Marcatori ed evidenziatori speciali
Marcatori permanenti, per lavagna e indelebili: quale usare su cosa
Marcatore permanente, per lavagna cancellabile o a vernice: base dell'inchiostro, punta, superficie e come si toglie. La tabella per non sbagliare.

Il permanente ha inchiostro a base di alcol e si attacca a quasi tutto; il marcatore per lavagna bianca ha lo stesso solvente più un olio siliconico distaccante che gli impedisce di aderire, e si toglie a secco; il marcatore a vernice deposita uno strato coprente che scrive anche su superfici scure, unte o ruvide e praticamente non si rimuove. Tre famiglie che si assomigliano nel fusto e fanno cose opposte: sbagliare famiglia significa o non vedere niente, o non riuscire più a togliere il segno.
A queste tre si affiancano tre inchiostri speciali — il gesso liquido a base d'acqua per vetrine e ardesia, il pigmento fissabile a caldo per i tessuti, l'inchiostro a bassa aggressività per i dischi ottici — che risolvono i casi in cui le prime tre danno problemi. Questa guida mette in fila tutte e sei, con le superfici su cui funzionano, il solvente che le rimuove e i difetti tipici.
Quale marcatore usare su quale superficie: la tabella
| Famiglia | Base dell'inchiostro | Scrive bene su | Come si toglie | Odore |
|---|---|---|---|---|
| Permanente | alcol | carta, cartone, plastica, vetro, metallo, legno | alcol isopropilico o etilico; sulla carta non si toglie | marcato |
| Per lavagna bianca | alcol con olio siliconico distaccante | superfici non porose: melamina, acciaio smaltato, vetro | cancellino a secco o panno; alcol per gli aloni | lieve |
| A vernice (paint) | solvente con pigmento coprente | superfici scure, sporche, unte, ruvide, gomma | praticamente non si toglie; solventi aggressivi | molto marcato |
| A gesso liquido | acqua con pigmento coprente | vetro, vetrine, specchi, ardesia e superfici non porose | panno umido | nullo o quasi |
| Per tessuti | pigmento a base d'acqua, fissabile a caldo | cotone, tela, poliestere | resiste al lavaggio dopo il fissaggio | lieve |
| Speciale per CD e DVD | alcol a bassa aggressività | superficie serigrafata dei dischi | non si toglie | lieve |
Il caso che manda in confusione più spesso è il vetro, perché ci scrivono bene tutte e tre le famiglie principali. La differenza sta solo in come si toglie il segno: il permanente va via con l'alcol, il marcatore per lavagna con un panno asciutto, il gesso liquido con un panno bagnato. Su una vetrina di negozio, quindi, si usa il gesso liquido; su un vetro che fa da lavagna, il marcatore per lavagna; su un barattolo da etichettare per sempre, il permanente.
Perché «permanente» e «indelebile» non sono sinonimi
I cataloghi li usano come equivalenti, ma descrivono due cose diverse. Il permanente classico è a base di alcol: resiste all'acqua e allo sfregamento, ma si scioglie con l'alcol e su una plastica liscia si può graffiare via con l'unghia. L'indelebile a vernice deposita uno strato di pigmento coprente che resta anche su superfici scure, unte o esposte all'aperto, e non si rimuove senza abradere il supporto.
La conseguenza pratica: su una cassetta di plastica del magazzino, un permanente scrive benissimo ma il segno si consuma con la movimentazione; un marcatore a vernice resta, ma se si sbaglia il codice non si torna indietro.
Quale punta scegliere: conica, a scalpello, fine o jumbo
La punta decide la larghezza del tratto e, indirettamente, quanto dura il marcatore: una punta più larga consuma più inchiostro per carattere.
| Tipo di punta | Tratto tipico | A che cosa serve |
|---|---|---|
| Extra fine in metallo | da 0,3 a 1 mm | etichettare cavi, provette, componenti, dischi |
| Conica (tonda) | da 1,5 a 3 mm | scrivere, numerare, siglare: il tratto è uguale in ogni direzione |
| A scalpello | da 2 a 5 mm, fino a 12 mm nei modelli grandi | di piatto la linea larga, di taglio quella sottile: cartelli e titoli |
| A scovolino o jumbo | oltre 10 mm | marcare pallet, scatoloni, legname |
| Doppia punta | fine da un lato, larga dall'altro | quando lo stesso marcatore deve fare due lavori |
Nei modelli professionali la punta si sostituisce: si sfila con una pinzetta e si sostituisce con una di ricambio, spesso di forma diversa da quella originale. È la ragione principale per cui un marcatore di fascia alta costa di più e dura anni.
