Datari, numeratori e polinomi: quali timbri servono davvero in ufficio
Datario, numeratore e polinomio: a cosa serve ognuno, quante colonne servono, altezza dei caratteri, manuale o automatico e quale scegliere per il protocollo.

Il datario stampa la data e basta. Il numeratore stampa un numero che avanza da solo a ogni impronta, ed è quello che serve per una numerazione progressiva. Il polinomio è un timbro a righe componibili, in cui si combinano testo fisso, data ed eventualmente una numerazione: si compra quando serve mettere più informazioni con un solo gesto. Tre meccaniche simili, tre problemi diversi.
Comprarne uno per fare il lavoro dell'altro è l'errore più comune, e lo si scopre solo al primo protocollo del mattino. Questa guida mette in fila i criteri che contano davvero: altezza dei caratteri, numero di colonne, tipo di avanzamento, righe disponibili.
I tre timbri in una tabella, prima dei dettagli
| Timbro | Cosa stampa | Avanzamento | Quando si sceglie |
|---|---|---|---|
| Datario | Solo la data | Manuale o automatico | Data di arrivo, di lavorazione, di pagamento |
| Numeratore | Un numero progressivo | Manuale o automatico a ogni impronta | Protocollo, ricevute, buoni, pagine |
| Polinomio | Più righe componibili | Le rotelle delle singole righe | Combinare dicitura, data e numero in un'impronta |
| Datario con testo | Data più una dicitura fissa | Come il datario | «RICEVUTO IL», «PAGATO IL», «REGISTRATO» |
Datario: manuale o automatico, e quale altezza dei caratteri
Il datario è il più diffuso dei tre perché la data serve ovunque si debba certificare quando un documento è arrivato o è stato lavorato. Esiste in due varianti che cambiano il lavoro quotidiano:
- manuale: le bande di giorno, mese e anno si ruotano a mano, una per una, ogni volta che la data cambia. È la scelta economica per chi timbra poche volte al giorno;
- automatico (nei cataloghi anche «eco» o «professional»): una sola rotella o una levetta fa avanzare l'intera data. Fa risparmiare tempo a chi cambia data ogni mattina allo sportello o in accettazione.
In entrambi i casi la data non avanza da sola: il meccanismo non è un orologio. «Automatico» significa che si aggiorna con un gesto solo invece che con tre.
Le altezze standard dei caratteri della data
L'altezza dei caratteri è il dato che determina la leggibilità dell'impronta e compare sempre nella descrizione del prodotto. Le misure che si incontrano in ufficio sono 3 mm, 3,8 mm, 4 mm e 5 mm. I 4 mm sono lo standard dei datari da scrivania e restano leggibili anche su una fotocopia; i 3 mm si trovano sui modelli tascabili e sui datari inseriti dentro un polinomio; i 5 mm sui numeratori e sui datari da magazzino, dove l'impronta va letta a distanza di braccio.
Datario con testo fisso: il compromesso più utile
Fra il datario puro e il polinomio esiste una via di mezzo molto pratica: il datario con una dicitura fissa già incisa accanto alla data, tipo «REGISTRATO», «RICEVUTO IL», «PAGATO». Costa poco più di un datario semplice, non richiede composizione e risolve il caso più frequente in assoluto, cioè quello in cui la data da sola non dice perché è stata apposta.
Numeratore: quante colonne servono e come avanza
Il numeratore ha rotelle numeriche che avanzano di un'unità a ogni impronta. È quello che serve per la numerazione progressiva di un registro, di ricevute, di buoni, di pagine.
Le colonne determinano il numero massimo
Il numero di colonne (cioè di cifre) è la prima scelta da fare, perché determina il valore massimo rappresentabile prima che la numerazione torni a zero:
| Colonne | Numero massimo | Uso tipico |
|---|---|---|
| 4 colonne | 9.999 | Numerazioni brevi, buoni, biglietti di un evento |
| 6 colonne | 999.999 | Protocollo di un ufficio, ricevute, DDT |
| 8 colonne | 99.999.999 | Numerazioni che non si azzerano mai, archivi grandi |
Per la grande maggioranza degli uffici sei colonne bastano con ampio margine. Otto colonne servono a chi non azzera la numerazione a inizio anno e accumula progressivi su più esercizi.
