Cavi di rete Ethernet: CAT5e, CAT6, CAT6a, quale serve davvero
Per cablare un ufficio conviene ancora il CAT5e o serve il CAT6 o CAT6a? Velocità, distanza, schermatura e costruzione dei cavi di rete a confronto.

Per un ufficio che lavora a un gigabit, il CAT6 copre tutto ciò che serve e costa poco più del CAT5e; il CAT6a si giustifica quando il cavo va nel muro e dovrà restarci dieci anni, oppure quando la rete locale dovrà passare a 10 gigabit. Il CAT5e installato e funzionante, invece, non ha alcun motivo tecnico per essere sostituito: regge il gigabit sull'intera tratta standard, che è più di quanto qualsiasi linea internet da ufficio porti in ingresso.
Sotto trovi il confronto fra le tre categorie, che cosa significano davvero le distanze dichiarate, quando la schermatura serve e quando è spesa inutile, e la differenza costruttiva fra un cavo da posa fissa e un cavo da scrivania — che è la causa più frequente di collegamenti che si guastano dopo pochi mesi.
Che cosa dice davvero la categoria di un cavo Ethernet
La sigla stampata sulla guaina indica la categoria di prestazione del cavo, definita dagli standard internazionali di cablaggio strutturato, in Europa raccolti nella serie ISO/IEC 11801. La categoria non è una marca né un livello di qualità costruttiva: stabilisce la larghezza di banda che il cavo garantisce e, insieme allo standard Ethernet usato, la velocità e la distanza a cui quella velocità è assicurata.
- CAT5e: banda fino a 100 MHz, un gigabit al secondo sull'intera tratta standard di 100 metri. È lo standard che ha coperto per anni le reti locali di casa e di piccolo ufficio, oggi in uscita dai cataloghi.
- CAT6: banda fino a 250 MHz, un gigabit sull'intera tratta di 100 metri e dieci gigabit solo su distanze ridotte, indicativamente fra 37 e 55 metri a seconda delle condizioni di posa e dei disturbi presenti.
- CAT6a: banda fino a 500 MHz, dieci gigabit sull'intera tratta standard di 100 metri. È la categoria pensata per eliminare il limite di distanza del CAT6 alle alte velocità.
| Categoria | Banda | Velocità garantita a 100 metri | 10 gigabit | Uso tipico |
|---|---|---|---|---|
| CAT5e | 100 MHz | 1 gigabit al secondo | no | reti esistenti, collegamenti di servizio |
| CAT6 | 250 MHz | 1 gigabit al secondo | sì, ma solo entro 37-55 metri | nuovi cablaggi di piccolo ufficio, patch cord |
| CAT6a | 500 MHz | 10 gigabit al secondo | sì, su tutta la tratta | posa fissa nei muri, tratte lunghe, dorsali |
La tratta dei 100 metri non è tutta cavo
Il limite di 100 metri dello standard non riguarda un unico cavo teso da un capo all'altro: comprende la tratta fissa posata nel muro più i cavetti di collegamento alle due estremità. Nella pratica di un ufficio significa che la tratta permanente si tiene ben sotto i 90 metri, lasciando il resto ai patch cord. È un dettaglio che si trascura quando si tira un cavo lungo in un capannone e che spiega perché un collegamento al limite del budget di lunghezza risulti instabile.
Quando il CAT5e è ancora più che sufficiente
Per una linea che deve portare la connessione internet a una postazione, collegare una stampante di rete o far parlare un telefono IP con il centralino, un CAT5e esistente e funzionante non va toccato: la sua velocità massima resta superiore a quella che quasi nessuna linea internet da ufficio porta in ingresso, e il collo di bottiglia è a monte.
Il ragionamento cambia per gli acquisti nuovi. Il CAT5e è ormai una categoria in uscita anche dai cataloghi dei principali produttori, sostituita dal CAT6, che a un costo molto simile offre margine per il futuro. Comprare CAT5e oggi significa risparmiare pochissimo su un componente destinato a durare più a lungo di tutti gli apparati collegati.
