wash-and-cure, una lampada UV per la polimerizzazione finale, filtri di carta per rimettere in flacone la resina avanzata, pellicole FEP di ricambio per la vaschetta, guanti in nitrile monouso, occhiali e un ambiente ventilato. La resina liquida è irritante per pelle e vie respiratorie: si maneggia con i guanti, non si versa mai nello scarico e i residui (salviette, filtri, resina avanzata non recuperabile) si polimerizzano al sole o sotto la lampada prima di smaltirli come rifiuto solido. Le regole complete sono in resina per stampanti 3D SLA/DLP: sicurezza e smaltimento.
Ugelli: quale diametro e quale materiale?
L'ugello è il consumabile che si dimentica più spesso. Due scelte:
| Scelta | Opzioni | Quando |
|---|---|---|
| Diametro del foro | 0,2 mm (dettaglio fine, lentissimo), 0,4 mm (standard), 0,6 mm (più veloce, materiali caricati), 0,8 mm (pezzi grandi, strati spessi) | 0,4 per tutto, 0,6 per CF e wood-fill, 0,8 per pezzi grandi senza dettaglio |
| Materiale | ottone (conduce bene il calore, si consuma con gli abrasivi), acciaio temprato (regge CF, GF, glow, metal-fill; conduce meno, si alza la temperatura di qualche grado), acciaio inox (per contatto alimentare, meno abrasivi), rubino o carburo di tungsteno (punta durissima, per uso intenso con abrasivi) | ottone per PLA/PETG/ABS/TPU puri; acciaio temprato appena si usano filamenti caricati |
I segnali che l'ugello va sostituito: foro allargato (linee più larghe del previsto, dettagli persi), estrusione irregolare, punta deformata o incrostata. Un ugello in ottone con materiali puri dura centinaia di ore; con filamenti caricati poche decine. Il ricambio deve avere la filettatura e la lunghezza previste dall'hotend della stampante (le filettature M6 e le lunghezze non sono uguali per tutti i modelli) e si sostituisce a caldo con la chiave adatta. Segnali, durata e procedura sono in quando cambiare l'ugello di una stampante 3D.
Piano di stampa e adesivi: come far aderire il primo strato?
Il primo strato decide la stampa. I tre fattori, in ordine: livellamento del piano (distanza ugello-piano uniforme), pulizia (il grasso delle dita basta a far staccare un pezzo: si pulisce con alcol isopropilico), temperatura del piano adatta al materiale.
Le superfici comuni: PEI liscio (ottima adesione di PLA e PETG, tanto che il PETG può strapparne il rivestimento senza uno strato distaccante di colla stick), PEI testurizzato (fondo con trama, si stacca a freddo senza aiuti), vetro (fondo lucido e piano, spesso con colla stick o lacca), lamiera flessibile magnetica (si piega per staccare il pezzo). Gli aiuti: colla stick (economica, lavabile, serve come adesivo per PLA e ABS e come distaccante per PETG su PEI), lacca, nastro di carta per i piani non riscaldati. Nel software di slicing, brim e raft aumentano la superficie di contatto sui pezzi alti e stretti. La procedura completa è in adesione del primo strato in stampa 3D: piano, colla, superficie.
Come conservare filamenti e resine?
Il filamento assorbe umidità dall'aria: il PLA lentamente, il PETG e il TPU di più, il nylon in poche ore. Un filamento umido scoppietta nell'ugello, produce superfici opache e bolle, fila e perde adesione fra gli strati. La conservazione corretta: bobina in sacchetto richiudibile o sottovuoto con bustine di silica gel, contenitore ermetico con essiccante per le bobine in uso, temperatura stabile lontano da finestre e termosifoni. Un essiccatore per filamenti asciuga una bobina compromessa: i produttori indicano in genere 45-50 °C per 4-6 ore per il PLA, 60-65 °C per il PETG, 65-70 °C per l'ABS, 50-55 °C per il TPU, 70-80 °C e tempi più lunghi per il nylon; la scheda del filamento ha la priorità, e un forno domestico non è uno strumento adatto perché la temperatura reale può superare quella impostata e deformare bobina e filamento.
La resina si conserva nel flacone originale opaco, chiuso, fra i 15 e i 30 °C circa e lontano dalla luce; la resina avanzata nella vaschetta si filtra e si rimette nel flacone, non si mescola con lotti diversi. La guida dedicata è conservare filamenti e cartucce 3D: umidità, scadenza, sacchetti sottovuoto.
