Etichettatrici e lettori di codici

Nastri per etichettatrici: larghezze, colori e compatibilità

Nastri per etichettatrici: larghezze Brother TZe e Dymo D1, come leggere il codice, compatibile o originale, colori, laminati e resistenti, prezzi reali.

Pubblicato il aggiornato il 12 min di letturadi initpc

Nastri per etichettatrici: larghezze, colori e compatibilità

Il nastro giusto per un'etichettatrice è quello della famiglia di cartuccia che l'apparecchio accetta (Brother TZe, Dymo D1, Dymo LetraTag o altre), nella larghezza che il vano ammette e nel colore e materiale adatti alla superficie: per faldoni e scaffali d'ufficio bastano 12 mm nero su bianco, per cavi e oggetti piccoli 6-9 mm, per segnaletica e scatole 18-24 mm; un nastro compatibile costa meno e va bene se dichiara il codice esatto del modello, un originale è la scelta sicura per esterno, magazzino e apparecchi che leggono il chip della cartuccia. Questa guida spiega come leggere il codice di un nastro, quali larghezze e materiali esistono, quando conviene il compatibile e quanto costa; la scelta dell'apparecchio è nella guida etichettatrice manuale o elettronica: quale scegliere per l'ufficio.

Quali famiglie di nastri esistono e perché non sono intercambiabili?

Ogni produttore ha uno o più sistemi di cartuccia, con forma, perni e larghezze proprie. Un nastro di una famiglia non entra nel vano di un'altra, anche a parità di larghezza.

Famiglia Apparecchi Larghezze disponibili Lunghezza tipica Struttura del nastro
Brother TZe etichettatrici P-touch da ufficio e industriali 3,5, 6, 9, 12, 18, 24, 36 mm (36 mm solo sui modelli grandi) 8 m laminato: stampa protetta da una pellicola trasparente
Brother TZe-N P-touch 3,5-36 mm 8 m non laminato, più economico, meno resistente
Dymo D1 LabelManager e LabelWriter Duo 6, 9, 12, 19, 24 mm 7 m poliestere con stampa protetta
Dymo LetraTag LetraTag (uso domestico e ufficio leggero) 12 mm 4 m carta, plastica, metallizzato, stirabile per tessuti
Dymo Rhino etichettatrici industriali Rhino 6-24 mm secondo il materiale vinile, nylon flessibile, poliestere per cavi e quadri
Nastri a rilievo (Dymo Omega, Motex e simili) etichettatrici manuali a pressione 9 mm secondo il rotolo plastica goffrata, nessuna stampa termica

Il produttore del nastro conta meno della famiglia: un nastro compatibile «per Brother TZe» funziona sulla P-touch, un nastro D1 funziona sul LabelManager. Il modello esatto dell'etichettatrice, stampato sotto l'apparecchio, dice sia la famiglia sia le larghezze massime.

Come si legge il codice di un nastro?

Brother TZe: colore e larghezza in tre cifre

Il codice TZe-abc è formato da una cifra per la combinazione di colori e due per la larghezza, e si legge così:

Prima cifra Colori (testo su fondo)
1 nero su trasparente
2 nero su bianco
3 bianco su nero (o colore su bianco nelle varianti 33x/35x)
4 nero su rosso
5 nero su blu
6 nero su giallo
7 nero su verde
Ultime due cifre Larghezza
11 6 mm
21 9 mm
31 12 mm
41 18 mm
51 24 mm
61 36 mm

Esempi: TZe-231 è nero su bianco da 12 mm, TZe-641 nero su giallo da 18 mm, TZe-233 blu su bianco da 12 mm (la terza cifra diversa da 1 indica un colore di testo diverso dal nero). I suffissi indicano varianti di materiale: TZe-S adesivo forte, TZe-FX flessibile per cavi, TZe-SE di sicurezza (si rompe se rimossa), TZe-N non laminato, TZe-M opaco.

Dymo D1: un codice per ogni larghezza

I nastri D1 nero su bianco hanno un codice per larghezza: 43613 (6 mm), 40913 (9 mm), 45013 (12 mm), 45803 (19 mm), 53713 (24 mm), tutti da 7 m; i colori diversi hanno codici propri, riportati sulla confezione. Le confezioni multiple hanno un codice a parte (per esempio la confezione da 10 nastri da 9 mm nero su bianco), quindi conviene riordinare partendo dal codice del singolo nastro esaurito.

Quale larghezza serve per ogni uso?

Larghezza Righe di testo leggibili Usi tipici
3,5-6 mm 1 riga piccola cavi sottili, connettori, chiavi, contenitori minuti
9 mm 1 riga cavi di rete, cassetti, piccoli contenitori, campioni
12 mm 1-2 righe la larghezza da ufficio: dorsi di faldoni, scaffali, cartelle, targhette
18-19 mm 2-3 righe scatole d'archivio, contenitori grandi, etichette leggibili a distanza
24 mm 3-4 righe o testo grande segnaletica interna, pannelli, quadri elettrici, magazzino
36 mm testo grande e codici a barre cartelli, scaffalature industriali (solo su etichettatrici grandi)

Il criterio: la larghezza dell'etichetta deve stare sulla superficie e il testo deve restare leggibile alla distanza a cui lo si legge. Sul dorso di un faldone da 8 cm entrano 24 mm, ma 12 mm con carattere grande si leggono uguale e costano meno; su un cavo da 5 mm serve un nastro flessibile da 9-12 mm avvolto a bandiera, non uno stretto che si stacca. L'organizzazione di 50 faldoni o di 10 cavi di rete, con l'etichettatrice adatta, è in etichettatrice manuale o elettronica.

