Cartelle e buste per l'archivio

Cartelle in cartone presspan o in plastica: quale materiale conviene

Cartelle in cartone presspan o in plastica: resistenza a umidità e piegature, grammature, riciclo e costi reali per scegliere il materiale giusto.

Pubblicato il aggiornato il 9 min di letturadi initpc

Cartelle in cartone presspan o in plastica: quale materiale conviene

Il presspan conviene quando la cartella viene riempita una volta e poi resta ferma: archivio interno, ambiente asciutto, grandi quantità. Il polipropilene conviene quando la stessa cartella viene aperta tutti i giorni, esce dall'ufficio o rischia di bagnarsi. La domanda da porsi prima di comprare non è quale materiale costa meno, ma quante volte questa cartella verrà aperta e spostata prima di essere archiviata: la risposta decide da sola.

Cos'è il presspan e perché costa meno del polipropilene

Il presspan (nei cataloghi si trova anche scritto «pressspan», dal tedesco Pressspan) è un cartone ottenuto pressando strati di fibra di cellulosa fino a ottenere un materiale rigido, spesso rivestito in superficie da una carta colorata liscia o goffrata e, nelle versioni «lucide», da una finitura satinata. Non è plastificato: è carta compressa.

Costa meno del polipropilene per due motivi. Il primo è la materia prima: la cellulosa costa meno di un polimero. Il secondo è la lavorazione: fustellare e cordonare un cartone è più semplice che stampare e saldare una lastra di plastica. Lo svantaggio è nella natura stessa della fibra: la cellulosa assorbe l'umidità dell'aria e si indebolisce nella piega ripetuta, mentre il polipropilene non assorbe acqua e torna elasticamente in forma.

Le sigle che compaiono in scheda: PP, PVC, g/m² e micron

  • PP è il polipropilene: opaco o traslucido, flessibile, resistente all'acqua, riciclabile, è il materiale della quasi totalità delle cartelle in plastica da ufficio.
  • PVC è il cloruro di polivinile: più rigido e lucido, usato soprattutto per copertine da rilegatura e portadocumenti di aspetto più formale; invecchiando tende a irrigidirsi.
  • g/m² (grammi per metro quadrato, la grammatura) misura il peso della carta o del cartoncino a parità di superficie: è l'indicatore di riferimento per cartoncini e presspan. Le cartelline leggere si aggirano intorno ai 200 g/m²; i divisori e i cartoni rigidi salgono molto più su.
  • micron (millesimi di millimetro) misura invece lo spessore dei materiali plastici: si usa per buste e cartelline in PP, dove la grammatura non ha significato.

Confrontare un cartoncino da 200 g/m² con una cartellina «da 130 micron» non ha senso: sono due grandezze diverse. Si confronta grammatura con grammatura e micron con micron.

Come si comportano i materiali all'umidità, alla piega e al peso

Materiale Umidità Piegatura ripetuta dei lembi Peso sopportato a scaffale Si scrive sopra a penna
Cartoncino bristol o manilla (~200 g/m²) si ondula e si deforma gli angoli si sfrangiano poco, si affloscia
Presspan (cartone pressato) si deforma in modo permanente se bagnato la piega presa non torna indietro molto, resta rigido
Polipropilene (PP) indifferente, si asciuga torna in forma, non si sfrangia medio, flette ma non cede no, serve l'etichetta
PVC rigido indifferente tende a crepare se molto piegato alto no
Cartoncino accoppiato a pellicola resiste in superficie, non sui bordi tagliati intermedio medio sì, se la finitura lo permette

Il presspan e il polipropilene non sono in concorrenza su tutto: il presspan è più rigido, il PP è più tenace. Per una cartella portaprogetti con dorso da 8 cm che deve stare in piedi su uno scaffale pieno, il presspan rigido è spesso la scelta migliore; per una cartella che entra e esce da una borsa ogni giorno, il PP dura molto di più.

