Smaltimento del toner esausto: normativa RAEE e dove portarlo
Il toner esaurito non va nell'indifferenziata: classificazione corretta, codici EER, obblighi per le partite IVA e canali di raccolta gratuiti dei produttori.

Una cartuccia toner vuota non è un RAEE: i RAEE sono i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, disciplinati in Italia dal D.Lgs. 49/2014, e in quella categoria rientra la stampante a fine vita, non il consumabile che ci sta dentro. La cartuccia esausta, tolta dalla macchina, è un rifiuto con un proprio codice dell'elenco europeo dei rifiuti, e per un'attività economica è un rifiuto speciale con obblighi di tracciabilità.
Detto questo, per chi deve semplicemente liberarsi di una cartuccia la via più semplice resta una sola: il canale di raccolta gratuito del produttore o del fornitore.
Perché il toner esausto non rientra nei RAEE
La distinzione è fra apparecchiatura e materiale di consumo. Stampanti, multifunzione e fotocopiatrici, quando arrivano a fine vita, sono apparecchiature e seguono la disciplina RAEE. Il toner è ciò che l'apparecchiatura consuma: l'unico caso in cui viaggia insieme al RAEE è quando resta dentro la macchina conferita a fine vita.
La conseguenza pratica è che il conferimento di una cartuccia esausta non segue le regole del ritiro «uno contro uno» previste per le apparecchiature, e che il centro di raccolta comunale può accettarla o meno a seconda di come è organizzato il servizio locale.
La classificazione corretta e i codici del rifiuto
Una cartuccia esaurita è classificata secondo il D.Lgs. 152/2006, il testo unico ambientale, che all'articolo 184 distingue rifiuti urbani e rifiuti speciali. Il codice dell'elenco europeo dei rifiuti appartiene al capitolo dedicato ai rifiuti della produzione e dell'uso di inchiostri per stampa.
| Codice | Natura del rifiuto | Canale di conferimento tipico |
|---|---|---|
| 08 03 18 | Toner per stampa esaurito, non pericoloso | Centro di raccolta comunale per i privati, gestore autorizzato per le attività |
| 08 03 17* | Toner per stampa esaurito contenente sostanze pericolose | Solo gestore autorizzato ai rifiuti pericolosi |
L'asterisco indica un rifiuto pericoloso. Nella pratica commerciale la grande maggioranza dei toner per ufficio rientra nel primo codice; l'informazione specifica del prodotto si trova nella scheda dati di sicurezza che il produttore mette a disposizione.
Dove lo porta un privato
Per un consumatore la strada più semplice è il centro di raccolta comunale, l'isola ecologica: molti accettano le cartucce insieme ai RAEE per comodità di gestione, anche se tecnicamente non lo sono. Poiché il servizio è organizzato a livello locale, vale la pena controllare l'elenco dei materiali accettati sul sito del gestore prima di caricare la macchina.
Le alternative sono due: i punti di raccolta presso i rivenditori che aderiscono ai programmi dei produttori, e la spedizione gratuita prevista da molti costruttori. In nessun caso la cartuccia va nell'indifferenziata o nella raccolta della plastica.
Che cosa deve fare un'attività con partita IVA
Per un negozio, uno studio o un ufficio la cartuccia esausta è un rifiuto speciale prodotto dall'attività, e la gestione segue regole precise.
Il deposito temporaneo prima del ritiro
Le cartucce possono essere accumulate presso la sede in deposito temporaneo, cioè nel luogo in cui sono prodotte, rispettando i limiti di quantità e di tempo previsti dal testo unico ambientale: il rifiuto va avviato a recupero o smaltimento con cadenza periodica, oppure al raggiungimento di determinate soglie volumetriche, e comunque almeno una volta l'anno. In pratica, per un ufficio che produce poche cartucce, significa poterle raccogliere in una scatola dedicata e organizzare un ritiro unico, non doverne gestire una alla volta.
La scatola va tenuta al chiuso, identificata, e le cartucce vanno lasciate integre: rompere un contenitore per fare spazio trasforma un problema semplice in una polvere da bonificare.