Nastro originale o compatibile: cosa cambia davvero?

Un nastro compatibile è prodotto da terzi per la stessa cartuccia. La differenza si vede in tre punti:

  • Riconoscimento: alcune etichettatrici leggono un contatto o un chip sulla cartuccia; un compatibile che non lo replica dà «nastro non riconosciuto» anche se entra nel vano.
  • Adesivo e laminazione: i compatibili economici hanno adesivo meno tenace e laminazione più sottile; in ufficio non si nota, in magazzino, all'esterno o su superfici ruvide sì.
  • Costanza di stampa: nitidezza e contrasto variano da fornitore a fornitore; un compatibile di buona marca (per esempio le linee Q-Connect compatibili con Dymo) è difficile da distinguere dall'originale.

La regola pratica: compatibile per etichette interne su superfici lisce (faldoni, cartelle, cassetti, scaffali metallici puliti), purché dichiari il codice esatto (TZe-231, 45013, ecc.) e non solo «per Brother» o «per Dymo»; originale per esterno, magazzino, cavi, quadri elettrici, laboratori e per gli apparecchi che rifiutano i compatibili. Una confezione singola di prova prima di quella multipla evita di restare con dieci nastri inutilizzabili.

Colori e materiali: quando servono i nastri speciali?

Il nero su bianco copre l'ufficio. I colori servono a distinguere categorie a colpo d'occhio (archivio corrente e storico, reparti, priorità) e la segnaletica (nero su giallo per avvisi, bianco su nero o su trasparente per apparecchi scuri). I materiali speciali rispondono a condizioni d'uso precise:

Nastro Caratteristica Quando serve
Laminato standard (TZe, D1) stampa protetta da pellicola; resiste ad acqua, sfregamento, luce uso quotidiano in ufficio e negozio
Non laminato (TZe-N) più economico, stampa esposta etichette temporanee interne
Adesivo forte (TZe-S) tiene su superfici ruvide, verniciate a polvere, plastica testurizzata magazzino, scaffali industriali, contenitori in plastica
Flessibile (TZe-FX, Rhino nylon) si avvolge senza staccarsi cavi, tubi, superfici curve
Di sicurezza (TZe-SE) si frantuma se rimosso sigilli, controllo delle manomissioni
Trasparente testo sul colore della superficie apparecchi, vetrine, targhette discrete
Carta e stirabile (LetraTag) economico; per tessuti casa, scuola, etichette su abbigliamento
Termorestringente (Brother HSe) guaina che si restringe sul cavo quadri elettrici, cablaggi strutturati

Se l'etichetta deve resistere a strappo, umidità e detergenti per anni, i criteri e le alternative (anche fuori dalle etichettatrici) sono in etichette resistenti a strappo e umidità: quando servono.

Come si verifica la compatibilità prima di comprare una confezione multipla?

  1. Leggere il modello esatto sull'etichetta sotto l'apparecchio (per esempio PT-D210, LabelManager 160, LetraTag 100H): la marca non basta, perché la stessa marca ha più famiglie di cartucce.
  2. Controllare le larghezze ammesse nel manuale: molti modelli compatti fermano a 12 mm, quelli da ufficio a 18 o 24, quelli industriali a 36.
  3. Annotare il codice del nastro esaurito (TZe-231, 45013, ecc.) e riordinare quello: è più affidabile del nome commerciale.
  4. Per i compatibili, cercare il codice esatto nella dichiarazione di compatibilità, non un generico «per Brother P-touch».
  5. Provare una confezione singola e stampare un'etichetta di prova su una superficie reale: adesione dopo 24 ore, nitidezza, taglio pulito.
  6. Scegliere il tipo di adesivo: permanente per faldoni e scaffali, removibile per contenitori che cambiano contenuto.

Come si conserva un nastro di scorta?

Un nastro conservato male perde adesivo prima di essere usato. Le confezioni restano sigillate, lontano da termosifoni, davanzali al sole e umidità (un cassetto interno va bene); le cartucce aperte restano nell'apparecchio o nella loro scatola. L'adesivo acrilico dei nastri laminati tollera bene gli anni in un cassetto, mentre carta e nastri economici non laminati ingialliscono. Se la scorta supera l'uso di un anno, conviene ridurla: i codici restano in produzione a lungo e un riordino non è un problema.

Quanto costano i nastri per etichettatrici?