Quando il cartone basta davvero e quando è un falso risparmio

Il presspan è la scelta corretta per:

  • documenti che entrano in cartella una volta e restano fermi fino all'archiviazione definitiva;
  • ambienti asciutti e riscaldati, senza rischio di versamenti;
  • grandi quantità, dove il risparmio per pezzo si moltiplica su centinaia di cartelle;
  • fascicoli su cui va scritto a mano, perché la superficie accetta penna e pennarello senza etichette;
  • contenitori che devono restare rigidi sotto il proprio peso, come le cartelle portaprogetti.

Diventa un falso risparmio quando la cartella viene aperta e richiusa più volte al giorno, quando viaggia in auto o in cantiere, quando l'ambiente è un magazzino, un seminterrato o un locale non riscaldato. In quei casi la sostituzione più frequente pareggia in poco tempo la differenza di prezzo iniziale.

Il caso d'uso cambia la risposta

  • Ufficio piccolo, archivio interno: presspan e cartoncino, comprati in confezioni multiple.
  • Studio professionale che porta i fascicoli dai clienti: PP per le pratiche che viaggiano, presspan per quelle che restano.
  • Scuola: cartoncino per il materiale degli studenti, PP per quello che passa di mano fra più persone.
  • Negozio e magazzino: PP sempre, perché l'umidità e la polvere sono la regola, non l'eccezione.
  • Chi lavora da casa: cartoncino, con l'unica accortezza di tenere le cartelle lontane da cucina e finestre.

Come si riconosce un presspan di qualità prima di comprarlo

Non tutti i presspan sono uguali a parità di prezzo apparente, e la scheda prodotto quasi mai dichiara la grammatura del cartone. Tre controlli si possono fare a mano, sul prodotto o sul campione:

  1. Prova di flessione: piegando leggermente un angolo, un presspan di qualità torna quasi del tutto alla forma iniziale; uno scadente conserva subito il segno.
  2. Bordo tagliato: guardando il taglio si vede se il cartone è compatto o se le fibre si separano già a vista. Un bordo sfibrato appena uscito dalla confezione peggiorerà in fretta.
  3. Rivestimento: la carta colorata esterna deve essere incollata fino al bordo. Dove si stacca, entra umidità e il cartone si apre a libro.

Quando la grammatura serve davvero — per esempio per capitolati o acquisti pubblici — va chiesta la scheda tecnica al fornitore: è un dato che il produttore possiede sempre, anche quando non compare in catalogo.

Ambiente e smaltimento: dove il cartone ha un vantaggio reale

Una cartella in cartoncino o in presspan pulita si conferisce nella raccolta della carta; una cartella in polipropilene va nella plastica. Il vantaggio del cartone non è solo teorico: nell'archivio, quando si elimina un fascicolo intero, cartella e documenti seguono lo stesso flusso di raccolta, mentre con il PP vanno separati.

Attenzione a due dettagli che rendono il cartone non riciclabile con la carta: gli elastici e gli eventuali rivetti o bottoni metallici vanno rimossi, e le cartelle con rivestimento plastico accoppiato non sono carta pura. Per chi deve documentare acquisti sostenibili, l'indicazione utile è la certificazione della filiera dichiarata in etichetta: il tema è trattato in materiali FSC e riciclati nell'archivio.

Quanto costano le cartelle per materiale

Tipo Prezzo più basso Prezzo tipico Fascia alta In stock Fascia
Cartellina in cartoncino 1,68 € 20,27 € 24,86 € 72 █████████···
Cartella in presspan 11,31 € 14,67 € 22,52 € 63 ██████······
Cartella in plastica (PP) 1,68 € 4,19 € 5,82 € 10 ██··········
Cartella portaprogetti 3,10 € 11,52 € 27,37 € 54 █████·······

Prezzi del catalogo initpc rilevati a settembre 2026, solo prodotti disponibili; i listini cambiano nel tempo.