Quando il salto al CAT6a si giustifica davvero
Il CAT6a diventa la scelta sensata in tre casi precisi.
Il primo è la posa fissa nei muri. Il cavo dentro una parete è la parte più costosa e più invasiva da sostituire: qui il costo aggiuntivo della categoria superiore è una frazione di quello della manodopera, e il margine prestazionale si porta dietro per l'intera vita dell'edificio.
Il secondo è la rete locale a dieci gigabit, che in un piccolo ufficio ha senso soprattutto sulla tratta fra un NAS e le postazioni che ci lavorano sopra, non su tutte le prese. Chi lavora su file pesanti — video, immagini ad alta risoluzione, backup di macchine virtuali — vede la differenza; chi usa il NAS per documenti e archivi non la vede.
Il terzo riguarda i collegamenti PoE ad alta potenza. Nel cavo che alimenta un access point o una telecamera passa anche corrente, che produce calore; una costruzione con conduttori di sezione maggiore e migliore dissipazione, tipica delle categorie superiori, sopporta meglio questa condizione, soprattutto nei fasci di cavi ravvicinati dentro una canalina.
Schermatura: UTP, FTP, S/FTP e quando serve
Oltre alla categoria, i cavi si distinguono per la protezione dalle interferenze elettromagnetiche.
- UTP (unshielded twisted pair): nessuna schermatura metallica, solo la torsione delle coppie. È la scelta più economica e sufficiente nella grande maggioranza degli ambienti di ufficio.
- FTP o F/UTP: una schermatura complessiva a foglio avvolge tutte le coppie.
- S/FTP: una calza esterna più una schermatura a foglio su ogni singola coppia. È la costruzione più protetta e la più rigida da posare.
La schermatura serve dove ci sono disturbi reali: percorsi paralleli a linee elettriche di potenza, vicinanza a motori, quadri elettrici, apparecchiature industriali, illuminazione a scarica. In un ufficio con canaline dedicate e nessuna di queste fonti, un cavo UTP fa lo stesso lavoro e si posa molto più facilmente.
La schermatura va collegata a terra, altrimenti peggiora le cose
È il punto che rende la scelta meno banale di quanto sembri: la schermatura funziona solo se è collegata a terra attraverso connettori e prese compatibili, cioè con contatto metallico verso la calza. Un cavo S/FTP terminato con connettori in plastica non schermati non è un cavo schermato: è un cavo con dentro un conduttore isolato che può comportarsi da antenna e, in alcune condizioni, peggiorare la situazione invece di migliorarla. Chi sceglie lo schermato deve scegliere coerentemente anche prese, patch panel e patch cord.
Cavo per posa fissa o patch cord: due costruzioni diverse
Uno stesso cavo di categoria CAT6 può avere due costruzioni interne, e scambiarle è l'errore che accorcia la vita di un collegamento.
I cavi con conduttori a trefoli, cioè con ciascun conduttore formato da più fili sottili intrecciati, sono flessibili e resistono alla piegatura ripetuta: sono la costruzione corretta per i patch cord, i cavetti corti fra una presa a muro o un patch panel e l'apparato, che vengono spostati, calpestati e ripiegati ogni giorno.
I cavi con conduttore solido, un singolo filo di rame per conduttore, trasmettono in modo più stabile su lunghe distanze e sono la costruzione per la posa fissa dentro canaline e sotto pavimenti flottanti, dove il cavo viene installato una volta e non si muove più. Usato come cavetto da scrivania, un cavo solido si rompe internamente nel punto in cui viene piegato sempre allo stesso modo, e il guasto è subdolo: il collegamento continua a funzionare in modo intermittente invece di interrompersi del tutto.
| Costruzione | Conduttore | Dove si usa | Che cosa succede se si sbaglia |
|---|---|---|---|
| A trefoli | più fili sottili intrecciati | patch cord, cavetti da scrivania, collegamenti mobili | su tratte lunghe attenua di più il segnale |
| Solido | un unico filo di rame | posa fissa in canalina, dorsali, tratte permanenti | piegato ripetutamente si spezza dentro la guaina |
Un secondo dettaglio costruttivo da verificare in scheda: il conduttore deve essere in rame. I cavi economici con conduttore in alluminio ramato hanno resistenza elettrica più alta, scaldano di più con il PoE e non rispettano le prestazioni dichiarate dalla categoria a cui dicono di appartenere.