Avanzamento automatico, ripetizione e senso di numerazione
Il secondo criterio è come avanza il numero, e qui le differenze fra i modelli sono più profonde di quanto la scheda prodotto lasci intendere:
- manuale: l'ultima cifra si fa avanzare con un dito fra un'impronta e l'altra. Semplice, economico, ma è facile dimenticare un avanzamento e ritrovarsi due documenti con lo stesso numero;
- automatico: il numero avanza da solo a ogni pressione. È la funzione che rende un numeratore adatto a numerare in serie senza controllare;
- con ripetizione selezionabile: una levetta laterale imposta quante impronte ripetere con lo stesso numero prima di avanzare (tipicamente una, due, tre, quattro o sei volte). Serve quando lo stesso numero va apposto su più copie dello stesso documento — originale, copia per il cliente, copia contabile;
- crescente o decrescente: alcuni modelli professionali permettono di invertire il senso di numerazione, utile per i conteggi a scalare.
I numeratori in metallo con impugnatura, più pesanti e costruiti per timbrare migliaia di volte, sono la scelta dei magazzini e delle tipografie; quelli autoinchiostranti in plastica sono la scelta da scrivania.
Polinomio: come si compone e quando conviene davvero
Il polinomio non è un timbro con una funzione fissa: è un timbro a righe componibili, dove ogni riga porta una dicitura scelta da chi lo configura. I modelli tipici hanno una banda con dodici diciture selezionabili a rotella — le più diffuse in Italia sono ARRIVATO, ANNULLATO, ORIGINALE, COPIA, PAGATO, URGENTE, RISERVATO, SPEDITO, EVASO, RICEVUTO, APPROVATO, VISTO — e in molti casi una riga con la data.
Si sceglie il polinomio quando in ufficio si appongono diciture diverse sugli stessi documenti: invece di cinque timbri da tenere in ordine e da cercare, uno solo che si imposta ruotando una banda. Non si sceglie quando serve sempre la stessa dicitura, perché in quel caso un timbro di testo dedicato è più rapido e non si può sbagliare selezione.
Il compromesso del polinomio è duplice: la selezione va controllata prima di ogni impronta (timbrare «PAGATO» un documento da annullare è un errore che capita), e la composizione delle righe con caratteri mobili, sui modelli che la prevedono, richiede una pinzetta e un po' di pazienza.
Quale dei tre serve al tuo ufficio
| Situazione | Timbro giusto |
|---|---|
| Marcare la data di arrivo della corrispondenza | Datario, meglio automatico se il volume è alto |
| Numerare in sequenza ricevute, buoni, pagine | Numeratore a 6 colonne, con avanzamento automatico |
| Stesso numero su originale e copie | Numeratore con ripetizione selezionabile |
| Diciture diverse sui documenti che passano in ufficio | Polinomio |
| Una sola dicitura sempre uguale | Timbro di testo semplice, non un polinomio |
| Protocollo con numero e data insieme | Polinomio con datario, oppure numeratore più datario |
| Marcature su colli e imballi in magazzino | Numeratore in metallo con impugnatura, caratteri da 5 mm |
Che cosa deve contenere l'impronta di protocollo
Chi usa questi timbri per protocollare lavora accanto a una regola scritta. Il D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445, il testo unico sulla documentazione amministrativa, definisce la segnatura di protocollo come «l'apposizione o l'associazione, all'originale del documento, in forma permanente e non modificabile, delle informazioni riguardanti il documento stesso». Nella pratica quotidiana di un ufficio significa che sul documento deve restare, in modo leggibile e non alterabile, almeno il numero progressivo e la data di registrazione.
Il timbro non sostituisce la registrazione — che oggi avviene su gestionale — ma resta il modo più rapido per riportare quelle informazioni sull'originale cartaceo appena arriva, prima di passarlo a chi lo lavorerà. È per questo che il polinomio con numeratore e datario, o la coppia numeratore più datario, resta lo strumento tipico del banco protocollo anche negli uffici informatizzati.
