Server e NAS per PMI

La strategia di backup 3-2-1 spiegata per una piccola azienda

Strategia di backup 3-2-1 per una piccola azienda: tre configurazioni reali, la variante 3-2-1-1-0 contro il ransomware, frequenza e costi.

Pubblicato il aggiornato il 10 min di letturadi initpc

La strategia di backup 3-2-1 spiegata per una piccola azienda

La strategia di backup 3-2-1 chiede tre copie dei dati (l'originale più due backup), su due tipi di supporto diversi, con una copia fuori dalla sede. Per una piccola azienda si traduce in una configurazione concreta: i dati di lavoro sul server o sul NAS, un backup notturno su un secondo dispositivo in ufficio (NAS o disco esterno) e una copia in cloud o su un supporto portato altrove. La versione aggiornata della regola, 3-2-1-1-0, aggiunge una copia scollegata o immutabile contro il ransomware e zero errori nei test di ripristino. Questa guida mostra come applicarla a tre uffici reali, quanto spesso salvare, per quanto conservare e quanto costano i supporti.

Cosa dice la regola 3-2-1 e da dove viene

La regola 3-2-1 nasce nel 2005 nel mondo della fotografia digitale, formulata dal fotografo Peter Krogh per la gestione degli archivi di immagini, ed è diventata il riferimento minimo di ogni piano di protezione dei dati perché elimina i singoli punti di guasto: un dispositivo che si rompe, un tipo di supporto che fallisce, un evento che colpisce l'intera sede.

I tre numeri, uno per uno

  • 3 copie: l'originale in uso più due backup. Una sola copia di backup non basta, perché il momento in cui si scopre che è danneggiata coincide con quello in cui serve.
  • 2 supporti diversi: non due dischi uguali nello stesso NAS, ma tecnologie o dispositivi esposti a rischi diversi: server e NAS, NAS e disco esterno, disco e cloud, disco e nastro.
  • 1 copia fuori sede: in un altro edificio o in cloud, così che incendio, allagamento, furto o un guasto elettrico dell'intera sede non tocchino tutte le copie.

La variante 3-2-1-1-0

Dopo la diffusione del ransomware, che cifra anche i backup raggiungibili in rete, la regola è stata estesa: 1 copia offline o immutabile (un disco scollegato, un nastro nel cassetto, uno spazio cloud con blocco delle modifiche per un periodo definito) e 0 errori, cioè un test di ripristino che dimostri che le copie si leggono davvero. Per una piccola azienda il modo più semplice di avere la copia offline è un disco esterno scollegato dopo il backup e un secondo disco a rotazione settimanale.

Come si applica la strategia 3-2-1 in tre uffici reali

Copia Studio professionale, 3-8 persone Ufficio 10-20 postazioni con NAS Azienda con server, gestionale e produzione
1, originale PC e cartella condivisa su NAS a 2 baie NAS a 4 baie in RAID 5 Server con SSD in RAID, macchine virtuali
2, in sede, supporto diverso Disco esterno USB, scollegato dopo il backup, due dischi a rotazione Secondo NAS o disco esterno da 3,5 pollici, snapshot del NAS NAS di backup che riceve le immagini delle VM ogni notte, dischi esterni a rotazione
3, fuori sede Sincronizzazione cloud del NAS Backup cloud del NAS con versioning Cloud immutabile o nastro LTO conservato in altra sede
Copia offline / immutabile Il disco a rotazione Il disco a rotazione o lo snapshot immutabile Il nastro o il cloud con blocco
Frequenza Ogni notte Ogni notte, snapshot ogni ora Ogni notte, replica delle VM ogni poche ore

La configurazione di mezzo, con il NAS come centro, è descritta nella guida NAS in ufficio: backup centralizzato, quando conviene; la copia in cloud automatica in cloud ibrido: un NAS che sincronizza anche col cloud; il nastro per gli archivi grandi in backup su nastro LTO.