Quale kit di consumabili per scuola, studio o azienda?
| Profilo | Materiali | Ugelli | Piano e adesivi | Conservazione | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| Chi inizia, casa | 1-2 bobine di PLA da 1 kg in colori diversi | 0,4 mm ottone, uno di scorta | colla stick, alcol isopropilico per pulire | sacchetti richiudibili + silica gel | evitare finiture speciali e materiali tecnici al primo acquisto |
| Laboratorio scolastico | PLA in più colori (bobine da 1 kg), eventualmente PETG per i progetti funzionali | 0,4 mm ottone, 2-3 di scorta | colla stick, spatola, pinze | contenitore ermetico con essiccante | stampanti chiuse per la sicurezza degli studenti; nessun ABS senza ventilazione |
| Studio tecnico, ufficio prototipi | PLA per la forma, PETG per i funzionali, TPU per guarnizioni, PLA-CF per parti rigide | 0,4 ottone + 0,6 acciaio temprato per i caricati | PEI testurizzato, colla stick per il PETG su liscio | essiccatore | annotare temperature e velocità per ogni bobina |
| Piccola produzione, PMI | PETG e ABS/ASA in bobine grandi, PLA per le dime | acciaio temprato o rubino, più di scorta | piani di ricambio | essiccatore e contenitori con essiccante permanente | un colore/materiale per bobina in uso riduce i cambi |
| Stampa a resina (modellismo, oreficeria, dentale) | resina standard e tough; castable o dental secondo il settore | pellicole FEP di ricambio | vaschetta di lavaggio, lampada UV | flaconi chiusi al buio, guanti in nitrile, filtri | ambiente ventilato obbligatorio |
Le domande che arrivano prima del primo acquisto (quanto dura una bobina, quale diametro, generico o di marca, cosa evitare) sono raccolte in FAQ sui consumabili per stampanti 3D; la scelta della stampante per scuola, studio e azienda, con i modelli in catalogo, è in il mondo della stampa 3D: innovazione, materiali e nuove frontiere.
Quanto costano i consumabili per stampanti 3D?
| Tipo | Prezzo più basso | Prezzo tipico | Fascia alta | In stock | Fascia |
|---|---|---|---|---|---|
| Filamento PLA da 1 kg | 23,47 € | 30,44 € | 30,44 € | 9 | ██████······ |
| Filamento ABS da 1 kg | 30,44 € | 32,45 € | 32,45 € | 2 | ███████····· |
| Filamento PETG | 39,22 € | 39,22 € | 39,22 € | 1 | ████████···· |
| Filamento TPU flessibile | 58,30 € | 58,30 € | 58,30 € | 1 | ████████████ |
| Resina per stampa 3D | 2,65 € | 27,29 € | 52,85 € | 14 | ██████······ |
| Ugello di ricambio | 6,72 € | 14,48 € | 23,25 € | 4 | ███········· |
Prezzi del catalogo initpc rilevati a settembre 2026, solo prodotti disponibili; i listini cambiano nel tempo.
Il prezzo del filamento sale con il materiale (PLA, poi ABS, PETG, TPU e i caricati), con la tolleranza dichiarata e con la marca; sulle resine con il tipo (standard, tough, castable, dentale) e con il formato del flacone. Conviene la fascia bassa per i colori di prova, i prototipi di forma e i progetti scolastici; conviene la fascia alta, o comunque un filamento con tolleranza ±0,02 mm, per i pezzi funzionali e per le stampe lunghe, dove una bobina irregolare costa più del suo prezzo in stampe fallite. Gli ugelli sono la voce più economica e quella da tenere sempre di scorta.
Errori da evitare con i consumabili 3D
- Filamento del diametro sbagliato: 2,85 mm in un estrusore da 1,75 mm non entra; il contrario slitta.
- Bobina lasciata aperta per settimane: umidità, scoppiettii e stampe opache; in sacchetto con silica gel.
- PETG su PEI liscio senza colla stick: aderisce troppo e strappa il rivestimento.
- Filamenti caricati con l'ugello in ottone: foro allargato in poche decine di ore.
- ABS in un ambiente chiuso senza ventilazione e senza camera: odore e pezzi che si crepano.
- Temperature prese da internet invece che dalla scheda: ogni produttore formula il materiale a modo suo.
- Resina versata nel lavandino o smaltita liquida: si polimerizza prima e si smaltisce solida.
- Scorte enormi prima di aver stampato: si compra poco, si prova, poi si ordina il materiale che funziona.
Glossario
- FDM/FFF: stampa a deposizione di filamento fuso; la tecnologia delle stampanti a bobina.
- SLA/DLP/MSLA: stampa a resina fotopolimerica indurita da laser, proiettore o schermo LCD con LED UV.