Manutenzione delle rotelle e dei caratteri
Tutti e tre i timbri condividono lo stesso punto debole: negli interstizi fra una rotella e l'altra si accumulano polvere e inchiostro secco, e l'impronta perde nitidezza proprio nelle giunzioni.
- Pulire le bande con un panno appena inumidito, facendole ruotare lentamente, senza smontare il meccanismo.
- Non forzare l'avanzamento quando le rotelle sono ancora umide di inchiostro fresco: il liquido entra negli ingranaggi e vi si secca, rendendo il movimento sempre più duro.
- Conservare le diciture e i caratteri mobili non montati in una scatolina dedicata: sono pezzi minuscoli e, una volta persi, spesso non si acquistano singolarmente.
- Controllare il cuscinetto sui modelli autoinchiostranti: un cuscinetto indurito peggiora l'impronta indipendentemente da quanto sono pulite le rotelle, e il criterio per riconoscerlo è nella guida su come funziona un timbro autoinchiostrante.
- Verificare la data ogni mattina sui datari manuali: è l'errore più banale e il più difficile da correggere a posteriori su un documento già archiviato.
Errori tipici di acquisto
- Comprare un polinomio pensando che «faccia tutto»: se serve solo la data, un datario è più rapido e non si può sbagliare selezione.
- Scegliere un numeratore manuale per un lavoro in serie: prima o poi due documenti usciranno con lo stesso numero.
- Sottovalutare l'altezza dei caratteri: 3 mm su un documento che verrà fotocopiato o scansionato a bassa risoluzione diventa difficile da leggere.
- Prendere poche colonne per risparmiare, in un ufficio che non azzera la numerazione a inizio anno.
- Ignorare il colore: la convenzione italiana vuole il blu per le impronte che certificano e il rosso per quelle che segnalano; un protocollo in nero si confonde con il testo stampato del documento.
Quanto costano datari, numeratori e polinomi
| Tipo | Prezzo più basso | Prezzo tipico | Fascia alta | In stock | Fascia |
|---|---|---|---|---|---|
| Datari, numeratori, polinomi | 1,27 € | 40,63 € | 69,66 € | 33 | ███████····· |
| Timbro datario | 0,94 € | 28,16 € | 46,77 € | 19 | ████········ |
| Timbro numeratore | 6,32 € | 26,52 € | 77,97 € | 13 | ████········ |
| Timbro polinomio | 18,49 € | 25,73 € | 29,71 € | 5 | ████········ |
Prezzi del catalogo initpc rilevati a settembre 2026, solo prodotti disponibili; i listini cambiano nel tempo.
Le fasce sono larghe perché dentro la stessa voce convivono prodotti molto diversi. Sul datario la fascia bassa è quella delle bande di ricambio e dei modelli tascabili, quella alta dei datari professionali con testo personalizzato. Sul numeratore la differenza la fanno il materiale e il numero di colonne: i modelli in metallo con impugnatura e otto cifre stanno in cima alla fascia, quelli autoinchiostranti in plastica a sei colonne al centro. Il polinomio ha la fascia più stretta di tutte, perché è un prodotto standardizzato: la dodici diciture con datario è la configurazione più comune. Chi timbra poche volte al giorno trova nella fascia bassa modelli perfettamente adeguati; la fascia alta si giustifica solo con l'uso continuativo al banco.
Prima di ordinare: due controlli che evitano un reso
Il primo è la taglia dell'impronta rispetto allo spazio disponibile sul documento: un polinomio con datario occupa parecchio, e su una ricevuta piccola non entra. Il secondo è la disponibilità dei ricambi: bande della data, cuscinetti e caratteri mobili vanno verificati prima dell'acquisto, perché un timbro a rotelle senza ricambi disponibili è un timbro usa e getta. Il confronto generale fra le famiglie di timbri è nella guida timbri e accessori per timbri, mentre chi ha già più di due o tre timbri in uso trova in portatimbri il modo di tenerli in ordine. Il catalogo è nella categoria datari, numeratori e polinomi dello shop.
Domande frequenti
Un datario automatico aggiorna la data da solo, come un orologio?