Perché il RAID non è una copia

Un NAS in RAID 1 o RAID 5 protegge dal guasto di un disco, non da cancellazioni, errori, virus o furto: ogni modifica ai dati viene replicata su tutti i dischi all'istante, errori compresi. Nel conteggio 3-2-1 il NAS in RAID vale una copia, quella originale. La guida NAS con RAID 0, 5 o 10 spiega cosa protegge ogni livello.

Sincronizzazione e backup non sono la stessa cosa

Una cartella sincronizzata in cloud (tipo Drive o OneDrive) replica anche la cancellazione e la cifratura di un ransomware entro pochi secondi; conta come copia fuori sede solo se il servizio conserva le versioni precedenti dei file per un periodo sufficiente e se questo viene verificato. Un backup vero è una copia a intervalli, con conservazione di più versioni.

Ogni quanto fare il backup e quante versioni tenere?

La frequenza si decide con l'RPO (Recovery Point Objective), cioè quante ore di lavoro si accetta di perdere: un backup notturno significa perdere fino a una giornata. Le versioni si decidono con il tempo entro cui ci si accorge di un problema: un file cancellato per errore può essere scoperto dopo settimane, un ransomware può restare silente per giorni prima di cifrare. Uno schema che regge per una PMI:

Tipo di copia Frequenza Versioni conservate
Snapshot del NAS o del server Ogni ora in orario di lavoro 24-48 snapshot
Backup notturno completo o incrementale Ogni notte 30 giorni
Backup settimanale su disco a rotazione Ogni settimana 4-8 settimane
Backup mensile conservato Ogni mese 12 mesi
Copia annuale di archivio Ogni anno Per la durata dell'obbligo di conservazione

Quanto vanno conservati i dati per legge

Le scritture contabili e la corrispondenza vanno conservate per dieci anni dall'ultima registrazione (art. 2220 del codice civile); le fatture elettroniche seguono la conservazione a norma secondo le Linee guida AgID sulla formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici. Il backup non sostituisce la conservazione a norma, che ha requisiti propri, ma la copia annuale di archivio deve durare almeno quanto l'obbligo: è il caso tipico del nastro LTO o di uno spazio cloud dedicato.

Come si testa un backup senza rischiare nulla

  1. Scegliere una cartella e un file recente, ripristinarli in una posizione diversa dall'originale e aprirli.
  2. Una volta a trimestre ripristinare una macchina virtuale o un'immagine del server su un dispositivo di prova (anche un PC o un NAS con macchine virtuali) e verificare che si avvii.
  3. Cronometrare: il tempo misurato è l'RTO reale, da confrontare con quello che l'azienda tollera, secondo la guida disaster recovery essenziale per una piccola azienda.
  4. Controllare i registri del software di backup ogni settimana: un lavoro «completato con avvisi» spesso ha saltato file aperti o cartelle senza permessi.
  5. Annotare data, esito e durata in un registro: è la prova che il piano esiste, utile anche verso clienti e assicurazioni.

Quale configurazione per quale realtà

Realtà Copia 2 in sede Copia 3 fuori sede Copia offline
Chi lavora da casa Disco esterno Cloud del PC Il disco, scollegato
Studio con NAS 2 baie Disco esterno USB sul NAS Sincronizzazione cloud con versioning Disco a rotazione
Ufficio 10-20 con NAS 4 baie Secondo NAS o disco 3,5 pollici Backup cloud del NAS Snapshot immutabile o disco a rotazione
Azienda con server e VM NAS di backup Cloud immutabile o nastro in altra sede Nastro LTO
Negozio Disco esterno sul PC di cassa Cloud Disco a rotazione
Ente pubblico NAS di backup Cloud qualificato o seconda sede Nastro o disco

Quanto costano i supporti per un backup 3-2-1

Le fasce vengono dal catalogo initpc; il prezzo dei NAS non include i dischi, e i valori più bassi delle righe NAS corrispondono ad accessori.

Tipo Prezzo più basso Prezzo tipico Fascia alta In stock Fascia
Hard disk esterno 68,80 € 283,80 € 480,77 € 32 ██··········
NAS Synology 44,89 € 985,45 € 1260,87 € 13 ████████····
NAS QNAP 293,68 € 994,58 € 1104,77 € 5 ████████····
Cartucce Ultrium (tutte le generazioni) 40,36 € 84,58 € 131,42 € 11 █···········
Categoria Gruppi di continuità (tutta) 39,97 € 527,19 € 1498,77 € 50 ████········

Prezzi del catalogo initpc rilevati a settembre 2026, solo prodotti disponibili; i listini cambiano nel tempo.