Il cappuccio ventilato e la norma ISO 11540
Sui marcatori destinati anche a un uso scolastico compare spesso l'indicazione «cappuccio ventilato conforme ISO 11540». La norma si intitola «Caps for writing and marking instruments intended for use by children up to 14 years of age — Safety requirements» e riguarda i cappucci degli strumenti di scrittura destinati a bambini fino a 14 anni: il foro passante serve a garantire un passaggio d'aria nel caso in cui il cappuccio venga ingerito accidentalmente. È una caratteristica di sicurezza, non un difetto di tenuta, e non fa seccare il marcatore più in fretta.
Il marcatore per lavagna: perché smette di cancellarsi
Un marcatore per lavagna bianca non è «meno permanente»: contiene un olio siliconico che si deposita sotto il pigmento e gli impedisce di aderire alla superficie. Quando il tratto non si cancella più, le cause sono tre, in ordine di frequenza.
- La scritta è rimasta troppo a lungo. Dopo giorni o settimane il distaccante evapora e il pigmento aderisce. Rimedio: ripassare la scritta vecchia con lo stesso marcatore e cancellare subito, mentre è ancora umida.
- La lavagna è opacizzata. Le superfici in melamina economica si micro-graffiano con l'uso e trattengono il pigmento nelle rigature. Rimedio: detergente specifico; se non basta, la lavagna è a fine vita. Le differenze fra melamina, acciaio smaltato e vetro sono nella guida alle lavagne per l'ufficio.
- È stato usato un permanente per errore. Rimedio classico e funzionante: ripassare sopra con un marcatore per lavagna e cancellare mentre è ancora umido, perché il solvente del secondo scioglie il primo.
Il cancellino va tenuto pulito: un feltro saturo di pigmento ridistribuisce il colore invece di toglierlo, ed è la causa più comune dell'effetto «lavagna sempre grigia». Alcuni modelli a inchiostro liquido hanno un pulsante che fa rifluire l'inchiostro verso la punta quando si secca e dichiarano una lunghezza di scrittura di circa tre volte quella di un marcatore standard.
Quale marcatore serve sulle superfici difficili
- Plastica liscia (polipropilene, polietilene) di contenitori e cassette: permanente ad alcol, ma il segno si può graffiare via con l'unghia. Per una marcatura definitiva serve il marcatore a vernice.
- Metallo verniciato o zincato: permanente a punta conica; a vernice se il pezzo resterà all'esterno.
- Cartone e imballi: permanente a punta larga o a scalpello. Su cartone riciclato molto poroso conviene la punta jumbo, perché il tratto si allarga nelle fibre.
- CD, DVD e supporti ottici: solo marcatori dichiarati per dischi. I solventi dei permanenti generici, con il tempo, possono intaccare la lacca sul lato serigrafato.
- Vetro e specchi: gesso liquido se la scritta va cambiata, permanente se è definitiva.
- Legno grezzo: permanente, prevedendo una punta più fine di quella che si userebbe su plastica, perché il tratto si allarga seguendo le fibre.
- Superfici unte, polverose o arrugginite: solo marcatore a vernice, l'unico che scrive sopra un velo di sporco.
- Tessuti: solo marcatore dedicato, con inchiostro pigmentato fissabile; le versioni da lavare in lavatrice dichiarano la temperatura massima di lavaggio, che sui modelli comuni arriva a 60 gradi dopo il fissaggio.
Per i tre casi più difficili — dischi ottici, vetro da riscrivere e stoffa — il confronto dedicato è nella guida ai marcatori per CD, vetro e tessuti.