Come scegliere in base al contesto
| Situazione | Categoria | Schermatura | Costruzione |
|---|---|---|---|
| Collegare un PC alla presa a muro | CAT6 | UTP | a trefoli, lunghezza giusta senza eccessi |
| Cablare da zero un ufficio su un piano | CAT6 o CAT6a | UTP, salvo disturbi reali | solido nei muri, a trefoli agli estremi |
| Tratta permanente destinata a durare dieci anni | CAT6a | UTP o FTP secondo il percorso | solido |
| Percorso parallelo a linee elettriche di potenza | CAT6 o CAT6a | FTP o S/FTP, con prese schermate e messa a terra | solido |
| Collegamento fra NAS e postazioni che lavorano su file pesanti | CAT6a | UTP | a trefoli se corto, solido se posato |
| Telecamere e access point alimentati in PoE | CAT6 minimo, CAT6a nei fasci | secondo l'ambiente | solido |
| Magazzino o capannone con macchinari | CAT6a | S/FTP con terminazioni schermate | solido |
Per gli apparati a cui questi cavi si collegano, le guide di riferimento sono switch di rete: quante porte e quando serve il PoE e armadi rack: quando organizzare la rete in un armadio dedicato, dove si parla di patch panel e di ordine del cablaggio. Il quadro d'insieme degli apparati è nel glossario del networking; sull'ordine dei cavi in ambiente di lavoro, cavi e copricavi: organizzare i cavi in ufficio in sicurezza.
Quanto costano i cavi di rete
I prezzi qui sotto vengono dal catalogo initpc, contando solo i prodotti disponibili al momento della rilevazione: sono fasce, non il prezzo di una lunghezza specifica.
| Tipo | Prezzo più basso | Prezzo tipico | Fascia alta | In stock | Fascia |
|---|---|---|---|---|---|
| Cavi CAT6 | 0,76 € | 6,53 € | 10,28 € | 98 | █··········· |
| Cavi CAT6a | 1,78 € | 11,32 € | 14,83 € | 53 | █··········· |
| Cavi di rete patch | 1,36 € | 3,98 € | 12,13 € | 51 | █··········· |
| Patch panel | 14,56 € | 82,37 € | 152,00 € | 19 | ███████····· |
Prezzi del catalogo initpc rilevati a settembre 2026, solo prodotti disponibili; i listini cambiano nel tempo.
Quello che fa salire il prezzo di un cavo è, nell'ordine, la lunghezza, la schermatura e la categoria: fra un CAT6 e un CAT6a della stessa lunghezza la differenza esiste ma è modesta rispetto al costo di posarlo. È per questo che la regola più economica, sui cavi, è quella controintuitiva: sulla tratta fissa conviene la categoria superiore, perché il cavo costa una frazione della manodopera e resterà lì per anni; sui cavetti da scrivania conviene la categoria adeguata e la lunghezza giusta, perché un patch cord da cinque metri arrotolato dietro una scrivania aggiunge disordine senza aggiungere prestazioni. I cavi sono nella categoria cavi di rete Ethernet dello shop, insieme agli accessori per il cablaggio in cavi per networking.
Errori da evitare
- Sostituire un CAT5e funzionante per «velocizzare internet». La linea in ingresso è quasi sempre più lenta di un gigabit: il cavo non è il collo di bottiglia.
- Usare un cavo da posa fissa come cavetto da scrivania. Il conduttore solido si spezza dentro la guaina e il guasto è intermittente, quindi difficile da diagnosticare.