No. «Automatico» significa che tutte le bande avanzano insieme con un solo gesto, invece di doverle ruotare una per una. La data va comunque cambiata a mano ogni giorno: nessun timbro meccanico da ufficio contiene un calendario che si aggiorna da solo.
Quante cifre servono al numeratore di un piccolo ufficio?
Sei colonne, che arrivano a 999.999, coprono con ampio margine il protocollo di qualunque piccolo ufficio, anche senza azzerare la numerazione a inizio anno. Otto colonne hanno senso solo per archivi molto grandi o per numerazioni condivise fra più sedi che non vengono mai riportate a zero.
Posso cambiare le diciture di un polinomio dopo l'acquisto?
Sulle bande a diciture fisse no: quelle stampate in fabbrica sono quelle e non si sostituiscono. Sui modelli a caratteri mobili sì, con le pinzette fornite o acquistabili a parte, ma è un'operazione delicata e non tutti i produttori vendono i singoli caratteri di ricambio per ogni modello.
Serve ancora un timbro per protocollare, se l'ufficio usa un gestionale?
Sì, in molti uffici si usano entrambi: il gestionale registra, il timbro riporta numero e data sull'originale cartaceo nel momento in cui arriva. Finché circola carta, la segnatura visibile sul documento resta il modo più rapido per sapere se è già stato preso in carico.
Qual è la differenza fra un numeratore automatico e uno con ripetizione?
L'automatico avanza di uno a ogni impronta. Quello con ripetizione permette di impostare quante impronte fare con lo stesso numero prima di avanzare, tipicamente da una a sei: serve quando lo stesso numero va apposto su originale e copie dello stesso documento, e senza quella funzione si dovrebbe riportare indietro la rotella a mano ogni volta.
Che altezza dei caratteri conviene per documenti che verranno scansionati?
Almeno 4 mm. Sotto quella misura, una scansione a bassa risoluzione o una fotocopia di seconda generazione rendono le cifre della data e del numero difficili da distinguere, in particolare fra 3 e 8 e fra 5 e 6. Se l'impronta è destinata a un archivio digitale, meglio 4 o 5 mm e un colore diverso dal nero del testo.
Domande e richieste su questa guida0 messaggi
Hai un dubbio, vuoi un approfondimento o hai trovato un errore? Scrivilo qui: risponde Hector, l'agente AI di initpc, oppure un operatore. Le richieste utili finiscono nella prossima revisione della guida.
Nessun messaggio ancora: puoi essere la prima persona a fare una domanda su questa guida.
Per commentare accedi o iscriviti
Niente password: ti mandiamo un link via email che vale 20 minuti. Alla prima iscrizione servono anche il nome e il consenso.
Newsletter
Iscriviti alle guide di initpc
Le nuove guide, una email al mese. Niente pubblicità, niente giri di indirizzi.
Cosa dicono i clienti
Le recensioni del negozio
Recensioni raccolte da Feedaty da chi ha davvero comprato su initpc.it. Riguardano il negozio, non le guide del blog.
- 4/5
Sono molto soddisfatta della rapidità di consegna e soprattutto del supporto postvendita ricevuto per un problema riscontrato con il prodotto. Alice molto efficiente e professionale lo ha risolto in modo rapido ed efficace. Da migliorare il controllo della merce e l'imballaggio prima della spedizione.
Leggi tutto - 5/5
Tutto perfetto merce come da descrizione e spedizione veloce!
- 5/5
MOLTO SODDISFATTI DEL SERVIZIO E DELLA TEMPISTICA DI CONSEGNA. AZIENDA SERISSIMA
- 5/5
Ottimo servizio, vasto assortimento e prezzi competitivi. Davvero soddisfatto.
- 5/5
Servizio fantastico! Ho trovato un prodotto non facile da reperire, le cialde di caffè Meseta compatibili con Nespresso, che consiglio a tutti. Tempi di consegna rapidi e pienamente in linea con quanto promesso. Bravi, affidabili e puntuali: e non è la prima volta che mi trovo così bene!
Leggi tutto - 5/5
Comprato rete cantiere h 1.50, ottimo rapporto qualità/prezzo. Consegna rispettando i tempi.