Come si conserva e si recupera un marcatore secco
I marcatori a punta larga di fascia professionale sono quasi tutti ricaricabili: si versa l'inchiostro dal flacone di ricarica nel serbatoio, oppure si sostituisce la punta consumata. È l'unica famiglia in cui il ricambio ha un senso economico reale, perché un flacone ricarica il fusto molte volte; i modelli con fusto in alluminio e apertura a scatto nascono proprio per durare anni.
Per la conservazione valgono tre regole:
- Cappuccio chiuso a fondo, fino allo scatto: è l'unica cosa che fa davvero la differenza sulla vita di un marcatore.
- Conservazione in orizzontale: con la punta in su l'inchiostro scende e il tratto si interrompe, con la punta in giù la punta si satura e sbava.
- Marcatori a vernice agitati prima dell'uso e «innescati» premendo la punta su un foglio finché il colore non arriva: il pigmento si deposita naturalmente sul fondo.
Se un marcatore ad alcol non scrive più ma il serbatoio non è vuoto, quasi sempre è la punta a essersi essiccata in superficie: si immerge per pochi secondi in alcol isopropilico e si richiude il cappuccio per qualche minuto. Se la punta è schiacciata o sfilacciata, nei modelli professionali si sostituisce.
Quanto costano i marcatori nel catalogo initpc
Le fasce sotto sono rilevate sul catalogo initpc tenendo solo i prodotti disponibili. Molte righe sono confezioni multiple — astucci da 4, 5 o 10 colori, scatole da 12 pezzi — quindi il prezzo che si legge non è quello del singolo pennarello.
| Tipo | Prezzo più basso | Prezzo tipico | Fascia alta | In stock | Fascia |
|---|---|---|---|---|---|
| Marcatore permanente | 1,60 € | 8,72 € | 18,56 € | 80 | ██·········· |
| Marcatore per lavagna bianca | 12,69 € | 61,54 € | 61,54 € | 3 | ████████████ |
| Marcatore a vernice | 3,52 € | 39,08 € | 41,37 € | 16 | ████████···· |
| Marcatore a gesso liquido | 3,38 € | 7,97 € | 9,34 € | 43 | ██·········· |
| Marcatore per tessuto | 10,32 € | 14,39 € | 14,39 € | 2 | ███········· |
Prezzi del catalogo initpc rilevati a settembre 2026, solo prodotti disponibili; i listini cambiano nel tempo.
A far salire il prezzo sono, in ordine: il numero di pezzi nella confezione (è la voce che spiega quasi tutta la distanza fra fascia bassa e alta), la ricaricabilità con punta sostituibile e fusto in metallo, e la specializzazione dell'inchiostro — un pigmento per tessuti o una vernice coprente costano più di un inchiostro ad alcol generico. Per un uso occasionale la fascia bassa è più che sufficiente; il marcatore ricaricabile si ripaga solo dove viene usato ogni giorno. Il catalogo è nella categoria Marcatori, divisa fra permanenti e per lavagne cancellabili.
Errori da evitare con i marcatori
- Usare un permanente su una lavagna bianca: si risolve ripassando con il marcatore giusto, ma solo se lo si fa subito.
- Comprare un marcatore a vernice per etichettare provette o cavi: il tratto è troppo coprente e troppo largo, e non si corregge.
- Lasciare il cappuccio aperto sul tavolo: è la causa numero uno di marcatori buttati ancora pieni.
- Conservare i marcatori in verticale con la punta in su: il tratto comincia a interrompersi.
- Cancellare una lavagna con un feltro saturo: si ridistribuisce il pigmento invece di toglierlo.
- Scrivere sull'area dati di un CD con un permanente generico: i solventi possono intaccare la lacca protettiva.
- Usare il gesso liquido su una lavagna bianca da ufficio: funziona, ma si toglie molto peggio del marcatore dedicato.
Glossario dei termini che compaiono sulle confezioni
- Base alcolica: inchiostro in cui il solvente è alcol; asciuga in fretta e resiste all'acqua.