- Comprare cavi schermati e terminarli con prese non schermate. La schermatura non collegata a terra non protegge e può peggiorare la situazione.
- Ignorare il materiale del conduttore. L'alluminio ramato costa meno, scalda di più in PoE e non rispetta le prestazioni della categoria dichiarata.
- Comprare patch cord molto più lunghi del necessario. Aggiungono ingombro, disordine e punti di piegatura, senza alcun vantaggio.
Domande frequenti
Posso mischiare cavi CAT5e e CAT6 nella stessa rete?
Sì, tecnicamente funziona. La velocità massima disponibile su un collegamento, però, si adatta sempre al segmento più lento dell'intero percorso: un patch cord CAT5e dimenticato fra un patch panel CAT6a e uno switch limita quella tratta alle prestazioni del CAT5e, anche se tutto il resto è di categoria superiore.
Conviene comprare CAT6a anche se oggi la mia rete è solo a 1 gigabit?
Sulla tratta fissa sì, perché il differenziale di prezzo del cavo è piccolo rispetto al costo di posarlo e il cablaggio sopravvive a più generazioni di apparati. Sui cavetti di collegamento, invece, il CAT6 è sufficiente e più maneggevole: rifarli in futuro costa pochi euro e dieci minuti.
Un cavo schermato va sempre collegato a terra?
Sì. La schermatura di un cavo FTP o S/FTP funziona solo se è in continuità elettrica verso terra attraverso connettori, prese e patch panel schermati. Una schermatura isolata a entrambi i capi non scarica i disturbi captati e, in alcune condizioni, può comportarsi da antenna peggiorando le prestazioni rispetto a un normale UTP.
La lunghezza incide sulla velocità anche entro i 100 metri?
Per il CAT6 in parte sì: i dieci gigabit sono garantiti solo su una tratta ridotta, indicativamente fra 37 e 55 metri secondo le condizioni di posa, mentre oltre quella distanza e fino ai 100 metri il cavo continua a garantire un gigabit senza problemi. Per il gigabit, quindi, la lunghezza entro lo standard non è un problema.
Che differenza c'è fra cavo a trefoli e cavo solido?
Il cavo a trefoli ha conduttori formati da più fili sottili ed è flessibile: è la costruzione dei cavetti che si spostano ogni giorno. Il cavo solido ha un unico filo per conduttore, trasmette meglio sulle distanze lunghe ed è la costruzione per la posa fissa dentro i muri. Scambiarli funziona all'inizio e si paga dopo, con rotture interne o attenuazione eccessiva.
Serve un cavo speciale per il PoE?
Non una categoria a parte, ma la qualità conta più del solito: nel cavo passa corrente oltre ai dati, quindi il conduttore deve essere in rame e la sezione adeguata. Nei fasci di cavi ravvicinati che alimentano più dispositivi conviene salire di categoria, perché la dissipazione del calore in una canalina piena è il vero limite pratico.
Un cavo CAT7 o CAT8 ha senso in un piccolo ufficio?
Quasi mai. Le categorie superiori sono pensate per collegamenti in sala server e per velocità che un ufficio non raggiunge, richiedono terminazioni specifiche per esprimere le loro prestazioni e sono più rigide da posare. Il denaro speso lì rende molto di più se investito in access point o in uno switch migliore.
Come faccio a sapere che categoria è il cavo già posato nei muri?
È stampata sulla guaina, in genere ripetuta ogni metro insieme alla marca e alla metratura progressiva. Se il cavo è murato e non se ne vede un tratto, la categoria si legge spesso sull'etichetta del patch panel o della presa a muro; in assenza di qualsiasi indicazione, l'unico modo per sapere che prestazioni offre è una misura strumentale con un certificatore.
In sintesi: sulla tratta che finisce nel muro si sceglie la categoria più alta che il budget permette, sui cavetti si sceglie il CAT6 nella lunghezza giusta, la schermatura si prende solo quando c'è un disturbo reale e la si termina come si deve. I cavi sono nella categoria cavi di rete Ethernet dello shop.
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