Le fasce qui vanno lette con attenzione, perché mescolano pezzi singoli e confezioni multiple: molte cartelle in presspan e in cartoncino si vendono a pacchi da 5, 10 o 25, quindi il prezzo di riga non è il prezzo unitario. A parità di confezione, quello che fa salire il prezzo è il dorso (una portaprogetti con dorso da 8 cm costa più di una cartella piatta), la finitura (il presspan lucido costa più di quello opaco) e il formato oltre l'A4. Per un archivio interno la fascia bassa in cartoncino o presspan è la scelta giusta; la fascia alta si giustifica solo dove la cartella lavora tutti i giorni.

Il compromesso: cartoncino accoppiato e presspan lucido

Fra il cartone puro e la plastica esiste una via di mezzo diffusa in catalogo: il cartoncino accoppiato a una pellicola sottile, o il presspan con finitura lucida, che aggiunge una barriera superficiale contro l'umidità e le impronte senza il costo del PP integrale. È una soluzione sensata per chi vuole più durata del cartone semplice, a patto di sapere che la protezione riguarda la superficie e non i bordi tagliati, che restano fibra esposta: se la cartella si bagna dal bordo, l'acqua entra comunque.

Quando si decide di passare alla plastica, le famiglie disponibili e le loro chiusure sono in cartelle in plastica: con bottone, con elastico o trasparenti; per capire quale contenitore serve prima ancora del materiale, il ragionamento è in cartelle con elastico o classificatore e, per le chiusure, in cartelle a 3 lembi. Le cartelle in cartone dello shop, presspan compreso, sono nella categoria Cartelle in cartone.

Domande frequenti

Il presspan si può usare per documenti che devono restare in archivio per anni?

Sì, se l'ambiente è asciutto e la cartella non viene maneggiata. Il presspan resta rigido e regge il peso a scaffale meglio del cartoncino leggero. Per la conservazione di lungo periodo, però, il contenitore corretto resta la scatola archivio chiusa, che protegge anche dalla polvere e dalla luce.

La carta goffrata sul presspan serve solo a fare bello?

No: la goffratura aumenta leggermente la resistenza superficiale ai graffi e all'abrasione e nasconde meglio i segni dell'uso. La differenza è reale ma modesta, e non cambia il comportamento del cartone rispetto all'umidità, che dipende dalla fibra sottostante.

Le cartelle in presspan si riciclano più facilmente di quelle in plastica?

Sì, se sono pulite e prive di parti non cartacee: si conferiscono nella raccolta della carta, insieme ai documenti che contenevano. Prima vanno tolti elastici, rivetti e bottoni metallici, e vanno escluse le versioni accoppiate a pellicole plastiche.

Il colore del presspan cambia la sua resistenza?

No. Il colore è nel rivestimento esterno o nella pasta e non ha effetti meccanici. È utile solo come codice di classificazione, a condizione che a ogni colore corrisponda una regola scritta e nota a tutti in ufficio.

Conviene comprare presspan in grandi quantità per risparmiare?

Conviene solo se l'archivio consuma davvero quelle quantità e se il magazzino è asciutto. Il cartone immagazzinato a lungo in un locale umido si ondula prima ancora di essere usato, e il risparmio sulla confezione grande si perde in cartelle già deformate.

Quanti micron deve avere una cartella in plastica per durare?

Non esiste una soglia unica: per una cartellina che protegge pochi fogli bastano spessori bassi, mentre per una cartella che si apre ogni giorno serve un materiale sensibilmente più corposo. Il criterio pratico è confrontare due prodotti dello stesso tipo: fra due cartelline in PP, quella con più micron dichiarati è più rigida e dura di più.

PP o PVC: quale scegliere per una cartella da presentazione?

Il PVC ha un aspetto più lucido e formale ed è più rigido, quindi si presta alle copertine e ai portadocumenti da consegnare. Il PP è più tenace e più facile da riciclare, quindi è preferibile per tutto ciò che viene usato quotidianamente. Per un uso da riunione il criterio è l'aspetto; per un uso da archivio è la durata.

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Aggiornate il 9 set 2026

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