Tipo Prezzo più basso Prezzo tipico Fascia alta In stock Fascia
Nastro Brother TZe 11,26 € 24,19 € 29,82 € 94 █···········
Nastro Dymo D1 5,51 € 20,10 € 24,68 € 29 █···········
Nastro Dymo LetraTag 6,80 € 12,71 € 39,78 € 22 █···········
Etichettatrice elettronica 8,56 € 51,41 € 202,57 € 82 ███·········

Prezzi del catalogo initpc rilevati a settembre 2026, solo prodotti disponibili; i listini cambiano nel tempo.

Il prezzo del nastro sale con la larghezza, con il tipo (laminato, adesivo forte, flessibile, di sicurezza) e con l'originalità; le confezioni multiple abbassano il costo al metro. Il costo reale si calcola al metro e all'etichetta: un nastro da 8 m da 12 mm dà molte decine di etichette da faldone, e la differenza fra originale e compatibile per etichetta è di pochi centesimi. Conviene il compatibile per le etichette interne in volume; conviene l'originale dove rifare un'etichetta costa più del nastro (magazzino, esterno, cavi).

Errori da evitare

  • Comprare «un nastro Brother» senza il codice TZe: la marca non identifica la famiglia né la larghezza.
  • Larghezza oltre il massimo dell'apparecchio: 18 mm in un vano da 12 non entrano.
  • Compatibile su etichettatrice con chip: «nastro non riconosciuto» anche se le misure sono giuste.
  • Nastro standard su cavi: si stacca in pochi giorni; serve il flessibile.
  • Confezione da 10 senza prova: dieci nastri inutilizzabili se il modello è diverso.
  • Adesivo permanente su contenitori che cambiano contenuto: residui e rimozione difficile.
  • Scorta al sole o sul termosifone: adesivo compromesso prima dell'uso.

Glossario

  • Cartuccia (cassetta): il contenitore del nastro con perni e guide proprie di ogni famiglia.
  • TZe: famiglia di nastri laminati Brother per le etichettatrici P-touch.
  • D1: famiglia di nastri Dymo per LabelManager; LetraTag e Rhino sono le altre famiglie Dymo.
  • Laminato: nastro con la stampa protetta da una pellicola trasparente.
  • Stampa a trasferimento termico: la testina scalda un film di inchiostro che si trasferisce sul nastro; è il sistema delle etichettatrici elettroniche.
  • Etichetta a bandiera: etichetta ripiegata su se stessa attorno a un cavo, con il testo che sporge.
  • Adesivo permanente / removibile: tiene per anni / si stacca senza residui.
  • Termorestringente: guaina che si restringe con il calore attorno al cavo.

Domande frequenti

Un nastro da 12 mm si può usare su un'etichettatrice pensata per il 9 mm?

No: il vano e il meccanismo di taglio sono dimensionati per la larghezza massima dichiarata dal modello; un nastro più largo non entra o non si aggancia ai perni. Un nastro più stretto del massimo, invece, va bene sulla quasi totalità degli apparecchi.

I nastri compatibili danneggiano la testina dell'etichettatrice?

No, di norma: la testina termica non tocca l'adesivo ma il film di inchiostro, e un compatibile di qualità non la consuma più dell'originale. Un nastro di qualità molto bassa può lasciare residui sulla testina: si pulisce con un bastoncino e alcol isopropilico.

Perché l'etichettatrice dice «nastro non riconosciuto» con un compatibile?

Dipende dall'apparecchio: alcuni modelli leggono un contatto o un chip sulla cartuccia; se il compatibile non lo replica in modo corretto la macchina lo rifiuta anche se le misure sono esatte. In quel caso serve l'originale o un compatibile che dichiari la compatibilità con quel modello specifico.

Come si riconosce un nastro per esterno o per magazzino?

Dalla confezione, che indica «adesivo forte», «resistente» o il suffisso della famiglia (per esempio TZe-S); alla vista è uguale a uno standard. In dubbio, la prova è una etichetta lasciata 24 ore su una superficie ruvida.

Conviene comprare nastri di più colori se in ufficio si etichetta solo in nero su bianco?

No, all'inizio: si parte dal nero su bianco nella larghezza più usata (12 mm) e si aggiungono colori quando serve distinguere categorie o segnalare avvisi. I colori restano poi disponibili con lo stesso codice di larghezza.

Quante etichette si ottengono da un nastro?

Dipende dalla lunghezza di ogni etichetta e dal margine che l'apparecchio lascia a inizio stampa: da un nastro TZe da 8 m si ottengono molte decine di etichette da faldone da qualche centimetro; le funzioni «taglio a catena» o «margine ridotto» di molte etichettatrici riducono lo spreco fra un'etichetta e l'altra.

Il nastro LetraTag va nella LabelManager?

No: LetraTag e D1 sono due famiglie diverse di Dymo, con cassette di forma diversa; la LetraTag usa solo nastri da 12 mm × 4 m della propria famiglia, la LabelManager i D1 da 6 a 24 mm.

Per la scelta concreta, i nastri Brother TZe, Dymo D1 e LetraTag originali e compatibili e le etichettatrici sono nella categoria etichettatori dello shop.

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