Registri, formulari e RENTRI
Il conferimento avviene tramite un trasportatore e un gestore autorizzati, con la documentazione di tracciabilità prevista per i rifiuti speciali: registro di carico e scarico e formulario di identificazione del rifiuto, secondo gli obblighi applicabili alla singola attività.
Il sistema di tracciabilità è oggi il RENTRI, il registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti istituito dal decreto ministeriale 4 aprile 2023, n. 59 del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, con iscrizione obbligatoria per i soggetti tenuti e scaglionata in finestre temporali successive. Chi produce rifiuti speciali deve quindi verificare se e da quando rientra fra i soggetti obbligati, informazione disponibile sul portale del registro e presso il proprio consulente ambientale.
I programmi di ritiro dei produttori
È il canale più semplice, per privati e per aziende, perché elimina la parte amministrativa: se ne occupa chi ritira. Quasi tutti i grandi marchi offrono una raccolta gratuita delle proprie cartucce esaurite, con modalità che variano:
- etichetta di reso prepagata inclusa nella confezione del consumabile nuovo;
- kit di raccolta da richiedere online, con scatola collettiva per più cartucce;
- ritiro presso la sede al superamento di una quantità minima, per le aziende;
- punti di conferimento presso rivenditori aderenti.
La condizione, in genere, è che si tratti di cartucce della stessa marca. È il motivo per cui conviene verificare la disponibilità del canale di raccolta prima di scegliere il fornitore, non quando la scatola è già piena.
Originale con kit di reso, compatibile senza: cosa cambia
- Toner originale: molti produttori includono nella scatola le istruzioni per il reso gratuito e talvolta l'etichetta prepagata. È anche il punto di partenza della filiera dei rigenerati, che nascono dal recupero dei gusci originali.
- Toner compatibile: la raccolta dipende dal singolo fornitore. Alcuni distributori offrono comunque il servizio, altri no: in quel caso restano il centro di raccolta comunale, per i privati, e il gestore autorizzato per le attività.
- Toner rigenerato: chi lo produce ha per definizione una filiera di raccolta, perché i gusci sono la sua materia prima. Un rigeneratore senza canale di ritiro è un segnale da valutare, come spiegato in toner originale, compatibile o rigenerato.
Che fine fa una cartuccia raccolta
Una cartuccia conferita nei canali corretti segue una di due strade. Se è in buone condizioni e il modello è richiesto, viene rigenerata: smontata, pulita, con tamburo, lama e rullo sostituiti, ricaricata con toner nuovo e dotata di chip nuovo. Se non è rigenerabile, viene avviata al recupero dei materiali: le plastiche vengono separate e macinate, le parti metalliche recuperate, il toner residuo trattato.
È la ragione per cui restituire i vuoti non è un gesto simbolico: alimenta la stessa filiera da cui provengono i rigenerati, e quindi incide sul prezzo e sulla disponibilità di quei prodotti.
E la stampante a fine vita? Lì si parla davvero di RAEE
Quando è la macchina a essere dismessa, si entra nella disciplina del D.Lgs. 49/2014: la stampante è un'apparecchiatura elettrica ed elettronica e va conferita nei canali RAEE, che per i privati comprendono il centro di raccolta comunale e il ritiro da parte del rivenditore all'acquisto di un'apparecchiatura equivalente.
Due accortezze prima di consegnarla: rimuovere le cartucce, che seguono il loro percorso, e ricordare che i modelli di rete conservano memoria di lavori e rubriche, quindi conviene ripristinare le impostazioni di fabbrica prima della dismissione.
Errori comuni di conferimento
- Buttare la cartuccia nella raccolta della plastica: il guscio è plastica, ma contiene residui di polvere e parti meccaniche.
- Buttarla nell'indifferenziata: non è consentito e, per un'attività, è una gestione non conforme.
- Aprire o svuotare le cartucce per ridurne il volume: si disperde polvere fine che poi va bonificata.