A far salire il costo sono la capacità e il numero di baie del NAS, i dischi per uso continuo e, nel cloud, il canone proporzionale ai gigabyte; la fascia bassa (due dischi esterni a rotazione più un cloud con versioning) copre uno studio o un negozio e rispetta la regola per intero. Il gruppo di continuità va nel conto perché un backup interrotto da un blackout è un backup corrotto. La scelta fra disco esterno e SSD esterno è nella guida hard disk esterni: quando preferirli a un SSD esterno per il backup.

Errori da evitare

  • Considerare il RAID o la sincronizzazione cloud come backup.
  • Lasciare il disco esterno sempre collegato: il ransomware lo cifra insieme al resto.
  • Tenere una sola versione: un file corrotto sovrascrive quello buono.
  • Non testare mai il ripristino.
  • Salvare solo i documenti e non la configurazione del server o del gestionale: il ripristino richiede giorni.
  • Portare fuori sede un disco non cifrato con dati personali: in caso di smarrimento è una violazione da gestire secondo il GDPR.

La scelta in pratica

Uno studio applica la regola con NAS, disco a rotazione e cloud con versioning; un ufficio da 10-20 postazioni con NAS a 4 baie, un secondo dispositivo di backup e il cloud; un'azienda con server aggiunge le immagini delle macchine virtuali e una copia immutabile o su nastro. In ogni caso la prova di ripristino trimestrale è ciò che trasforma le copie in un backup. Il confronto fra NAS e server, per scegliere il centro del sistema, è in differenza fra NAS e server vero, e il quadro generale in server per una piccola azienda: quando conviene rispetto al cloud. NAS e dischi di backup sono nella categoria Networking dello shop, i dischi esterni nella categoria Hard disk esterni.

Domande frequenti

La regola 3-2-1 richiede per forza un servizio cloud a pagamento?

No. La copia fuori sede può essere un disco o un nastro portato in un'altra sede o a casa del titolare, purché cifrato e aggiornato con regolarità; il cloud automatizza il trasporto e per questo è la scelta più comune, ma non è obbligatorio.

Due dischi esterni uguali sono «due supporti diversi»?

No, se stanno nello stesso posto: condividono gli stessi rischi ambientali e la stessa modalità di guasto. Due dischi a rotazione contano come copia 2 e copia offline; la copia 3 deve stare altrove o su un'altra tecnologia.

Il backup del NAS in cloud basta come copia fuori sede?

Sì, se è un backup con versioni e non una semplice sincronizzazione, e se il ripristino completo è stato provato almeno una volta: scaricare centinaia di gigabyte richiede tempo e va messo nel piano.

Ogni quanto va fatto il backup in una piccola azienda?

Dipende da quanto lavoro si può perdere: ogni notte è il minimo per chi produce documenti ogni giorno; chi usa un gestionale con ordini e magazzino aggiunge snapshot o repliche ogni ora in orario di lavoro.

Quanto vanno conservate le copie?

Dipende dal dato: 30 giorni di versioni quotidiane e 12 mesi di copie mensili coprono errori e ransomware; i documenti contabili vanno conservati dieci anni secondo l'art. 2220 del codice civile, con una copia annuale di archivio su nastro o cloud.

Il backup va cifrato?

Sì, sempre quando esce dalla sede o va in cloud: un disco perso con dati personali non cifrati è una violazione di dati da valutare secondo il GDPR (art. 33), un disco cifrato di norma no. I NAS e i software di backup cifrano con una chiave che va conservata fuori dal backup stesso.

Testare il ripristino fa parte della regola?

Sì, nella forma estesa 3-2-1-1-0: lo «0» indica zero errori nel test. Senza test la regola dice dove sono le copie, non se funzionano.

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457 recensioni verificate

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Aggiornate il 9 set 2026

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