- Distaccante siliconico: l'olio che nei marcatori per lavagna impedisce al pigmento di aderire alla superficie.
- Marcatore a vernice (paint): pigmento coprente in un solvente, scrive su superfici scure e sporche.
- Punta a scalpello: punta obliqua che dà un tratto largo di piatto e sottile di taglio.
- Cappuccio ventilato: cappuccio con foro passante conforme alla ISO 11540, requisito di sicurezza sugli strumenti destinati anche ai bambini.
- Ricaricabile: marcatore il cui serbatoio si riempie con un flacone di inchiostro dedicato.
- Innesco (priming): l'operazione di premere la punta di un marcatore a vernice finché il colore non raggiunge la punta.
- Senza xilene e toluene: indicazione che compare sugli inchiostri permanenti formulati senza quei due solventi aromatici.
Domande frequenti
Come si toglie il marcatore permanente da una lavagna bianca?
Ripassando la scritta con un marcatore per lavagna e cancellando subito, prima che asciughi: il solvente del secondo scioglie il pigmento del primo. Se non basta, un panno con alcol isopropilico rimuove il residuo senza rovinare la melamina o l'acciaio smaltato. Su una lavagna già opacizzata dall'uso, il recupero è parziale.
Il marcatore permanente e quello indelebile sono la stessa cosa?
No, anche se i cataloghi li confondono. Il permanente classico è a base di alcol, resiste all'acqua ma si toglie con l'alcol e si graffia via dalle plastiche lisce. L'indelebile a vernice deposita uno strato coprente che resta anche su superfici scure, unte o all'aperto, e non si rimuove senza abradere la superficie.
Perché il marcatore non scrive più anche se è pieno?
Quasi sempre perché la punta si è essiccata in superficie per il cappuccio lasciato aperto. Con i modelli ad alcol si recupera immergendo la punta per pochi secondi in alcol isopropilico e richiudendo il cappuccio per qualche minuto. Se invece la punta è schiacciata o sfilacciata, sui modelli professionali si sostituisce con un ricambio.
Si può scrivere sui CD con un marcatore normale?
È sconsigliato sull'area dati. I marcatori generici contengono solventi che nel tempo possono attaccare la lacca protettiva sul lato stampato del disco. Per i supporti ottici esistono marcatori dedicati, con inchiostro meno aggressivo e punta fine che non incide la superficie; se si usa un generico, si scrive solo sull'anello centrale non stampato e senza premere.
Che differenza c'è fra un marcatore di fascia alta e uno economico?
Tre cose, in ordine: la possibilità di ricaricare il serbatoio e sostituire la punta, la qualità del fusto (alluminio contro plastica) e la formulazione dell'inchiostro, dove i modelli dichiarano esplicitamente resistenza all'acqua, resistenza alla luce e assenza di solventi come xilene e toluene. Su un uso occasionale la differenza non si ripaga; su un uso quotidiano sì.
A che cosa serve il foro nel cappuccio?
È un requisito di sicurezza della norma ISO 11540 sugli strumenti di scrittura destinati anche a bambini fino a 14 anni: il foro passante garantisce un passaggio d'aria se il cappuccio viene ingerito accidentalmente. Non compromette la tenuta dell'inchiostro, che è affidata alla guarnizione interna.
Quale marcatore resiste all'aperto per mesi?
Serve un inchiostro che dichiari sia la resistenza all'acqua sia quella alla luce, e nei casi più esposti un marcatore a vernice. La dicitura «permanente» da sola riguarda la resistenza alla cancellazione, non allo sbiadimento: il criterio completo, con i casi d'uso da esterno, è nella guida ai marcatori indelebili per etichette.
Per sottolineare un testo serve un marcatore?
No, serve un evidenziatore, che è una famiglia diversa: inchiostro trasparente pensato per lasciare leggibile il testo sotto, invece di coprirlo. Il confronto fra fluo, pastello, cancellabile e a secco è nella guida agli evidenziatori fluo, pastello e cancellabili; la panoramica per marca è nella guida agli evidenziatori per scuola e ufficio.
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