- Accumularle per anni in un angolo del magazzino: il deposito temporaneo ha limiti di tempo e quantità.
- Mischiare cartucce di marche diverse in un kit di reso che accetta solo il proprio marchio: la spedizione può essere respinta.
- Non conservare la documentazione del ritiro, quando l'attività è tenuta a dimostrare la corretta gestione.
Quanto costa scegliere la filiera del recupero
| Tipo | Prezzo più basso | Prezzo tipico | Fascia alta | In stock | Fascia |
|---|---|---|---|---|---|
| Toner rigenerato | 20,54 € | 71,96 € | 77,67 € | 16 | █··········· |
| Toner Everyday (rigenerati e compatibili) | 20,24 € | 59,67 € | 82,04 € | 19 | ███········· |
| Toner compatibile | 13,41 € | 35,90 € | 50,73 € | 81 | ██·········· |
| Toner originale | 11,01 € | 167,55 € | 269,24 € | 95 | ██████████·· |
Prezzi del catalogo initpc rilevati a settembre 2026, solo prodotti disponibili; i listini cambiano nel tempo.
Il rigenerato si colloca fra il compatibile e l'originale, e la ragione è industriale: la raccolta, lo smontaggio, la sostituzione delle parti usurate e il collaudo hanno un costo che un prodotto nuovo di fascia economica non sostiene. Chi sceglie questa filiera compra due cose insieme: un consumabile e la certezza che esista un canale di ritorno per il vuoto. Per un'attività che deve comunque gestire il conferimento, avere fornitore e canale di raccolta coincidenti è anche una semplificazione amministrativa. Il catalogo è nella categoria Toner dello shop; per capire quanto dura una cartuccia prima di arrivare a questo punto c'è resa dichiarata del toner, e per conservare bene le scorte come si conserva un toner.
Domande frequenti
Posso buttare il toner esausto nella raccolta della plastica?
No. Anche se il guscio è in plastica, la cartuccia contiene residui di polvere e componenti meccanici — rulli, molle, ingranaggi, chip — che la rendono un rifiuto a sé, non assimilabile agli imballaggi domestici. Va conferita nei canali descritti sopra.
Il toner esausto è un rifiuto pericoloso?
Nella maggior parte dei casi no: rientra nel codice 08 03 18, non pericoloso. Diventa pericoloso, con il codice 08 03 17 asteriscato, solo se contiene sostanze che superano le soglie di classificazione previste dalla normativa: l'informazione è nella scheda dati di sicurezza del prodotto.
Devo conservare una prova dello smaltimento se ho un'attività?
Sì. Chi produce rifiuti speciali nell'ambito di un'attività economica deve poter dimostrare la corretta gestione, attraverso la documentazione di tracciabilità prevista per la propria posizione, oggi nel quadro del registro elettronico nazionale. È una delle ragioni per cui affidarsi a un gestore autorizzato è anche la via più semplice.
I toner rigenerati vengono davvero dalle cartucce raccolte?
Sì: il rigeneratore smonta il guscio originale usato, sostituisce le parti soggette a usura e lo ricarica con polvere nuova. È il motivo per cui restituire i vuoti ai canali di raccolta alimenta direttamente questa filiera e, indirettamente, la disponibilità di rigenerati per il proprio modello di stampante.
Che cosa rischia un'attività che smaltisce il toner in modo scorretto?
La gestione non conforme dei rifiuti speciali è sanzionata dalla normativa ambientale, con conseguenze che variano in base alla condotta e alle quantità. Al di là dell'aspetto sanzionatorio, per molte aziende conta anche la richiesta di conformità che arriva da clienti e committenti in sede di qualifica dei fornitori.
Le cartucce a getto d'inchiostro seguono le stesse regole?
Sì, con la differenza che il residuo è inchiostro invece che polvere. Anche per loro esistono canali di raccolta dei produttori, e anche per loro il conferimento nell'indifferenziata non è consentito. Le differenze fra le due famiglie di consumabili sono in cartucce ink jet: originali, compatibili, ricaricabili.
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