- PLA, PETG, ABS, ASA, TPU, PA (nylon): le famiglie di polimeri dei filamenti; CF e GF indicano cariche in fibra di carbonio o di vetro.
- Tolleranza dimensionale: scostamento massimo del diametro reale (per esempio ±0,02 mm).
- Shore A: scala di durezza dei materiali flessibili; 95A è più rigido di 85A.
- Hotend, estrusore, bowden, diretto: la parte calda che fonde il filamento; il meccanismo che lo spinge; lo spinge da lontano (bowden) o da sopra l'hotend (diretto).
- PEI: polieterimmide, rivestimento delle superfici di stampa più diffuse.
- Warping: sollevamento dei bordi per ritiro del materiale in raffreddamento.
- Stringing: fili sottili fra le parti del pezzo dovuti a materiale che cola durante gli spostamenti.
- Brim e raft: aiuti all'adesione generati dallo slicer (bordo largo intorno al pezzo; zattera sotto il pezzo).
- Slicer: software che trasforma il modello 3D in istruzioni per la stampante e stima materiale e tempo.
- FEP/nFEP: pellicola trasparente sul fondo della vaschetta delle stampanti a resina.
- IPA: alcol isopropilico, usato per lavare i pezzi in resina e pulire i piani.
- 405 nm: lunghezza d'onda della luce UV usata dalla maggior parte delle stampanti a resina da scrivania.
Guarda il video
Dal canale YouTube di initpc: il prodotto in mano, in meno di un minuto.
Domande frequenti
Quale filamento comprare per la prima stampante 3D?
PLA da 1,75 mm (se la stampante lo richiede, come quasi tutte), in bobina da 1 kg, di un produttore che dichiara la tolleranza: è il materiale più facile, non ha odore e aderisce anche su piano freddo. Un secondo colore aiuta a capire se un difetto dipende dalle impostazioni o dalla bobina.
Posso usare qualsiasi marca di filamento sulla mia stampante?
Sì, se il diametro è quello richiesto dall'estrusore e le temperature vengono impostate secondo la scheda del filamento; la stampante non è legata a una marca. Fanno eccezione i sistemi multi-materiale che richiedono bobine con dimensioni e pesi specifici, indicati dal produttore della stampante.
Il PETG sostituisce il PLA per tutto?
No: il PETG è più resistente e regge l'acqua e il calore moderato, ma fila di più, è meno definito nei dettagli e aderisce troppo ai piani lisci. Per prototipi di forma, modelli didattici e oggetti decorativi il PLA resta più semplice e più preciso.
Serve la camera chiusa per stampare ABS?
Dipende dalle dimensioni del pezzo: pezzi piccoli in ABS si stampano anche su macchine aperte con piano a 90-110 °C, ma su pezzi grandi le correnti d'aria provocano warping e crepe fra gli strati. Una camera chiusa (o riscaldata, come sulla Creality K2 Plus) rende l'ABS affidabile; l'ASA ha le stesse esigenze.
Quanto dura una bobina da 1 kg?
Dipende da cosa si stampa: un chilogrammo di PLA da 1,75 mm è lungo circa 330 m e lo slicer indica il peso di ogni stampa prima di avviarla. Oggetti piccoli e cavi consumano pochi grammi, un pezzo pieno e grande può consumarne centinaia; con un riempimento moderato si ottengono decine di pezzi di media grandezza.
Un ugello in acciaio temprato stampa peggio il PLA normale?
No, ma conduce meno calore dell'ottone: con lo stesso profilo può servire alzare la temperatura di qualche grado. Per chi usa spesso filamenti caricati conviene tenerlo montato sempre; chi stampa solo materiali puri resta sull'ottone, più economico.
La resina scaduta si può usare?
Dipende: la resina ha una durata indicata dal produttore (in genere uno o due anni dal lotto) e, conservata al buio nel flacone chiuso, oltre la data può ancora stampare con tempi di esposizione più lunghi; se è addensata, separata o con grumi va polimerizzata e smaltita come solido.
Che cosa devo comprare insieme alla stampante a resina?
Alcol isopropilico o detergente dedicato, una vaschetta di lavaggio, una lampada UV o una stazione wash-and-cure, guanti in nitrile, occhiali, filtri di carta, pellicole FEP di ricambio e carta assorbente; e un posto ventilato dove tenerla, perché la resina liquida irrita pelle e vie respiratorie.
Per la scelta concreta, filamenti PLA, PETG, ABS e caricati, resine e ugelli sono nella categoria consumabili per stampanti 3D dello shop.
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